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FEAD BULLETIN N° 94 - 30 September 2022

FEAD BULLETIN N° 94 - 30 September 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 94 - 30 September 2022

Buona lettura ! 

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Newsletter del 30 Settembre 2022

Newsletter del 30 Settembre 2022 {related_entries id="fotogallery_allegata"}

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Lettera e Relazione Presidente Assoambiente

Lettera e Relazione Presidente Assoambiente

Disponibile nell'area riservata ai Soci Assoambiente la lettera del Presidete Testa e la relazione presentata durante l'Assemblea.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/257/SAEC-COM/PE del 30.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/257/SAEC-COM/PE

2022/257/SAEC-COM/PE

Si trasmette, in allegato alla presente, la lettera del Presidente Chicco Testa in merito ai recenti esiti dell’Assemblea elettiva Assoambiente tenutasi lo scorso 22 settembre.

In merito si allega anche la Relazione presentata dal Presidente Testa sempre in occasione della recente Assemblea. 

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Revisione Direttiva Imballaggi e relativi rifiuti – Aggiornamento lavori e documento di posizione EuRIC

Revisione Direttiva Imballaggi e relativi rifiuti – Aggiornamento lavori e documento di posizione EuRIC

EuRIC sta finalizzando il documento di posizione in vista della revisione della Direttiva UE su imballaggi e rifiuti: tra le richieste del settore del riciclo anche la previsione del contenuto minimo di materiale riciclato e relativi criteri di misurazione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/256/SAEC-NOT-EUR/CS del 30.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/256/SAEC-NOT-EUR/CS

2022/256/SAEC-NOT-EUR/CS

EuRIC, la Federazione Europea delle Imprese del Riciclo cui è associata UNICIRCULAR, sta partecipando attivamente al processo europeo di revisione della Direttiva imballaggi e relativi rifiuti. Proprio su tale argomento, con il contributo di tutti i propri associati, ha predisposto un documento di posizione, riportato in allegato, dove sono riportate una serie di osservazioni e raccomandazioni sulle misure che la Commissione europea ha approfondito nell'ambito della valutazione d'impatto, lo studio preliminare affidato ad EUNOMIA su cui si baserà la proposta di revisione della direttiva.

Il documento di EuRIC, che sarà utilizzato successivamente nell’attività di lobby presso le istituzioni europee, illustra le principali richieste ed esigenze dell'industria europea del riciclo, tra cui:

  • definizione e applicazione della riciclabilità (sostegno agli ambiziosi obiettivi di raccolta differenziata e all’introduzione di una soglia minima di riciclabilità per gli imballaggi);
  • obiettivi sul contenuto minimo di materiale riciclato e metodologie per la sua misurazione (sostegno a procedure per la fissazione di rilevanti criteri di ecodesign e opposizione alla definizione di un target comune per contenuto riciclato e biobased);
  • accesso prioritario per i produttori di imballaggi al materiale riciclato (opposizione a questa possibilità);
  • riutilizzo degli imballaggi e relativi obiettivi (sostegno generale alla misura con opposizione all'esenzione dai target di raccolta differenziata e riciclo per gli imballaggi riutilizzabili);
  • cambiamento del formato da direttiva a regolamento (immediatamente applicabile senza recepimento in tutti gli Stati membri).
     

In considerazione del fatto che la pubblicazione della proposta di regolamento da parte della Commissione, che andrà a rivedere la direttiva imballaggi e relativi rifiuti, è prevista per il 30 novembre 2022, Vi invitiamo a prendere visione del documento di posizione di EuRIC e fornire eventuali proposte di modifica e integrazione da inviare, entro il 12 ottobre 2022, al Dott. Cesaretti (email d.cesaretti@fise.org). Sarà poi cura della struttura inoltrarle ad EuRIC in tempi utili prima della approvazione definitivamente del documento finalizzato al confronto con le Istituzioni.

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RENTRi - bozza schema regolamentare MiTE inviato alla Commissione europea

RENTRi - bozza schema regolamentare MiTE inviato alla Commissione europea

E’ stato pubblicato ieri sul sito della Commissione Europea – TRIS (disponibile qui) lo schema di regolamento recante disciplina del registro elettronico del sistema di tracciabilità dei rifiuti ai sensi dell’art 188-bis del D.Lgs. n. 152/2006 (R.E.N.T.Ri.).

A partire dal 29 settembre 2022 decorrono i 90 gg del periodo stand still che terminerà il prossimo 30 dicembre: nel corso di questi tre mesi a livello nazionale viene sospeso l’iter del provvedimento in attesa del parere circostanziato da parte della Commissione Europea e/o gli Stati Membri. Decorso tale termine, se la Commissione europea non richiederà maggiori approfondimenti, verrà dato il nulla osta a procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che potrebbe avvenire quindi entro fine anno. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/255/SAEC-NOT/LE del 30.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/255/SAEC-NOT/LE

2022/255/SAEC-NOT/LE

E’ stato pubblicato ieri sul sito della Commissione Europea – TRIS (disponibile qui) lo schema di regolamento recante disciplina del registro elettronico del sistema di tracciabilità dei rifiuti ai sensi dell’art 188-bis del D.Lgs. n. 152/2006 (R.E.N.T.Ri.), di cui, per comodità riportiamo in allegato il testo.

A partire quindi dal 29 settembre 2022 decorrono i 90 gg del periodo sospensivo (cd. stand still) che terminerà il prossimo 30 dicembre: nel corso di questi tre mesi a livello nazionale viene sospeso l’iter del provvedimento in attesa del parere circostanziato da parte della Commissione Europea e/o gli Stati Membri. Decorso tale termine, se la Commissione europea non richiederà maggiori approfondimenti, verrà dato il nulla osta a procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che potrebbe avvenire quindi entro fine anno.

Ricordiamo che sullo schema di decreto in oggetto era stata avviata una rapida consultazione con gli stakeholder ad aprile scorso a cui Assoambiente unitamente ad Utilitalia, dopo aver coordinato i contributi giunti dalle imprese associate, aveva risposto segnalando puntualmente le macro-criticità riscontrate nello schema di provvedimento e inviando motivate proposte di modifica nell’intento di collaborare alla definizione di un testo che andasse a regolamentare una tracciabilità operativamente praticabile e, in particolar modo per la filiera dei gestori dei rifiuti, interoperabile con i sistemi gestionali esistenti nelle imprese (v. circolare Assoambiente n. 155/2022).

A seguito della consultazione, Assoambiente, unitamente ad altre sigle associative, aveva scritto al MiTE per ricevere riscontri sullo stato di avanzamento della definizione del decreto (v. circolare Assoambiente n. 214/2022). Nel frattempo il MiTE aveva trasmesso la bozza al MEF per il previsto concerto e solo a seguito del riscontro di quest’ultimo ha organizzato un incontro di aggiornamento con le Associazioni la scorsa settimana. In tale occasione l’Associazione ha ribadito la necessità, in quanto non citata tra le proposte accolte, di superare la attualmente prevista tracciabilità dei rifiuti puntuale all’interno degli impianti e di procedere con la massima urgenza all’istituzione del già richiesto tavolo di monitoraggio (vedi Manifesto stakeholder – circolare associativa n. 155/2022) per avviare un proficuo confronto tra rappresentanti delle imprese e Ministero competente.

Il Presidente Albo Gestori Ambientali (si ricorda che l’Albo è l’Organo incaricato di fornire alla Direzione Economia Circolare del MiTE il supporto tecnico operativo nell’implementazione del RENTRi) sia nell’ambito del Comitato Nazionale di cui l’Associazione fa parte che in occasione dei webinar recentemente organizzati, ha invitato le aziende a proseguire o aderire alla sperimentazione che andrà avanti nei prossimi mesi fino alla scadenza prevista per l’iscrizione da parte di tutti i soggetti obbligati (30 mesi a partire dall’entrata in vigore del decreto) e a segnalare al portale RENTRi (qui) eventuali criticità, anche eventualmente legate all’implementazione dell’interoperabilità.

Sulla base di una prima rapida lettura dello schema di Regolamento, reso noto ieri, risultano siano state accolte alcune delle criticità segnalate:

  • 13, comma 1 lett. a) e art. 15, comma 1 - Iscrizione al RENTRi, con obbligo di trasmissione dei dati del registro, a partire da 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto ed entro 60 giorni (prima erano 12 mesi ed entro 30 giorni) per i primi soggetti obbligati (tra cui rientrano gestori rifiuti, intermediari e commercianti, trasportatori e produttori al di sopra di 50 dipendenti);
  • 15, comma 2 - trasmissione dati del Registro entro la fine del mese successivo a quello a cui i movimenti si riferiscono (prima era entro i primi 15 giorni del mese successivo);
  • 9, comma 1 - entrata in vigore dei nuovi modelli di registro e formulario a partire da 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto;
  • 8, comma 2 - eventuali modifiche alle specifiche tecniche di registri e formulari si applicano decorsi 6 mesi;
  • 4, commi 3 e 4 - per i soggetti obbligati al RENTRi il registro è tenuto in modalità digitale dalla data di iscrizione; i soggetti a cui l’obbligo si applica successivamente utilizzeranno i nuovi modelli, stampandoli dal portale del RENTRi in format esemplare e vidimandoli su carta dalle CCIAA (come avviene attualmente);
  • 12, commi 1 e 2 - inserito elenco soggetti obbligati all’iscrizione al Rentri (prima c’era semplice rinvio all’art. 6 della Legge n. 12/19);
  • 5, comma 3 - il formulario, ferma restando la responsabilità del produttore/detentore con riferimento alle informazioni di propria competenza, può essere emesso e compilato a cura del trasportatore;
  • 7, comma 8 - l’obbligo di tenuta dei formulari in modalità digitale si applica a partire da 30 mesi dall’entrata in vigore del decreto;
  • 15, comma 3 e art. 7, comma 3 - superata la necessità di inviare al RENTRi i dati del formulario (relativamente ai soli rifiuti pericolosi), prima della partenza del mezzo di trasporto; ma resta ferma la necessità che il documento sia compilato digitalmente prima della partenza, sui dispositivi “locali” dei soggetti coinvolti nel trasporto e sia man mano compilato nei vari passaggi al fine di renderlo disponibile agli enti di controllo;
  • ALLEGATO 3 - contenimento costi iscrizione che per i gestori, intermediari, trasportatori e produttori al di sopra dei 50 dipendenti ammontano a 100 euro per il primo anno e a 60 euro per gli anni successivi in riferimento a ciascuna unità locale;
  • 16, comma 1 - confermata la necessità di disporre sui mezzi di trasporto di rifiuti pericolosi di sistemi di geolocalizzazione ma eliminato l’obbligo di conservazione dei relativi dati per tre anni.

Nel rimanere a disposizione per ogni informazione, si rinvia al testo dello schema di decreto, riportato in allegato, per ulteriori approfondimenti e si rimanda a prossime comunicazioni per aggiornamenti sulla materia.

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2022/254/SA-LAV/MI

2022/254/SA-LAV/MI

Come noto, l’intesa del 18 maggio scorso, con cui si è proceduto al rinnovo dei due contratti collettivi di categoria, include diversi impegni delle Parti stipulanti da realizzare successivamente alla firma dell’intesa (vedi punto 4, pagina 7 dell’Accordo).

In tale contesto, il 27 settembre u.s. si è tenuto un confronto con le OO.SS. di categoria in relazione ad alcuni dei temi in sospeso.

Nello specifico, le Parti hanno affrontato i seguenti argomenti:

Accordo per la definizione a livello nazionale di un meccanismo alternativo per l’erogazione dell’ERAP (Accordo 18/5/2022, punto 1, lettera D, pagine 4-5).

Le Associazioni Datoriali stanno lavorando su una bozza di intesa da sottoscrivere a livello nazionale, che possa consentire alle aziende che, per qualunque ragione, non contrattino o non raggiungano accordi a livello aziendale per l’erogazione dell’ERAP con modalità variabili, di applicare un meccanismo automatico legato a obiettivi variabili e al raggiungimento di risultati determinati.

Trattasi di un’opportunità, quindi, atta ad evitare l’erogazione dell’importo (€ 180 annui dal 2023) in misura totale senza alcun parametro di riferimento.

Le OO.SS. si oppongono a tale meccanismo poiché risulterebbe unilaterale, e quindi discrezionale, l’applicazione concreta di tale eventuale intesa nazionale; secondo le OO.SS. le aziende che non contrattano, erogano l’importo analogamente a quanto previsto all’articolo 2 del CCNL con i 150 euro dell’EGR (denominato “CRA” – Compenso retributivo aziendale nell’accordo 18/5/2022).

Le Parti si incontreranno nuovamente il 25 ottobre p.v. per la prosecuzione del confronto in merito.

Commissione riforma della classificazione.

La Commissione si insedierà il prossimo 4 ottobre. 

Come noto, l’obiettivo è una strutturale riforma del sistema classificatorio, alla cui realizzazione le Parti hanno subordinato una parte dell’aumento del salario nazionale nell’accordo del 18 maggio (vedi punto 1, lettera A, pagina 3 dell’Accordo).

Fondo di solidarietà Servizi Ambientali

Come noto, ai sensi di legge, le Parti devono adeguare l’Accordo istitutivo del Fondo alle nuove disposizioni previste dalla legge n. 234/2021 (cfr. circolare Assoambiente n. 36/2022 del 27 gennaio scorso). 

In assenza dell’adeguamento entro il 31/12/2022 il Fondo confluirebbe nel FIS (Fondo di Integrazione Salariale) con aggravio di costi per le aziende.

In ogni caso, le OO.SS. hanno chiesto un confronto di natura politica alle Associazioni Datoriali al fine di valutare in un’ottica di più ampio respiro quale ruolo attribuire al Fondo al fine di renderlo davvero utile alle esigenze di aziende e lavoratori del settore.

Tale incontro potrà tenersi tuttavia solo dopo l’elezione del nuovo Presidente Assoambiente – Sezione Rifiuti Urbani, competente statutariamente, come noto, sulla materia sindacale e del CCNL, la cui elezione avviene di norma alcune settimane dopo l’elezione del Presidente Assoambiente (avvenuta lo scorso 22 settembre u.s.).

Permessi sindacali 2022. 

Le OO.SS. continuano a rivendicare la possibilità di utilizzare attraverso le loro strutture territoriali i permessi spettanti alle RSU per l’anno in corso, non goduti stante la decadenza delle stesse fin dal dicembre 2020 e la mancata reindizione delle elezioni a causa di divergenze tra le sigle sindacali stesse.

Le Associazioni Datoriali hanno ribadito la posizione secondo cui, in assenza di una presa di posizione chiara e con tempi certi della ripresa del meccanismo per le elezioni delle RSU, i permessi non sono dovuti.

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2022/253/SA-LAV/MI

2022/253/SA-LAV/MI

Si segnala la sentenza in oggetto evidenziata, pubblicata poche settimane fa e riportata per esteso in allegato, poiché di specifico interesse per il settore, ed in particolare per i datori di lavoro alla luce dei principi evidenziati.

La vicenda riguarda infatti il decesso di un pedone a seguito di investimento da parte di un autocompattatore condotto dal dipendente di un’azienda di raccolta rifiuti, il quale “percorrendo in retromarcia una via posta in un'area privata, per raggiungere la via pubblica, dopo avere terminato l'operazione di carico dei rifiuti, investiva la persona offesa, che si trovava sul lato posteriore del mezzo (proprio per gettare rifiuti nel cassonetto, ndr), in posizione non visibile al conducente, in quanto posta in un cono d'ombra, non raggiungibile dalla visione degli specchietti retrovisori e dalla telecamera posteriore del veicolo”.

I fatti sono dettagliatamente riportati nella sentenza.

In relazione a tale vicenda, il Tribunale di Alessandria prima e la Corte d’Appello di Torino poi (sia pure con una diminuzione della pena) hanno condannato il datore di lavoro-rappresentante legale (per non aver adottato “appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio”, d. lgs. n. 81/2008, art. 18, comma 1, lettera “q”), il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, e un preposto, tutti per il reato di omicidio colposo.

Ciò in quanto i due giudizi hanno considerato l’incidente stradale occorso in occasione dell’attività lavorativa, con violazione delle norme antinfortunistiche, per cui le disposizioni rivolte alla tutela dei lavoratori debbono estendersi all'incolumità dei terzi presenti sul luogo di lavoro.

