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ARERA – Delibera 584/2025/R/rif su minimizzazione flussi dati bonus sociale rifiuti

ARERA – Delibera 584/2025/R/rif su minimizzazione flussi dati bonus sociale rifiuti

Il 23 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 584 recante disposizioni per l’ulteriore minimizzazione dei flussi di dati relativi al bonus sociale rifiuti e per l’integrazione e la rettifica di errori materiali del TUBR. 

La delibera n. 584 integra la precedente Delibera 355/2025/R/rif del 29 luglio 2025, con la quale l’Autorità ha approvato il Testo Unico per la regolazione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti (TUBR) agli utenti domestici del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in condizioni economico sociali disagiate, in attuazione dell’articolo 57 bis del Decreto legge 124/19 e del DPCM 21 gennaio 2025, n. 24. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/013/SAEC-ARE/CC del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/013/SAEC-ARE/CC

2026/013/SAEC-ARE/CC

Il 23 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 584/2025/R/rif recante disposizioni per l’ulteriore minimizzazione dei flussi di dati relativi al bonus sociale rifiuti e per l’integrazione e la rettifica di errori materiali del TUBR.

La Delibera n. 584/2025/R/rif integra la precedente Delibera 355/2025/R/rif del 29 luglio 2025 (v. circolare Assoambiente 302/2025), con la quale l’Autorità ha approvato il Testo Unico per la regolazione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti (TUBR) agli utenti domestici del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in condizioni economico sociali disagiate, in attuazione dell’articolo 57 bis del Decreto legge 124/19 e del DPCM 21 gennaio 2025, n. 24. 

Successivamente alla definizione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti erano state avviate delle interlocuzioni con i vari soggetti coinvolti nel processo di erogazione del medesimo bonus, dalle quali interlocuzioni era emersa la necessità di integrare il TUBR al fine di esplicitare alcune tempistiche relative allo scambio dei flussi di dati tra i diversi soggetti coinvolti e di semplificare alcune procedure connesse a tali scambi, nonché la possibilità di minimizzare ulteriormente lo scambio di dati.

La Delibera n. 584/2025, oltre a modificare in più punti la Delibera n. 355/2025, corregge gli errori materiali riscontrati nell’Allegato A del TUBR.

Per maggiori informazioni e per il dettaglio delle integrazioni adottate si rimanda al testo della Delibera in allegato.

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Decreto legislativo 2/2026 – EPR e pannelli fotovoltaici a fine vita.

Decreto legislativo 2/2026 – EPR e pannelli fotovoltaici a fine vita.

Il 24 gennaio 2026 entrerà in vigore il Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 recante attuazione della direttiva (UE) 2024/884 che modifica la direttiva 2012/19/UE sui RAEE (G.U. n. 6 del 9 gennaio 2026). 

La Direttiva (UE) 2024/884 era stata approvata dagli organi europei in risposta alla sentenza della Corte di Giustizia europea C-181/20 e prevedeva, di fatto, l’eliminazione dell’applicazione retroattiva della responsabilità estesa del produttore (EPR) ai pannelli fotovoltaici dismessi. Il decreto specifica che i costi relativi alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti originati dai pannelli fotovoltaici spettano al produttore dei pannelli solo con riferimento ai prodotti immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2012. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/012/SAEC-NOT/CS del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/012/SAEC-NOT/CS

2026/012/SAEC-NOT/CS

Il 24 gennaio 2026 entrerà in vigore il Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 recante attuazione della direttiva (UE) 2024/884 che modifica la direttiva 2012/19/UE sui RAEE (G.U.n. 6 del 9 gennaio 2026).

La Direttiva (UE) 2024/884 era stata approvata dagli organi europei in risposta alla sentenza della Corte di Giustizia europea C-181/20 e prevedeva, di fatto, l’eliminazione dell’applicazione retroattiva della responsabilità estesa del produttore (EPR) ai pannelli fotovoltaici dismessi.

Il decreto specifica che i costi relativi alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti originati dai pannelli fotovoltaici spettano al produttore dei pannelli solo con riferimento ai prodotti immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2012 (data di entrata in vigore della Direttiva 2012/19/UE che ha incluso nella disciplina questi beni). Viene comunque specificato che per i pannelli fotovoltaici che hanno ricevuto gli incentivi statali del "Conto energia", i costi della gestione a fine vita spettano al titolare dell'impianto e non al produttore del pannello. 

Il decreto inoltre fornisce una chiarimento sul perimetro e la definizione dei RAEE storici che vengono quindi identificati come quei rifiuti che:

  • derivano da apparecchi elettronici immessi sul mercato prima del 13 agosto 2005;
  • derivano da apparecchi elettronici che, seppure inclusi nell’open scope della disciplina RAEE a partire dal 15 agosto 2018, sono stati immessi sul mercato prima di tale data.
     

Il finanziamento delle operazioni di gestione di tali RAEE storici, se prodotti da aziende, sarà quindi a carico del detentore del rifiuto mentre, nel caso di sostituzione dell’apparecchio vecchio con uno nuovo, la gestione sarà a carico del produttore della nuova AEE. Per tutti i rifiuti elettronici che invece originano da apparecchiature immesse sul mercato dopo il 15 agosto 2018 i costi di smaltimento continuano ad essere finanziati dai produttori.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto in allegato.

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FEAD NEWSLETTER N° 248 - 12 JANUARY 2026

FEAD NEWSLETTER N° 248 - 12 JANUARY 2026

Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 248 del 12 gennaio 2026.

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Semplificazione Tassonomia – Pubblicato nuovo regolamento

Semplificazione Tassonomia – Pubblicato nuovo regolamento

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’8 gennaio 2026 il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, che modifica i Regolamenti (UE) 2021/2178, 2021/2139 e 2023/2486, per semplificare contenuto e presentazione dell’informativa sulle attività ecosostenibili delle aziende nell’ambito della tassonomia e alcuni criteri di vaglio tecnico DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/011/SAEC-EUR/FA del 12.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/011/SAEC-EUR/FA

2026/011/SAEC-EUR/FA

Pubblicato il Regolamento Delegato (UE) 2026/73 (GUUE dell’8 gennaio 2026), che modifica i Regolamenti (UE) 2021/2178, 2021/2139 e 2023/2486, per semplificare contenuto e presentazione dell’informativa sulle attività ecosostenibili delle aziende nell’ambito della tassonomia e alcuni criteri di vaglio tecnico DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente).

Si ricorda che il testo della Commissione, che era stato sottoposto al vaglio di Parlamento e Consiglio lo scorso luglio (v. circolare associativa n. 262 dell’11 luglio 2025) e fa parte del pacchetto Omnibus, ha l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi e favorire una rendicontazione più proporzionata e chiara, senza compromettere la trasparenza e la comparabilità dei dati ambientali, per andare verso una finanza sostenibile più efficace, accessibile e trasparente, in grado di sostenere la transizione ecologica.

Si evidenzia che il Regolamento prevede una maggiore flessibilità per le imprese in quanto potranno non valutare le attività economiche che rappresentano meno del 10% dei loro KPI (indicatori chiave di performance) rilevanti (fatturato, spesa operativa e spesa in conto capitale).

È prevista anche una modalità di reporting semplificata, attraverso l’eliminazione di duplicati delle informazioni, la soppressione dell’allegati dedicati ai settori del gas fossile e del nucleare e l’aggiornamento/sostituzione di vari allegati tecnici, mantenendo però le informazioni essenziali sui gradi di ammissibilità e allineamento normativo.

Il Regolamento è entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, coprendo l'esercizio 2025, ma con la possibilità di essere applico dall'esercizio 2026. A tal proposito, per quanto di interesse, si ricorda che alla fine dello scorso anno la Commissione ha pubblicato una bozza di FAQ per supportare le imprese sulla transizione alle nuove regole semplificate della tassonomia (v. circolare associativa n. 469 del 22 dicembre 2025).

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al Regolamento UE in allegato alla presente.

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ASSOAMBIENTE 09 gennaio 2026

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RENTRi – Pubblicazione News

RENTRi – Pubblicazione News

Pubblicate sul sito RENTRi tre news che forniscono chiarimenti su: esclusioni dall’obbligo di iscrizione al RENTRi, termini per la fruizione dei servizi per la gestione del FIR in formato digitale e iscrizione produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti. 

In particolare le news sintetizzano i contenuti e le ricadute delle esclusioni all’obbligo di iscrizione al RENTRi contenute nella Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge Bilancio 2026).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/010/SAEC-REN/LE del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/010/SAEC-REN/LE

2026/010/SAEC-REN/LE

Informiamo che sul sito RENTRi sono state pubblicate le seguenti tre news che, anche a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (cfr. ns circ. n. 008/2026), forniscono chiarimenti su:

  • esclusioni dall’obbligo di iscrizione al RENTRi;
  • termini per la fruizione dei servizi per la gestione del FIR in formato digitale;
  • iscrizione produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti.
     

Relativamente a ciascuna news si evidenzia sinteticamente quanto segue:

  1. ESCLUSIONI DALL’OBBLIGO DI ISCRIZIONE AL RENTRI (LINK)

La news sintetizza i contenuti della Legge 199 del 30/12/2025 (G.U. n.301 del 30/12/2025 – v. circolare Assoambiente n. 008/2026) che ha sostituito il comma 3-bis dell’articolo 188-bis del D.lgs. n. 152/2006 il quale individua gli operatori obbligati all’iscrizione al RENTRi, come di seguito riportato: 

3-bis. Gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi, nonché, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, sono tenuti ad iscriversi al Registro elettronico nazionale di cui al comma 3 del presente articolo. Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al suddetto Registro elettronico nazionale:

a) i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all'articolo 237, comma 1;
b) i produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all'articolo 190, commi 5 e 6.

La news sintetizza, per comodità degli utenti, i soggetti a cui si applicano le disposizioni dell’articolo 190 che sono esclusi dall’iscrizione al RENTRi che sono:

  • comma 5:
  • gli imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del Codice civile, con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila;
  • le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all'art. 212, comma 8;
  • per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti. (già precedentemente esclusi dall’obbligo di iscrizione).
     

Si evidenzia che gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti che raccolgono e trasportano i propri rifiuti di cui all'articolo 212, comma 8, rimangono tenuti all’iscrizione solo quando obbligati in qualità di produttori;

  • comma 6:
  • gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del Codice civile produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • i soggetti esercenti attività ricadenti nell'ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02, 96.02.03 e 96.09.02 che producono rifiuti pericolosi, compresi quelli aventi codice EER 18.01.03*, relativi ad aghi, siringhe e oggetti taglienti usati;
  • i produttori di rifiuti pericolosi non rientranti in organizzazione di ente o impresa.
     

Tali operatori rientranti nelle categorie escluse, laddove già iscritti, dovranno presentare, tramite l’area operatori del portale RENTRI, una pratica di cancellazione, in assenza della quale verranno ritenuti operatori iscritti al RENTRI in modalità volontaria. 

Da ultimo la news ricorda che i produttori iniziali di rifiuti non iscritti al RENTRI sono tenuti a registrarsi all’area riservata “Produttori di rifiuti non iscritti” per produrre, vidimare e gestire il FIR in formato cartaceo conforme al nuovo modello già in uso dal 13 febbraio 2025.

Per approfondimenti su tale aspetto si rinvia ai seguenti link:

2.TERMINI PER LA FRUIZIONE DEI SERVIZI PER LA GESTIONE DEL FIR IN FORMATO DIGITALE (LINK)

La news ricorda che ai sensi dell’articolo 7, comma 8 del D.M. n. 59/2023 il FIR è emesso e gestito in modalità digitale a partire dalla data indicata all'articolo 13, comma 1, lettera c) ovvero a partire dal 13 febbraio 2026

Dal 22 gennaio 2026 il MASE ha programmato il rilascio in ambiente di produzione delle seguenti funzionalità:

  • gestione dispositivi mobili, disponibile in Area Operatori alla voce Interoperabilità, per la configurazione dei dispositivi mobili ai fini dell’utilizzo dell’APP RENTRI FIR digitale;
  • servizi di supporto, presenti in Area Operatori, per la creazione e compilazione dei FIR digitali;
  • API, disponibili nell’area Servizi per l'interoperabilità, per la creazione e compilazione dei FIR digitali;
  • APP RENTRI FIR digitale per configurare l’app sui dispositivi mobili, creare e compilare FIR digitali. 


Resta fermo che:

  1. la possibilità di firmare digitalmente i FIR sarà disponibile unicamente a partire dal 13 febbraio 2026;
  2. l’attivazione completa in produzione delle funzionalità complete correlate all'apertura del FIR digitale avverrà nella giornata del 12 febbraio 2026, in modo da consentire l’utilizzo del FIR in formato digitale a decorrere dalla giornata del 13 febbraio 2026.

Maggiori informazioni e materiale didattico sul FIR digitale sono disponibili ai seguenti link del portale RENTRi:

- FIR digitale come prepararsi al 13 febbraio 2026
- i servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
- gestione del FIR digitale (xFIR) da parte degli operatori coinvolti nella movimentazione
- FIR cartaceo o digitale (xFIR): modalità di adempimento
- sottoscrizione del FIR digitale (xFIR)

Gli aspetti tecnico informatici sono trattati nella documentazione pubblicata nell’area Servizi per l’interoperabilità.

3.ISCRIZIONE PRODUTTORI DI RIFIUTI PERICOLOSI FINO A 10 DIPENDENTI (LINK)

La news ricorda che l’ultima scadenza prevista dal D.M. 59/2023 per l’iscrizione dei produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti è il 13 febbraio 2026 e che da tale data questi soggetti hanno l’obbligo di tenere i registri di carico e scarico in formato digitale, utilizzando i propri sistemi gestionali o i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRI nonché di gestire, a partire dal 13 febbraio 2026, per i soli rifiuti pericolosi, il FIR in formato digitale. Di seguito i principali link di interesse: 

Per l’iscrizione


Per il registro cronologico di carico e scarico


Per il FIR in formato digitale


La news sintetizza altresì i contenuti delle esclusioni dall’iscrizione al RENTRi apportati dalla recente Legge di Bilancio (cfr. ns. circ. n. 008/2026) e già sintetizzati al primo punto della presente circolare Esclusioni dall’obbligo di iscrizione al RENTRi”.

Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.

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Prorogato fino al 30 aprile l’Accordo Quadro ANCI-CONAI

Prorogato fino al 30 aprile l’Accordo Quadro ANCI-CONAI

Lo scorso 30 dicembre i Presidenti di CONAI e di ANCI hanno stabilito di prorogare fino al 30 aprile 2026 l’Accordo Quadro ANCI-CONAI 2020-2024 per consentire la definizione degli Allegati Tecnici del nuovo Accordo, continuando così a garantire il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti in convenzione da parte dei Consorzi di filiera.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/009/SAEC-SPL/PE del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/009/SAEC-SPL/PE

2026/009/SAEC-SPL/PE

Informiamo che lo scorso 30 dicembre i Presidenti di CONAI e di ANCI hanno stabilito di prorogare fino al 30 aprile 2026 l’Accordo Quadro ANCI-CONAI 2020-2024 per consentire la definizione degli Allegati Tecnici del nuovo Accordo, continuando così a garantire il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti in convenzione da parte dei Consorzi di filiera.

Le negoziazioni in corso tra i rappresentanti degli enti locali e i consorzi di filiera per il riciclo degli imballaggi, a cui partecipa anche Assoambiente, non sono approdate a un’intesa sulla parte tecnica del nuovo accordo di comparto che dovrà regolare i corrispettivi riconosciuti ai Comuni in base ai costi efficienti della raccolta differenziata.

Ricordiamo che un’intesa sulla parte generale del nuovo Accordo è già stata raggiunta da CONAI, dai Consorzi di filiera, da ANCI, da UPI e dai sistemi EPR autonomi a giugno 2025. Questa parte entrerà in vigore dalla data di sottoscrizione di almeno due degli Allegati Tecnici previsti dall’Accordo.

