ARPA Veneto ha pubblicato il report con i risultati delle campagne di ricerca dei PFAS nei punti di monitoraggio della rete regionale delle acque sotterranee. Tale iniziativa è nata a seguito del ritrovamento, nel 2013, di PFAS nelle acque superficiali, sotterranee e potabili delle Province di Vicenza e Verona.
Complessivamente nel 2025 sono stati analizzati 216 punti. I risultati confermano quanto evidenziato nei precedenti rapporti. Se si escludono i punti dell’area influenzata dall’inquinamento, i tre della Provincia di Treviso in cui sono state rilevate con continuità concentrazioni attorno ai 100 ng/L o più e il punto di Villafranca Veronese (con frequenti superamenti del valore soglia per il PFOS), nella metà dei punti in cui è stata rilevata la presenza, la stessa si è presentata in tracce solamente in una o due occasioni. I congeneri ritrovati più frequentemente si confermano essere l’acido perfluoroottanoico (PFOA) che ha anche le concentrazioni più elevate, l’acido perfluorobutanoico (PFBA), l’acido perfluorobutansolfonico (PFBS), l'acido perfluoroesanoico (PFHxA), l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS) e l’acido perfluoropentanoico (PFPeA).
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del report disponibile qui.