Le violazioni imputate sono quindi:

  • la mancata previsione nel DVR di misure atte a prevedere danni alle persone, che vengano a trovarsi nel raggio di azione dei mezzi;
  • la mancata esecuzione di sopralluoghi ove si procede alla raccolta per la compilazione delle schede di indagini e valutazione dei rischi;
  • il non avere munito il mezzo di dispositivi idonei a consentire al conducente di esplorare in modo completo la manovra di retromarcia;
  • il non avere previsto l'ausilio di un secondo operatore per consentire al conducente di effettuare le manovre in sicurezza.

 

Ininfluente, secondo le due pronunce, la condotta della vittima, nonostante gli accertamenti processuali ne avessero rilevato l’obiettiva pericolosità, anche per le caratteristiche soggettive della persona.

A seguito di ricorso in Cassazione, di contro, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello sancendo l’assoluzione degli imputati “per non aver commesso il fatto”.

Nelle motivazioni si legge che il sinistro, pur avvenuto in occasione dello svolgimento di un’attività lavorativa, non è causalmente connesso alla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, essendosi il rischio concretizzatosi al di fuori della sfera di gestione del datore di lavoro, che si è limitato ad adibire all’attività un automezzo omologato in modo specifico per l’uso cui risulta impiegato.

Il sinistro è piuttosto riferibile alla circolazione stradale, essendo dipeso dalla presenza di utenti su un tratto stradale, e cagionato dalla strutturale difettosità di un automezzo regolarmente omologato (ovvero il cono d’ombra in retromarcia e la non visibilità riconducibile al mezzo, nell’inconsapevolezza del lavoratore).

Se è pur vero quindi che il datore di lavoro deve garantire l’incolumità dei terzi oltre che dei dipendenti che si trovano sul luogo di lavoro, è escluso che il datore possa mettere in sicurezza aree su cui non ha potere, dovendo limitarsi a scegliere il veicolo adatto, come nel caso di specie l’autocompattatore omologato per essere utilizzato da un solo operatore.

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Rapporto di Sostenibilità COREPLA 2021

Rapporto di Sostenibilità COREPLA 2021

COREPLA ha pubblicato il Rapporto di Sostenibilità 2021 dove vengono presentati i risultati relativa alla gestione consortile dei rifiuti di imballaggio in plastica relativi al 2021. Dal Rapporto, consultabile qui, emerge come nel 2021 la raccoltadegli imballaggi in plastica ha raggiunto 1.475.747 t, con un aumento del 3% rispetto al 2020. Pesano però sulla raccolta i materiali conferiti per errore, pari al 9,5%. 

Nel 2021 il Consorzio ha avviato a riciclo 722.218 t di rifiuti di imballaggi in plastica (+10% rispetto al 2020), la maggior parte dei quali proveniente dalla raccolta differenziata urbana mentre una quota minore derivante dal circuito commercio & industria, raccolta attraverso piattaforme dedicate. Sempre rispetto ai flussi di imballaggi gestiti dal Consorzio, il 27%, pari a 314.964 t, è andato a recupero energetico. Si tratta del cosiddetto "plasmix", imballaggi derivanti dalla selezione meccanica della raccolta differenziata che per via della loro eterogeneità e delle condizioni in cui si presentano non risultano riciclabili con le tecnologie ad oggi disponibili.

Relativamente ai benefici ambientali connessi alla gestione dei rifiuti di imballaggio in plastica il Rapporto evidenzia il risparmio di 520.000 t di materia prima vergine, sostituita con materia prima seconda prodotta tramite l’attività di riciclo, e di 10.867 GWh di energia primaria ricavata da fonti fossili, pari a circa il 2,5% della produzione annua di energia primaria in Italia. Inoltre è stata evitata l’emissione di 879.000 t di CO2 equivalenti.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Rapporto.

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Testa Presidente

Testa Presidente

Recycling Industry – E-Gazette – I mille protagonisti del mondo economico 

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In vigore il Decreto legge c.d. “aiuti ter” – nuove misure per velocizzare le procedure autorizzative

In vigore il Decreto legge c.d. “aiuti ter” – nuove misure per velocizzare le procedure autorizzative

Il 24 settembre 2022 è entrato in vigore il Decreto-Legge 23 settembre 2022, n. 144 recante “Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, anche noto come decreto “Aiuti ter”. Sono diverse le indicazioni in materia ambientale, tra cui quelle che dispongono una accelerazione delle procedure autorizzatorie per la realizzazione di opere, impianti e infrastrutture individuati nel “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti”.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/252/SAEC-NOT/TO del 29.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/252/SAEC-NOT/TO

2022/252/SAEC-NOT/TO

Il 24 settembre 2022 è entrato in vigore il Decreto-Legge 23 settembre 2022, n. 144 recante “Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, anche noto come decreto “Aiuti ter” (G.U. n. 223 del 23.9.2022).

Sono diverse le indicazioni in materia ambientale, tra cui quelle che dispongono una accelerazione delle procedure autorizzatorie per la realizzazione di opere, impianti e infrastrutture individuati nel “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti”.

In materia ambientale si segnala in particolare:

  • semplificazione e velocizzazione nei procedimenti autorizzativi non di competenza statale relativi a opere, impianti e infrastrutture necessari ai fabbisogni impiantistici individuati dal PNGR. In particolare, ove non provveda l’Autorità competente sulla domanda di autorizzazione nei termini previsti dalla legge, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del MiTE, assegna all’Autorità medesima un termine non superiore a quindici giorni per provvedere. Nel caso di perdurante inerzia, il Consiglio dei Ministri nomina un Commissario ad acta, al quale attribuisce, in via sostitutiva, il potere di adottare gli atti o i provvedimenti necessari (art. 22, comma 2);
  • modifica all’art. 206-bis del D.Lgs n. 152/2006. Nello specifico, dopo il comma 4, viene inserito il nuovo comma 4-bis, che prevede l’istituzione di un Organismo di vigilanza dei consorzi e dei sistemi autonomi per la gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi presso il MiTE. L’obiettivo. infatti, è quello di rafforzare le attività di vigilanza e di controllo del funzionamento e dell’efficacia dei sistemi consortili e autonomi di gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente DL sono stabilite le modalità di funzionamento dell’Organismo di vigilanza e i suoi obiettivi specifici (art. 22, comma 3).
     

Ovviamente trattandosi di un Decreto Legge si dovrà attendere la conversione in legge entro 60 giorni per avere il testo definitivo e consolidato. Il provvedimento inizierà il suo iter alla Camera, tuttavia sull'inizio dell’esame non si hanno ancora notizie certe. Al momento le ipotesi sono: i) incardinamento da parte del Parlamento in carica; ii) attesa dell'insediamento del nuovo Parlamento (in questo caso bisognerà attendere il 13 ottobre).

Nel rimandare al decreto in oggetto e ad una sua sintesi predisposta da Nomos, allegati alla presente, rimaniamo a disposizione per aggiornamenti e informazioni.

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“Rischiamo razionamento del gas”

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Corriere Romagna - Il Resto del Carlino

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Trasporti Fit-Cisl | Dalla circolazione dei rifiuti all’economia circolare (Roma, 29 Settembre)

Trasporti Fit-Cisl | Dalla circolazione dei rifiuti all’economia circolare (Roma, 29 Settembre)

Dalla circolazione dei rifiuti all’economia circolare”: è il titolo dell’iniziativa organizzata dalla Fit-Cisl che si terrà giovedì 29 settembre dalle h 9.30 alle 13.30 presso l’Ergife Palace Hotel e Conference Center a Roma. 

Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito http://fitcisl.org.

“Quaderni digitali” è il ciclo di appuntamenti inaugurato il 15 giugno 2022 dalla Fit-Cisl per approfondire una serie di temi che riguardano i trasporti e l’ambiente e che sono fondamentali per il nostro sistema Paese.

Ad introdurre i lavori Maurizio Diamante Segretario Nazionale Fit-Cisl e Angelo Curcio Coordinatore Nazionale Fit-Cisl per i Servizi ambientali. Chiuderà i lavori il Segretario generale del sindacato cislino Salvatore Pellecchia.  Previsti gli interventi di Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle regioni,(videomessaggio); Chicco Testa, Presidente Assoambiente; Lucia Leonessi Direttore Generale Confindustria Cisambiente; Giordano Colarullo, Direttore Generale Utilitalia e Andrea Cuccello, Segretario Confederale Cisl.

L’iniziativa si pone come momento di riflessione e confronto sul tema della gestione dei rifiuti nell’era dell’economia circolare e di come la sfida ambientale si declini anche nel tentativo di ridurne la produzione, incentivando la creazione di beni durevoli che, al termine del loro ciclo di vita utile, possano essere riutilizzati o recuperati.

La transizione energetica ed ambientale secondo le linee guida del Green Deal europeo che punta a rendere l’Europa un continente a impatto climatico zero, richiede una maggiore sensibilità e coinvolgimento attivo da parte della collettività e rende indispensabile la partecipazione e l’impegno comune dei diversi stakeholder, Istituzioni e aziende, per rendere pienamente operativo un modello di economia circolare all’interno della nostra società.

La riforma di legge costituzionale approvata l’8 febbraio 2022 dal Parlamento, inserendo la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi fra i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana, registra un cambio di passo rispetto a questo argomento fornendo una linea di indirizzo concreta da parte del legislatore. Questo provvedimento, unitamente alle risorse destinate dal Pnrr per finanziare progetti mirati al rafforzamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata e all’ammodernamento/ sviluppo di nuovi impianti di trattamento, in linea con il principio di autosufficienza e prossimità nella gestione dei rifiuti previsto dal Testo unico ambientale 152/2006, fa bene sperare da questo punto di vista.

L’avvio di un processo virtuoso per la gestione dei rifiuti e la loro valorizzazione risulta essere necessario e non più rinviabile per impattare in modo positivo sull’ambiente, contrastando gli effetti del cambiamento climatico e garantendo risparmi in termini economici.

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Elezioni 2022, gestione efficiente dei rifiuti

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E-Gazette, Green Planner Magazine

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REGIONE LAZIO | LE FILIERE INDUSTRIALI DELL’ECONOMIA CIRCOLARE | 3 Ottobre 2022

REGIONE LAZIO | LE FILIERE INDUSTRIALI DELL’ECONOMIA CIRCOLARE | 3 Ottobre 2022

Lunedì 3 ottobre, a partire dalle ore 15,30, presso la sede della Regione Lazio si terrà il convegno “LE FILIERE INDUSTRIALI DELL’ECONOMIA CIRCOLARE – Buone pratiche su come creare valore dal recupero di materia”, organizzato dall’Assessorato regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale.

Un appuntamento su soluzioni coerenti con i principi della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica, che possano generare valore dalle operazioni di recupero di materia, in una fase in cui il caro-energia e i rincari delle materie prime pongono le filiere industriali ad affrontare non poche difficoltà.

Occorre partire da una nuova prospettiva che concepisca i rifiuti come un potenziale valore da inserire in un ciclo virtuoso e non come un problema e per far questo è necessario che in questa riflessione vengano coinvolti tutti gli attori in campo.

Per partecipare all’evento è necessario registrarsi al link 

PROGRAMMA

INTERVENGONO

Paolo Barberi, Presidente ANPAR - Associazione Nazionale Produttori Aggregati Riciclati

Renzo Maggiolo, Vicepresidente Unirigom – Unione Recuperatori Italiani della Gomma, riservata agli operatori del settore del recupero degli Pneumatici Fuori Uso (PFU)

Salvatore Suriano, Direttore Generale RenOils

Riccardo Mazzeo, Amministratore Unico Laziale Ambiente

Anselmo Calò, Presidente  ADA – Associazione Demolitori Autoveicoli

Francesco Sicilia, Associazione Unirima – Unione Nazionale Imprese Recupero e Riciclo Maceri

Walter Regis, Presidente ASSORIMAP – Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche

CONCLUSIONI

Roberta Lombardi, Assessora alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio

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Revoca Aia su impianti di trattamento dei rifiuti

Revoca Aia su impianti di trattamento dei rifiuti

E’ legittima la revoca dell’AIA nei confronti di un impianto di trattamento rifiuti per inosservanza delle prescrizioni autorizzative anche senza l’applicazione del principio di gradualità: è quanto ha stabilito il Tar Lombardia con la Sentenza n. 860/2022.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/251/SAEC-GIU/LE del 26.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/251/SAEC-GIU/LE

2022/251/SAEC-GIU/LE

Nell'irrogazione delle sanzioni per violazione delle prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) relativa ad un impianto di trattamento rifiuti, l'Amministrazione può applicare quella più appropriata senza obbligo di gradualità. 

Questo è quanto stabilito dal Tar Lombardia con la Sentenza n. 860 del 13 settembre 2022 che ha confermato la legittimità della revoca dell'autorizzazione integrata ambientale operata dalla Provincia ai sensi dell'articolo 29-decies, D.Lgs n. 152/2006 nei confronti di un impianto di trattamento di rifiuti liquidi e fangosi non pericolosi perché in seguito ad alcuni controlli erano emerse violazioni dell'autorizzazione rilasciata. 

Di fronte alle doglianze dell'impresa ricorrente i Giudici hanno sottolineato che se è ben vero che l’articolo 29 decies, comma 9, D.Lgs. n. 152/2006 prevede una serie di sanzioni per il caso di inosservanza delle prescrizioni dell’AIA o addirittura di esercizio dell’attività in assenza di titolo autorizzatorio, che vanno dalla semplice diffida, alla sospensione dell’attività e alla chiusura dell’impianto, è altrettanto vero che la disposizione non prevede affatto che si debba partire dalle sanzioni meno gravi e applicare quelle via via più gravi solamente in caso di reiterazione della violazione. La scelta della sanzione più appropriata in relazione alla violazione commessa è lasciata alla discrezionalità della Provincia, che può anche disporre quella più grave – come per l’appunto nel caso di specie – anche senza aver prima diffidato l’autore dell’illecito”.

Si rinvia alla Sentenza in allegato per ulteriori dettagli.

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Avviata consultazione UNI su PdR relativa a materie plastiche derivanti dai RAEE

Avviata consultazione UNI su PdR relativa a materie plastiche derivanti dai RAEE

L’UNI, l’Ente Italiano di Normazione, ha posto in consultazione il progetto di Prassi di Riferimento (PdR) intitolato "Materie plastiche derivanti dal trattamento di rifiuti elettrici ed elettronici – Requisiti per trattamento e modalità di verifica" che mira a definire i requisiti per la corretta gestione delle materie plastiche derivanti dal trattamento dei RAEE fino al loro recupero come materiale da utilizzare in successivi processi produttivi.

La consultazione rimarrà aperta al pubblico fino al 23 ottobre 2022.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/250/EC-NOT-RAE/CS del 26.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/250/EC-NOT-RAE/CS

2022/250/EC-NOT-RAE/CS

L’UNI, l’Ente Italiano di Normazione, ha posto in consultazione il progetto di Prassi di Riferimento (PdR) intitolato "Materie plastiche derivanti dal trattamento di rifiuti elettrici ed elettronici – Requisiti per trattamento e modalità di verifica".

Tale progetto (vd. allegato), sviluppato da UNI con il supporto di esperti dei consorzi ECOPED ECOLIGHT, mira a definire i requisiti per la corretta gestione delle materie plastiche derivanti dal trattamento dei RAEE fino al loro recupero come materiale da utilizzare in successivi processi produttivi.

Gli sviluppatori del progetto hanno ritenuto necessario intervenire in questo specifico segmento del trattamento dei RAEE in ragione della posizione rilevante occupata dalle materie plastiche nonché del progressivo affinamento delle tecnologie di recupero di cui sono state oggetto negli ultimi tempi.

Con tale prassi vengono definite le caratteristiche, le procedure, i trattamenti e i controlli sui rifiuti di materia plastica derivanti dal trattamento dei RAEE al fine di garantire che il prodotto recuperato sia conforme alle norme di riferimento applicabili. Vengono poi anche standardizzate le analisi da svolgere e la loro frequenza.

Per quanti interessati si evidenzia che la consultazione rimarrà aperta al pubblico fino al 23 ottobre 2022 e si potrà partecipare scaricando e compilando lo schema in formato editabile (disponibile qui) per poi inviarlo a normazione@uni.com.