Nel periodo di proroga continueranno ad applicarsi le attuali condizioni contenute negli Allegati vigenti, compresi i parametri vigenti per l’assegnazione delle fasce qualitative e i corrispettivi riconosciuti ai Comuni o ai loro delegati per il conferimento degli imballaggi a fine vita al sistema CONAI e ai Consorzi di filiera. L’accordo prevede anche, se necessario per motivi economici, il riconoscimento di un corrispettivo transitorio una tantum per il periodo dal 1° luglio 2025 alla data di entrata in vigore degli allegati tecnici definitivi.

La proroga prevede inoltre la prosecuzione dell’incarico a TÜV Italia come soggetto terzo per le attività di analisi sulla qualità dei rifiuti di imballaggio conferiti.

Per quanti interessati, in allegato una sintesi rispetto agli ultimi incontri sugli Allegati tecnici.

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Legge di Bilancio 2026

Legge di Bilancio 2026

In vigore dal 1° gennaio 2026 la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di bilancio 2026) che prevede numerose disposizioni anche in materia ambientale, tra cui norme relative a: proroga plastic tax e TARI, energia, “somma di PFAS” per acque destinate al consumo umano, soggetti obbligati al RENTRi, Terre e rocce da scavo.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/008/SAEC-NOT/NA del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/008/SAEC-NOT/NA

2026/008/SAEC-NOT/NA

In vigore dal 1° gennaio 2026, salvo diverse prescrizioni specifiche, la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge Bilancio 2026, pubblicata nella GU del 30/12/2025) che prevede, tra le numerose disposizioni, norme che hanno impatto diretto o indiretto su imprese e operatori dei servizi ambientali e in particolare:

RENTRI

Comma 789: sostituisce il comma 3-bis dell’art. 188-bis del Testo Unico Ambientale (TUA), ridefinendo chi deve iscriversi al RENTRI:

  • esclusione dei consorzi/sistemi di gestione collettivi previsti dall’art. 237 del TUA;
  • esclusione dei produttori di rifiuti soggetti alle disposizioni specifiche di cui all’art. 190, commi 5 e 6 del TUA (produttori di rifiuti che non devono tenere il registro cronologico di carico e scarico dei rifiuti o che possono tenerlo in forma semplificata). 
     

Riportiamo in grassetto le novità rispetto al testo precedentemente in vigore: 

    «3-bis. Gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualita di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi, nonché, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, sono tenuti ad iscriversi al Registro elettronico nazionale di cui al comma 3 del presente articolo. Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al suddetto Registro elettronico nazionale:
a) i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all'articolo 237, comma 1; 
b) i produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all'articolo 190, commi 5 e 6». 

PLASTIC TAX

Comma 125: viene differita dal 1° luglio 2026 al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore dell’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), la cosiddetta plastic tax sulla plastica usa-e-getta.

TERRE E ROCCE DA SCAVO

Comma 829: Modifiche ai criteri che dovrà prendere in considerazione il MASE nell'adottare il futuro regolamento sulla disciplina semplificata delle terre e rocce da scavo (che sostituirà l'attualmente vigente decreto del Presidente della Repubblica 120/2017). La norma estende l’ambito di applicazione del nuovo regolamento di semplificazione della gestione delle terre e delle rocce da scavo previsto dal D.L. 13/2023, convertito dalla L. 41/2023, ai residui di lavorazione di materiali lapidei, alle terre e rocce da scavo provenienti da affioramenti geologici naturali contenenti amianto e ai sedimenti escavati negli alvei dei corpi idrici superficiali e del reticolo idrografico, in zone golenali di corsi d’acqua, di spiagge, di fondali lacustri e di invasi artificiali, nonché di fondali marini e portuali, derivanti da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera.

GESTIONE MATERIE DEL SISMA CENTRO ITALIA 2016-2017

Comma 581: prorogata di un ulteriore anno (al 31 dicembre 2026) la gestione agevolata di rifiuti e macerie nei territori dell'Italia centrale colpiti dal sisma del 2016 e 2017. In particolare viene modificato il DL 189/2016, art. 28, commi 7 e 13-ter differendo al 31 dicembre 2026 il termine (scaduto il 31 dicembre

2025) entro il quale si applicano le deroghe per il deposito temporaneo delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di ricostruzione. Prorogata al 31 dicembre 2026 anche la disciplina derogatoria in materia di terre e rocce da scavo prevista, dal comma 13-ter dell'articolo 28 del Dl 189/2016, per i materiali da scavo provenienti dai cantieri allestiti per la realizzazione di strutture abitative di emergenza o altre opere provvisionali connesse all'emergenza.

Comma 582: modifica l'articolo 28-bis, comma 2 del DL 189/2016, prevedendo la proroga sempre al 31 dicembre 2026, previo parere degli organi tecnico-sanitari e certificazione della Regione della deroga ai limiti quantitativi di rifiuti non pericolosi, derivanti dalle attività di costruzione e demolizione nelle aree del sisma del 2016-2017. L'aumento è consentito nel limite del 70% per ogni autorizzazione..

ACQUE POTABILI E PFAS

Commi 622 e 623: posticipano al 13 luglio 2026 dell'obbligo per Regioni, Autorità sanitarie e gestori degli impianti di assicurare il rispetto dei valori limite di parametro per quanto riguarda la "somma di 4 Pfas" (Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs). Confermato invece l'obbligo dal 13 gennaio 2026 di osservare i valori limite nelle acque che beviamo per bisfenolo-A, clorato, acidi aloacetici, microcistina-LR, somma di Pfas e uranio.

IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI

Comma 467: viene inserito all’articolo 14 del D.Lgs. 190/2024 (c.d. Testo Unico FER) il comma 10-ter che prevede, per gli interventi di revisione della potenza degli impianti a fonti rinnovabili esistenti su aree di demanio civico, la preventiva sdemanializzazione delle stesse. Tali interventi devono avvalersi delle migliori tecnologie disponibili, senza incremento di consumo di suolo, ed è prevista la corresponsione della relativa indennità di esproprio al comune titolare dei diritti. È inoltre fatto salvo il rispetto dei vincoli paesaggistici e culturali. 

TARI

Comma 677: i Comuni, a decorrere dal 2026, avranno tempo fino al 31 luglio per l’approvazione di piani finanziari e delle tariffe e i regolamenti della tassa rifiuti (Tari) e della tariffa corrispettiva. Il precedente termine era il 30 aprile e negli ultimi anni era stato spesso prorogato.

FINANZIAMENTI PER INVESTIMENTI NEL FOTOVOLTAICO

Commi 427-436: vengono agevolati gli investimenti in beni materiali strumentali finalizzati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia da fonte solare effettuati dalle imprese dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Oggetto del beneficio esclusivamente i seguenti impianti con:

-    moduli fotovoltaici con celle, gli uni e le altre prodotti negli Stati membri dell'Unione europea, con un'efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;

-  moduli prodotti negli Stati membri Ue composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell'Unione europea con un'efficienza di cella almeno pari al 24%.

Per ulteriori approfondimenti la Legge Bilancio 2026 è disponibile qui.

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TuttoAmbiente Professional Learning “RISK MANAGEMENT AMBIENTALE”, in live streaming 25 febbraio-1° aprile 2026

TuttoAmbiente Professional Learning “RISK MANAGEMENT AMBIENTALE”, in live streaming 25 febbraio-1° aprile 2026

Dal 25 febbraio al 1° aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato il Professional Learning RISK MANAGEMENT AMBIENTALE” in live streaming con l’ultima lezione in presenza a Milano.

TuttoAmbiente è accreditato come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Per il presente evento saranno erogati 28 crediti formativi previa approvazione dell’Ordine.

Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al programma disponibile qui.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/007/SAEC-COM/PE del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/007/SAEC-COM/PE

2026/007/SAEC-COM/PE

Dal 25 febbraio al 1° aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato il Professional Learning RISK MANAGEMENT AMBIENTALE” in live streaming con l’ultima lezione in presenza a Milano.

Con questo corso professionalizzante, TuttoAmbiente mette a disposizione la propria esperienza pluridecennale, offrendo strumenti operativi, casi pratici e metodologie integrate e riconosciute per guidare i partecipanti nella costruzione di un modello di governance ambientale aziendale solido e conforme alle migliori practice oggi in essere. Dalla gestione dei rifiuti, alle emissioni in atmosfera e gli impatti diretti ed indiretti sul climate-change, gli scarichi idrici e alla prevenzione degli impatti su suolo, sottosuolo, fino alla gestione del rischio di greenwashing/greenblushing, delle emergenze ambientali e ai nuovi obblighi della rendicontazione non finanziaria, il percorso è pensato per fornire un quadro completo e aggiornato.

TuttoAmbiente è accreditato come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Per il presente evento saranno erogati 28 crediti formativi previa approvazione dell’Ordine.

Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.

Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al programma disponibile qui.

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Ricicla.TV | Intervista al Presidente UNIRIGOM Renzo Maggiolo

Ricicla.TV | Intervista al Presidente UNIRIGOM Renzo Maggiolo

“Troppa incertezza, investimenti a rischio”: le difficoltà della filiera del riciclo degli pneumatici fuori uso nella dichiarazione di Renzo Maggiolo, Presidente UNIRIGOM, ai microfoni di Ricicla.Tv.

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Ricicla.TV | Circular Economy Act: cosa auspica ASSOAMBIENTE

Ricicla.TV | Circular Economy Act: cosa auspica ASSOAMBIENTE

Ai microfoni di Ricicla.Tv il Direttore ASSOAMBIENTE Elisabetta Perrotta.

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“Impianti Aperti on the road” di Assoambiente – aperte candidature 2026

“Impianti Aperti on the road” di Assoambiente – aperte candidature 2026

Si rinnova nel 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità”, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE  che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti. Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 15 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/468/SAEC-COM/PE del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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OMNISYST | 𝗖𝗢𝗨𝗡𝗧𝗗𝗢𝗪𝗡 𝗫𝗙𝗜𝗥 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 | 20 Gennaio

OMNISYST | 𝗖𝗢𝗨𝗡𝗧𝗗𝗢𝗪𝗡 𝗫𝗙𝗜𝗥 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 | 20 Gennaio

Dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) dovrà essere redatto esclusivamente in formato digitale (XFIR).

Una transizione regolatoria che incide direttamente su organizzazione operativa, flussi documentali e responsabilità lungo l’intera filiera.

Per accompagnare imprese e operatori nella fase preparatoria, Omnisyst Spa, in collaborazione con ASSOAMBIENTE, organizza un webinar tecnico-operativo dedicato.

𝗖𝗢𝗨𝗡𝗧𝗗𝗢𝗪𝗡 𝗫𝗙𝗜𝗥 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲

📅 Martedì 20 gennaio 2026

🕟 Ore 16:30

Focus del webinar

• Quadro normativo e perimetro dei soggetti coinvolti

• Obblighi e impatti per produttori, trasportatori e intermediari

• Adeguamento organizzativo senza interruzioni operative

• Soluzioni digitali per una transizione efficiente e conforme

Intervengono

Chiara Leboffe, Funzionario ASSOAMBIENTE

Alberto Scotti, Technical & Compliance Manager Omnisyst
 

Clicca qui per iscriverti!

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Quarto Rapporto ISPRA-SNPA sullo stato bonifiche in Italia

Quarto Rapporto ISPRA-SNPA sullo stato bonifiche in Italia

Pubblicato ieri sul sito SNPA-ISPRA il quarto Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” che fornisce il quadro aggiornato al 1° gennaio 2024 dei procedimenti di bonifica sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province autonome/Agenzie per la protezione dell’ambiente nell’ambito del popolamento 2024 di MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/006/SAEC-SUO/PE del 08.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/006/SAEC-SUO/PE

2026/006/SAEC-SUO/PE

Pubblicato ieri sul sito SNPA-ISPRA il quarto Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” che fornisce il quadro aggiornato al 1° gennaio 2024 dei procedimenti di bonifica sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province autonome/Agenzie per la protezione dell’ambiente nell’ambito del popolamento 2024 di MOSAICO.

MOSAICO è la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica, sviluppato da ISPRA nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) con il supporto di Regioni e Province Autonome e colleziona le informazioni disponibili sui procedimenti di bonifica che interessano il territorio italiano.

Il Rapporto contiene alcune elaborazioni di carattere generale effettuate sui 16.365 procedimenti in corso e i 22.191 conclusi censiti in MOSAICO focalizzandosi, poi, sull’analisi di un subset più significativo dal punto di vista ambientale: i 17.406 procedimenti che hanno superato l’approvazione del piano di caratterizzazione.

Nel Rapporto sono analizzati gli stati di avanzamento e di contaminazione dei procedimenti in corso, le modalità di chiusura di quelli conclusi, l’età dei procedimenti e la loro durata. Sono esaminate altresì le superfici interessate da procedimenti di bonifica, le procedure adottate, i soggetti titolari e la distribuzione territoriale dei procedimenti oltre che i siti orfani. Infine, rispetto ai popolamenti degli anni passati, vengono illustrate un’analisi preliminare dei dati sulle tecnologie di intervento oltre che una sezione “ad hoc” con focus relativi a specificità regionali, sia di carattere tecnico che amministrativo.

Per quanti interessati il Rapporto è disponibile qui.

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ARERA – Delibera 591/2025/R/rif su aggiornamento predisposizioni tariffarie gestione RU – AGER Puglia

ARERA – Delibera 591/2025/R/rif su aggiornamento predisposizioni tariffarie gestione RU – AGER Puglia

Il 30 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 591/2025/R/rif recante determinazioni in ordine all’aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, proposto dall’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER), con riferimento a taluni Comuni del pertinente territorio, per il biennio 2024-2025. L’Autorità ha deliberato di concludere con esito negativo il procedimento di verifica della coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione trasmessa con riferimento al periodo 2024-2025 da AGER con riferimento agli ambiti tariffari di cui all’Allegato A delle Delibera n. 591 e, pertanto, per gli stessi ambiti tariffari, di escludere incrementi dei corrispettivi all’utenza finale per le annualità 2024-2025.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/005/SAEC-ARE/CC del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/005/SAEC-ARE/CC

2026/005/SAEC-ARE/CC

Il 30 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 591/2025/R/rif recante determinazioni in ordine all’aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, proposto dall’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER), con riferimento a taluni Comuni del pertinente territorio, per il biennio 2024-2025.

Nella Delibera si legge che l’Autorità, dopo aver trasmesso nel maggio 2025 ad AGER una prima richiesta di “Approfondimenti istruttori in merito all’aggiornamento biennale 2024-2025 delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”, ha ricevuto riscontro da parte dell’Agenzia nel luglio 2025 mediante l’invio di documentazione, che sostanzialmente ha confermato “i valori computati nelle predisposizioni tariffarie precedentemente trasmesse nel 2024”.

L’analisi istruttoria condotta dall’Autorità sulle predisposizioni tariffarie ha evidenziato “diffuse e rilevanti criticità” sia da parte dell’Ente territorialmente competente, sia da parte dei gestori, nell’adempiere alla regolazione tariffaria.

L’Autorità ha ritenuto che dall’esame della documentazione trasmessa da AGER emergono profili di illogicità, con particolare riferimento alla corretta verifica dell’equilibrio economico finanziario da parte della stessa, ed ha pertanto deliberato di concludere con esito negativo il procedimento di verifica della coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione trasmessa con riferimento al periodo 2024-2025 da AGER con riferimento agli ambiti tariffari di cui all’Allegato A delle Delibera n. 591/2025 e, pertanto, per gli stessi ambiti tariffari, di escludere incrementi dei corrispettivi all’utenza finale per le annualità 2024-2025.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Delibera e del relativo Allegato A.