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Testa nominato Presidente Assoambiente

Testa nominato Presidente Assoambiente

Public Policy e Audiopress e i portali Tiscali Ambiente, il Giornale d’Italia, Dimensione Pulito, GSA, AgenParl, PressItalia  

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2022/249/SA-LAV/MI

2022/249/SA-LAV/MI

Si fa seguito alla circolare n. 248/2022 del 23 settembre scorso al fine di informare specificamente in ordine ad alcune proroghe di disposizioni legislative in materia di lavoro agile, introdotte durante l’iter di conversione del decreto-legge n. 115/2022.

I termini, tutti prorogati fino al 31 dicembre 2022, riguardano i lavoratori fragili, i genitori lavoratori con figli minori di anni 14, semplificazione delle procedure.

Nello specifico:

  • l’articolo 10, comma 1-ter del decreto-legge n. 24/2022 convertito in legge n. 52/2022 aveva disposto la proroga fino al 30 giugno scorso del diritto a svolgere la prestazione con modalità agile per i lavoratori fragili “in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi della legge n. 104/1992” (ai sensi dell’articolo 26, comma 2-bis, del decreto-legge n. 18/2020 convertito in legge n. 27/020).

La proroga al 31.12.2022 è disposta dall’articolo 23-bis, comma 1, del decreto-legge n. 115/2022 convertito in legge n. 142/2022;

  • l’articolo 10, comma 2 del decreto-legge n. 24/2022 convertito in legge n. 52/2022 aveva disposto la proroga fino al 31 luglio scorso del diritto a svolgere la prestazione con modalità agile dei genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.

La proroga al 31.12.2022 è disposta dall’articolo 23-bis, comma 2, del decreto-legge n. 115/2022 convertito in legge n. 142/2022;

  • l’articolo 10, comma 2-bis del decreto-legge n. 24/2022 convertito in legge n. 52/2022 aveva disposto la proroga della modalità semplificata di utilizzo del lavoro agile fino al 31 agosto scorso.

L’articolo 25-bis del decreto-legge n. 115/2022 convertito in legge n. 142/2022 prevede la proroga di tale modalità fino al 31 dicembre 2022.

La modalità semplificata consente come noto di comunicare solo i nominativi dei dipendenti in regime di lavoro agile, la non obbligatorietà degli accordi individuali, adempimenti degli obblighi informativi per via telematica con comunicazione standard Inail.

 

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FEAD BULLETIN N° 93 -  23 September 2022

FEAD BULLETIN N° 93 -  23 September 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 93 -  23 September 2022

Buona lettura ! 

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Testa Presidente della nuova Assoambiente

Testa Presidente della nuova Assoambiente

Italia Oggi, QN, Quotidiano di Sicilia, Askanews Italpress, Agenzia sull’energia e le infrastrutture, Staffetta Quotidiana, Quotidiano Energia, GreenReport, Eco dalle Città, Italia Oggi, Italia-Informa, Canale Energia, Le strade dell’informazione, Ricicla News, Polimerica, Adriaeco, Cleaning Community, Yahoo Notizie, La Discussione

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Chicco Testa al TGR Lombardia

Chicco Testa al TGR Lombardia

TGR Lombardia

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Pubblicata la conversione in legge del “DL Aiuti-bis”

Pubblicata la conversione in legge del “DL Aiuti-bis”

Pubblicata la conversione in legge del decreto “Aiuti-bis” (G.U. n. 221 del 21.09.2022) che contiene diverse disposizioni finalizzate in primo a contrastare il caro-energia, senza però dimenticare altri temi tra cui quello del lavoro agile.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/248/SAEC-NOT-FIN/LE del 23.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/248/SAEC-NOT-FIN/LE

2022/248/SAEC-NOT-FIN/LE

Entra in vigore oggi 23 settembre 2022 la legge n. 142 del 21 settembre 2022, n. 91, che converte, con modificazioni, decreto legge 9 agosto 2022, n. 115 recante “Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali ed industriali – cd. Decreto Aiuti-bis (G.U. n. 221 del 21.09.2022). 

Il provvedimento conta 44 articoli e 5 allegati ed è suddiviso nei seguenti capitoli:

  • Capo I Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e carburanti;
  • Capo II Misure urgenti relative all’emergenza idrica;
  • Capo III Regioni ed enti territoriali;
  • Capo IV Misure in materia di politiche sociali e salute e accoglienza;
  • Capo V Disposizioni urgenti in materia di agevolazioni alle imprese, di investimenti in aree di interesse strategico e in materia di contratti pubblici;
  • Capo VI Istruzione e Università;
  • Capo VII Disposizioni in materia di giustizia;
  • Capo VIII Disposizioni finanziarie e finali.

 La Legge, promulgata soprattutto per contrastare il caro-energia, prevede, per quanto di più diretto interesse delle imprese:- la temporanea sospensione, fino al 30 aprile 2023, dell’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente, ai venditori di energia elettrica e di gas naturale, di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo della fornitura. Inoltre, fino alla data di cui sopra, sono inefficaci i preavvisi già comunicati dai venditori di energia elettrica e di gas naturale ai propri clienti prima della data di entrata in vigore del presente decreto per le suddette finalità, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate (art. 3);- la proroga, al 31 dicembre 2022, della scadenza delle disposizioni in tema di approvvigionamento di materie prime critiche, ovvero l'obbligo di notifica preventiva a MISE e MAECI per le imprese italiane o stabilite in Italia che intendono esportare materie critiche rilevanti per l’interesse nazionale, inclusi i rottami ferrosi non originari dell’Italia, fuori dall'Unione europea (art. 3 comma 2-bis);- l’azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico per il quarto trimestre 2022 demandando ad ARERA il compito di provvedere. Tale misura riguarda sia le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione (con potenza disponibile fino a 16,5 kW) che le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione (art. 4);- la riduzione dell’IVA (al 5%) e degli oneri generali nel settore del gas metano usato per combustione per usi civili e industriali relativamente alle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi di ottobre, novembre e dicembre 2022 ed altre misure specifiche al fine di contenere sempre per lo stesso periodo, gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale (art. 5);- un contributo straordinario per l'acquisto di energia elettrica, a favore delle imprese energivore che hanno subìto un incremento superiore al 30% dei costi per kWh della componente energia elettrica, sotto forma di credito d'imposta del 25% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel terzo trimestre 2022 (art. 6);- la proroga, al 30 giugno 2023, del meccanismo di compensazione previsto dall’articolo 15-bis del decreto-legge n. 4/2022 per gli impianti di generazione da fonte rinnovabile beneficiari di premi fissi o entrati in esercizio prima del 2010 e non beneficiari di incentivi (art. 11);- un innalzamento del limite di welfare (art. 12);- che gli enti di governo dell’ambito che non abbiano ancora provveduto all’affidamento del servizio idrico integrato, così come previsto dall’art. 149- bis del d.lgs. 152/06, adottino gli atti di propria competenza entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente provvedimento. Nelle more il Presidente della Regione esercita i poteri sostitutivi, previa comunicazione al Ministero della transizione ecologica e all’Arera, affidando il servizio entro sessanta giorni. Gli enti di governo dell’ambito ovvero i Presidenti della Regioni, tramite apposite convenzioni, possono avvalersi di un soggetto societario a partecipazione interamente pubblica con esperienza in progetti di assistenza alle amministrazioni pubbliche impegnate nei processi di organizzazione, pianificazione ed efficientamento dei servizi pubblici locali (art. 14);- proroghe in materia di lavoro agile (art. 23-bis e 25-bis);- la possibilità di istituire, con successivo DPCM, aree di interesse strategico nazionale per la realizzazione di piani o programmi che prevedano investimenti pubblici o privati (anche cumulativamente) di importo non inferiore ad euro 400.000.000,00 relativi ai settori di rilevanza strategica. Ai predetti fini, sono di rilevanza strategica i settori relativi alle filiere della microelettronica e dei semiconduttori, delle batterie, del supercalcolo e calcolo ad alte prestazioni, della cibersicurezza, dell'internet delle cose (IoT), della manifattura a bassa emissione di CO2, dei veicoli connessi, autonomi e a basse emissioni, della sanità digitale e intelligente e dell'idrogeno, individuate dalla Commissione Europea come catene strategiche del valore (art. 32);- l’inserimento, nell’ambito del D.Lgs. n. 152/2006, dell’articolo 27-ter che contiene la disciplina riguardante il procedimento autorizzatorio unico accelerato regionale per settori di rilevanza strategica di cui all’art. 32 (precedente punto) ed individua nella regione l’autorità competente. Tali interventi devono essere caratterizzati da più elementi progettuali corrispondenti a diverse tipologie soggette a VIA o a verifica di assoggettabilità a VIA o, laddove necessario, a VAS; la disposizione prevede altresì che per i piani e i programmi afferenti ai settori strategici che siano stati considerati assoggettabili a valutazione ambientale strategica, la valutazione ambientale strategica è integrata nel procedimento autorizzatorio unico accelerato (art. 33);- specifiche disposizioni per l'adeguamento dei prezzi negli appalti di lavori per impianti di energia elettrica volte a fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione nonché dei carburanti e dei prodotti energetici. In particolare, l'articolo in questione prevede che per i contratti di appalto di lavori sottoscritti tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2021 e funzionali all’esecuzione degli interventi di realizzazione, efficientamento o ripotenziamento di impianti di energia elettrica di potenza superiori a 300 MW termici, anche strumentali alla produzione di nuova capacità di generazione elettrica, i committenti adeguano i prezzi dei materiali da costruzione e di produzione, riconoscendo un incremento pari alla differenza fra le risultanze dei principali indici delle materie prime rilevati da organismi di settore o dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) al momento della contabilizzazione o dell’annotazione delle lavorazioni eseguite, rispetto a quelli rilevati al momento della sottoscrizione dei relativi contratti, nei limiti del 20% (art. 34-bis);- il rifinanziamento di strumenti di sviluppo industriale del MISE con il fine di rafforzare ed attuare gli interventi contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (art. 35).

Il provvedimento interviene anche su altri temi tra cui: nuova definizione delle liti pendenti in Cassazione per controversie tributarie, disposizioni in materia di sport, modifiche al limite di impignorabilità delle pensioni, incremento delle risorse per l’indennità una tantum dei lavoratori autonomi, disposizioni in materia di interventi di ricostruzione e di attuazione degli interventi del PNRR per i comuni interessati da eventi sismici, edilizia penitenziaria, trasporto pubblico locale, turismo.

Segnaliamo infine che è stato approvato (ma non ancora pubblicato in GU) il DL Aiuti-ter che introduce ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza di cui vi forniremo approfondimenti con successiva comunicazione non appena il provvedimento verrà pubblicato in GU.

Si rimanda a successive comunicazioni per gli approfondimenti in materia di proroghe di lavoro agile.

Rinviamo al testo coordinato “Decreto Aiuti-bis”, disponibile qui per gli opportuni approfondimenti.

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Deroghe al divieto dell’uso del piombo in alcune AEE

Deroghe al divieto dell’uso del piombo in alcune AEE

La Commissione europea ha aggiornato le regole relative al divieto di utilizzo delle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) prevedendo delle deroghe per l’utilizzo del piombo solo in determinati dispositivi diagnostici per la risonanza magnetica per immagini.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/247/EC-EUR-RAE/CS del 23.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/247/EC-EUR-RAE/CS

2022/247/EC-EUR-RAE/CS

La Commissione europea ha aggiornato le regole relative al divieto di utilizzo delle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) prevedendo delle deroghe per l’utilizzo del piombo solo in alcune apparecchiature. 

In particolare:

  • la Direttiva 2022/1631/UE (v. allegato 1) modifica, adeguandolo al progresso scientifico e tecnico, l'allegato IV, che contiene l’elenco delle applicazioni che beneficiano di certe esenzioni, della Direttiva 2011/65/UE (cd. direttiva ROHS sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle AEE) introducendo una deroga al divieto di uso del piombo sia nei cavi e nei fili superconduttori di ossido di bismuto stronzio calcio e rame che nelle pertinenti connessioni elettriche;
  • la Direttiva 2022/1632/UE (v. allegato 2), sempre attraverso una modifica all'allegato IV alla Direttiva 2011/65/UE, introduce una deroga al divieto di utilizzo il piombo in determinati dispositivi diagnostici per la risonanza magnetica per immagini.
     

Le ragioni di tali deroghe all’uso del piombo in questi apparecchi sono dovute all’assenza di alternative tecnologiche all’impiego di questo metallo pesante. Le deroghe descritte dovranno essere applicate a decorrere dal 1° marzo 2023, mentre gli Stati Membri avranno tempo fino al 28 febbraio 2023 per adeguare la legislazione nazionale di pertinenza: in Italia il D.Lgs. n. 27/2014 con il quale è stata recepita la Direttiva ROHS.

Per maggiori informazioni si rimanda alle direttive riportate in allegato alla presente.

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ASSOAMBIENTE del 23 settembre 2022

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Chicco Testa nominato Presidente della nuova Assoambiente

Chicco Testa nominato Presidente della nuova Assoambiente

Chicco Testa è stato nominato Presidente di Assoambiente, la neo costituita Associazione che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti (urbani e speciali), attività di bonifica e della circular economy.

Lo ha stabilito l’Assemblea dell’Associazione, la prima dalla costituzione del nuovo soggetto associativo, tenutasi a Milano.
Testa resterà alla guida dell’Associazione per i prossimi 2 anni.

“Ritengo che il nostro settore oggi debba acquisire pieno riconoscimento da parte delle Istituzioni quale vettore strategico per lo sviluppo del Paese, affermandone pienamente la vocazione industriale e la dimensione di circolarità. Vanno implementate politiche atte a favorire l’estrazione di risorse dai rifiuti, sia sotto forma di materie prime da destinare al mercato, che di energia. Un’industria, quella della gestione rifiuti, capace di offrire un contributo tangibile alla transizione ecologica e alla crescita economica del nostro Paese”, ha dichiarato a margine dell’Assemblea il Presidente Testa, che ha concluso: “Siamo pronti a fornire nelle prossime settimane al nuovo Governo tutto il supporto necessario per guidare, concretamente e numeri alla mano, l’Italia verso una reale transizione ecologica”.

Il Presidente Assoambiente – Chicco Testa 
Nato a Bergamo, laureato in Filosofia, Chicco Testa è attualmente A.D. di Telit Spa, Presidente di E.VA. Energie Valsabbia Spa, Vice Presidente di Proger Spa; è stato Presidente di Sorgenia Spa. Nominato Presidente FISE Assoambiente nel luglio 2018, ha guidato il processo di trasformazione dell’Associazione in Assoambiente, conclusosi pochi mesi fa.
Ha, tra l’altro, ricoperto ruoli di vertice in aziende come Enel, ACEA, Wind ed è stato Presidente di CISPEL. Dal 1987 al 1994 è stato eletto parlamentare alla Camera dei Deputati, dopo essere stato per 7 anni Segretario Nazionale e poi Presidente di Legambiente.
Testa è stato Presidente di Assoelettrica, nonché membro dell’Expert Advisory Committee all’interno dello European Carbon Fund. È giornalista e pubblica su diversi quotidiani e riviste. È stato Professore universitario incaricato presso le Università di Roma (Luiss), Macerata e Napoli.
 

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2022/246/SA-LAV/MI

2022/246/SA-LAV/MI

Il Fondo Fasda ha pubblicato un bando per l’assegnazione di borse di studio in favore dei figli di lavoratori dipendenti delle aziende del settore, regolarmente iscritte al Fondo stesso, in relazione ai risultati conseguiti negli anni accademici 2020/2021 e 2021/2022.

Il termine per la presentazione delle domande scade il 22 ottobre 2022.

Si invitano le aziende a pubblicizzare adeguatamente presso i propri dipendenti tale opportunità.

Per i dettagli e i requisiti per poter accedere alle premialità, si invita a consultare il sito internet www.fasda.it 

 

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Commissione parlamentare sulle attività illecite ciclo rifiuti – relazione su GF discariche, abbandono rifiuti e tessili

Commissione parlamentare sulle attività illecite ciclo rifiuti – relazione su GF discariche, abbandono rifiuti e tessili

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha approvato una serie di relazioni. 

Tra queste quella sul fenomeno dei flussi paralleli illeciti e abbandono di rifiuti, quella sui rifiuti tessili e indumenti usati e quella sulle garanzie finanziarie nel settore delle discariche. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/245/SAEC-DOP/CS del 21.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/245/SAEC-DOP/CS

2022/245/SAEC-DOP/CS

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha approvato recentemente alcune Relazioni. In particolare segnaliamo:

  • Relazione finale n. 28/2022 sulle garanzie finanziarie nel settore delle discariche. Analisi dei dati (disponibile qui) con relatori On. Stefano Vignaroli (Insieme per il Futuro-Impegno Civico), Sen Vincenzo D'Arienzo (PD), On. Manfredi Potenti (Lega).

La Relazione, finalizzata a valutare aspetti relativi alla gestione degli impianti di discarica e alle norme che regolano il comparto delle garanzie finanziarie con l’analisi, convalida le conclusioni della precedente Relazione del 2021.
Le evidenze emerse dall’analisi dei dati di settore, acquisiti a livello nazionale, confermano l’opportunità di un intervento normativo che permetta maggiore flessibilità nella scelta e nella modalità di gestione delle garanzie finanziarie:

  • maggiore gamma di soluzioni per gli operatori del settore rispetto a quelli attualmente previsti (polizza assicurativa, fideiussione, cauzione) purché dotati di efficacia equivalente;
  • possibilità di prevedere, in luogo della garanzia, ad accantonamenti progressivi in fondi segregati;
  • limitazione della durata della copertura (soprattutto per la gestione post mortem);
  • definizione di uno schema tipo di polizza per garantire uniformità nel rilascio della garanzia.

Dalla Relazione emerge che per il 39% degli impianti presenti sul territorio non sono state prestate garanzie finanziarie, senza che siano stati generalmente indicati i motivi dell’assenza di copertura. Si legge nella Relazione che “desta perplessità […] la poca attenzione degli enti pubblici alla verifica di tali situazioni deficitarie”.

Quanto alle diverse tipologie di garanzia finanziaria, la parte più rilevante di mercato delle garanzie finanziarie è affidata al settore assicurativo, seguono le fideiussioni bancarie e, in via residuale, le cauzioni. I fenomeni illeciti connessi alla presentazione delle garanzie finanziarie appaiono statisticamente limitati.

Soltanto 14 i casi registrati di escussioni degli importi garantiti.

La Commissione ritiene infine maturi i tempi per interventi normativi per superare le criticità in materia.

  • Relazione finale n. 27/2022 su rifiuti tessili e indumenti usati (disponibile qui) con relatori On. Stefano Vignaroli (Insieme per il Futuro-Impegno Civico), Sen. Massimo Vittorio Berutti (Misto-Italia al Centro), On. Antonio Del Monaco (M5S).

La Relazione evidenzia la crescita dell’attenzione della criminalità organizzata (baricentro nell’asse Prato – Ercolano/Caserta e Tunisi) verso il potenziale di lucro dato dalla gestione degli indumenti usati, anche in vista dei fondi PNRR e delle risorse che verranno allocate dai sistemi di responsabilità estesa del produttore. Oggetto di attenzione per la Commissione anche le cooperative sociali Onlus, che rappresentano il primo anello della filiera.

La Commissione ritiene che il MiTE “dovrebbe seriamente valutare l’opportunità, per quanto riguarda questo specifico settore, di non vincolare i produttori a coinvolgere nelle governance dei loro organismi collettivi gli operatori della raccolta e del recupero” ed inoltre sottolinea l’urgenza di un intervento normativo che, nel quadro dei regimi di responsabilità estesa del produttore, “consenta ai produttori di disporre dei medesimi strumenti di controllo e selezione di cui dispone una stazione appaltante pubblica”.

Un ulteriore contributo al ripristino ed al mantenimento della legalità nel settore, secondo quanto riportato nella Relazione, potrebbe derivare da una sensibilizzazione, attraverso l’ANCI, delle amministrazioni comunali al fine di avviare controlli preventivi destinati ad evitare una raccolta indiscriminata di abiti usati ed accessori (qualificabili come rifiuti) fuori dai canali del servizio di igiene urbana autorizzato. Secondo la Commissione “appare plausibile l’utilità di ricondurre la raccolta degli abiti usati dismessi sotto il controllo degli enti pubblici locali lasciando ai soggetti incaricati delle raccolte caritatevoli l’unico compito di collettare presso di loro solo gli oggetti (non rifiuti) destinati agli indigenti”.

La Relazione ritorna anche sul tema dell’igienizzazione prima del ricollocamento degli abiti usati nella filiera del riuso e delle criticità rispetto alle specifiche disposizioni normative su tale tema.

Tra le realtà audite dalla Commissione anche UNIRAU (che rappresenta le imprese di raccolta, riuso, riciclo di abiti usati e è una delle realtà della Sezione Unicircular di Assoambiente).

In sintesi, la Commissione, che ritiene sia necessario agire sui seguenti elementi essenziali:

  • architettura organizzativa delle imprese attive nella filiera del tessile e degli indumenti, dalla produzione alla gestione finale dei rifiuti;
  • sostegno alla crescita delle competenze e capacità tecnologiche dalla produzione alla gestione finale dei rifiuti;
  • significativo ripensamento normativo, che tenga conto della specificità di questo settore in doverosa coerenza con la normativa sovranazionale ma con una adeguata normativa secondaria e attuativa, in particolare in materia di End of Waste e di responsabilità estesa del produttore.
  • Relazione finale sul fenomeno dei flussi paralleli illeciti e abbandono di rifiuti (disponibile qui) con relatori On. Stefano Vignaroli (Insieme per il Futuro-Impegno Civico), On. Fabio Berardini (Misto-Coraggio Italia), Sen. Luca Briziarelli (Lega), On. Caterina Licatini (Insieme per il Futuro-Impegno Civico), On. Alberto Zolezzi (M5S).

La Relazione dopo un capitolo introduttivo si concentra su tre flussi di interesse: rifiuti da costruzione e demolizione, rifiuti ingombranti (PFU) e RAEE (con un focus specifico sui pannelli fotovoltaici e sulle batterie al litio).

Oltre a fornire specifiche indicazioni su ogni flusso, la Relazione in sintesi evidenzia la neessità di intervento sui seguenti aspetti in comune rispetto ai rifiuti considerati:

  • discrepanze tra alcune previsioni del Lgs 152/2006 e alcune norme di settore correlate, spesso caratterizzate da difficoltà interpretative;
  • difficoltà nel conferimento di determinate categorie di rifiuti ai centri di raccolta comunali, generalmente carenti nelle regioni centro-meridionali e insulari, caratterizzati da orari di apertura limitati e/o scarsamente fruibili per la maggior parte della popolazione e spesso non abilitati a ricevere tipologie e quantità significative di rifiuti inerti, ingombranti e RAEE;
  • carenza di una capillare ed efficace impiantistica di trattamento post-raccolta sull’intero territorio nazionale, relativa all’intera filiera di trattamento, dalla cernita al recupero e/o allo smaltimento.

Nell’ambito dei lavori svolti dalla Commissione sono stati audite anche ASSORAEE e ANPAR (che rappresentano rispettivamente le imprese di recupero RAEE e di riciclo degli inerti e sono realtà della Sezione Unicircular di Assoambiente).

Per maggiori informazioni si rimanda al testo delle Relazioni.

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La ricetta di Chicco Testa

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ALBO GESTORI – Circolare n. 8/22 su carrozzerie mobili

ALBO GESTORI – Circolare n. 8/22 su carrozzerie mobili

Il Comitato Nazionale Albo, con la Circolare n. 8/22, ha definito la corretta procedurache le Sezioni regionali e provinciali debbano attivare a partire dal 15 ottobre 2022 per le imprese che non risulteranno adeguate alle disposizioni previste dalla deliberazione n. 3/2020 relativa ai mezzi scarrabili.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/244/SAEC-ALB/LE del 20.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/244/SAEC-ALB/LE

2022/244/SAEC-ALB/LE

Il Comitato Nazionale Albo, con la Circolare n. 8/2022 ha definito la corretta procedura che le Sezioni regionali e provinciali debbano attivare a partire dal 15 ottobre 2022 per le imprese che non risulteranno adeguate alle disposizioni previste dalla deliberazione n. 3/2020 relativa ai mezzi scarrabili (cfr. circolare associativa. n. 257/2020).

In proposito si ricorda che la suddetta deliberazione aveva stabilito i criteri di idoneità dei mezzi di trasporto in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare e aveva proceduto all'identificazione delle carrozzerie mobili, individuando le stesse per tipologie, in modo da poter garantire per ciascuna di esse l'abbinamento puntuale tra carrozzeria mobile e rifiuti trasportati.

Con la successiva deliberazione n. 1/2022 (cfr. circolare associativa. n. 040/2022) l’Albo aveva prorogato al 29 giugno 2022 la data entro cui dovevano essere aggiornate le iscrizioni all’Albo delle carrozzerie mobili (termine inizialmente fissato al 31 dicembre 2021 dalla Deliberazione n. 3/2020).

Con la Circolare in oggetto, il Comitato nazionale, anche al fine di garantire parità di condizioni alla stessa categoria di utenza e di evitare difformità nei dati riportati sui provvedimenti oggetto di controllo, ha stabilito che le Sezioni regionali e provinciali debbano attivare per le imprese che non risulteranno adeguate alle disposizioni previste dalla deliberazione n. 3/2020 la seguente procedura a partire dal 15 ottobre 2022, provvedendo alla cancellazione d’ufficio:

  • delle carrozzerie mobili che non risultano adeguate alle disposizioni contenute nella deliberazione n. 3 del 24 giugno 2020;
  • dei veicoli potenzialmente equipaggiati con carrozzeria mobile, trascorsi, senza riscontro, 60 giorni dall’invio di una comunicazione di mancato adeguamento a tutte le imprese per cui gli stessi risultano ancora iscritti.
     

Si rinvia alla Circolare in allegato per ulteriori dettagli.

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Spedizione RAEE – Modifiche alla Convenzione di Basilea

Spedizione RAEE – Modifiche alla Convenzione di Basilea

La COP15 della Convenzione di Basilea, l’organismo preposto alla revisione della Convenzione e dei suoi allegati, ha adottato, lo scorso giugno, una serie di emendamenti agli allegati II, VII e IX della Convenzione al fine di assoggettare la movimentazione transfrontaliera di tutti i RAEE e dei materiali ottenuti dal loro trattamento, pericolosi o non, alla procedura di consenso preventivo informato (cd. "procedura PIC"), a partire dal gennaio 2025. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/243/EC-RAE/CS del 20.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/243/EC-RAE/CS

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La COP15 della Convenzione di Basilea, l’organismo preposto alla revisione della Convenzione e dei suoi allegati, ha adottato, lo scorso giugno, una serie di emendamenti agli allegati II, VII e IX della Convenzione al fine di assoggettare la movimentazione transfrontaliera di tutti i RAEE e dei materiali ottenuti dal loro trattamento, pericolosi o non, alla procedura di consenso preventivo informato (cd. "procedura PIC"), a partire dal gennaio 2025. 

Le nuove voci introdotte dalla modifica sono le seguenti (la formulazione dettagliata in inglese è riportata nell’annex in calce alla presente): 

  • nuova voce Y49 nell'Allegato II per i rifiuti elettronici non pericolosi coperti dalla procedura PIC;
  • nuova voce A1181 nell'Allegato VIII per i rifiuti elettronici pericolosi coperti dalla procedura PIC;
  • cancellazione delle voci esistenti A1180, B1101 e B4030 dagli allegati VIII e IX.

Tali nuove voci differiscono pertanto anche da quelle attualmente previste nel Regolamento 1013/2006 per i rifiuti elettronici. Si evidenzia poi che i rifiuti elencati nell'Allegato II della Convenzione di Basilea sono soggetti al divieto di esportazione verso Paesi terzi non OCSE secondo quanto previsto dall'articolo 36 “Divieto di esportazione” del WSR. Quindi, a partire dal 1° gennaio 2025 (data prevista per l’entrata in vigore delle modifiche), l’esportazione dall’UE verso Paesi non OCSE di rifiuti elettronici sarà vietata.

Per le spedizioni dall’Europa ai Paesi OCSE invece si applica la Decisione del Consiglio dell’OCSE che, a meno di eventuali obiezioni da parte di Paesi OCSE entro 60 giorni dalla proposta di modifica della Convenzione di Basilea, incorporerà automaticamente le modifiche. Nel caso specifico il Giappone, con una lettera del 15 agosto 2022 indirizzata al Segretario dell’OCSE (in allegato), ha dichiarato la sua opposizione all’incorporazione automatica degli emendamenti sui nuovi codici dei rifiuti elettronici nella decisione del Consiglio dell’OCSE. 

Il Segretariato dell'OCSE ha quindi invitato tutti i Paesi OCSE a prendere nota della lettera e della proposta alternativa in essa contenuta, che prevederebbe la possibilità di esportare alcuni rifiuti elettronici verso Paesi OCSE senza procedura PIC. Pertanto, in vista del prossimo incontro del gruppo di lavoro OCSE che discuterà la questione (26-28 ottobre 2022), la Commissione europea sta coinvolgendo i vari stakeholder per definire la propria posizione sul tema. Ha pertanto chiesto a quanti interessati di rispondere alle seguenti domande:

  1. quale potrebbe essere l'impatto della piena incorporazione delle voci di Basilea sui rifiuti elettronici nella decisione OCSE? In particolare, quali implicazioni ci potrebbero essere per le spedizioni di rifiuti elettronici da/verso l'UE e per il conseguente trattamento di questi rifiuti?
  2. quale potrebbe essere le conseguenze della proposta del Giappone, ossia che le spedizioni di alcuni rifiuti elettronici tra l'UE e i Paesi OCSE non siano soggette alla procedura PIC?
  3. si dispone di dati sul commercio dei rifiuti elettronici, pericolosi e non, tra l'UE e i Paesi terzi dell'OCSE?
     

Si evidenzia che sia EuRIC che FEAD, alle quale siamo associati, stanno lavorando ad una propria risposta, con il contributo dei soci, alle domande della Commissione. Siamo pertanto ad invitarVi a prendere visione dei quesiti e a farci avere, entro il prossimo 27 settembre scrivendo a d.cesaretti@fise.org, le possibili risposte ai quesiti della Commissione.

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Energia e rifiuti, dibattito sul futuro

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Il Messaggero

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Proroga contratto servizi comunali – legittima solo con requisiti stringenti

Proroga contratto servizi comunali – legittima solo con requisiti stringenti

L’ANAC si è espressa con una nota del 7 settembre 2022 ricordando che nel nostro ordinamento la proroga tacita di un servizio comunale al soggetto uscente senza fare una gara o un affidamento diretto, quando legittimo, è in contrasto con la disciplina degli appalti pubblici.

L’ANAC ricorda i confini applicativi dell’istituto: la legittimità della proroga sussiste soltanto in presenza di stringenti requisiti.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/242/SA-NOT/TO del 19.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/242/SA-NOT/TO

2022/242/SA-NOT/TO

L’ANAC si è espressa con una nota del 7 settembre 2022 ricordando che nel nostro ordinamento la proroga tacita di un servizio comunale al soggetto uscente senza fare una gara o un affidamento diretto, quando legittimo, è in contrasto con la disciplina degli appalti pubblici.

Più in particolare, l'ANAC si è pronunciata in relazione alla vicenda di un Comune che negli anni aveva prorogato tacitamente il servizio di illuminazione di una struttura pubblica sempre allo stesso soggetto. 

Censurando tale comportamento l’Autorità ha ricordato che le fattispecie della proroga e del rinnovo tacito sono state censurate dalla più recente giurisprudenza e dai molteplici pronunciamenti della stessa. Al riguardo l’ANAC ricorda che “in linea di principio, il rinnovo o la proroga, al di fuori dei casi contemplati dall'ordinamento, di un contratto d'appalto di servizi o di forniture stipulato da un'amministrazione pubblica dà luogo a una figura di trattativa privata non consentita e legittima qualsiasi impresa del settore a far valere dinanzi al giudice amministrativo il suo interesse legittimo all'espletamento di una gara” (Consiglio di Stato, Sent. n. 3391/2008).