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DL 200/2025 – proroga termini

DL 200/2025 – proroga termini

In vigore dal 31 dicembre 2025 il decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, il così detto Decreto Milleproroghe 2026 che proroga la scadenza dei termini previsti da varie disposizioni normative (G.U. n. 302 del 31 dicembre 2025). 

Tra i termini posticipati si evidenzia quello relativo all’obbligo della stipula della polizza contro le catastrofi naturali (cd. Polizza “Cat-Nat”), introdotto dalla Legge di Bilancio 2024

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/004/SAEC-NOT/CS del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/004/SAEC-NOT/CS

2026/004/SAEC-NOT/CS

In vigore dal 31 dicembre 2025 il decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, il così detto Decreto Milleproroghe 2026 che proroga la scadenza dei termini previsti da varie disposizioni normative (G.U. n. 302 del 31 dicembre 2025).

Tra i termini posticipati si evidenzia:

  • obbligo della stipula della polizza contro le catastrofi naturali (cd. Polizza “Cat-Nat”), introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. In particolare viene prorogato al 31 marzo 2026 il termine – previsto in origine al 31 dicembre 2025 – entro il quale le imprese dei settori della pesca e acquacoltura, nonché i titolari di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e le strutture turistico-ricettive devono sottoscrivere obbligatoriamente la polizza assicurativa contro danni ad apparecchiature e materiali causati da eventi meteo. Per tutte le altre imprese invece i termini entro cui provvedere alla stipula della polizza sono già decorsi;
  • proroga al 31 dicembre 2026 del regime autorizzatorio semplificato per gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile realizzati su strutture turistiche o termali. Inoltre, dal 1° gennaio 2026, le società che vendono a soggetti terzi energia termica sotto forma di calore per il riscaldamento e il raffrescamento per quantità superiori a 500 Tep annui devono garantire che una quota dell'energia venduta sia rinnovabile.

Il decreto-legge sarà presentato alle Camere per la conversione in legge, che dovrà avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato.

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Criteri europei End of Waste plastica – Commissione pubblica proposta

Criteri europei End of Waste plastica – Commissione pubblica proposta

Lo scorso 23 dicembre 2025, la Commissione Europea, nell’ambito del Pacchetto Inverno sull’Economia Circolare (“Circular Economy Winter Package” – v. circolare associativa n. 477 del 24 dicembre 2025), ha pubblicato la proposta di atto di esecuzione sui criteri End-of-Waste per la plastica riciclata ed ha aperto una consultazione pubblica sul documento che chiuderà il prossimo 26 gennaio 2026. Attesi contributi.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/003/SAEC-EUR/FA del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/003/SAEC-EUR/FA

2026/003/SAEC-EUR/FA

Lo scorso 23 dicembre 2025, la Commissione Europea, nell’ambito del Pacchetto Inverno sull’Economia Circolare (“Circular Economy Winter Package” – v. circolare associativa n. 477 del 24 dicembre 2025), ha pubblicato la proposta di atto di esecuzione sui criteri End-of-Waste per la plastica riciclata ed ha aperto una consultazione pubblica sul documento che chiuderà il prossimo 26 gennaio 2026.

La normativa mira a potenziare l'economia circolare all'interno dell'Unione Europea, riducendo gli oneri amministrativi e garantendo elevati standard di tutela ambientale. In particolare, l’atto di esecuzione pubblicato stabilisce i criteri tecnici affinché i rifiuti di plastica possano perdere la qualifica di rifiuto e diventare materie prime secondarie e il relativo allegato contiene la descrizione dettagliata di ognuno di essi.

La bozza, che deriva dallo studio del JRC al quale FEAD, anche con la collaborazione di Assoambiente, aveva inviato le proprie posizioni, si concentra sui polimeri termoplastici trattati tramite riciclo meccanico, garantendo che i materiali risultanti siano sicuri e pronti per la produzione di nuovi articoli. I produttori sono quindi chiamati ad implementare un rigoroso sistema di gestione della qualità e rilasciare una dichiarazione di conformità per ogni partita di materiale. Sono inoltre previsti limiti severi per la presenza di materiali estranei al fine di prevenire l'elusione delle norme sulle spedizioni transfrontaliere di rifiuti.

Per quanto riguarda la consultazione avviata sull’atto, disponibile qui, FEAD ha predisposto una bozza di posizione (v. allegato in word) e si evidenziano i seguenti commenti sostanziali:

  1. quando si misura il contenuto di materiali estranei in caso di pellettizzazione, si dovrebbe tenere conto dell'efficienza delle fasi di filtraggio.
  2. rivedere la definizione di usi consentiti dei materiali plastici riciclati per evitare di escludere applicazioni legittime di riciclo dei materiali.
  3. garantire che i criteri EoW non introducano inutili passaggi di tracciabilità delle esportazioni (poiché ora esiste l'obbligo di esportare solo monomateriale o miscele di PP/PET/PE).
  4. riconsiderare l'esclusione generale dei rifiuti di plastica per uso sanitario come materiale di input.

Chiediamo a quanti interessati di inviare il proprio feedback sulla posizione di FEAD alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 15 gennaio 2026, al fine di contribuire alla definizione del contributo da inviare alla Commissione.

Per maggiori informazioni si rimanda all’atto di esecuzione e il relativo allegato, allegati alla presente.

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ALBO GESTORI– Pubblicati nuovi quiz per verifiche RT validi a partire dall’anno 2026

ALBO GESTORI– Pubblicati nuovi quiz per verifiche RT validi a partire dall’anno 2026

Pubblicati sul sito dell’Albo gestori ambientali i nuovi quiz, suddivisi secondo le modalità disciplinate dalla delibera n. 6 del 26 novembre 2025 per le verifiche dei Responsabili Tecnici. 

I quiz verranno successivamente inseriti nella sezione Area Riservata Quiz Responsabile Tecnico, in sostituzione degli attuali in tempo utile per la prima sessione di verifica prevista per 14 luglio 2026.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/002/SAEC-ALB/LE del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/002/SAEC-ALB/LE

2026/002/SAEC-ALB/LE

Informiamo che sono stati pubblicati sul sito dell’Albo Gestori Ambientali i nuovi quiz, suddivisi secondo le modalità disciplinate dalla Delibera n. 6 del 26 novembre 2025 (cfr. circolare Assoambiente n. 454/2025), per le verifiche dei Responsabili Tecnici (RT) che si terranno a partire da luglio 2026:

Verifica iniziale:


Verifica di aggiornamento:


I quiz verranno successivamente inseriti nella sezione Area Riservata Quiz Responsabile Tecnico, in sostituzione degli attuali in tempo utile per la prima sessione di verifica prevista per il 14 luglio 2026 (CALENDARIO VERIFICHE RT 2026.pdf).

Per ogni ulteriore approfondimento sulla nuova disciplina del RT, in vigore dal 2 gennaio 2026, si rimanda alla nostra precedente comunicazione in materia (cfr. circolare Assoambiente n. 454/2025) con la sintesi dei contenuti della Delibera n. 6 del 26 novembre 2025 recante “Requisiti e modalità attuative del ruolo del responsabile tecnico di cui agli artt. 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120”, che opera una riforma organica della figura del Responsabile Tecnico (RT) e definisce un quadro unico e aggiornato dei requisiti, delle modalità di verifica e delle condizioni per l’esercizio dell’incarico del responsabile tecnico.

Si rimane a disposizione per ogni ulteriore informazione.

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Il lungo futuro dell’auto

Il lungo futuro dell’auto

Il Foglio

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Aggiornamento mensile FEAD su UE policy –  30 gennaio 2026 ore 11.00

Aggiornamento mensile FEAD su UE policy –  30 gennaio 2026 ore 11.00

Continuano gli appuntamenti mensili di FEAD per un aggiornamento sui principali dossier in discussione a livello europeo. Prossimo appuntamento on-line il 30 gennaio 2026 dalle 11.00 alle 12.00.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/001/SAEC-EUR/PE del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2026/001/SAEC-EUR/PE

2026/001/SAEC-EUR/PE

FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.  

Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 30 gennaio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00. 

Di seguito il seguente link per seguire evento:
Microsoft Teams 
Join the meeting now 
Meeting ID: 379 653 945 767 68 
Passcode: eJ33Cu3e 

Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.

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Regione Lombardia – aggiornata tassa scarti e sovvalli

Regione Lombardia – aggiornata tassa scarti e sovvalli

Regione Lombardia con deliberazione della Giunta regionale 15 dicembre 2025, n. XII/5511 ha rivisto le indicazioni procedurali, approvate nel 2012, sulla disciplina del tributo speciale per il conferimento in discarica di rifiuti solidi (cd. "Ecotassa") in relazione all'invio a smaltimento di scarti e sovvalli, nonché dei fanghi da parte di impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio. 

A partire da gennaio 2026, le imprese che vogliono godere della riduzione del contributo per il conferimento in discarica di tali rifiuti dovranno inviare richiesta online – attestando il possesso dei requisiti stabiliti dalla DGR n. 4274/2012 - sulla piattaforma informativa Bandi e Servizi all’indirizzo www.bandi regione lombardia.it.

La deliberazione sostituisce inoltre l’Allegato II alla DGR n. 4274/2012 con un nuovo Allegato II recante «Modalità per l’ammissione al pagamento del tributo in misura ridotta».

La DGR Lombardia 15 dicembre 2025, n. XII/5511 è disponibile in allegato.

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Chiusura Uffici per Festività

Chiusura Uffici per Festività

Gli uffici rimarranno chiusi dal 24 dicembre e riapriranno il 7 gennaio 2026. 

La Redazione Augura a tutti Buona Natale e Felice e Sereno Anno Nuovo.

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ASSOAMBIENTE 24 dicembre 2025

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ASSOAMBIENTE INFORMA n. 4 dicembre 2025

ASSOAMBIENTE INFORMA n. 4 dicembre 2025

Pubblichiamo il N.4 del 2025 di “ASSOAMBIENTE INFORMA” - Aggiornamento attività associativa di Assoambiente“: i dettagli sui principali temi in esame, i provvedimenti legislativi in discussione a livello parlamentare e gli eventi di possibile interesse.

Buona lettura

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2025/478/SAEC-COM/PE

2025/478/SAEC-COM/PE

Informiamo che è pubblicato sul sito Assoambiente il n. 4/2025 dell’Assoambiente informa, per un aggiornamento sull’attività Associativa e sui vari dossier nazionali ed europei di interesse del settore della gestione rifiuti e dell’economia circolare.

Dal team Assoambiente un sincero augurio di serene Feste.

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Commissione UE pubblica il ‘Circular Economy Winter Package’

Commissione UE pubblica il ‘Circular Economy Winter Package’

La Commissione ha pubblicato il cosiddetto “Pacchetto invernale sull'economia circolare”, annunciando una serie di azioni volte ad accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia circolare. 

In attesa del Circular Economy Act previsto per il 2026, la Commissione, consapevole delle criticità registrate in alcuni settori, ha anticipato alcune disposizioni con questo primo atto che rappresenta quindi un pilot con focus sulle misure a breve termine per supportare la circolarità nel settore della plastica

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/477/SAEC-EUR/PE del 24.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/477/SAEC-EUR/PE

2025/477/SAEC-EUR/PE

La Commissione ha pubblicato il cosiddetto “Pacchetto invernale sull'economia circolare”, annunciando una serie di azioni volte ad accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia circolare, con particolare attenzione al riciclaggio della plastica. Questa comunicazione era molto attesa nel contesto della crisi del riciclaggio della plastica, a seguito dell'annuncio del Commissario Roswall alcuni mesi fa.

In attesa del Circular Economy Act previsto per il 2026, la Commissione, consapevole delle criticità registrate in alcuni settori, ha anticipato alcune disposizioni con questo primo atto che rappresenta quindi un pilot con focus sulle misure a breve termine per supportare la circolarità nel settore della plastica.

Sebbene la Commissione abbia identificato le sfide strutturali e le barriere di mercato che attualmente interessano il settore del riciclaggio della plastica, il documento non include un sostegno a breve termine per i riciclatori di plastica (domanda di contenuto riciclato di produzione europea), soprattutto perché la maggior parte delle misure annunciate erano già attese da tempo dal settore.

Per superare la frammentazione del mercato, la Commissione propone:

Per rilanciare la Circular Plastic Alliance, la Commissione propone:

Per un mercato più equo, la Commissione propone:

Ulteriori misure sono previste per incrementare innovazione nel settore.

Si ricorda che Assoambiente sta partecipando anche al Tavolo avviato dal MASE in relazione alla crisi settore plastica che si sta registrando anche in Italia.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla Comunicazione della Commissione e al CS FEAD, in allegato alla presente.

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Agenzia delle Entrate – Gestione rifiuti con riscossione TARI, si applica l’aliquota IVA piena

Agenzia delle Entrate – Gestione rifiuti con riscossione TARI, si applica l’aliquota IVA piena

L’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 310/2025 “Trattamento IVA applicabile al servizio di gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e i rapporti con l'utenza” ha ritenuto che il Comune che affida a un'impresa sia il servizio di gestione rifiuti urbani sia la riscossione della relativa tassa rifiuti deve applicare l'aliquota Iva del 22% all'importo da corrispondere all'azienda per la prestazione. 

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che alla prestazione inerente alla gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e ai rapporti con l'utenza, come rappresentata nell'istanza d'interpello, non sia applicabile l'aliquota IVA agevolata, bensì quella ordinaria.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/476/SAEC-SPL/CC del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/476/SAEC-SPL/CC

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L’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 310/2025 “Trattamento IVA applicabile al servizio di gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e i rapporti con l'utenza” ha ritenuto che il Comune che affida a un'impresa sia il servizio di gestione rifiuti urbani sia la riscossione della relativa tassa rifiuti deve applicare l'aliquota Iva del 22% all'importo da corrispondere all'azienda per la prestazione.

Il quesito posto all’Agenzia da parte di un Comune riguardava, in particolare, l’applicazione dell’IVA nella misura agevolata del 10 per cento per tutte le attività comprese nel perimetro della regolazione ARERA relativa al settore rifiuti urbani ricomprese in unico affidamento.

L’Agenzia delle Entrate, dopo aver premesso che l’attività di gestione del servizio rifiuti gode dell’applicazione dell’aliquota agevolata del 10 per cento, ai sensi del numero 127 sexiesdecies, parte III, della Tabella A allegata al decreto IVA, ha stabilito che “considerato che la citata disposizione fiscale agevolativa di cui al numero 127 sexiesdecies), parte III, della Tabella A allegata al decreto IVA, rinvia espressamente alle prestazioni di gestione dei rifiuti definite dalla lettera n) del menzionato articolo 183, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006, la stessa si applica unicamente a dette prestazioni, che si limitano alla raccolta, al trasporto e al recupero con annesso lo smaltimento dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali, individuati dall'articolo 184, rispettivamente ai commi 2 e 3, lettera g), dello stesso d.lgs. n. 152 del 2006”.

Pertanto, dal quadro normativo sopra delineato, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che alla prestazione inerente alla gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e ai rapporti con l'utenza, come rappresentata nell'istanza d'interpello, non sia applicabile l'aliquota IVA agevolata, bensì quella ordinaria.

Dunque, se il Comune nel contratto con l'azienda chiamata a svolgere le prestazioni non ha distinto le varie somme da corrispondere all'impresa per le varie attività ma ha previsto un pagamento unico, allora su questa somma di denaro erogata all'azienda per le attività svolte va applicata l'aliquota Iva più alta tra quelle astrattamente applicabili ai diversi servizi che sono ricompresi nell'accordo.

L’Agenzia delle Entrate conclude “in assenza di una prestazione unica, sono da assoggettare ad aliquota agevolata IVA del 10 per cento esclusivamente le prestazioni di gestione dei rifiuti, come individuate dal citato d.lgs. n. 152 del 2006 all'articolo 183, comma 1, lettera n), oltre che le prestazioni di stoccaggio e deposito temporaneo, di cui alle lettere aa) e bb) del medesimo articolo 183; mentre le restanti attività, compresa l'attività di gestione della tariffa sui rifiuti, devono assoggettarsi ad aliquota propria”.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della risposta in allegato.

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Scarico dei rifiuti delle navi – UE modifica i moduli da compilare

Scarico dei rifiuti delle navi – UE modifica i moduli da compilare

Lo scorso 19 dicembre 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Rettifica della Direttiva (Ue) 2019/883 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi.La Direttiva oggetto di modifica disciplina le regole sullo scarico dei rifiuti delle navi che attraccano in un porto dell'Unione Europea, la rettifica riguarda gli Allegati II e III

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/475/SAEC-EUR/FA del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/475/SAEC-EUR/FA

2025/475/SAEC-EUR/FA

Lo scorso 19 dicembre 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (2025/91039) la Rettifica della Direttiva (UE) 2019/883 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi.

La Direttiva oggetto di modifica disciplina le regole sullo scarico dei rifiuti delle navi che attraccano in un porto dell'Unione Europea, la rettifica riguarda gli Allegati II e III, più precisamente:

  • Il modulo che il comandante della nave invia per comunicare anticipatamente le tipologie di rifiuti che intende conferire all'impianto di trattamento del porto in cui sta per attraccare: sono stati invertiti gli spazi del modello dove indicare i residui del carico pericolosi e quelli non pericolosi per l'ambiente marino.
  • Il modello che deve compilare il gestore dell'impianto di trattamento che riceve i rifiuti per consegnarlo al comandante della nave: sono stati invertiti gli spazi dove evidenziare i resti del carico pericolosi e quelli non pericolosi per l'ambiente marino.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alle norme allegate alla presente.

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Delibera ANAC – Whistleblowing, nuove istruzioni per le segnalazioni

Delibera ANAC – Whistleblowing, nuove istruzioni per le segnalazioni

L'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con delibera n. 478, approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, ha approvato le Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione. Con successiva delibera n. 479 approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, l’Autorità ha poi apportato modifiche ed integrazioni alle Linee guida sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, così da assicurare la coerenza dei contenuti con le indicazioni presenti superando alcune criticità segnalate dai soggetti tenuti ad applicare il d.lgs. n. 24/2023.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/474/SAEC-GIU/CC del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/474/SAEC-GIU/CC

2025/474/SAEC-GIU/CC

L'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con delibera n. 478, approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, ha approvato le Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione, dando indicazioni sulle modalità di gestione dei canali interni di segnalazione.

L’obiettivo delle nuove linee guida è quello di garantire un’applicazione uniforme ed efficace della normativa sul whistleblowing e indirizzare ulteriormente i soggetti tenuti a dare attuazione alla stessa. Sul punto si è espresso il Garante della Privacy, che con parere 581 del 27 novembre 2025, ha ritenuto che le indicazioni dell’Anac assicurino la specifica tutela della riservatezza dell'identità del segnalante e della segnalazione, garantendo in pari tempo il necessario bilanciamento con la necessità di accertare gli illeciti e il diritto di difesa e di contraddittorio del segnalato.

Con successiva delibera n. 479 approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, l’Autorità ha poi apportato modifiche ed integrazioni alle Linee guida sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, così da assicurare la coerenza dei contenuti con le indicazioni presenti superando alcune criticità segnalate dai soggetti tenuti ad applicare il d.lgs. n. 24/2023.

Le due delibere sono state adottate in attuazione del D.lgs. n. 24/2023 “Whistleblowing”.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo delle delibere in allegato.

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Pubblicata la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025

Pubblicata la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025

La Legge 18 dicembre 2025, n. 190 - Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025 (GU n. 294 del 19 dicembre 2025), nei primi due commi dell’art.1 contiene importanti novità riguardanti la ricognizione annuale dei servizi pubblici locali (art. 30 D. Lgs. 201/2022). Al fine di rafforzare la vigilanza e i controlli degli enti locali, la legge inserisce tre nuovi commi dopo il comma 1 dell’art.30.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/473/SAEC-GIU/CC del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/473/SAEC-GIU/CC

2025/473/SAEC-GIU/CC

Nella Gazzetta Ufficiale n.294 del 19 dicembre 2025 è stata pubblicata la Legge 18 dicembre 2025, n. 190 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025.

La legge nei primi due commi dell’art.1 contiene importanti novità riguardanti la ricognizione annuale dei servizi pubblici locali (art. 30 D. Lgs. 201/2022). Al fine di rafforzare la vigilanza e i controlli degli enti locali, la legge inserisce tre nuovi commi dopo il comma 1 dell’art.30.

Il nuovo comma 1-bis stabilisce che “Nella ricognizione di cui al comma 1 l'ente, tenendo conto delle valutazioni conclusive sull'andamento della gestione di ciascun servizio affidato, individua le possibili cause dell'eventuale andamento negativo. Se da tali valutazioni emerge un andamento gestionale insoddisfacente per cause dipendenti dall’attività del gestore, l'ente adotta un atto di indirizzo, allegato alla ricognizione, con cui impone al gestore di elaborare, entro il termine massimo di tre mesi, un piano per intraprendere le necessarie misure correttive, che include un cronoprogramma di azioni per il ripristino e il miglioramento della qualità del servizio, per efficientare i costi e per ripianare le eventuali perdite. L'atto di indirizzo e il piano sono trasmessi all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) che provvede a pubblicarli sul portale telematico di cui all'articolo 31, comma 2. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato effettua un'attività di monitoraggio sugli atti di indirizzo e sull'efficacia delle misure correttive previste e predispone annualmente una relazione al Governo e alle Camere”.

Il nuovo comma 1-ter stabilisce che l’andamento si considera insoddisfacente ai sensi del comma 1-bis quando:

  1. il gestore ha registrato perdite significative negli ultimi due esercizi tali da compromettere le condizioni di equilibrio economico-finanziario;
  2. i risultati gestionali risultano significativamente insufficienti rispetto agli obiettivi contrattuali prefissati;
  3. almeno due indicatori di qualità del servizio erogato risultano significativamente inferiori agli indicatori e ai livelli minimi di qualità dei servizi individuati ai sensi degli articoli 7 e 8.

Il nuovo comma 1-quater stabilisce che in caso di grave inadempimento da parte del gestore nell’attuazione del piano di cui al comma 1-bis, si applica l’art. 27, comma 3.

Il comma 2 inserisce nel Titolo V “Regolazione del rapporto di pubblico servizio, vigilanza e tutela dell’utenza” del D. Lgs. n. 201 del 2022 l’articolo 31-bis “Sanzioni”.

Il comma 1 specifica che l’ANAC applica la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 5.000 a un massimo di 500.000 euro in caso di:

  1. mancata adozione da parte dell'ente locale della relazione di cui all'articolo 30, comma 2;
  2. mancata pubblicazione della relazione di cui all'articolo 30, comma 2, nel sito internet istituzionale dell'ente affidante ai sensi dell'articolo 31, comma 2;
  3. mancata adozione da parte dell'ente locale dell'atto di indirizzo ai sensi dell'articolo 30, comma 1-bis.

Il comma 2 stabilisce che in caso di incompletezza della relazione di cui all’art. 30, comma 2, tale da non consentirne una compiuta valutazione, l'ANAC comunica all'ente locale interessato il termine perentorio, non superiore a trenta giorni, per le integrazioni ritenute necessarie. Decorso il termine di cui al primo periodo, l'ANAC applica la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della legge consultabile al seguente link.

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Decreto Ministero Trasporti n. 325/2025 - Calendario divieti di circolazione dei mezzi pesanti per l’anno 2026

Decreto Ministero Trasporti n. 325/2025 - Calendario divieti di circolazione dei mezzi pesanti per l’anno 2026

Con il Decreto Ministeriale n. 325 del 12 dicembre 2025, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha reso noto il calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate, per l’anno 2026. Anche quest’anno tra le categorie di veicoli adibiti ai servizi pubblici, che sono esentati dal divieto anche se circolano scarichi vengono confermate quelle per la nettezza urbana, quelle adibite al trasporto di rifiuti urbani dal centro di raccolta a quello di smaltimento e/o recupero effettuato con veicoli delle amministrazioni comunali e quelle di pronto intervento per fognature e spurgo pozzi neri.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/472/SAEC-NOT/LE del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/472/SAEC-NOT/LE

2025/472/SAEC-NOT/LE

Con il Decreto Ministeriale n. 325 del 12 dicembre 2025, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha reso noto il calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate, per l’anno 2026

Il provvedimento, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore, riporta all’art. 2 il calendario dei divieti (che fa rinvio al suo Allegato A) mentre nei successivi articoli 3, 4, 5 e 6 prevede particolari deroghe o agevolazioni, rispettivamente, per i veicoli provenienti o diretti da/verso l’estero, per i veicoli provenienti o diretti da/verso la Sardegna, per i veicoli provenienti o diretti da/verso la Sicilia e per i veicoli impegnati nel trasporto intermodale.

L’art. 7, comma 2 riporta, invece, le categorie di veicoli adibiti ai seguenti servizi pubblici, che sono esentati dal divieto anche se circolano scarichi. Anche quest’anno esso include: 

  1. nettezza urbana e raccolta rifiuti effettuati dal luogo di produzione a quello di smaltimento e/o recupero o al centro di raccolta per lo stoccaggio provvisorio, senza operazioni intermedie di carico o scarico;
  2. trasporto di rifiuti urbani dal centro di raccolta a quello di smaltimento e/o recupero effettuato con veicoli delle amministrazioni comunali, nonché da veicoli che, per conto delle amministrazioni comunali, effettuano lo smaltimento dei rifiuti, purché muniti di apposita documentazione rilasciata dall'amministrazione comunale;
  3. pronto intervento per fognature e spurgo pozzi neri;

Il comma 4, lettera c) dello stesso art. 7 conferma l’estensione a 80 km la distanza massima percorribile in esclusione dal divieto, per rientrare alla sede aziendale o alla residenza del conducente, purché non percorrano tratti autostradali.

Tra le novità del decreto in oggetto si segnala la modifica del comma 5 dell’articolo 6 il quale prevede che i trattori stradali, quando viaggiano isolati, possono circolare nei giorni di divieto anche nel caso in cui siano utilizzati per operazioni di trasporto intermodale, purché muniti di idonea documentazione attestante l’avvenuta riconsegna. In sostanza, è stato eliminato il limite delle 7,5 tonnellate e pertanto tutti i trattori isolati a prescindere dalla massa potranno circolare in deroga durante la limitazione nelle condizioni sopra previste.

Specifiche disposizioni per il trasporto di merci pericolose vengono, infine, riportate dall’art. 12 del decreto.

Si rimanda al testo del decreto, in allegato alla presente, per ulteriori dettagli e/o approfondimenti.

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Impianti Aperti on The Road 2026 | Aderisci e realizza la tua Tappa

Impianti Aperti on The Road 2026 | Aderisci e realizza la tua Tappa

Si rinnova nel 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE  che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.

IMPIANTI APERTI ON THE ROAD EDIZIONE 2026
L'edizione 2026 di "Impianti Aperti on the road" prevede un ruolo sempre più attivo dell'Associazione per le visite programmate negli impianti industriali. 
Vogliamo dare l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati.

L'obiettivo di queste visite è promuovere una cultura consapevole nella gestione dei rifiuti e condividere conoscenze fondamentali sulle tecnologie utilizzate, i processi di monitoraggio, le autorizzazioni normative e il controllo delle emissioni. In questo contesto, ASSOAMBIENTE metterà a disposizione la propria competenza e l'esperienza per stimolare il dialogo e il confronto costruttivo.

Inoltre, le aziende coinvolte potranno richiedere di unire alla visita all’impianto anche la possibilità di usufruire di un corso formativo su argomenti di interesse specifico. Le tematiche potrebbero includere aspetti relativi alla sicurezza, alle tariffe ARERA, al bilancio di sostenibilità, alle certificazioni, alla gestione del rischio e alle strategie di comunicazione ambientale.

PATROCINI E COMUNICAZIONE
ASSOAMBIENTE, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha già ottenuto il patrocinio del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente).           

Sarà garantita alla campagna di comunicazione una copertura estesa delle attività promosse attraverso i media nazionali e locali. Sia online che offline, sarà offerta un'ampia copertura delle Tappe in programma, raggiungendo un pubblico sempre più vasto interessato al settore della gestione dei rifiuti. Sui canali social ufficiali dell’Associazione saranno condivisi con la comunità online aggiornamenti, notizie e informazioni cruciali.

IMPIANTI APERTI - EDIZIONI PRECEDENTI 
Edizione 2019: 9 impianti partecipanti in presenza. 
Edizione 2020: Guarda la Playlist
Edizione 2021: Guarda la Playlist
Edizione 2022:  Guarda la Playlist
Edizione 2023:  Guarda la Playlist
Edizione 2024:  Guarda la Playlist
Edizione 2025:  Guarda la Playlist

IPOTESI DI REALIZZAZIONE 
Obiettivo: promuovere la cultura della gestione dei rifiuti e condividere conoscenze su tecnologie, monitoraggi, autorizzazioni e controllo delle emissioni. ASSOAMBIENTE mette a disposizione il suo know-how per animare il confronto supportando le Aziende coinvolte nella realizzazione di:

a) Visita dell'impianto con la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e/o studenti. 
b) Seminario su tematiche di interesse per l’azienda aderente e/o territorio
c) Corso formativo su tematiche di interesse dell'Azienda coinvolta quali ad esempio: sicurezza, tariffe ARERA, bilancio di sostenibilità, certificazioni, risk management, comunicazione. 

LOGO PROGETTO
Le Aziende che desiderano aprire gli impianti per la Giornata mondiale dell'Ambiente prevista per il 5 giugno 2026, potranno comunque richiedere all'Associazione il logo dell'iniziativa e partecipare alle attività di comunicazione dell'evento (inviare mail a: t.colin@fise.org).

MANIFESTAZIONE INTERESSE
Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 15 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare. Scaricabile in allegato il Modulo di Manifestazione di interesse.

REFERENTI PROGETTO:
Elisabetta Perrotta Direttore Assoambiente - e.perrotta@fise.org
Teresa Colin Comunicazione ed eventi - t.colin@fise.org 
Marco Catino Ufficio Stampa - redazione@fise.org 
Sabrina Poggi Social Media Manager - s.poggi@sabrinapoggi.

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Inerti riciclati, in sospeso tra Italia ed Europa

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ANPAR segnala all’ANAC appalto di Roma Capitale

ANPAR segnala all’ANAC appalto di Roma Capitale

Il Tempo, Il Sole 24 Ore.com, L’Identità.it, Ricicla News, Canale Energia, AgenParl, GreenReport, Eco dalle Città, GSA, Staffetta Quotidiana

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Pubblicato in GU il Decreto correttivo IRPEF-IRES 2025

Pubblicato in GU il Decreto correttivo IRPEF-IRES 2025

Pubblicato il GU terzo decreto correttivo IRPEF-IRES. Il D.Lgs. 18 dicembre 2025, n. 192 detta disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, di fiscalità internazionale, di imposta sulle successioni e donazioni e di imposta di registro, nonché di modifica allo statuto dei diritti del contribuente e ai testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria, in materia di versamenti e riscossione e di imposta di registro e di altri tributi indiretti.

Il decreto è in vigore dal 20 dicembre 2025, salvo diverse decorrenze espressamente previste.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/471/SAEC-NOT/NA del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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FEAD NEWSLETTER N° 247 - 22 DECEMBER 2025

FEAD NEWSLETTER N° 247 - 22 DECEMBER 2025

Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 247 del 22 dicembre 2025.

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Nuovi metodi di prova REACH

Nuovi metodi di prova REACH

La Commissione europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2025/2573 recante la modifica del Regolamento 440/2008/CE per quanto riguarda i metodi di prova ai sensi del Regolamento REACH per adeguarli al progresso tecnico. 