La proroga costituisce dunque uno strumento del tutto eccezionale, dice l’ANAC, utilizzabile solo qualora non sia possibile attivare i necessari meccanismi concorrenziali e nei soli casi in cui vi sia la necessità di assicurare lo svolgersi del servizio nelle more dell’espletamento della nuova procedura di selezione. Per questa ragione, al di fuori dei ristretti limiti individuati dalla giurisprudenza e definiti oggi normativamente (art. 106, comma 11, D.lgs. n. 50/2016), l’istituto della proroga si pone in difformità con la normativa in materia di contratti pubblici e con i principi generali che governano l’evidenza pubblica, in quanto rappresenta, nella sostanza, un affidamento diretto senza gara, realizzato in violazione dei principi comunitari di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza, di cui all’art. 30 del codice dei contratti.

La recente delibera ANAC n. 576 del 28 luglio 2021, peraltro, delinea i confini applicativi dell’istituto, circoscrivendo la legittimità della proroga soltanto in presenza di stringenti requisiti quali:

  • la proroga deve rivestire carattere eccezionale, utilizzabile solo quando non sia possibile attivare i necessari meccanismi concorrenziali, nei soli e limitati casi in cui vi sia l’effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente;
  • la proroga è ammessa solo quando ha carattere temporaneo;
  • la nuova gara deve essere già stata avviata al momento della proroga;
  • l’amministrazione non deve rendersi responsabile di ritardi nell’indizione della procedura di selezione del nuovo affidatario;
  • l’opzione di proroga deve essere stata prevista nell’originario bando di gara e di conseguenza nel contratto di appalto.

Nel rimandare alla nota richiamata, allegata alla presente, rimaniamo a disposizione per aggiornamenti e informazioni.

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Modifica sostanziale AIA riguarda tutta l’installazione – Sentenza Consiglio di Stato n. 7942/22

Modifica sostanziale AIA riguarda tutta l’installazione – Sentenza Consiglio di Stato n. 7942/22

La domanda di modifica sostanziale dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per ampliamento di un impianto rifiuti ed adeguamento alle migliori tecniche disponibili UE riguarda tutta l'installazione. 

Questo è quanto ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 7942 del 13 settembre 2022, che ha confermato il diniego della regione Puglia alla richiesta di modifica sostanziale dell'AIA per l'ampliamento e l'adeguamento tecnologico di un impianto di stoccaggio, recupero e trattamento rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi) situato nella Regione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/241/SAEC-GIU/LE del 19.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/241/SAEC-GIU/LE

2022/241/SAEC-GIU/LE

La domanda di modifica sostanziale dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per ampliamento di un impianto rifiuti ed adeguamento alle migliori tecniche disponibili UE riguarda tutta l'installazione. 

Questo è quanto ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 7942 del 13 settembre 2022, che ha confermato il diniego della regione Puglia alla richiesta di modifica sostanziale ex articolo 29-nonies, D.Lgs. n. 152/2006 dell'AIA per l'ampliamento e l'adeguamento tecnologico di un impianto di stoccaggio, recupero e trattamento rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi). 

Il rigetto della domanda è stato motivato dalla Regione contro cui l’azienda interessata ha presentato ricorso, soprattutto in relazione alle carenze progettuali e all’assenza di un cronoprogramma delle attività per adeguare l'impianto alla normativa: "la gestione delle attività destinate all'ampliamento dell'impianto non può intendersi distinta e diversa rispetto a quella dell'impianto esistente, pertanto il progetto necessita di essere integrato con l'applicazione omogenea nella gestione dell'intero impianto (costituito dall'esistente e da quello oggetto di ampliamento) delle BAT di riferimento. Allo stato, tale carenza determina un parere non favorevole per il rilascio dell'Aia quale modifica sostanziale dell'impianto esistente”.

In particolare, conferma successivamente il Consiglio di Stato, essendo state adottate le migliori tecniche disponibili (BAT) di cui alla decisione 2018/1147/UE per gli impianti di trattamento rifiuti, era necessario che l'intero impianto – quale risulterebbe all'esito dell'ampliamento – dovesse essere adeguato ai nuovi standard, ritenendo “giusta una visione unitaria e complessiva dell'intera attività produttiva e del suo nuovo ciclo”. Pertanto, respingendo l’appello, il Consiglio di Stato ha deciso che la domanda deve comprendere non solo le modifiche progettuali ma anche la presentazione di un cronoprogramma delle attività da realizzare, necessarie per rendere conforme alle "BAT" UE sia la porzione di impianto esistente che l'intero complesso produttivo.

Si rinvia ai contenuti della Sentenza, in allegato alla presente, per ogni approfondimento.

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Regolamento europeo su plastica riciclata a contatto con alimenti

Regolamento europeo su plastica riciclata a contatto con alimenti

La Commissione Europea ha approvato la proposta di Regolamento relativo ai materiali e agli oggetti di materia plastica riciclata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. 

Il Regolamento permetterà di autorizzare processi di riciclo per la produzione di materiali plastici riciclati sicuri che potranno essere impiegati in imballaggi alimentari oltre a fornire informazioni sulle modalità di raccolta, trattamento e tecnologie impiegabili.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/240/SAEC-EUR/CS del 19.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/240/SAEC-EUR/CS

2022/240/SAEC-EUR/CS

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (serie L 243 del 20.09.2022) è stato pubblicato il Regolamento relativo ai materiali e agli oggetti di materia plastica riciclata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (disponibile qui), invigore dal 10 ottobre 2022.

Il Regolamento permette di autorizzare processi di riciclo per la produzione di materiali plastici riciclati sicuri che possono essere impiegati in imballaggi alimentari. Inoltre fornisce all'industria del riciclo gli strumenti necessari a definire modalità adeguate al riciclo di quelle plastiche che, con l’attuale quadro normativo, non possono essere riciclate in imballaggi alimentari. Il Regolamento n. 282/2008, che viene abrogato, infatti non si applicava a tutte le tecnologie di riciclo, escludendo dal suo campo di applicazione la depolimerizzazione chimica, l'uso di sfridi e scarti e di strati barriera. 

Oggetto delle nuove regole sono tutti i tipi di plastica riciclata e le tecnologie di riciclo impiegabili come il riciclo meccanico, il riciclo in un sistema chiuso e controllato ("Closed-Loop"), l'uso di plastica riciclata dietro una barriera funzionale e, totalmente nuovo, anche il riciclo chimico.

Il nuovo Regolamento istituisce anche un Registro pubblico delle tecnologie, dei riciclatori, dei processi di riciclaggio, degli schemi di riciclaggio (accordo tra soggetti della filiera per ottimizzare il riciclo) e degli impianti di decontaminazione che rientrano nel suo campo di applicazione, con l’obiettivo di garantire un maggiore livello di trasparenza lungo tutta la filiera.

In particolate con tale provvedimento, importante soprattutto per il settore del riciclo dei rifiuti plastici, vengono individuate:

  • le regole per il riciclo della plastica destinata al contatto con gli alimenti, che coprono l'intera catena di approvvigionamento. L’Allegato I riporta le tecnologie di riciclo idonee affinché rifiuti in plastica possano essere utilizzati per la produzione di imballaggi a contatto con alimenti: riciclo meccanico di PET post consumo (con autorizzazione dei singoli processi) e riciclaggio da circuiti di prodotti che si trovano in una catena chiusa e controllata (con l'uso di uno schema di riciclaggio). Vengono poi chiarite le prescrizioni per la raccolta e il processo di pretrattamento, quelle per la decontaminazione, per il funzionamento degli schemi di riciclaggio e per il processo di post-lavorazione e uso di materiali e oggetti di materia plastica riciclata.
  • le procedure per l'autorizzazione e l'applicazione dei processi di riciclo individuati dal regolamento stesso nonché quelle per la valutazione delle nuove tecnologie di riciclo che, nel prossimo futuro, potrebbero essere sviluppate;

Nella versione pubblicata dalla Commissione è stato modificato l'articolo 13 "Monitoraggio e comunicazione dei livelli di contaminazione" recependo le osservazioni avanzate da EuRIC nel corso delle varie consultazioni che evidenziavano come non fossero fattibili e realmente applicabili sia il campionamento su ogni lotto di input di 30 t, sia l'analisi per l’identificazione di 20 contaminanti nella plastica in ingresso e in quella riciclata in uscita. Il nuovo testo infatti chiarisce che “Il campionamento include inizialmente tutti i lotti di input e i corrispondenti lotti di output, ma la frequenza di campionamento può essere ridotta una volta ottenute medie stabili. La frequenza di campionamento è in ogni caso mantenuta a un livello atto a rilevare tendenze e/o altri cambiamenti nei livelli di contaminazione dei lotti di input, e a stabilire se la presenza di contaminanti sia ricorrente”.

Si rimanda al testo del Regolamento, in allegato alla presente, per maggiori informazioni.

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Assoambiente Partner de “Il Verde e il Blu Festival” (Milano 23-25 Settembre)

Assoambiente Partner de “Il Verde e il Blu Festival” (Milano 23-25 Settembre)

Dal 23 al 25 settembre torna a Milano Il Verde e il Blu Festival: 3 giorni di incontri, talk, dibattiti e live show per affrontare i temi più cruciali e dettati dall’attualità come energia, equità e pace, economiacircolare e digitale, ma anche mobilitàsostenibile, salute, fashion, food, agriculture, turismo e molto altro.

ASSOAMBIENTE è Partner dell'iniziativa e anche quest'anno prende parte all'interessantissimo programma del Festival con la partecipazione del Presidente Testa al Talk Show del 23 settembre "Green industry and circularity - Una strategia industriale per un Paese competitivo, verde e digitale” presso Palazzo Reale, Sala delle Otto Colonne dalle ore 12.00 alle ore 13.15.

PROGRAMMA

Raffaele Cattaneo, Assessore ambiente e clima Regione Lombardia

Simone Dragone, Presidente MM Spa

Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma

Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino

Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura

Chicco Testa, Presidente Assoambiente

Luisa Todini, Presidente e Partner Green Arrow Capital SGR

Conduce: Marianna Aprile, giornalista e scrittrice

La partecipazione all'evento è gratuita fino ad esaurimento posti. Per questo evento è necessaria l'iscrizione clicca qui


 

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Elezioni 2022: Assoambiente invia alle forze politiche il Manifesto ‘per un gestione circolare ed efficiente dei rifiuti’

Elezioni 2022: Assoambiente invia alle forze politiche il Manifesto ‘per un gestione circolare ed efficiente dei rifiuti’

Economia Circolare.com, GSA, Yahoo, First Online, Win on waste, Recycling Industry 

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ASSOAMBIENTE del 16 settembre 2022

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FEAD BULLETIN N° 92 -  16 September 2022

FEAD BULLETIN N° 92 -  16 September 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 92 -  16 September 2022

Buona lettura ! 

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Riduzione temporanea aliquote accisa su taluni prodotti energetici usati come carburanti

Riduzione temporanea aliquote accisa su taluni prodotti energetici usati come carburanti

Il DM 30 agosto 2022 dispone la riduzione temporanea, dal 21 settembre 2022 e fino al 5 ottobre 2022 delle aliquote di accisa per alcuni prodotti energetici usati come carburanti: benzina, oli da gas o gasolio, gas di petrolio liquefatti (GPL), gas naturale e gas naturale usato per autotrazione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/239/SAEC-NOT/PE del 16.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/239/SAEC-NOT/PE

2022/239/SAEC-NOT/PE

 

A decorrere dal 21 settembre 2022 e fino al 5 ottobre 2022

a) le aliquote di accisa (allegato I del D.Lgs. n. 504/1995) sono rideterminate nelle seguenti misure: 

  • benzina: 478,40 euro per mille litri;
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 367,40 euro per mille litri;
  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 182,61 euro per mille chilogrammi;
  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo;

b) l'aliquota IVA applicata al gas naturale usato per autotrazione è stabilita nella misura del 5 per cento. 

L'aliquota di accisa sul gasolio commerciale usato come carburante (numero 4-bis, tabella A allegata al D.Lgs. n. 504/1995) non si applica per il periodo dal 21 settembre 2022 al 5 ottobre 2022. 

Gli esercenti i depositi commerciali di prodotti energetici assoggettati ad accisa (art. 25, comma 1 del D.Lgs. n. 504/1995) e gli esercenti gli impianti di distribuzione stradale di carburanti (art. 25, comma 2, lettera b) del D.Lgs. n. 504/1995) dovranno trasmettere, entro il 12 ottobre 2022, all'ufficio competente per territorio dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, con le modalità di cui all'art. 19-bis del D.Lgs. n. 504/1995 ovvero per via telematica e con l'utilizzo dei modelli di cui all'art. 8, comma 6, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, i dati relativi ai quantitativi dei prodotti richiamati sopra alla lettera a) usati come carburante e giacenti nei serbatoi dei relativi depositi e impianti alla data del 5 ottobre 2022. 

Questo è quanto disposto dal decreto 30 agosto 2022 del MEF recante “Riduzione delle imposte su taluni prodotti energetici usati come carburanti, periodo 21 settembre - 5 ottobre 2022” (GU n. 216 del 15.09.2022).

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Produzione e gestioni rifiuti in Europa nel 2020

Produzione e gestioni rifiuti in Europa nel 2020

EUROSTAT ha pubblicato un articolo, disponibile qui, dove sono riportati una serie di dati riguardanti la produzione e la gestione dei rifiuti in Europa nel 2020. 

L’articolo evidenzia come nel 2020 il quantitativo totale di rifiuti prodotti si attesta a 2.151 Mt. La maggior parte è dovuta al settore delle costruzioni (37,1%) e a quello minerario/estrattivo (23,4%), mentre i rifiuti urbani, con 196 Mt, costituiscono il 9,5% del totale.

Rispetto alla natura dei rifiuti viene evidenziato come quelli pericolosi, con 95,5 Mt, costituiscono il 4,4% del totale, con una crescita, rispetto al 2010, del 5,1% e un picco che è stato raggiunto nel 2018 con 101,7 Mt. Il calo del 2020 rispetto al 2018 è dovuto principalmente alla diminuzione dei rifiuti generati dalla combustione a causa del minore utilizzo di combustibili solidi come carbone e coke. 

Nel 2020 sono state trattate in Europa 2.029 Mt di rifiuti (dove non sono conteggiati i rifiuti esportati e rientrano quelli importati). La quantità di rifiuti recuperati è cresciuta, rispetto al 2004, del 40,3%, passando da 870 Mt (pari al 45,9% del totale dei rifiuti trattati) a 1.221 Mt (60,2%). La quantità di rifiuti avviati a smaltimento è invece passata dalle 1.027 Mt nel 2004 alle 808 Mt del 2020, con un calo del 21,3%. 

Dei rifiuti gestiti e recuperati il 39,2% è stato riciclato, il 14,6% destinato a backfilling e il 6,4% recuperato energeticamente, mentre rispetto a quelli smaltiti il 31,3% è stato avviato in discarica, lo 0,5% incenerito senza recupero di energia e l’8,1% smaltito in altro modo. Si registrano poi differenze significative tra i vari Stati membri rispetto alle modalità di trattamento con alcuni Paesi che hanno elevati tassi di riciclo (Italia, Belgio, Slovacchia e Lettonia) e altri dove il ricorso alla discarica è la forma di trattamento prevalente (Romania, Bulgaria, Finlandia, Svezia e Grecia). 

Per maggiori informazioni si rimanda al report di EUROSTAT.

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Manifesto Assoambiente ai partiti politici

Manifesto Assoambiente ai partiti politici

Quotidiano di Sicilia, Adn Kronos, MF Dow Jones, Ricicla News, Staffetta Quotidiana, Quotidiano Energia, GreenReport, Polimerica, Enti-Locali online, Italia Ambiente, Eco dalle Città, AgenParl, Adriaeco 
 

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Elezioni 2022: Assoambiente invia alle forze politiche il Manifesto “per un gestione circolare ed efficiente dei rifiuti

Elezioni 2022: Assoambiente invia alle forze politiche  il Manifesto “per un gestione circolare ed efficiente dei rifiuti

Assoambiente, l’Associazione che rappresenta le imprese private che svolgono servizi ambientali, gestiscono rifiuti e sono attive nella Circular economy, ha inviato alle forze politiche in campo per le prossime elezioni un Manifesto in 12 punti dal significativo titolo “Per una gestione circolare ed efficiente dei rifiuti: le priorità del settore”, che riassume le priorità per garantire una gestione dei rifiuti in linea con gli indirizzi europei e nazionali.

Nel Manifesto l’Associazione evidenzia come il contesto nel quale operano oggi le imprese del settore presenta gravi lacune e ritardi che frenano non solo gli investimenti, ma anche ogni intervento indispensabile per rispondere alla drammatica situazione generata da due anni di pandemia e aggravata dalla preoccupante corsa al rialzo dei costi dell’energia e delle materie prime.

“Il tema strategico della gestione rifiuti”, ha affermato il Presidente Assoambiente Chicco Testa, “è purtroppo il grande assente in molti dei programmi delle forze politiche in campo e nel dibattito della campagna elettorale. Chiediamo al mondo della politica l’impegno ad affrontare il tema della gestione dei rifiuti e delle bonifiche con una visione globale di breve, medio e lungo periodo ed un approccio pragmatico, funzionale al rafforzamento di un comparto industriale in grado di imprimere slancio e competitività al nostro Sistema Paese. Per questo abbiamo realizzato un Manifesto in cui evidenziamo le principali misure di intervento che dovrebbero costituire il perno delle scelte del prossimo Parlamento e del futuro Governo”.

Queste le principali richieste, formulate dall’Associazione, per assicurare al Paese una corretta ed efficace gestione dei rifiuti e per garantire un supporto effettivo alla politica ambientale ed energetica italiana:

1. limitare gli interventi sulla normativa quadro, eliminando le disomogeneità territoriali e semplificando, per quanto possibile, gli adempimenti a carico delle imprese;
2. semplificare i procedimenti autorizzativi degli impianti rendendo perentori ed effettivi i termini per il rilascio di pareri da parte delle Amministrazioni con la previsione del silenzio-assenso o di poteri sostitutivi in caso di inerzia;
3. prevedere, in questa fase critica, ulteriori misure a tutela dei consumatori e delle imprese a garanzia della continuità delle forniture di energia elettrica e gas, nonché della sostenibilità economico-finanziaria dei contratti, attraverso ulteriori interventi dell’ARERA;
4. riconoscere la strategicità degli impianti di riciclo e recupero dei rifiuti e degli scarti, e individuare le necessità infrastrutturali e impiantistiche attraverso l’analisi dei fabbisogni; 
5. sfruttare il potenziale energetico dei rifiuti per la produzione di elettricità, calore, biogas e biometano, rendendo le norme di settore coerenti con questo obiettivo;
6. razionalizzare, ottimizzare e uniformare il sistema dei controlli;
7. garantire un coordinamento più efficace tra i diversi enti territoriali che, a vario titolo, intervengono nel ciclo di gestione dei rifiuti;
8. unificare e digitalizzare i molteplici modelli di dichiarazione richiesti dalle diverse normative e dalle autorità locali;
9. intervenire urgentemente sul fenomeno dei ritardi dei pagamenti da parte delle P.A., che pongono a serio rischio soprattutto le imprese che operano nella raccolta dei rifiuti urbani;
10. rendere i materiali e i prodotti cosiddetti “secondari” una risorsa conveniente e accessibile per il mercato e per i settori della trasformazione, attraverso la semplificazione dei percorsi normativi di riconoscimento degli End of Waste e dei sottoprodotti;
11. prevedere un più stringente obbligo di applicazione del CCNL di categoria al fine di evitare fenomeni di “dumping” concorrenziale;
12. intervenire sul carico burocratico-amministrativo che oggi rallenta gli interventi di bonifica dei siti inquinati per aumentare gli interventi di risanamento, riducendo l’uso di aree vergini.
 

In allegato il Manifesto integrale

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Whatever it takes

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Il Foglio

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Annullamento autorizzazione ex art. 208 D.Lgs. n. 152/2006 per incostituzionalità norma regionale – Sentenza Tar Lazio

Annullamento autorizzazione ex art. 208 D.Lgs. n. 152/2006 per incostituzionalità norma regionale – Sentenza Tar Lazio

Con la Sentenza n. 11548/22 il TAR del Lazio ha stabilito che l'autorizzazione all'attività di autodemolizione rilasciata dal Comune in base a una norma regionale vigente al tempo ma poi sub iudice dichiarata costituzionalmente illegittima è annullabile. 

Con tale pronuncia i Giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di un’impresa titolare di un impianto di trattamento di veicoli fuori uso che ha richiesto l’annullamento di una determina dirigenziale ricevuta dal Comune recante la conclusione negativa del procedimento di autorizzazione ex art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/238/SAEC-GIU/LE del 14.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/238/SAEC-GIU/LE

2022/238/SAEC-GIU/LE

L'autorizzazione all'attività di autodemolizione rilasciata dal Comune in base a una norma regionale vigente al tempo ma poi sub iudice dichiarata costituzionalmente illegittima, è annullabile. 

Così si è espresso il Tar Lazio con la sentenza 6 settembre 2022, n. 11548 accogliendo il ricorso di un’impresa titolare di un impianto di trattamento di veicoli fuori uso che si è rivolta ai Giudici amministrativi per richiedere l’annullamento di una determina dirigenziale ricevuta dal Comune recante la conclusione negativa del procedimento di autorizzazione ex art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006.

Nella sentenza si legge che la L.R. Lazio 27/1998 affidava, ex articolo 6, comma 2, lettere b) e c), il potere di autorizzare gli impianti di trattamento di veicoli fuori uso ai Comuni e che tale normativa veniva dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza 189/2021 perché in contrasto col Dlgs 152/2006 (v. circolare associativa n. 253/2021). 

Secondo i Giudici, l'effetto della pronuncia, è quello di caducare erga omnes nonché retroattivamente (dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006) la norma regionale che assegnava ai Comuni il potere di autorizzare l'attività di autodemolizione in considerazione del fatto che “la potestà legislativa esclusiva in materia ambientale comporta la legittimazione del solo Legislatore nazionale a definire l’organizzazione delle corrispondenti funzioni amministrative sicché deve escludersi che le funzioni amministrative già conferite dallo Stato alla Regione possano essere da quest’ultima riallocate presso un altro ente infra-regionale quale il Comune, comportando una modifica, mediante un atto legislativo regionale, dell’assetto di competenze inderogabilmente stabilito da legge nazionale”.

Se in linea generale la legittimità di un provvedimento va verificata con riferimento alla normativa vigente alla data della sua emanazione, tuttavia, quando nel corso del giudizio sopraggiunga una sentenza di incostituzionalità della norma sulla cui base il provvedimento impugnato è stato adottato, il Giudice deve annullarlo, costituendo il sopravvenuto accertamento della incostituzionalità della norma profilo invalidante l'atto stesso. 

Come sopra anticipato, la pronuncia d’illegittimità costituzionale di una norma di legge (in base al combinato disposto dell'art. 136 Cost. e dell'art. 30 L. 11 marzo 1953 n. 87) determina la cessazione della sua efficacia erga omnes ed impedisce, dopo la pubblicazione della sentenza del Giudice, che essa possa più essere comunque applicata ai rapporti giuridici in relazione ai quali risulti rilevante.

A tal proposito ricordiamo, comunque, che il divieto di applicazione della norma dichiarata illegittima – indirizzato alla generalità dei soggetti preposti all’applicazione del diritto (i giudici e l’amministrazione) ed ai cittadini – si ripercuote e spiega la sua efficacia ovviamente in tutti i casi in cui quella norma può trovare applicazione, vale a dire in processi ancora pendenti ovvero, per i rapporti giuridici ad essa relativi che non hanno ancora raggiunto la fase patologica della lite, in situazioni nelle quali, ad esempio, non è ancora scaduto il termine di prescrizione o decadenza per l’esercizio di un diritto ovvero non è divenuto inoppugnabile un atto amministrativo. I rapporti esauriti, invece, sfuggono alla retroattività delle sentenze di accoglimento perché, con la sola eccezione della materia penale dominata dal principio del favor rei (art. 30, quarto comma, della legge n. 87 del 1953), restano regolati dalla norma dichiarata invalida. L’individuazione di detti rapporti può in prima approssimazione limitarsi a quelli coperti da sentenze passate in giudicato ed a quelli ormai cristallizzati dal decorso del tempo.

La sentenza del TAR così si esprime sul punto: “gli effetti dell’incostituzionalità non si estendono ai diritti quesiti e ai rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento al quale l’ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo”.

Si rinvia alla Sentenza allegata per eventuali ulteriori approfondimenti.

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ARERA - avvio procedimento per la definizione di standard sul trattamento e recupero e seminario TIFORMA sull’entrata in vigore dei nuovi obblighi del TQRIF

ARERA - avvio procedimento per la definizione di standard sul trattamento e recupero  e seminario TIFORMA sull’entrata in vigore dei nuovi obblighi del TQRIF

L’ARERA, con delibera 6 settembre 2022, n. 413/2022/R/rif (v. allegato 1), ha avviato un procedimento per la definizione di adeguati standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell’attività di smaltimento e di recupero in attuazione di quanto previsto dall'articolo 202, commi 1-bis e 1-ter, del Dlgs 152/2006, introdotti dalla Legge Concorrenza 2021.

Segnaliamo inoltre che TIFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un webinar con oggetto “L’imminente entrata in vigore degli obblighi della regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF). Un approccio operativo per valutare i possibili impatti gestionali” che si svolgerà il 22 settembre 2022 (ore 10:00-13:30). 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/237/SA-ARE/TO del 14.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/237/SA-ARE/TO

2022/237/SA-ARE/TO

L’ARERA, con delibera 6 settembre 2022, n. 413/2022/R/rif (v. allegato 1), ha avviato un procedimento per la definizione di adeguati standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell’attività di smaltimento e di recupero. 

In attuazione di quanto previsto dall'articolo 202, commi 1-bis e 1-ter, del Dlgs 152/2006, introdotti dalla legge 118/2022 (“Legge Concorrenza 2021”) l'Authority acquisirà, nell’ambito del citato procedimento, tutti i dati, le informazioni e gli elementi di valutazione utili allo svolgimento delle necessarie analisi e per la predisposizione di uno o più documenti di consultazione in relazione alle tematiche richiamate anche convocando eventuali incontri tecnici e focus group.

In particolare, è intenzione di ARERA acquisire dai soggetti interessati informazioni relative ai costi di gestione, alle caratteristiche dei flussi e ogni altro elemento idoneo a monitorare le concrete modalità di svolgimento dell’attività di smaltimento e di recupero e la loro incidenza sui corrispettivi applicati all’utenza finale. Sul punto aggiorneremo prontamente le imprese per ogni sviluppo e convocazione.

Sempre in tema di regolazione, informiamo che TIFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario (in videoconferenza) con oggetto “L’imminente entrata in vigore degli obblighi della regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF). Un approccio operativo per valutare i possibili impatti gestionali”. I senior advisor Giulia Gambino e Giacomo Cenni di AGENIA, in veste di esperti di regolazione industriale e tariffaria del settore Rifiuti, esporranno e commenteranno i temi oggetti dell’incontro che si svolgerà il 22 settembre 2022 (ore 10:00 - 13:30).

Come noto lo scorso gennaio ARERA ha adottato il Testo unico per la regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF), prevedendo l’introduzione dal 1° gennaio 2023 di:

  • un set di obblighi di servizio di qualità contrattuale e tecnica, minimi ed omogenei per tutte le gestioni;
  • indicatori e relativi standard generali, differenziati per quattro schemi regolatori, individuati dall’ETC in relazione al livello qualitativo effettivo di partenza garantito agli utenti nelle diverse gestioni; il livello qualitativo di partenza è determinato dall’ETC in ragione delle prestazioni previste nel/i Contratto/i di servizio e/o nella/e Carta/e della qualità vigenti.
     

Nel 2023 i Gestori dovranno rispettare gli obblighi e standard stabiliti dall’ETC, per cui le funzioni aziendali preposte saranno chiamate a breve a quantificare i costi previsionali connessi all’adeguamento agli obblighi di qualità previsti dal TQRIF ai fini della pianificazione aziendale (budget e piani pluriennali).

Nel corso del seminario (v. allegato 2) si cercherà di:

  • inquadrare l’approccio regolatorio dell’ARERA e le principali implicazioni per le gestioni;
  • analizzare i contenuti della Delibera e del TQRIF focalizzando i nuovi obblighi di qualità contrattuale e qualità tecnica, anche in termini di possibili impatti gestionali, economici e tariffari per le gestioni;
  • fornire un utile training formativo per consentire ai referenti degli ETC e dei Gestori di inquadrare il provvedimento in ragione di aspetti generali ma anche delle specificità del proprio contesto gestionale;
  • esporre un approccio operativo per i Gestori quantificare i costi previsionali connessi all’adeguamento agli obblighi di qualità previsti dal TQRIF.
     

Qualora interessati al seminario si prega di scrivere a l.tosto@fise.org, mentre per informazioni e iscrizione con quote agevolate anche per gli associati ad Assoambiente è necessario rivolgersi alla Segreteria di Ti Forma – Giulia Gelli ai riferimenti indicati negli allegati. Per l’iscrizione è necessario compilare la scheda di adesione e inviarla a TIFORMA ai riferimenti indicati (v. allegato 3).

Nel rimandare alla delibera ARERA e alla documentazione relativa all’evento richiamato, allegati alla presente, rimaniamo a disposizione per aggiornamenti e informazioni.

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Servizio del TGR Umbria su evento Gesenu - Assombiente

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Evento GESENU - Assoambiente

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Miscelazione rifiuti – Sentenza del Consiglio di Stato conferma gli indirizzi normativi

Miscelazione rifiuti – Sentenza del Consiglio di Stato conferma gli indirizzi normativi

Il Consiglio di Stato ha chiarito che il divieto per le miscele in uscita di possedere caratteristiche di pericolosità nuove rispetto a quelle originariamente possedute dai rifiuti in entrata è ragionevole e in linea con il D.Lgs. 152/2006. Con questa sentenza il CdS ha riformato due pronunce del TAR Veneto che avevano semplificato le operazioni di miscelazione. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/236/SAEC-GIU/CS del 13.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/236/SAEC-GIU/CS

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Il Consiglio di Stato ha chiarito che il divieto per le miscele in uscita di possedere caratteristiche di pericolosità nuove rispetto a quelle originariamente possedute dai rifiuti in entrata è ragionevole e in linea con il D.Lgs. 152/2006.

Con la sentenza n. 6513 del 25 luglio 2022 il Consiglio di Stato ha, di fatto, parzialmente riformato le due sentenze, la n. 218 e la n. 235 del 2021, con le quali il Tar del Veneto, ritenendola irragionevole, aveva deciso di annullare la prescrizione della Dgr Veneto 119/2018 "Indirizzi tecnici sulle attività di miscelazione e gestione dei rifiuti", secondo la quale "non è ammissibile la diluizione degli inquinanti, attraverso la miscelazione o l'accorpamento tra rifiuti o la miscelazione con altri materiali, al fine di ridurre la concentrazione di inquinanti al di sotto delle soglie che ne stabiliscono la pericolosità; pertanto, la miscela in uscita deve mantenere le HP possedute da rifiuti in ingresso" (v. circolare Assoambiente n. 049 del 2 marzo 2021). 

In particolare il CdS, a sostegno della sua posizione, ha richiamato quanto contenuto al comma 5-ter, art. 184 del D.Lgs. 152/2006 che recita “La declassificazione da rifiuto pericoloso a rifiuto non pericoloso non può essere ottenuta attraverso una diluizione o una miscelazione del rifiuto che comporti una riduzione delle concentrazioni iniziali di sostanze pericolose sotto le soglie che definiscono il carattere pericoloso del rifiuto” evidenziando come la prescrizione della delibera regionale non contrasti con quanto riportato. 

Inoltre il Consiglio di Stato ha confermato il giudizio del Tar circa la riconducibilità di tali "criteri" regionali non alle "norme tecniche" in materia di gestione di rifiuti, riservate allo Stato ai sensi dell’articolo 195 del D.Lgs. 152/2006, ma alle competenze in materia di autorizzazione degli impianti attribuita alle Regioni dal successivo articolo 196. Pertanto, in sede di rilascio di autorizzazione ex art. 208, è possibile introdurre i criteri contenuti nella Dgr Veneto.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della sentenza in allegato.