In particolare il Regolamento, che entrerà in vigore a partire dall'8 gennaio 2026, va ad aggiornare l'elenco dei metodi di prova utilizzabili al fine di testare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/470/SAEC-EUR/CS del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/471/SAEC-NOT/NA

2025/471/SAEC-NOT/NA

Il D.lgs. 18 dicembre 2025 n. 192 (G.U. n. 294 del 19 dicembre 2025) è un pacchetto correttivo e integrativo all’ampia riforma fiscale avviata con la Legge delega n. 111/2023 che apporta modifiche e integrazioni in più ambiti tributari allo scopo di coordinare e rendere più coerente la normativa fiscale dopo i principali interventi su IRPEF e IRES.

I principali obiettivi della normativa sono: aggiornare e chiarire norme IRPEF e IRES; riorganizzare regole su successioni, donazioni e registro; coordinare la fiscalità internazionale; rafforzare lo Statuto del contribuente e modernizzare sanzioni, riscossione e disciplina dei tributi indiretti. 

In particolare il decreto contiene novità in materia di:

  1. IRPEF e IRES - correzioni e integrazioni alla disciplina delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle società e in particolare:
    • nuova disciplina dei “familiari fiscalmente rilevanti”
    • modifiche volte a chiarire e integrare alcuni criteri di determinazione dei redditi di lavoro e altri aspetti tecnici della base imponibile (in linea con le innovazioni della riforma IRPEF).
    • rafforzamento e coordinamento delle norme IRES alla luce delle modifiche complessive al sistema fiscale, con chiarimenti su modalità di calcolo e regole tecniche connesse alla determinazione dei redditi di impresa.
  2. Fiscalità internazionale - interventi tecnici volti a eliminare possibili contrasti o ambiguità tra norme interne e principi internazionali, migliorando il coordinamento e l’applicabilità delle regole cross-border.
  3. Successioni, donazioni e imposta di registro - revisione delle basi imponibili e di alcune regole tecniche dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni, nonché dell’imposta di registro.
  4. Statuto dei diritti del contribuente - introduzione di modifiche e integrazioni allo Statuto (Legge n. 212/2000), finalizzate a: rafforzare i diritti dei contribuenti, elevare standard di certezza del diritto, prevedere nuove tutele nei rapporti Amministrazione–contribuente.
  5. Sanzioni tributarie, riscossione e giustizia tributaria - interventi su testi unici relativi alle sanzioni, ai tributi erariali minori, alla giustizia tributaria e alle regole sulla riscossione e sui versamenti.
  6. Altri tributi indiretti - modifiche anche in materia di tributi indiretti diversi da IRPEF e IRES.

Il decreto entra in vigore il 20 dicembre 2025; salvo diverse decorrenze specificate nel testo. 

Per maggiori approfondimenti si rinvia al testo del decreto disponibile in allegato.

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2025/470/SAEC-EUR/CS

2025/470/SAEC-EUR/CS

La Commissione europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2025/2573 recante la modifica del Regolamento 440/2008/CE per quanto riguarda i metodi di prova ai sensi del Regolamento REACH per adeguarli al progresso tecnico. 

In particolare il Regolamento, che entrerà in vigore a partire dall'8 gennaio 2026, va ad aggiornare l'elenco dei metodi di prova utilizzabili al fine di testare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche. Le nuove disposizioni mirano a tenere conto del progresso tecnico e a ridurre il numero di animali utilizzati a fini sperimentali. 

Con questo obiettivo vengono aggiornati i test per la determinazione degli effetti sulla salute umana e integrati quelli per la valutazione dell'ecotossicità, attraverso la modifica dell’allegato del regolamento 440/2008/CE sui metodi di prova delle sostanze chimiche. 

Inoltre, per garantire l’allineamento al Regolamento 1272/2008/CE ("Clp") su classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele, vengono integrati gli strumenti a disposizione per valutare l’esposizione alle sostanze chimiche sul posto di lavoro.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del regolamento UE in allegato.

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Semplificazione Tassonomia UE – Pubblicata bozza di FAQ per avvio periodo di transizione

Semplificazione Tassonomia UE – Pubblicata bozza di FAQ per avvio periodo di transizione

La Commissione Europea ha pubblicato la bozza di una serie di domande e risposte (FAQ) per supportare le imprese sulle nuove regole semplificate della tassonomia dell'UE.

Si ricorda infatti che da gennaio 2026 entrerà in vigore il pacchetto semplificato di cui fa parte il Taxonomy Omnibus Delegated Act, ovvero il provvedimento che mira a ridurre gli oneri amministrativi per le aziende, mantenendo al contempo elevati standard di trasparenza per gli investitori nel settore della finanza sostenibile. Il documento fornisce le risposte alle domande frequenti sollevate dalle parti interessate per garantire uniformità nell'interpretazione delle norme per l’imminente inizio del periodo di transizione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/469/SAEC-EUR/FA del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/469/SAEC-EUR/FA

2025/469/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha pubblicato la bozza di una serie di domande e risposte (FAQ) per supportare le imprese sulle nuove regole semplificate della tassonomia dell'UE. 

Si ricorda infatti che da gennaio 2026 entrerà in vigore il pacchetto semplificato di cui fa parte il Taxonomy Omnibus Delegated Act (v. circolare Assoambiente n. 262 dell’11 luglio 2025), ovvero il provvedimento che mira a ridurre gli oneri amministrativi per le aziende, mantenendo al contempo elevati standard di trasparenza per gli investitori nel settore della finanza sostenibile.

Il documento fornisce le risposte alle domande frequenti sollevate dalle parti interessate per garantire uniformità nell'interpretazione delle norme per l’imminente inizio del periodo di transizione.

La bozza pubblicata, chiarisce in particolare i criteri di materialità finanziaria, specificando alle imprese di non valutare le attività economiche che incidono per meno del 10% sui propri indicatori chiave di prestazione (KPI). Tra e altre cose viene spiegato che la materialità finanziaria nella Tassonomia deve essere coerente con i principi contabili IFRS 8 (International Financial Reporting Standards), quindi se un'attività economica è considerata un segmento operativo oggetto di informativa nel bilancio finanziario, essa deve essere considerata materiale anche per la Tassonomia e non può essere esclusa. Sono anche specificate le agevolazioni previste per gli istituti finanziari.

Inoltre viene chiarito che le società potranno scegliere, per l'anno finanziario 2025, tra l'applicazione delle regole semplificate di rendicontazione proposte dalla nuova normativa o la continuazione dell'utilizzo del precedente quadro. Va quindi inclusa nelle informazioni del loro report di sostenibilità, una dichiarazione che specifichi quale set di regole di reporting si è deciso di applicare.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla bozza delle FAQ, disponibili in allegato.

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ANPAR scrive all’ANAC

ANPAR scrive all’ANAC

Il Sole 24 Ore.com, L’Identità.it, Ricicla News, Canale Energia, AgenParl, GreenReport, Eco dalle Città, GSA, Staffetta Quotidiana 

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Aggregati riciclati, nuovo allarme sull’end of waste: stavolta il problema è l’Ue

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Ricicla News

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ICESP, Premio buone pratiche – scadenza presentazione candidature 23 gennaio 2026

ICESP, Premio buone pratiche – scadenza presentazione candidature 23 gennaio 2026

Sono aperte le candidature per il Premio buone pratiche ICESP con scadenza il 23 gennaio 2026. Il Premio nasce con l’obiettivo di valorizzare, diffondere e rendere maggiormente visibili le Buone Pratiche più significative di economia circolare realizzate da organizzazioni pubbliche e private sul territorio nazionale, quali strumento di supporto alla transizione circolare del Paese, favorendo:

  • la replicabilità delle esperienze virtuose;
  • la condivisione di pratiche e modelli utili a imprese, PA, enti di ricerca e terzo settore;
  • la diffusione di approcci innovativi di gestione delle risorse e dei processi;
  • la creazione di rete e di nuove sinergie tra attori pubblici e privati;
  • la valorizzazione del contributo culturale, educativo e territoriale delle buone pratiche.
     

Il premio prevede i seguenti ambiti tematici:

  1. Uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti
  2. Ecodesign e innovazione di prodotto/servizio
  3. Educazione, formazione e cambiamento culturale
  4. Comunicazione della circolarità e trasparenza
  5. Innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità
  6. Rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali

Per ciascuno degli ambiti tematici sarà assegnato un premio alle Buone Pratiche candidate a giudizio insindacabile del Comitato Tecnico Scientifico. Ulteriori premi o riconoscimenti aggiuntivi potranno essere messi a disposizione da membri ICESP su uno o più ambiti di loro interesse.

Tutti i dettagli relativi a partecipazione, ammissibilità, valutazione e premiazione sono contenuti nel Regolamento del Premio Buone Pratiche ICESP e gli allegati da produrre sono disponibili online nella pagina dedicata Premio buone pratiche ICESP.

La cerimonia di premiazione si svolgerà durante l'ottava conferenza annuale ICESP "Le Buone Pratiche ICESP per la transizione circolare" del 12.03.2026 presso Palazzo Valentini – Roma.

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ANPAR segnala all’ANAC: “appalto di Roma Capitale da 720 milioni di € per opere stradali non conforme alle recenti norme ambientali”

ANPAR segnala all’ANAC: “appalto di Roma Capitale da 720 milioni di € per opere stradali non conforme alle recenti norme ambientali”

ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati che aderisce ad Assoambiente, si è rivolta all’ANAC per segnalare come Roma Capitale, nella gara di appalto per interventi urgenti e ordinari di manutenzione stradale (valore complessivo di 720 milioni di € su 15 lotti), abbia palesemente violato le recenti norme relative ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) Infrastrutture.

In particolare, l’Associazione ha evidenziato all’Autorità come nell’appalto siano state totalmente disattese le norme tecniche oggi vigenti, sottolineando ad esempio che:

  • le norme CAM sono citate genericamente solo nella parte amministrativa, ma non in quella tecnica del capitolato;
  • si prevede l’obbligo di richiedere agli operatori l’iscrizione al repertorio di riciclaggio, che da 10 anni è stato chiuso dal MASE;
  • le temperature di posa e di confezionamento delle miscele bituminose e i requisiti degli impianti da cui gli operatori si devono rifornire sono in totale violazione delle norme CAM;
  • non si fa riferimento alcuno ai coefficienti di rifrazione previsti dai CAM strade per evitare le isole di calore;
  • si prevede l’utilizzo dei soli aggregati naturali di cave per la realizzazione di strati di fondazione stradale e non anche di materiali riciclati, come previsto dai CAM;
  • il capitolato fa riferimento a norme tecniche e prove sui materiali non più in vigore da anni.

L’appalto, di importo particolarmente elevato, è in fase di aggiudicazione.

L’economia circolare si attua pienamente quando e solo se le materie prime ottenute dalle raccolte differenziate e dal successivo riciclo vengono impiegate concretamente per sostituire materie prime vergini. Questa vicenda è esemplificativa di ciò che spesso avviene nel nostro Paese, con ottime performance di riciclo realizzate dalle imprese che poi vengono disattese nella pratica. Stupisce che a un anno dall’entrata in vigore delle norme sui criteri ambientali minimi non se ne preveda concreta applicazione in un appalto così rilevante e strategico per la capitale d’Italia e questo contenga anzi riferimenti a norne non più vigenti”, evidenzia Paolo Barberi – Presidente di ANPAR.

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2025/468/SAEC-COM/PE

2025/468/SAEC-COM/PE

Al via l’edizione 2026 di “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità” di Assoambiente, la campagna di sensibilizzazione per promuovere la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie alla corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.

Ogni mese, verrà data l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati. L'obiettivo di queste visite è promuovere una cultura consapevole sulla gestione dei rifiuti e condividere conoscenze fondamentali sulle tecnologie utilizzate a livello operativo e per i controlli. Le aziende interessate, oltre alla visita all’impianto, saranno supportate nell’organizzazione, nella stessa giornata, di un evento informativo su argomenti di interesse specifico.

Sarà garantita alla campagna di comunicazione una copertura estesa delle attività promosse attraverso i media nazionali e locali. Sia online che offline, sarà offerta un'ampia copertura delle Tappe in programma, raggiungendo un pubblico sempre più vasto interessato al settore della gestione dei rifiuti. Sui canali social ufficiali dell’Associazione saranno condivisi con la comunità online aggiornamenti, notizie e informazioni cruciali.

Assoambiente, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha già ottenuto il patrocinio del MASE e di ISPRA-SNPA.

Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 15 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare. Scaricabile il Modulo di Manifestazione di interesse.

Le Aziende che desiderano aprire gli impianti per la Giornata mondiale dell'Ambiente prevista per il 5 giugno 2026, potranno comunque richiedere all'Associazione il logo dell'iniziativa e partecipare alle attività di comunicazione dell'evento (inviare mail a: t.colin@fise.org).

Al seguente link ulteriori informazioni in relazione non solo all’iniziativa 2025 ma anche alle edizioni precedenti.

Per informazioni rivolgersi alla D.ssa Colin, Responsabile Comunicazione ed eventi Assoambiente (t.colin@fise.org).

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ASSOAMBIENTE 19 dicembre 2025

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INAIL – Avviso pubblico per finanziamento di interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

INAIL – Avviso pubblico per finanziamento di interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Nella Gazzetta Ufficiale n.293 del 18 dicembre 2025 è stato pubblicato un Avviso Pubblico ISI 2025 da parte dell’INAIL per il finanziamento di interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. 

La finalità dell’avviso è di incentivare le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori. Destinatari del finanziamento sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura (CCIAA) e gli enti del terzo settore di cui al decreto legislativo n. 117/2017. I progetti ammessi a finanziamento sono elencati nell’avviso. La domanda deve essere presentata in modalità telematica sul sito dell’INAIL.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/467/SAEC-GIU/CC del 19.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/467/SAEC-GIU/CC

2025/467/SAEC-GIU/CC

Nella Gazzetta Ufficiale n.293 del 18 dicembre 2025 è stato pubblicato un Avviso Pubblico ISI 2025 da parte dell’INAIL per il finanziamento di interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. 

La finalità dell’avviso è di “incentivare le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori”, nonché “incoraggiare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli all'acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare l'efficienza e la sostenibilità complessiva e diminuire i livelli di rumorosità o il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali”. 

Destinatari del finanziamento sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura (CCIAA) e gli enti del terzo settore di cui al decreto legislativo n. 117/2017. 

I progetti ammessi a finanziamento sono: 

  • progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici;
  • progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  • progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
  • progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
  • progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività;
  • progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
     

Le risorse finanziarie destinate dall'INAIL alle tipologie di progetti ammessi sono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.

L'ammontare complessivo del finanziamento, indipendentemente dalla presenza o meno dell'eventuale intervento aggiuntivo, dovrà essere comunque compreso tra un importo minimo di 5.000,00 euro e un importo massimo finanziabile di 130.000,00 euro. l finanziamento concedibile è a fondo perduto calcolato sull'importo delle spese ritenute ammissibili. 

La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul sito www.inail.it.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo dell’avviso consultabile al seguente link.

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Il 2035 a scoppio ritardato

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Il Foglio

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Materie Prime Critiche – Pubblicato il Piano d’Azione RESourceEU

Materie Prime Critiche – Pubblicato il Piano d’Azione RESourceEU

La Commissione Europea ha adottato il Piano d'azione RESourceEU, mirato ad accelerare e amplificare i propri sforzi volti a garantire l'approvvigionamento dell'UE di materie prime strategiche e critiche.