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Schema di regolamento su raggruppamenti RAEE – Parere Consiglio di Stato

Schema di regolamento su raggruppamenti RAEE – Parere Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha dato, con il parere n. 1424 del 7 settembre 2022, il via libera allo schema di regolamento MiTE con cui vengono aggiornati i raggruppamenti dei RAEE ai fine della loro gestione nei centri di raccolta. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/235/EC-NOT-RAE/CS del 13.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/235/EC-NOT-RAE/CS

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Il Consiglio di Stato ha dato, con il parere n. 1424 del 7 settembre 2022, il via libera allo schema di regolamento MiTE con cui vengono aggiornati i raggruppamenti dei RAEE ai fine della loro gestione nei centri di raccolta. 

Pertanto a breve ci sarà la definitiva approvazione, e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, del provvedimento che, attraverso la sostituzione dell'allegato 1 del DM 185/2007, va ad adeguare i raggruppamenti dei RAEE alla definizione delle categorie così come stabilito dal D.Lgs. 49/2014. 

In particolare si evidenzia come tale adeguamento si sia reso necessario a decorrere dal 15 agosto 2018, data a partire dalla quale, come previsto dall'articolo 2 del D.Lgs. 49/2014, il campo di applicazione della disciplina è stato esteso ad un numero molto maggiore di AEE, cd. “open scope”, così come classificate nelle categorie dell'allegato III ed elencate a titolo esemplificativo nell'allegato IV al medesimo decreto. 

Lo schema di Regolamento in esame ha già ottenuto il concerto del Ministero delle Finanze e il parere favorevole della Conferenza unificata, espresso nella seduta dell'11 maggio 2022.

Per maggiori informazioni si rimanda al parere del Consiglio di Stato in allegato.

Si rimane a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

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2022/234/SAEC-COM/PE

2022/234/SAEC-COM/PE

Facendo seguito alla comunicazione dello scorso 15 luglio (circolare Assoambiente n. 201/2022), in base alle previsioni riportate all'art. 10 dello Statuto Assoambiente, è convocata l’Assemblea delle imprese aderenti ad Assoambiente a Milano presso il Centro Brera, Via Marco Formentini, 10per il giorno 22 settembre 2022, alle ore 5.00, in prima convocazione, e alle ore 15.00, in seconda convocazione, con il seguente

ordine del giorno:

1. Relazione del Presidente; 

2. Approvazione del Rendiconto Economico 2021; 

3. Elezione del Presidente; 

4. Elezione del Consiglio Direttivo. 

L’assemblea è convocata in modalità mista, in presenza e attraverso una piattaforma web dedicata. Le credenziali per l’accredito alla piattaforma web saranno inviate nei prossimi giorni.

In ogni caso, nel totale rispetto delle indicazioni dettate a livello nazionale e regionale in relazione all’evoluzione della situazione COVID-19, Assoambiente, qualora necessario, si riserva di comunicare per tempo alle Aziende aderenti eventuali modifiche della convocazione. 

In relazione all’elezione del Presidente e del nuovo Consiglio Direttivo Assoambiente si rimanda alla precedente comunicazione associativa e si riporta in allegato la lista dei candidati alla Presidenza e al Consiglio Direttivo (v. allegato 1).

Ricordiamo che ai sensi dell’art. 11 dello Statuto Assoambiente, l’esercizio di voto e di elettorato attivo e passivo è subordinato al riscontro della regolarità della posizione contributiva

Per quanto attiene all’esercizio di delega per la partecipazione all’Assemblea, si ricorda che l’art. 10 dello Statuto Assoambiente prevede la possibilità per ogni impresa di farsi rappresentare, con mandato scritto, da un’altra impresa associata avente diritto di voto. Ogni associato può rappresentare non più di due imprese. È ammessa una pluralità di deleghe per le imprese facenti parte di uno stesso gruppo societario purché associate. Gli Associati effettivi costituiti da Associazioni che rappresentano aggregazioni di imprese partecipano all’Assemblea per il tramite del Presidente della rispettiva Associazione.

Anticipiamo che nei prossimi giorni sarà comunicato alle singole imprese il numero dei voti spettanti che saranno attribuiti in linea con quanto disposto all’art. 11 dello Statuto Assoambiente per la contribuzione 2021.

Si allega altresì il Rendiconto Economico 2021 (v. allegato 2) e il carteggio su quanto emerso in ordine alla Proposta del Consiglio Direttivo riguardante le candidature alla Presidenza (v. allegato 3 – parere Collegio Probiviri FISE e allegato 4 – parere Studio legale LCA).

Per motivi organizzativi e nel rispetto delle misure vigenti per il contenimento del COVID19, si prega, per quanti non avessero già provveduto, di restituire la scheda di partecipazione (v. allegato 5) alla segreteria di Assoambiente: assoambiente@assoambiente.org.

In considerazione dell’importanza degli argomenti posti all’ordine del giorno, si auspica la Vostra gradita partecipazione.

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FEAD BULLETIN N° 91 -  9 September 2022

FEAD BULLETIN N° 91 -  9 September 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 91 del 09 Settembre 2022.

Buona lettura !

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ASSOAMBIENTE del 9 settembre 2022

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DIGITAL GREEN WEEK promosso da ANPAR ANCE e CTS Ecomondo (14 settembre ore 10.00) - Registrazione.

DIGITAL GREEN WEEK promosso da ANPAR ANCE e CTS Ecomondo (14 settembre ore 10.00) - Registrazione.

Si terrà il 14 settembre dalle ore 10.00 alle ore 12.30 l'appuntamento promosso da ANPAR e ANCE nell'ambito delle Digital Green Week di ECOMONDO dal titolo "Valutazione dell’impatto dell’entrata in vigore del nuovo regolamento di End of Waste sui rifiuti da C&D sulla filiera delle costruzioni".

Programma scaricabile in allegato.

Per partecipare è necessaria la Registrazione. Clicca qui

Il Decreto sull’End of Waste redatto dal Ministero della Transizione Ecologica stabilisce i criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale cessano di essere qualificati come tali ai sensi e per gli effetti dell’articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Risolve alcuni dei problemi che il settore lamentava da anni, ma, oltre al rispetto di limiti sull’eluato (test di cessione) alla concentrazione di determinati inquinanti (presenti nel DM 5/2/98), introduce nuovi “Controlli sull’aggregato recuperato”, nella sezione d) dell’Allegato 1, anche alla concentrazione di alcuni costituenti nella matrice solida, finora mai indagata né presa in considerazione dalle precedenti normative nazionali in materia.

Invece di segnare l’inizio di una nuova era di sviluppo per le attività di recupero di questi rifiuti, l’entrata in vigore del Regolamento rischia di causare la paralisi non solo del settore del riciclaggio, ma anche dell’intero settore delle costruzioni, compresi i cantieri per la realizzazione del piano di opere strategiche previste nel PNRR.

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Pubblicata PdR UNI 132:2022 su rendicontazione e calcolo obiettivi riciclo RU

Pubblicata PdR UNI 132:2022 su rendicontazione e calcolo obiettivi riciclo RU

È stata pubblicata la Prassi di Riferimento (PdR) UNI 132:2022 per la rendicontazione e per il calcolo degli obiettivi di riciclaggio dei quantitativi dei rifiuti urbani, dalla raccolta fino al conferimento negli impianti di trattamento.

Per illustrare i contenuti della prassi, UNI organizza un webinar - a partecipazione gratuita, previa registrazione - per lunedì 19 settembre dalle ore 14.30 alle ore 16 (Save the date).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/233/SAEC-NOT/PE del 09.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/233/SAEC-NOT/PE

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È stata pubblicata la Prassi di Riferimento (PdR) UNI 132:2022 per la rendicontazione e per il calcolo degli obiettivi di riciclaggio dei quantitativi dei rifiuti urbani, dalla raccolta fino al conferimento negli impianti di trattamento.

La PdR, promossa da Utilitalia e al cui gruppo di lavoro UNI ha partecipato anche Assoambiente, è stata elaborata partendo da alcune buone pratiche adottate a livello volontario dalle imprese di raccolta e permette di tracciare le quantità di rifiuti avviate a riciclaggio per il monitoraggio e la verifica del dato nel rispetto degli obiettivi europei del pacchetto Direttive “Economia Circolare”, che sono fissati sull’effettivo riciclaggio di quanto raccolto (65% entro il 2035).

La PdR rappresenta elemento di supporto per gli operatori della filiera interessati a certificare la destinazione finale dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata e dare evidenza ai propri utenti e a tutti gli stakeholder della loro corretta gestione, in un’ottica di trasparenza, di applicazione delle migliori pratiche e di un miglioramento continuo.

Per illustrare i contenuti della prassi, UNI organizza un webinar - a partecipazione gratuita, previa registrazione – per lunedì 19 settembre dalle ore 14.30 alle ore 16 (Save the date).

Per quanti interessati la PdR è disponibile al sito dell’UNI, qui.

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Sugli extra-profitti non spariamo nel mucchio. Il price cap? Putin lo teme.

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Corte di Cassazione su zone svuotamento cassonetti

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La Corte di Cassazione con la sentenza 23 agosto 2022, n. 31478 ha stabilito che le zone di svuotamento dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti non possono tecnicamente costituire un "luogo di lavoro" ai sensi del Dlgs 81/2008 (Tu Sicurezza) in quanto l'ipotesi alternativa implicherebbe che qualunque tratto di strada pubblica o privata ove siano posizionati dei cassonetti costituisce di per sé luogo di lavoro, “rimettendo quindi al gestore del servizio di raccolta il compito di provvedere alla messa in sicurezza di tali aree”.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/232/SA-GIU/LE del 07.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

 

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2022/232/SA-GIU/LE

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Le zone di svuotamento dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, secondo la Suprema Corte, non possono tecnicamente costituire un "luogo di lavoro" ai sensi del D.lgs. n. 81/2008 (TU Sicurezza).

Ciò è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 23 agosto 2022, n. 31478 secondo la quale, l'ipotesi alternativa, implicherebbe che qualunque tratto di strada pubblica o privata ove siano posizionati dei cassonetti costituisce di per sé luogo di lavoro, “rimettendo quindi al gestore del servizio di raccolta il compito di provvedere alla messa in sicurezza di aree sulle quali egli non ha potere conformativo, potendo esclusivamente valutare se ricorrere ad un mezzo o ad un altro” al fine di evitare di esporre i lavoratori a rischi di natura lavorativa.

Con tale pronuncia la Suprema Corte ha annullato (senza rinvio) la sentenza con la quale la Corte di Appello di Torino aveva condannato i responsabili dell’azienda gestore dei rifiuti urbani per l’omicidio colposo (ex articolo 589 C.p.) di un passante, a seguito di investimento avvenuto durante l’effettuazione del servizio di raccolta dei rifiuti, in violazione degli articoli 18 e 19 del "TU Sicurezza".

Secondo il Giudice, nel caso specifico, il sinistro, pur avvenuto "in occasione dello svolgimento di un'attività lavorativa", non è dipeso da una violazione della normativa antinfortunistica in quanto l’eventoè avvenuto al di fuori della sfera di gestione del datore di lavoro, che si è limitato ad adibire all'attività un automezzo specificamente omologato quale monoperatore, periodicamente e positivamente revisionato, in quanto dotato di tutti gli ausili e dispositivi di sicurezza. L’avvenimento, piuttosto, è stato cagionato dalla strutturale difettosità di un automezzo che, pur essendo regolarmente omologato, non consentiva la piena visuale della zona retrostante a causa di un "cono d'ombra" non coperto né dagli specchietti retrovisori, né dalla telecamera posteriore.

Per ogni approfondimento si rinvia alla Sentenza allegata.

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Investimenti sostenibili 4.0: rifinanziati gli incentivi ministeriali alle micro, piccole e medie imprese

Investimenti sostenibili 4.0: rifinanziati gli incentivi ministeriali alle micro, piccole e medie imprese

Il MISE ha rifinanziato, con DM 28 giugno 2022,  la misura istituita con Decreto del 10 febbraio 2022 per progetti innovativi e green che prevede un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di investimenti innovativi e sostenibili proposti da micro, piccole e medie imprese, volti a favorire, in particolare, la trasformazione tecnologica e digitale, la transizione verso il paradigma dell’economia circolare e la sostenibilità energetica (investimenti sostenibili 4.0).

Agli iniziali 678 milioni di euro vanno ad aggiungersi i 131 milioni di euro previsti dal nuovo decreto.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/231/SAEC-FIN/NA del 06.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/231/SAEC-FIN/NA

2022/231/SAEC-FIN/NA

Il MISE ha rifinanziato, con DM 28 giugno 2022 (GU n. 201 del 29 agosto 2022), la misura istituita con Decreto del 10 febbraio 2022 per progetti innovativi e green recante l’istituzione di un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di investimenti innovativi e sostenibili proposti da micro, piccole e medie imprese, volti a favorire, in particolare, la trasformazione tecnologica e digitale, la transizione verso il paradigma dell’economia circolare e la sostenibilità energetica (investimenti sostenibili 4.0) (v. circolare Assoambiente n. 110/2022).

Le agevolazioni inizialmente previste nel decreto erano pari a circa 678 milioni di euro, suddivisi in 250 milioni destinati alle regioni del Centro-Nord e 428 milioni a quelle del Sud. Inoltre il 25% delle risorse era destinato al finanziamento dei progetti delle micro e piccole imprese. A queste vanno ad aggiungersi ulteriori 131 milioni di euro a valere sulle risorse dell'Asse VI “Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell'economia” del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020.

Il relativo sportello, per la quota di risorse destinate alle agevolazioni nelle regioni del Mezzogiorno, era stato subito chiuso per esaurimento fondi, rimanendo invece aperto alle domande di agevolazione dalle regioni del Centro Nord.

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Forum AIDPI - Pest Management sostenibile: opportunità e sviluppi futuri (Rimini 13-14 Ottobre)

Forum AIDPI - Pest Management sostenibile: opportunità e sviluppi futuri (Rimini 13-14 Ottobre)

l Pest Management e la Sanificazione sono settori strategici ed essenziali per la tutela della salute umana ed animale, con particolare riguardo alla protezione dei gruppi vulnerabili e con programmi specifici per la Food Safety. Le attività di gestione infestanti, inoltre, vedono, come ulteriori campi di applicazione, la tutela dei beni e del patrimonio culturale, la cura del verde extra-agricolo e la protezione dell’ambiente.

Per tali ragioni, il Pest Management e la Sanificazione sono da considerarsi attività “sostenibili” per definizione, in considerazione della triplice anima - ambientale, economica e sociale - della sostenibilità stessa.

AGENDA 2030 fissa gli impegni per lo sviluppo sostenibile, riconoscendo una stretta connessione tra il benessere umano, la salute dell’uomo, degli animali, delle piante e dell’ambiente in generale, con una sfida globale.

Sfida che il settore del Pest Management ha accolto con entusiasmo e sta affrontando con impegno.

È pertanto necessario e strategico trattare di sostenibilità, ma con cognizione di causa e competenza. Se è vero che ogni settore presenta le sue peculiarità, è allora necessario che i percorsi per la sostenibilità siano tracciati tenendo conto delle specificità di ogni comparto e che gli strumenti a disposizione siano concreti e calati nelle realtà aziendali nella maniera più adeguata.

Il Forum AIDPI 2022 “Pest Management sostenibile: opportunità e sviluppi futuri” ha lo scopo di fornire delle risposte e degli spunti, coinvolgendo le Parti interessate, continuando un confronto già avviato e definendo lo stato dell’arte e le prospettive future.

Grazie all’impegno che AIDPI ha messo nel fare suoi parte degli obiettivi di Agenda 2030, il Forum è stato inserito all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS.

Saranno, dunque, prese in considerazione quattro macroaree di interesse:

  1. Concetti generali di sostenibilità e norme applicabili
  2. Tutela della biodiversità
  3. Tecniche e sistemi di Pest management sostenibile
  4. Sostenibilità in azienda: l’importanza delle persone e della formazione

L’evento si colloca sulla scia delle iniziative già promosse da AIDPI per l’avvio di un percorso parallelo che porterà ad una doppia attività normativa ufficiale UNI, per la redazione di una norma specifica rivolta all’intero settore dei servizi di Disinfestazione e di una P.d.R., quale vero e proprio protocollo operativo ad uso dell’importante comparto che riguarda l’intero Food Biologico.

Il Programma è disponibile in allegato.