L'iniziativa, che trae fondamento dal Regolamento 2024/1252/UE sulle Materie Prime Critiche (CRMA), mira a fornire finanziamenti e strumenti concreti per proteggere l'industria dagli shock geopolitici e dagli sbalzi dei prezzi, promuovere progetti sulle materie prime critiche sia in Europa che nel resto del mondo e collaborare con paesi che condividono gli stessi principi per diversificare le catene di approvvigionamento.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/466/SAEC-EUR/FA del 17.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/466/SAEC-EUR/FA

2025/466/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha adottato il Piano d'azione RESourceEU, che mira ad accelerare e amplificare i propri sforzi volti a garantire l'approvvigionamento dell'UE di materie prime strategiche e critiche.

L'iniziativa, che trae fondamento dal Regolamento 2024/1252/UE sulle Materie Prime Critiche (CRMA), mira a fornire finanziamenti e strumenti concreti per proteggere l'industria dagli shock geopolitici e dagli sbalzi dei prezzi, promuovere progetti sulle materie prime critiche sia in Europa che nel resto del mondo e collaborare con paesi che condividono gli stessi principi per diversificare le catene di approvvigionamento.

In particolare, gli obiettivi del Piano sono:

  • introdurre entro il secondo trimestre del 2026 restrizioni all'esportazione di rottami di magneti permanenti di terre rare e misure mirate per i rottami di alluminio. Misure analoghe saranno prese in considerazione per i rottami di rame, a seguito di un ulteriore monitoraggio;
  • proporre entro il secondo trimestre del 2026 un piano d'azione per garantire la disponibilità e l'accessibilità economica dei fertilizzanti domestici, comprese azioni per consentire il riciclo di nutrienti e altre alternative ai fertilizzanti;
  • consentire spedizioni efficienti di rifiuti di materie prime riciclabili e materiali secondari all'interno dell'UE attraverso l'attuazione del Regolamento sulle spedizioni di rifiuti, incluso il passaggio a procedure digitali e l'eventuale “green list” di specifici flussi di rifiuti per il riciclo nell'UE;
  • proporre adeguamenti al quadro normativo dell'UE in materia di autorizzazioni per migliorare le condizioni generali e aiutare i progetti di materie prime riciclabili a diventare operativi più rapidamente;
  • considerare le specifiche realtà operative del settore del riciclo nell'annunciata revisione del Regolamento REACH;
  • creare un polo di finanziamento per materie prime riciclabili per coordinare strategicamente il supporto finanziario, fornire assistenza tecnica ai promotori di progetti e alle amministrazioni nazionali e accelerare lo sviluppo di progetti nell'UE;
  • istituire nel 2026 un Centro europeo per le materie prime critiche per fornire informazioni di mercato, orientare e finanziare progetti strategici utilizzando strumenti personalizzati con partner pubblici e privati;
  • avviare, entro il primo trimestre del 2026, il primo ciclo di matchmaking nell'ambito della Piattaforma UE per l'energia e le materie prime, incentrato sulla catena del valore dei magneti permanenti in terre rare, delle batterie e delle materie prime per la difesa;
  • sviluppare, entro il secondo trimestre del 2026, un solido approccio politico, che includa strumenti commerciali, per contrastare pratiche non di mercato, come le distorsioni dei prezzi, nella catena del valore delle materie prime critiche.
     

Tra le diverse misure, si informa che la Commissione ha proposto anche modifiche mirate al Regolamento sulle Materie prime critiche, volte a:

  • ampliare l'elenco dei prodotti che rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 28.1 del CRMA sull'etichettatura per la riciclabilità dei magneti permanenti. I nuovi prodotti includono unità disco, trasduttori, altoparlanti, droni per uso civile o giocattoli motorizzati;
  • estendere i futuri obiettivi minimi di contenuto riciclato – da introdurre tramite atto delegato entro il 31 dicembre per neodimio, disprosio, praseodimio, terbio, boro, samario, nichel e cobalto nei magneti permanenti inclusi nell'elenco dei prodotti di cui all'articolo 28.1 del CRMA– ai rifiuti pre-consumo;
  • introdurre ulteriore flessibilità nel numero di bandi per progetti strategici ai sensi dell'articolo 7 del CRMA richiesti per anno solare, dato l'elevato numero di domande per bando.
     

Per quanto di interesse, segnaliamo che l'approccio adottato dalla Commissione nel Piano presentato sembra non tenere conto delle esigenze e degli interessi del settore dei rifiuti, come ad esempio l’introduzione di alcune restrizioni all'esportazione di rifiuti e includendo i rifiuti pre-consumo negli obiettivi relativi al contenuto di materiale riciclato. L’Associazione, tramite FEAD, monitorerà lo sviluppo e l’attuazione delle misure previste dal Piano d’Azione. 

Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda al Piano e agli emendamenti sul CRMA disponibili qui.

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Pacchetto infrazioni UE – segnalazioni per l’Italia

Pacchetto infrazioni UE – segnalazioni per l’Italia

La Commissione Europea ha pubblicato il pacchetto di decisioni sulle infrazioni di dicembre 2025. A tal proposito si informa che l’Europa ha deciso di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora e tre pareri motivati, per il mancato rispetto degli obblighi in materia di qualità dell'aria, energia rinnovabile, gestione dei rifiuti e tutela delle specie protette.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/465/SAEC-EUR/FA del 16.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/465/SAEC-EUR/FA

2025/465/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha pubblicato il pacchetto di decisioni sulle infrazioni di dicembre 2025, in cui vi sono segnalazioni per l’Italia per il mancato rispetto degli obblighi in materia di qualità dell'aria, energia rinnovabile, gestione dei rifiuti e tutela delle specie protette.

A tal proposito si informa che l’Europa ha deciso di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora, ovvero il primo atto formale della procedura d’infrazione con cui la Commissione invita lo Stato membro a conformarsi entro un termine (di solito 2 mesi), pena l’emissione di un parere motivato successivo, e tre pareri motivati, ovvero il secondo stadio, che può portare eventualmente al deferimento dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea nel caso di mancata risposta da parte degli Stati, o se non vengono adottate le misure necessarie per eliminare le violazioni.

Di seguito i provvedimenti di interesse:

  • una lettera di costituzione in mora per il mancato corretto recepimento di alcune modifiche previste dalla Direttiva (UE) 2023/2413 sulla qualità dell'aria (INFR(2025)2187). In particolare, per il superamento in due agglomerati italiani (quelli di Napoli e Palermo) dei limiti consentiti di biossido di azoto (NO2). L'Italia ha quindi ora due mesi di tempo per rispondere alla Commissione e adottare le misure necessarie;
  • un parere motivato riguardo il recepimento della Direttiva 2023/2413/UE (cd. "RED III") sulla promozione dell'energia da fonti rinnovabili (INFR(2025)0228),in quanto l’Italia non ha notificato misure complete di recepimento della direttiva entro i termini di legge (lo schema di Dlgs di recepimento della direttiva è all'esame della Camera dal 10 ottobre 2025);
  • un parere motivato sul recepimento della Direttiva 2008/98/CE (cd. direttiva quadro sui rifiuti), come modificata dalla direttiva (UE) 2018/851 (NFR(2024)2097), in quanto la Commissione ha contestato che disposizioni sulla responsabilità estesa del produttore, sul riciclaggio di alta qualità, sulla raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi e sui requisiti minimi da includere nei piani di gestione dei rifiuti non sono ancora recepiti correttamente;
  • un parere motivato per la mancata attuazione delle misure previste dalla direttiva 92/43/CEE (cd. direttiva habitat) per prevenire le catture "accidentali" di animali durante le attività di pesca (INFR(2023)2181).
     

Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda al pacchetto infrazioni allegato alla presente.

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Revisione norma GF impianti trattamento rifiuti Regione Piemonte – RICHIESTA CONTRIBUTI

Revisione norma GF impianti trattamento rifiuti Regione Piemonte – RICHIESTA CONTRIBUTI

La Regione Piemonte ha coinvolto alcuni stakeholder tra cui Assoambiente nella consultazione sul processo di aggiornamento e riordino della disciplina regionale relativa alle garanzie finanziarie, al fine di allinearla alle disposizioni normative vigenti, mediante l’adeguamento dei criteri e delle modalità di presentazione, nonché dei coefficienti unitari degli importi definiti dalle deliberazioni regionali ora in vigore. 

Gli associati interessati possono inviare contributi entro venerdì 19 dicembre 2025.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/464/SAEC-NOT/LE del 16.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/464/SAEC-NOT/LE

2025/464/SAEC-NOT/LE

Come noto ai sensi dei commi 2 lett. e) e 11 lett. g) dell'art. 208 del D.lgs. n. 152/2006 gli impianti di trattamento rifiuti, ivi compresi quelli che operano in procedura semplificata (artt. 214 e 216 del D.lgs. n. 152/2006), sono tenuti a prestare idonee garanzie finanziarie alla Regione per svolgere le proprie attività.

In Regione Piemonte, i criteri e le modalità di presentazione e utilizzo delle garanzie finanziarie per le operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti sono stati adottati con la D.G.R. n. 20-192 del 12 giugno 2000, successivamente modificata e integrata da ulteriori provvedimenti e, più recentemente, con la D.G.R. n. 18-6175 del 7 dicembre 2022, la quale ha fornito indicazioni specifiche in merito alle garanzie finanziarie relative alle campagne di attività degli impianti mobili.

Considerato che, a livello nazionale, sono stati introdotti negli anni diversi interventi normativi in materia, la Regione ritiene necessario procedere ad un aggiornamento e riordino della disciplina relativa alle garanzie finanziarie, al fine di allinearla alle disposizioni normative vigenti, mediante l’adeguamento dei criteri e delle modalità di presentazione, nonché dei coefficienti unitari degli importi definiti dalle deliberazioni regionali precedentemente citate. La revisione include, in particolare, l’introduzione delle garanzie finanziarie per gli impianti di recupero che operano con "autorizzazione semplificata".

La regione Piemonte, stante la portata del processo di revisione normativa, ha coinvolto alcuni stakeholder, tra cui Assoambiente, a cui ha trasmesso i documenti allegati chiedendo in tempi ristrettissimi eventuali proposte di modifica e integrazione.

Al fine di partecipare alla consultazione, giriamo i documenti ricevuti dalla Regione su cui, se ritenete opportuno, potete inviare contributi a c.leboffe@fise.org entro venerdì 19 dicembre 2025 al fine di poter dare riscontro alla regione nei tempi richiesti.

Visti i tempi estremamente ristetti, Vi chiediamo di inviare le eventuali proposte di modifica e/o integrazione direttamente sui file allegati, in modalità revisione, unitamente a sintetiche motivazioni in corrispondenza di ciascun intervento.

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Sentenza Consiglio di Stato sulla validazione del PEF da parte dell’ente di governo d’ambito

Sentenza Consiglio di Stato sulla validazione del PEF da parte dell’ente di governo d’ambito

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 9676 del 09/12/2025 si è pronunciato su un ricorso proposto da una società, contro l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud e nei confronti di ARERA, volto ad ottenere la riforma di una sentenza del Tar Toscana e l’annullamento di una serie di atti. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello ed ha espresso alcuni principi: 

- se il servizio di gestione dei rifiuti urbani ha una durata pluriennale, la valutazione dell’equilibrio economico-finanziario di ciascun PEF annuale deve avvenire con riferimento ad un arco di tempo pluriennale; 

- nel caso in cui i corrispettivi tariffari del servizio integrato dei rifiuti siano differenziati su base comunale, l’ambito di riferimento per l’applicazione del MTR, compreso il calcolo dei limiti di crescita, coincide con l’ambito tariffario comunale;

- il MTR ARERA disciplina in modo distinto il processo di calcolo dei limiti di crescita rispetto al procedimento per l’eventuale istanza di superamento dei limiti in caso di accertamento di una situazione di squilibrio economico-finanziario da parte dell’Ente territorialmente competente.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/463/SAEC-GIU/CC del 16.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/463/SAEC-GIU/CC

2025/463/SAEC-GIU/CC

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 9676 del 09/12/2025 si è pronunciato su un ricorso proposto da una società, contro l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud e nei confronti di ARERA, volto ad ottenere la riforma di una sentenza del Tar Toscana e l’annullamento di una serie di atti con i quali la appellata aveva determinato i Piani economici finanziari PEF per l’anno 2021 relativi ai Comuni insistenti sul territorio, dei c.d. driver di ripartizione a livello comunale delle entrate tariffarie e dei parametri per la determinazione del tetto alla crescita delle tariffe relative alla TARI. La società appellante ha impugnato, altresì, le delibere comunali di approvazione delle tariffe TARI per il 2021 e, in via subordinata, le deliberazioni ARERA con le quali sono stati definiti i criteri di riconoscimento dei costi efficienti del servizio integrato dei rifiuti per il periodo 2018-2021, le semplificazioni procedurali della relativa disciplina tariffaria nonché chiarimenti applicativi.

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello ed ha espresso alcuni principi: 

  • se la gestione del servizio è una sola ed ha una durata pluriennale e se la valutazione dell’equilibrio economico-finanziario del singolo PEF annuale deve avvenire in funzione della “gestione” nel suo complesso, allora ne consegue che tale valutazione deve riguardare un arco di tempo necessariamente pluriennale in quanto la convenienza economica e la sostenibilità finanziaria della gestione, in cui si sostanzia l’equilibrio economico finanziario, non possono che fare riferimento a tutta la durata della concessione, o quantomeno ad un periodo di tempo sufficientemente significativo e non sicuramente limitato ai risultati dell’esercizio sulla base del quale viene calibrato il PEF;
  • nel caso in cui i corrispettivi tariffari del servizio integrato dei rifiuti siano differenziati su base comunale, l’ambito di riferimento per l’applicazione del MTR, compreso il calcolo dei limiti di crescita, coincide con l’ambito tariffario comunale;
  • il MTR ARERA disciplina in modo distinto il processo di calcolo dei limiti di crescita rispetto al procedimento per l’eventuale istanza di superamento dei limiti in caso di accertamento di una situazione di squilibrio economico-finanziario da parte dell’Ente territorialmente competente. L’art. 4.4. del MTR-1, non contiene infatti alcun riferimento alle effettive dinamiche dei costi sostenuti dal Gestore ma prende in considerazione esclusivamente la qualità del servizio (coefficiente QL) e il perimetro gestionale delle attività prestate agli utenti (coefficiente PG) e non anche lo squilibrio tra costi e ricavi della gestione.

Per maggiori informazioni si rinvia al seguente link

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Due Diligence imprese – raggiunto accordo provvisorio per modifica della direttiva

Due Diligence imprese – raggiunto accordo provvisorio per modifica della direttiva

Consiglio e Parlamento Europeo hanno raggiunto l’accordo provvisorio sulla proposta di modifica della direttiva 2024/1760/Ue (cd. CSDDD - Corporate Sustainability Due Diligence Directive) che impone alle grandi imprese l'adozione di "misure di diligenza" ulteriori rispetto ai già vigenti obblighi ambientali, per prevenire ed eventualmente eliminare gli impatti negativi sull'ambiente (e sui diritti umani) prodotti dalle loro attività e dalle catene del valore a cui partecipano.

La proposta legislativa fa parte del Pacchetto Omnibus I e tra le novità prevede: limitare gli obblighi di due diligence alle sole imprese con 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato netto, limitare gli obblighi di dovuta diligenza alle sole aree della catena del valore dell'azienda in cui è più probabile che si verifichino impatti negativi, eliminare l'obbligo per le imprese di adottare i piani di transizione climatica, fissare al 3% del fatturato netto il limite massimo della sanzione applicabile all'azienda in caso di inadempimento degli obblighi e infine rinviare di un ulteriore anno (al 26 luglio 2028) il termine per il recepimento della direttiva da parte degli Stati.

Si rimane in attesa dell’approvazione definitiva del testo concordato da parte delle istituzioni europee. 

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Rendicontazione di sostenibilità per le imprese - raggiunto accordo provvisorio per modifica della normativa

Rendicontazione di sostenibilità per le imprese - raggiunto accordo provvisorio per modifica della normativa

Il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta di direttiva di modifica della disciplina UE sui report di sostenibilità delle imprese che, a norma della direttiva UE 2022/2464 (cd. CSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive) obbliga le aziende a fornire informazioni dettagliate sugli impatti ambientali delle attività (cd. rendicontazione di sostenibilità).

La proposta era stata pubblicata dalla Commissione lo scorso giugno e, per quanto di interesse, l’accordo prevede che le imprese obbligate al report sono quelle con più di 1.000 dipendenti e con un fatturato superiore a 450 milioni di euro. Rimangono quindi escluse le PMI quotate che dovrebbero partire con il report dal 2029 (sui dati 2028). Parlamento e Consiglio Ue sono inoltre concordi nell’esonerare dagli obblighi le holding finanziarie e nel prevedere un'esenzione transitoria per le imprese obbligate al report dal 2025.

Si rimane in attesa dell’approvazione definitiva del testo concordato da parte delle istituzioni europee. 

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Regolamento sulle Materie Prime Critiche – Commissione UE presenta proposta di modifica

Regolamento sulle Materie Prime Critiche – Commissione UE presenta proposta di modifica

La Commissione Europea ha pubblicato una proposta di modifica del Regolamento (UE) 2024/1252, noto come il Critical Raw Materials Act (CRMA). Questa revisione, che rientra nell'ambito del nuovo piano d'azione RESourceEU, intende rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche dell'Unione Europea.

Le modifiche, in particolare, concernono il fatto che non saranno più gli Stati, ma la stessa Commissione ad identificare le grandi imprese obbligate a preparare un'analisi del rischio della propria catena di fornitura di materie prime critiche e strategiche.

La Commissione comunicherà formalmente alle imprese interessate la loro inclusione nell'elenco e i loro obblighi, le stesse avranno quindi sei mesi dalla notifica per effettuare una valutazione dei rischi della filiera e se emergono vulnerabilità dovranno adoperarsi per ridurle.

Inoltre, la proposta espande il quadro della circolarità, includendo i rifiuti pre-consumo per aumentare il riciclo dei magneti permanenti, e introduce maggiore flessibilità nel numero di bandi annuali per i Progetti Strategici.

Seguirà ora l’esame da Parlamento Europeo e Consiglio (co-legislatori) attraverso letture successive.

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Decreto EoW legno in consultazione

Decreto EoW legno in consultazione

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 9 gennaio 2026, sullo schema di decreto recante i criteri EoW per i rifiuti di legno con l’obiettivo di raccogliere pareri e suggerimenti da parte dei soggetti interessati per l’elaborazione del testo definitivo. 

Lo schema di decreto, che detta le condizioni alle quali determinate categorie di rifiuti del legno cessano di essere tali dopo una operazione di recupero, ricalca la struttura dei vari decreti EoW finora adottati individuando i rifiuti ammissibili, i controlli da svolgere su di essi, i processi di lavorazione, i requisiti di qualità del legno recuperato e i possibili utilizzi. 

Come per gli altri decreti viene prevista anche la predisposizione di una dichiarazione di conformità per ogni lotto prodotto. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/462/SAEC-NOT/CS del 15.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/462/SAEC-NOT/CS

2025/462/SAEC-NOT/CS

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 9 gennaio 2026, sullo schema di decreto recante i criteri EoW per i rifiuti di legno con l’obiettivo di raccogliere pareri e suggerimenti da parte dei soggetti interessati per l’elaborazione del testo definitivo.

Lo schema di decreto, che detta le condizioni alle quali determinate categorie di rifiuti del legno cessano di essere tali dopo una operazione di recupero, ricalca la struttura dei vari decreti EoW finora adottati individuando i rifiuti ammissibili, i controlli da svolgere su di essi, i processi di lavorazione, i requisiti di qualità del legno recuperato e i possibili utilizzi. Come per gli altri decreti viene prevista anche la predisposizione di una dichiarazione di conformità per ogni lotto prodotto.

Secondo lo schema di decreto, il legno recuperato potrà essere utilizzato esclusivamente per i seguenti scopi specifici, finalizzati alla produzione di:

  1. prodotti di falegnameria a base legno e/o sughero;
  2. prodotti per l’industria cartaria;
  3. produzione di pannelli;
  4. cippato ad uso non industriale;
  5. pellet di legno da segatura e polveri ad uso non industriale;
  6. bricchette da segatura e polveri ad uso non industriale;
  7. materiali da destinare a impianti di combustione con produzione di energia.

Lo schema di regolamento individua le tipologie di rifiuti ammissibili specificando che non sono ammessi alla produzione di legno recuperato i rifiuti in legno che per origine e provenienza possano contenere sostanze contaminanti quali: legno chimicamente trattato che possa contenere composti organici alogenati o metalli pesanti o sali di creosoto; legno proveniente da dismissione di traversine ferroviarie, di impianti elettrici o telefonici ecc; legno esposto all’uso di fitofarmaci e legno carbonizzato o bruciato. Non sono ammessi nemmeno rifiuti in legno trattati con olii minerali o sintetici ed essiccanti, acidi, additivi biocidi e altre sostanze che possano conferire pericolosità al rifiuto.

Lo schema di regolamento infine specifica che le imprese già autorizzate al recupero "End of waste" del legno, al momento di entrata in vigore del regolamento, potranno continuare ad operare in base ai titoli in loro possesso fino all'aggiornamento o rinnovo degli stessi.

Per poter partecipare alla consultazione è necessario accedere alla pagina dedicata, disponibile qui, seguendo la procedura illustrata nel Manuale utente (v. Allegato). Si chiede a quanti interessati, di inviare i propri contributi anche al Dott. Cesaretti (d.cesaretti@fise.org) al fine di poter definire anche un eventuale contributo associativo da trasmettere al Ministero.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo dello schema di decreto allegato.

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Legge Lombardia su EoW inerti e discariche

Legge Lombardia su EoW inerti e discariche

La Regione Lombardia ha pubblicato la Legge Regionale 9 dicembre 2025, n. 18 “Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2025” con cui vengono effettuati interventi legislativi a tutto campo in varie materie.

In particolare, con l’articolo 21, viene modificata la LR n. 26/2003 in materia di gestione dei rifiuti, andando a prevedere alcune regole ulteriori su EoW per i rifiuti da C&D, normati a livello nazionale dal Regolamento 127/2024. Nel dettaglio la Regione Lombardia va a prevedere l'impiego dei materiali recuperati per utilizzi finali ulteriori o diversi da quelli indicati nel provvedimento nazionale, purchè siano rispettate certe condizioni e qualora valutati impatti ambientali anche attraverso criteri ecotossici. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/461/SAEC-NOT/CS del 15.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/461/SAEC-NOT/CS

2025/461/SAEC-NOT/CS

La Regione Lombardia ha pubblicato la Legge Regionale 9 dicembre 2025, n. 18 “Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2025” che interviene con modifiche su diversi provvedimenti regionali.

In particolare, segnaliamo:

  • articolo 20 (Modifica all’articolo 8 della L.R. 12/2007) 
    Dopo art. 7 introdotto nuovo articolo 7-bis che precisa che i procedimenti autorizzativi di competenza regionale, anche pendenti, riguardanti la realizzazione di nuove discariche o ampliamenti di discariche posti a meno di 10 km dal confine regionale sono sospesi sino a sottoscrizione di una intesa con gli Enti regionali confinanti interessate all’applicazione dei criteri localizzativi e della verifica dei fabbisogni.
     
  • articolo 21 (Inserimento dell’articolo 19 bis nella L.R. 26/2003)
    L’articolo interviene con la precisazione di alcune regole ulteriori sulla cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste - EoW) per i rifiuti da C&D, normati a livello nazionale dal Regolamento 127/2024. Nel dettaglio la Regione Lombardia va a prevedere l'impiego dei materiali recuperati per utilizzi finali ulteriori o diversi da quelli indicati nel provvedimento nazionale, purché siano rispettate certe condizioni:
  • siano conformi alle normative tecniche di prodotto o di impiego riconosciute a livello nazionale o europeo;
  • sia dimostrato che l'utilizzo non comporti impatti complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana;
  • sia dimostrato che i materiali ottenuti dall'operazione di recupero siano in linea con le norme di prodotto applicabili, compresi i valori limite per le sostanze inquinanti;
  • siano garantiti la tracciabilità, la verificabilità e la documentazione del percorso del materiale dalla produzione all'impiego finale.
     

Viene poi chiarito che le autorizzazioni EoW, rilasciate ai sensi degli articoli 208, 209 e 211 del D.lgs. n. 152/2006, che prevedono l'uso di rifiuti inerti diversi da quelli indicati nel Regolamento nazionale 127/2024, ove già conseguite, restano valide e pienamente efficaci. E potranno essere rinnovate o rilasciate – nel rispetto del D.lgs. n. 152/2006 – anche mediante metodologie alternative riconosciute, qualora garantiscano standard equivalenti di qualità e sicurezza ambientale. 

Sia per le condizioni richiamate che in materia di autorizzazioni in essere, Regione chiarisce che la dimostrazione sugli impatti su ambiente e salute possa essere condotta alternativamente “mediante prove o valutazioni condotte secondo metodiche riconosciute, anche ai sensi del Regolamento CE n. 440/2008” che, ricordiamo stabilisce i metodi di prova standardizzati per valutare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche, fondamentali per l'applicazione del Regolamento REACH.

  • articolo 22 (Modifica all’articolo 12 della L.R. 20/2021)
    Viene modificata la normativa sulle attività di cava (Legge n. 20/2021) chiarendo che le procedure e le relative autorizzazioni per l'esercizio dell'attività estrattiva e per il trattamento di rifiuti inerti sono distinte e non confliggono tra loro. L'avvio di un procedimento non può essere subordinato all'altro e le Autorità preposte svolgono le attività istruttorie in modo autonomo.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Legge regionale n. 18/2025 in allegato.

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RENTRi – Aggiornamento FIR digitale

RENTRi – Aggiornamento FIR digitale

In vista dell'entrata in vigore del FIR digitale prevista dal 13 febbraio 2026, è stato pubblicato sul sito Rentri un elenco sintetico delle implementazioni correlate al FIR Digitale previste con i prossimi rilasci, sia per l'ambiente RENTRI Demo che per l'ambiente RENTRi Produzione.

I rilasci delle prossime implementazioni sono suddivisi in 3 step successivi a partire dal 17 dicembre 2025 e fino al 12 febbraio 2026 quando ci sarà l’attivazione completa in produzione delle funzionalità correlate all'apertura del FIR Digitale prevista per il giorno successivo.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/460/SAEC-NOT/LE del 15.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/460/SAEC-NOT/LE

2025/460/SAEC-NOT/LE

Informiamo che in vista dell'entrata in vigore del FIR digitale prevista dal 13 febbraio 2026, è stato pubblicato sul sito RENTRi un elenco sintetico delle implementazioni correlate al FIR Digitale previste con i prossimi rilasci, sia per l'ambiente RENTRi Demo che per l'ambiente RENTRi Produzione.

Le implementazioni di cui sopra sono disponibili, rispettivamente, ai seguenti link:

I rilasci delle prossime implementazioni sono suddivisi in 3 step successivi a partire dal 17 dicembre 2025 e fino al 12 febbraio 2026 quando ci sarà l’attivazione completa in produzione delle funzionalità correlate all'apertura del FIR Digitale prevista per il giorno successivo.

Pertanto si avvisa che il giorno 17 dicembre 2025 tra le 18:00 e le 19:00 è pianificata una Finestra Programmata di Manutenzione dovuta, appunto, al primo rilascio previsto delle implementazioni; in tale fascia oraria è probabile che si verifichino delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web ed API, motivo per cui nella sezione “Avvisi” della piattaforma RENTRi si raccomanda di non utilizzare i servizi nella data e fascia oraria indicata.

Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.

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FEAD NEWSLETTER N° 246 - 15 DECEMBER 2025

FEAD NEWSLETTER N° 246 - 15 DECEMBER 2025

Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 246 del 15 dicembre 2025.

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Come sta L’Italia che Ricicla

Come sta L’Italia che Ricicla

Italia Oggi

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A Roma presenta L’Italia che Ricicla

A Roma presenta L’Italia che Ricicla

Corriere della Sera.it, Build News, Cleaning Community, Circular Economy Let’s Talk, Federcepi Costruzioni, Waste Web, Plast Magazine 

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ASSOAMBIENTE 12 dicembre 2025

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L’Italia che Ricicla 2025 | Report | Video evento | Rassegna Stampa | Servizio Ricicla TV

L’Italia che Ricicla 2025 | Report | Video evento | Rassegna Stampa | Servizio Ricicla TV

Rendiamo disponibile il Report “L'Italia che Ricicla” 2025.

Clicca qui per scaricare il Report
Clicca qui per rivedere l'evento di presentazione del 5 dicembre 

L’industria italiana del riciclo dei rifiuti continua a distinguersi a livello europeo per performance elevate. Dietro ai numeri positivi emergono però fragilità profonde in alcune delle filiere più strategiche – plastica, tessile, edilizia e RAEE – ancora frenate dalla scarsa raccolta, dall’assenza di mercati maturi e da una domanda insufficiente di materiali riciclati. Il sistema resta frammentato e privo di una strategia industriale in grado di trasformare il riciclo in una vera leva competitiva per il Paese.

Rifiuti urbani e speciali: i numeri del riciclo italiano

In Italia si producono 193,8 mln di tonnellate di rifiuti, di cui 164,5 mln di tonn di rifiuti speciali (che comprendono anche gli 8,8 mln di tonn. provenienti dalla gestione degli urbani) e 29,3 mln di tonn. di urbani. I rifiuti speciali derivano soprattutto da attività di costruzione e demolizione (50,6%), dagli scarti del trattamento rifiuti (23,5%) e dall’attività manifatturiera (16,8%). Tra gli urbani, prevale l’organico (34,7%), seguito da carta e cartone (21,8%), plastica (12,8%) e vetro (8,3%). Le raccolte differenziate hanno raggiunto quota 66,6% (19,5 mln di tonn.). Ma che fine fanno i nostri rifiuti? Il 54% dei rifiuti urbani viene avviato a riciclo, il 20% a recupero energetico e il 16% finisce in discarica. Ancora migliori le performance nei rifiuti speciali per i quali la percentuale di riciclo si attesta al 73,1%.

Un primato senza strategia industriale. La fragilità delle filiere dell’edilizia, plastica, tessile e RAEE

Il Rapporto sottolinea come l’Italia mantenga performance elevate nel riciclo grazie a filiere storiche come carta, vetro e metalli che vantano tassi di riciclo decisamente elevati (oltre il 70%), ma fatichi a trasformare tale vantaggio in una strategia industriale capace di ridurre la dipendenza da materie prime ed energia importate e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici UE. 

Le maggiori criticità emergono da comparti strategici per quantità e impatti ambientali, come plastica, tessile, edilizia e RAEE, per cui la raccolta resta insufficiente e i materiali riciclati faticano a trovare sbocchi di mercato. Nell’edilizia (rifiuti da costruzione e demolizione), pur in presenza di un tasso di recupero dell’81%, il mercato degli aggregati riciclati rimane debole per mancanza di domanda e a causa di norme disomogenee. Ne deriva un crescente accumulo di materiali riciclati inutilizzati.

L’attuale situazione di emergenza per la filiera della plastica nasce dalla concorrenza dei polimeri vergini a basso costo, da elevati costi energetici e dalla persistente incertezza normativa, fattori che stanno mettendo in grave crisi uno dei settori simbolo del riciclo italiano. Per le filiere del tessile e dei RAEE i bassi livelli di raccolta impediscono di recuperare materie prime seconde preziose, aggravando la dipendenza da risorse critiche. Anche nei settori in cui il riciclo funziona (carta e vetro), l’elevata intensità energetica degli impianti e il peso del sistema EU ETS riducono la competitività, evidenziando la necessità di supporti energetici e di un quadro fiscale più favorevole.

Un settore frammentato ma strategico

Il report evidenzia poi come il tessuto industriale del riciclo italiano sia composto in larga parte da micro e piccole imprese e continui complessivamente a soffrire di margini ridotti, volatilità dei prezzi e ostacoli allo sviluppo di mercati nazionali delle materie prime seconde realmente competitivi. Lo studio indica nella osmosi industriale (collaborazioni tra imprese, scambi di sottoprodotti, integrazione delle filiere) una delle leve chiave per rafforzare la produttività e l’efficienza del sistema.

Sono queste le principali evidenze emerse nel corso della presentazione, tenutasi oggi a Roma, del Rapporto annuale “L’Italia che Ricicla”, promosso dalla sezione UNICIRCULAR di ASSOAMBIENTE l’Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche.

Il Report ha ricevuto il Patrocinio del MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e ISPRA ed è stato realizzato grazie al sostegno di: ANPAR | AGENZIA BARI MEDITERRANEO | BRESOLIN | CIC | COMPUTER SOLUTIONS | ECOMONDO | ERION | GESENU | GREEN HUB | INNOVANDO | INTERLOGICA | MC DONALD'S | OMNISYST | POLLINI | RENOILS | TECHEMET | UNIPOL SAI AGENZIA GASLINI. 

Clicca qui per la Rassegna Stampa
Clicca qui per il Servizio di RiciclaTV
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RAI Radio 1 | Intervista al Presidente Paolo Barberi

RAI Radio 1 | Intervista al Presidente Paolo Barberi

Nel corso della puntata di Sportello Italia del 10/12/2025, Francesca Capannolo intervista Paolo Barberi, Presidente della Sezione Unicircular di ASSOAMBIENTE.

Clicca qui per sentire l'intervista

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Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2025

Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2025

ISPRA ha presentato l’edizione 2025 del Rapporto Rifiuti Urbani che contiene i dati aggiornati al 2024 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione e flussi di import/export dei rifiuti urbani e degli imballaggi, a livello nazionale, regionale e provinciale. 

Il Rapporto include anche il monitoraggio dei costi dei servizi di igiene urbana, l’applicazione del sistema tariffario e una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale. Stando ai dati contenuti nel Rapporto, nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 Mt, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/459/SAEC-COM/CS del 11.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/459/SAEC-COM/CS

2025/459/SAEC-COM/CS

ISPRA ha presentato oggi l’edizione 2025 del Rapporto Rifiuti Urbani che contiene i dati aggiornati al 2024 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione e flussi di import/export dei rifiuti urbani e degli imballaggi, a livello nazionale, regionale e provinciale. Il Rapporto include anche il monitoraggio dei costi dei servizi di igiene urbana, l’applicazione del sistema tariffario e una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale.

Stando ai dati contenuti nel Rapporto, nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a poco più di 29,9 Mt, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. Nell’ultimo anno l’economia italiana ha fatto registrare una crescita del PIL e della Spesa per consumi finali pari allo 0,7%. Nei 14 Comuni con popolazione al di sopra dei 200 mila abitanti si registra un aumento della produzione di RU dell’1,8%.

Relativamente alla raccolta differenziata il Sud Italia continua a ridurre il divario con Centro e Nord. Nel dettaglio la raccolta differenziata nazionale si attesta al 67,7%, con percentuali del 74,2% al Nord, del 63,2% al Centro e del 60,2% al Sud. Le percentuali più alte si registrano in Emilia-Romagna (78,9%) e in Veneto (78,2%). Seguono Sardegna (76,6%), Trentino-Alto Adige (75,8%), Lombardia (74,3%) e Friuli-Venezia Giulia (72,7%). L’Emilia Romagna è anche quella che fa registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con un incremento pari all’1,7% rispetto al 2023. Superano l’obiettivo del 65% anche Marche (71,8%), Valle d’Aosta (71,7%), Umbria (69,6%), Piemonte (68,9%), Toscana (68,1%), Basilicata (66,3%) e Abruzzo (65,7%). Nel complesso, più del 72% dei comuni ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. Nell’ultimo anno, l’89,7% dei comuni intercetta oltre la metà dei propri rifiuti urbani in modo differenziato. 

A livello di tipologia di rifiuti intercettati dalla raccolta la parte più rilevante è costituita dai rifiuti organici (37,8%), seguita da rifiuti di carta e cartone (19,5%), vetro (11,3%) e plastica (8,8%). I RAEE si attestano all’1,4% e i rifiuti tessili allo 0,9%.

Nel 2024 sono operativi 625 impianti per la gestione dei rifiuti urbani, di cui oltre la metà dedicati alla frazione organica, anche se in alcune regioni le strutture restano insufficienti. Il recupero dell’organico avviene soprattutto negli impianti integrati anaerobico/aerobico (58,5% dei quantitativi trattati), seguiti dal compostaggio (34%) e dalla sola digestione anaerobica (7,5%). Il totale dei rifiuti sottoposti a trattamento biologico raggiunge circa 7,2 Mt, in aumento del 3,9% rispetto al 2023.

La percentuale di riciclo dei rifiuti urbani si attesta al 52,3%, in crescita rispetto a quella del precedente anno (50,8%) e al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020. Mentre l’obiettivo del 55% al 2025 richiede un’ulteriore crescita che dovrà essere ancora più significativa al 2030 quando l’obiettivo sarà del 60%. I rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica rappresentano il 14,8% dei rifiuti prodotti (pari ad oltre 4,4 Mt e in calo del 3,7% rispetto al 2023). Andando a vedere i dati sui rifiuti da imballaggio tutti i flussi hanno già raggiunto i target per il 2025 e anche la plastica supera, per la prima volta, l’obiettivo arrivando al 51,1% rispetto al 50% previsto.

Nel 2024 è stato esportato il 4,3% dei rifiuti urbani prodotti, pari a 1,3 Mt, a fronte di 216.000 t importati. Campania, Lazio e Lombardia sono le regioni che esportano i maggiori quantitativi. Danimarca, Paesi Bassi, e Austria sono i Paesi a cui vengono destinati più rifiuti urbani.

Il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 214,4 euro/abitante (nel 2023 era 197) in aumento di 17,4 euro/abitante. Al Centro il costo più elevato con 256,6 euro/abitante, segue il Sud con 229,2 euro/abitante e infine il Nord con un costo pari a 187,2 euro/abitante.

Infine, rispetto al PNRR, il Rapporto evidenzia come questo abbia destinato 2,1 miliardi di euro alla gestione dei rifiuti e a progetti di economia circolare, andando ad analizzare i progetti e le iniziative finanziate.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Rapporto disponibile qui.

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Pacchetto Omnibus sulla sostenibilità – Commissione pubblica proposta di legge

Pacchetto Omnibus sulla sostenibilità – Commissione pubblica proposta di legge

La Commissione Europea ha pubblicato il Pacchetto Omnibus, contenente misure per semplificare la legislazione ambientale, nei settori delle emissioni industriali, dell'economia circolare, delle valutazioni ambientali e dei dati geospaziali.

Le modifiche delle normative vigenti proposte mirano a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, mantenendo al contempo gli ambiziosi obiettivi dell'UE in materia di tutela dell'ambiente e della salute umana. Ciò accelererà e semplificherà le procedure autorizzative per tutti i progetti, in particolare nei settori strategici, come i progetti digitali strategici e i progetti relativi alle materie prime essenziali, facilitando la transizione verso un'economia pulita e digitale nell'UE. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/458/SAEC-EUR/FA del 11.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/458/SAEC-EUR/FA

2025/458/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha pubblicato il Pacchetto Omnibus, contenente misure per semplificare la legislazione ambientale, nei settori delle emissioni industriali, dell'economia circolare, delle valutazioni ambientali e dei dati geospaziali.

Si ricorda che la Commissione aveva avviato nei primi mesi dell’anno le consultazioni sul tema (v. circolare Assoambiente n. 95 del 10.03.2025), evidenziando la necessità di promuovere una crescita sostenibile dell’Unione Europea, attraverso una legislazione ambientale più semplice e intelligente. 

Le modifiche delle normative vigenti mirano a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, mantenendo al contempo gli ambiziosi obiettivi dell'UE in materia di tutela dell'ambiente e della salute umana. Questo dovrebbe accelerare e semplificare le procedure autorizzative per tutti i progetti, in particolare nei settori strategici, come i progetti digitali e i progetti relativi alle materie prime essenziali, facilitando la transizione verso un'economia pulita e digitale nell'UE. 

Il pacchetto di semplificazione pubblicato è composto da sei elementi chiave: valutazioni ambientali semplificate per il rilascio delle autorizzazioni, norme semplificate sulle emissioni industriali per l'industria e gli agricoltori, soluzioni digitali più efficaci per le sostanze pericolose presenti nei prodotti, responsabilità estesa del produttore semplificata, accesso facilitato ai dati geospaziali e semplificazione futura.

Per quanto di interesse, si sintetizzano alcuni punti della proposta:

  • riguardo la modifica del Regolamento sulle batterie e del Regolamento sul portale sulle emissioni industriali si evidenziano la modifica della definizione di produttore per i contratti a distanza, l’aggiunta di una definizione per le sostanze estremamente preoccupanti, l’esclusione dei pacchi batteria dai requisiti di rimovibilità e sostituibilità, la semplificazione delle comunicazioni (l'obbligo per la Commissione di esaminare e pubblicare una relazione sui dati degli Stati membri relativi alla gestione dei rifiuti di batterie viene eliminato), l’esenzione per allevatori e acquacoltori da determinati obblighi di comunicazione al portale sulle emissioni industriali;
  • riguardo la proposta di sospensione fino al 1° gennaio 2035 delle norme sulla nomina di un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore su batterie, imballaggi, prodotti tessili, RAEE e plastica monouso si evidenziano modifiche sugli obblighi di tracciabilità dei produttori stabiliti in Paesi terzi e sulle facoltà e gli oneri degli Stati membri nei rapporti con Paesi terzi;
  • riguardo la proposta per accelerare le valutazioni di impatto ambientale si evidenzia la possibilità degli Stati membri di istituire una procedura coordinata o congiunta in caso di una o più normative applicabili, nuove scadenze per le valutazioni di impatto ambientale con possibili proroghe per "casi eccezionali, ove la natura, la complessità, l'ubicazione o le dimensioni del progetto proposto lo richiedano", la possibilità per gli sviluppatori di presentare e accedere ai documenti in formato digitale, strumenti per settori o categorie strategici (dovrebbero applicarsi ai progetti relativi all'economia circolare) e, infine, l’impegno per gli Stati membri di rinunciare agli oneri amministrativi e alle commissioni associate alle valutazioni ambientali per gli sviluppatori che rientrano nella definizione di piccole imprese a media capitalizzazione;
  • riguardo la riduzione degli oneri amministrativi previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque, dalla Direttiva IED (emissioni industriali) e dalla Direttiva MCPD (medi impianti di combustione) si evidenziano l’abrogazione del database SCIP con la relativa sostituzione con soluzioni digitali come il Passaporto Digitale dei Prodotti e l'implementazione del pacchetto "Una Sostanza, Una Valutazione", una frequenza di segnalazione armonizzata collegata all'EPR, l’eliminazione del potere della Commissione di stabilire indicatori per misurare i progressi complessivi nell'attuazione delle misure di prevenzione dei rifiuti, il consenso per più impianti nello stesso Stato membro, sotto il controllo dello stesso gestore o appartenenti alla stessa azienda, ad essere coperti da un unico sistema di gestione ambientale, diversi interventi sul Sistema di Gestione Ambientale (più flessibilità per le aziende) e infine disposizioni transitorie per l'introduzione graduale degli obblighi previsti dalla direttiva IED che avrebbero comportato la necessità di iniziare revisione di tutti i permessi IED nel luglio 2026.
     

La proposta legislativa sarà ora presentata al Parlamento Europeo e al Consiglio per l'adozione.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda ai documenti facenti parte del Pacchetto, allegati alla presente.

Rimaniamo a disposizione per informazioni e aggiornamenti.

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Presentata a Roma “L’Italia che Ricicla”

Presentata a Roma “L’Italia che Ricicla”

La Repubblica – E-Gazette – GSA – EcoinCittà – Ambiente in salute 

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RENTRi: disponibile presentazione per utilizzo servizi di supporto e APP RENTRi per la gestione del FIR digitale

RENTRi: disponibile presentazione per utilizzo servizi di supporto e APP RENTRi per la gestione del FIR digitale

Pubblicato sul portale RENTRi, nella sezione “Formazione”, il materiale informativo dedicato all’utilizzo dei servizi di supporto messi a disposizione dal RENTRi e dell’APP RENTRi per una gestione completa del FIR digitale rivolto a produttori/detentori, trasportatori e destinatari.

La presentazione fornisce indicazioni pratiche e operative a tutti gli operatori, che devono emettere, compilare, integrare e firmare il FIR digitale.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/457/SAEC-NOT/LE del 10.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2025/457/SAEC-NOT/LE

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Pubblicato sul portale RENTRi, nella sezione “Formazione”, il materiale informativo dedicato all’utilizzo dei servizi di supporto messi a disposizione dal RENTRi e dell’APP RENTRi FIR digitale, per una gestione completa del FIR digitale.

Il documento, rivolto a produttori/detentori, trasportatori e destinatari, fornisce indicazioni pratiche e operative a tutti gli operatori, che devono emettere, compilare, integrare e firmare il FIR digitale, sia tramite l’applicazione web del RENTRi, sia attraverso l’APP RENTRi FIR digitale.

Nella parte conclusiva viene spiegato come il destinatario, utilizzando i servizi di supporto messi a disposizione dal RENTRi, restituisce la copia completa del FIR digitale ai soggetti coinvolti nella movimentazione e come avviene la trasmissione dei dati al RENTRI per i soli rifiuti pericolosi.

La presentazione è disponibile qui.

Cogliamo l’occasione per informare che, sempre sul portale RENTRi, nella sezione “Consulta le schede informative” è ora disponibile anche la nuova funzionalità di “Ricerca Avanzata”, che permette di:

  • interrogare le schede informative utilizzando filtri tematici e temporali;
  • effettuare un ordinamento per data che consente di individuare rapidamente le schede più recenti su specifici argomenti di interesse.
     
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2025/456/SA-LAV/MI

2025/456/SA-LAV/MI

Nella tarda serata di ieri 9 dicembre è stato sottoscritto un accordo per il rinnovo del CCNL 18 maggio 2022.

L’intesa non è stata firmata da Assoambiente, che non ha condiviso alcuni aspetti di metodo e di merito soprattutto dell’ultima fase del negoziato, e si è riservata un passaggio all’interno dei competenti organi direttivi associativi prima di assumere una decisione in merito.

Conseguentemente all’accordo, lo sciopero programmato per oggi 10 dicembre, è stato revocato.

L’Accordo prevede:

  • l’aumento dei minimi retributivi in misura pari a € 202 con riferimento al livello 3A in 4 tranches a partire da febbraio 2026 e poi gennaio 2027, agosto 2027, dicembre 2027),
  • un importo pari a € 18 mensili per 12 mensilità destinato alla contrattazione aziendale di produttività (“ERAP” come da Accordo 18.5.2022);
  • € 15 a titolo di welfare, suddivisi tra Previambiente (€ 8,5), FASDA (€ 5,5) e Fondazione Rubes Triva (€ 1);
  • una riforma della classificazione del personale, che prevede tra le altre cose avanzamenti dei parametri dei livelli più bassi (in due step, uno a febbraio 2026 e un altro a ottobre 2026) ed eliminazione del livello J;
  • l’importo di € 6 medi di cui all’Accordo 18.5.2022 e collegati alla riforma della classificazione sono assorbiti nell’Accordo e non saranno più erogati;
  • un importo una tantum pari a 100 euro a copertura del periodo di vacanza contrattuale (1.1.2025-31.1.2026).

 

Non mancheremo di aggiornare sugli sviluppi della situazione.

 

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