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Deroghe al divieto di uso del mercurio nella produzione di AEE

Deroghe al divieto di uso del mercurio nella produzione di AEE

A partire dal 1° ottobre 2022 si applicheranno le deroghe al divieto dell'uso del mercurio in alcune AEE così come previsto dal DM 4 agosto 2022 del MiTE recante modifiche all'allegato III del D.Lgs. 27/2014, concernente l'attuazione della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/230/EC-RAE/CS del 06.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/230/EC-NOT-RAE/CS

2022/230/EC-NOT-RAE/CS

A partire dal 1° ottobre 2022 si applicheranno le deroghe al divieto dell'uso del mercurio in alcune AEE così come previsto dal DM 4 agosto 2022 del MiTE recante modifiche all'allegato III del D.Lgs. 27/2014, concernente l'attuazione della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

In particolare il DM in parola modifica l'allegato III al D.Lgs. 27/2014 che reca le varie deroghe al divieto dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Vengono quindi elencate tutte le deroghe, con il relativo termine che varia a seconda del tipo di apparecchiatura dal 24 febbraio 2023 al 24 febbraio 2027, all’utilizzo del mercurio nella produzione di determinate tipologie di lampade. Nel dettaglio si tratta di lampade fluorescenti, lampade a sodio ad alta pressione, lampade ad alogenuri metallici e lampade a scarica. 

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del DM allegato.

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Manutenzione del verde: non necessaria iscrizione albo gestori

Manutenzione del verde: non necessaria iscrizione albo gestori

Con la Sentenza n. 7573 del 30 agosto 2022 il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo che il bando di gara per l'affidamento della manutenzione del verde non preveda come requisito di partecipazione l'iscrizione all'Albo gestori ambientali.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/229/SA-GIU/LE del 06.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/229/SA-GIU/LE

2022/229/SA-GIU/LE

È legittimo che il bando di gara per l'affidamento della manutenzione del verde non preveda come requisito di partecipazione l'iscrizione all'Albo gestori ambientali

Così il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 7573 del 30 agosto 2022, ha confermato la decisione di primo grado (Tar Lazio 669/2021) ritenendo legittima l'aggiudicazione da parte di un Comune, ex articolo 60 del D.lgs. 50/2016 (procedura aperta) del servizio di manutenzione del verde ad una impresa non in possesso dell'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali ex articolo 212, D.lgs. 152/2006.

ll Collegio ha confermato che per “l’affidamento del servizio di manutenzione del verde urbano, non è richiesto, ai fini della dimostrazione della idoneità professionale, il requisito della iscrizione degli operatori concorrenti all’Albo dei gestori ambientali, sicché correttamente il bando di gara, relativamente alle “condizioni di partecipazione” (punto III.2), non ne faceva alcuna menzione.

I Giudici hanno altresì ricordato nel parere che “i requisiti di partecipazione imposti agli operatori economici ex articolo 83, Dlgs 50/2016 devono obbedire ai criteri della "attinenza" e della "proporzionalità", per evitare una abusiva limitazione dell'accesso concorrenziale all'appalto”

Peraltro la pronuncia del Consiglio di Stato conferma quanto contenuto nella Circolare Albo n. 4403 del 23 giugno 1999 secondo la quale: “Qualora l’attività di raccolta e trasporto di tali rifiuti sia effettuata dallo stesso soggetto che ha l’appalto o la concessione per la manutenzione del verde, il quale quindi produce rifiuti svolgendo un’attività per conto dell’ente appaltante o del concessionario, non sussiste l’obbligo dell’iscrizione ai sensi dell’articolo 30, comma 4, del citato decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22.

Per ogni approfondimento si rinvia alla Sentenza allegata.

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Cosa vuol dire, per l’Europa, garantire la sicurezza sull’energia

Cosa vuol dire, per l’Europa, garantire la sicurezza sull’energia

Il Foglio

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Green New deal: presentazione domande dal 17 novembre 2022

Green New deal: presentazione domande dal 17 novembre 2022

Il MISE, con Decreto direttoriale 23 agosto 2022, ha definito termini e modalità di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano, previste dal Decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti - anche in forma congiunta tra loro - di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento. Dal 4 novembre 2022 si potrà precompilare la domanda che potrà essere inviata dal 17 novembre 2022.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/228/SAEC-FIN/NA del 05.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/228/SAEC-FIN /NA

2022/228/SAEC-FIN /NA

Il MISE, con Decreto direttoriale 23 agosto 2022, ha definito termini e modalità di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano, previste dal Decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

La misura è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo. Il DM 1° dicembre 2022 coinvolge complessivamente risorse per 750 milioni di euro (v. circolare Assoambiente n. 37/2022).

Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti - anche in forma congiunta tra loro - di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  • decarbonizzazione dell’economia;
  • economia circolare;
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • rigenerazione urbana;
  • turismo sostenibile;
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

L'agevolazione è concessa nella forma del finanziamento agevolato (budget 600 milioni di euro) o del contributo a fondo perduto (budget 150 milioni di euro) e le imprese possono accedere con procedura a sportello o procedura negoziale per i progetti di dimensioni più grandi.

Le imprese potranno presentare le domande, anche in forma congiunta tra loro, esclusivamente online attraverso il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, a partire dalle ore 10 del 17 novembre 2022. Sulla stessa piattaforma, che sarà attiva dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, sarà, inoltre, attivata una fase di precompilazione a partire dal prossimo 4 novembre, previa registrazione.

Per informazioni sulla presentazione dei progetti è possibile scrivere all’indirizzo info_domandefcs@mcc.it. Alle richieste di chiarimenti pervenute viene fornita una risposta attraverso le FAQ. Non verranno date risposte a quesiti relativi a casi specifici ma solo a quelli aventi carattere generale relativi all'interpretazione delle disposizioni attuative.

Per i soli quesiti di natura normativa, relativi all’interpretazione delle disposizioni attuative, e per i quesiti riguardanti la procedura negoziale è attivo l'indirizzo di posta elettronica: greendeal.fcs@mise.gov.it

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FEAD BULLETIN N° 90 -  2 September 2022

FEAD BULLETIN N° 90 -  2 September 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 90 del 02 Settembre 2022.

Buona lettura !

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La crisi energetica e l’interruzione della fornitura Gazprom, il commento di Chicco Testa

La crisi energetica e l’interruzione della fornitura Gazprom, il commento di Chicco Testa

Fortune.it

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ASSOAMBIENTE del 2 settembre 2022

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Incostituzionale la legge regionale Abruzzo n. 45/2020 nella parte in cui non prevedeva la possibilità di realizzare inceneritori

Incostituzionale la legge regionale Abruzzo n. 45/2020 nella parte in cui non prevedeva la possibilità di realizzare inceneritori

La Corte costituzionale, con sentenza n.191/2022 del 5 giugno scorso, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Abruzzo n. 45 del 30 dicembre 2020 (Norme a sostegno dell'economia circolare e di gestione sostenibile dei rifiuti), impugnata dal Governo, nella parte in cui si ribadisce la volontà di non prevedere la realizzazione di impianti dedicati di incenerimento per i rifiuti urbani. Si legge nella sentenza che, nell’indirizzare l’attività di revisione del PRGR, il legislatore regionale si è inserito in un ambito che non gli pertiene: la valutazione della necessità di collocare un impianto di incenerimento nel territorio abruzzese è compito dello Stato. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/227/SA-GIU/TO del 02.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/227/SA-GIU/TO

2022/227/SA-GIU/TO

La Corte costituzionale, con sentenza n.191/2022 del 5 giugno scorso, depositata il 25 luglio 2022, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 4, della legge della Regione Abruzzo n. 45 del 30 dicembre 2020 (Norme a sostegno dell'economia circolare e di gestione sostenibile dei rifiuti), impugnata dal Governo, nella parte in cui si ribadisce la volontà di non prevedere la realizzazione di impianti dedicati di incenerimento per i rifiuti urbani.

Più in particolare, nel 2020, è stata licenziata una legge regionale sull’economia circolare che ha confermato di non prevedere la realizzazione di inceneritori all’interno del territorio della regione Abruzzo. Trattandosi di una previsione (già presente nella normativa regionale) che andava a confliggere con quella nazionale, è stata coerentemente impugnata dal Governo.

Si legge nella sentenza che “nel caso ora in esame, nell’indirizzare l’attività di revisione del PRGR, il legislatore regionale si è inserito in un ambito che non gli pertiene: la valutazione della necessità di collocare un impianto di incenerimento nel territorio abruzzese è compito dello Stato. La norma impugnata è, perciò, affetta da vizio d’incompetenza”.

La Corte Costituzionale, d’altra parte, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 9, lettera u), della stessa legge regionale dell’Abruzzo n. 45 del 2020, pure impugnata dal Governo, nella parte in cui si prevedeva che l’impiantistica legata allo smaltimento dei rifiuti dovesse essere realizzata a debita distanza dai centri abitati e da funzioni sensibili come scuole, asili nido, centri sportivi e di aggregazione, distretti sanitari, ospedali e case di riposo.

In quest’ultimo caso, infatti, la Corte Costituzionale ha ribadito che compete alle Regioni “la definizione di criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, e che i Piani Regionali per la gestione dei rifiuti stabiliscono i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti’”.

Nel rimandare alla sentenza, allegata alla presente, rimaniamo a disposizione per aggiornamenti e informazioni.

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Pubblicata la legge sulle semplificazioni fiscali e nulla osta al lavoro

Pubblicata la legge sulle semplificazioni fiscali e nulla osta al lavoro

Pubblicata la legge 4 agosto 2022, n. 122 che converte, con modificazioni, il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (G.U. n. 193 del 19 agosto 2022), recante misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali.

Il provvedimento dispone, tra l’altro, in merito a semplificazioni fiscali per quanto riguarda il rapporto fisco-contribuente, in materia di imposte dirette ed indirette, proroga del meccanismo di inversione contabile facoltativa IVA (reverse charge) al 31.12.2026, contributi per l’acquisto di veicoli elettrici, semplificazione degli adempimenti relativi ai recipienti a pressione, modifiche alla disciplina dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale e della cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura e semplificazione degli obblighi di comunicazione e assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e misure per la semplificazione delle procedure di rilascio del nulla osta al lavoro e delle verifiche di cui all’art. 30 bis del DPR 31 agosto 1999, n. 394.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/226/SAEC-NOT/PE del 02.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/226/SAEC-NOT/PE

2022/226/SAEC-NOT/PE

Pubblicata la legge 4 agosto 2022, n. 122 che converte, con modificazioni, il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (G.U. n. 193 del 19 agosto 2022), recante misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali (v. Allegato 1).

Come già anticipato con precedente comunicazione (v. circolare Assoambiente n. 182/2022), il provvedimento interviene in materia di:

  • Titolo I: semplificazioni fiscali per quanto riguarda il rapporto fisco-contribuente (Capo I), in materia di imposte dirette (Capo II) ed indirette (Capo III) e altre misure fiscali (Capo IV) tra cui proroga del meccanismo di inversione contabile facoltativa IVA (reverse charge) al 31.12.2026; 
  • Titolo II: ammodernamento delle procedure di incasso e pagamento presso la tesoreria dello Stato (Capo I) e disposizioni in materia economico-finanziaria e sociale, tra cui contributi per l’acquisto di veicoli elettrici, semplificazione degli adempimenti relativi ai recipienti a pressione, modifiche alla disciplina dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale e della cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura e semplificazione degli obblighi di comunicazione e assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali:
  • Titolo III: misure per la semplificazione delle procedure di rilascio del nulla osta al lavoro e delle verifiche di cui all’art. 30 bis del DPR 31 agosto 1999, n. 394 (Capo I).

Si rimanda alla nota allegata (v. Allegato 2) per una sintesi delle disposizioni riportate nel provvedimento che è in vigore dal 20 agosto 2022 e si rimane a disposizione per ogni eventuale ulteriore informazione.

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Fertilizzanti - Legge di delegazione europea 2021 e consultazione UE su FPR

Fertilizzanti - Legge di delegazione europea 2021 e consultazione UE su FPR

Con la Legge 4 agosto 2022, n. 127 (Legge di delegazione europea 2021) arriva la delega al Governo anche per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1009 che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti dell'UE (G.U. n. 199 del 26 agosto 2022).

A livello europeo, la Commissione ha avviato un’indagine, che scadrà il prossimo 16 settembre, al fine di raccogliere proposte per l’aggiornamento dell’allegato al regolamento (EU) 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti (FPR) per un adeguamento al progresso tecnico (anche quello relativo al riciclaggio dei rifiuti come i fanghi da depurazione) e per facilitare l'accesso al mercato interno e la libera circolazione dei prodotti fertilizzanti dell'UE.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/225/SAEC-NOT/PE del 02.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/225/SAEC-NOT/PE

2022/225/SAEC-NOT/PE

Con la Legge 4 agosto 2022, n. 127 (Legge di delegazione europea 2021) arriva la delega al Governo anche per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1009 che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti dell'UE (G.U. n. 199 del 26 agosto 2022).

La Legge di delegazione europea, in vigore dal 10 settembre 2022, contiene le disposizioni di delega necessarie per il recepimento delle direttive e degli altri atti dell'UE e insieme alla Legge europea è lo strumento per l’adeguamento all'ordinamento europeo introdotto dalla Legge 24 dicembre 2012, n. 234.

Tra i provvedimenti di interesse si segnalano in particolare:

  • Articolo 20 che reca delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 1071/2009, n. 1072/2009 e n. 1073/2009, in materia di trasporto su strada di merci e persone, nonché alle disposizioni dei regolamenti (UE) 2020/1054 e 2016/403, in materia di condizioni di lavoro dei conducenti e sull'uso dei tachigrafi, al regolamento (UE) n. 165/2014, in materia di tachigrafi nel settore dei trasporti su strada, e al regolamento (UE) 2020/1055, che modifica i regolamenti (CE) n. 1071/2009, (CE) n. 1072/2009 e (UE) n. 1024/2012 per adeguarli all'evoluzione del settore del trasporto su strada);
  • Articolo 19 che reca delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1009 che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti dell'UE, che modifica i regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (CE) n. 1107/2009 e che abroga il regolamento (CE) n. 2003/2003).

Per quanto riguarda la delega in materia di prodotti fertilizzanti, il Governo dovrà adottare, entro il 10 settembre 2023, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, uno o più decreti legislativi per adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1009 (che ricordiamo ha carattere volontario). Tra i princìpi e criteri direttivi a cui dovrà attenersi il Governo sono riportati anche:

  • ridefinire il sistema sanzionatorio per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1009 attraverso la previsione di sanzioni amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle relative violazioni, anche con riguardo all'utilizzo dei fanghi di depurazione, salvo che il fatto costituisca reato;
  • destinare i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie […] al miglioramento dell'attività di sorveglianza sul settore dei fertilizzanti e sul ciclo di trattamento dei fanghi di depurazione nonché delle campagne comunicative di sensibilizzazione.

Attualmente il regolamento (UE) 2019/1009, sebbene formalmente attuativo dal 16 luglio 2022, risulta inapplicabile in Italia non essendo ancora stata implementata la struttura amministrativa e di certificazione necessaria alla verifica di conformità dei prodotti, passo obbligato per la loro immissione in consumo. Resta in vigore la norma nazionale sui fertilizzanti (D.lgs. n. 75/2010) e, salvo le nuove prossime disposizioni, i prodotti fertilizzanti non annoverati tra quelli rientranti nel campo di applicazione del regolamento (UE) 2019/1009 possono continuare ad essere prodotti ai sensi della normativa nazionale. Ricordiamo che il regolamento, che si rivolge ai fabbricanti di fertilizzanti che desiderino immettere sul mercato prodotti liberamente commercializzabili al di fuori dei confini nazionali, include, tra i materiali costituenti anche il compost ed il digestato e tra i PFC anche il correttivo calcico.

A livello europeo, la Commissione ha avviato una consultazione al fine di raccogliere proposte per l’aggiornamento dell’allegato al regolamento (EU) 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti (FPR) per un adeguamento al progresso tecnico (anche quello relativo al riciclaggio dei rifiuti come i fanghi da depurazione) e per facilitare l'accesso al mercato interno e la libera circolazione dei prodotti fertilizzanti dell'UE.

I prodotti fertilizzanti dell'UE interessati da tali modifiche devono soddisfare le seguenti condizioni:

  1. oggetto di scambi significativi sul mercato interno e
  2. non presentano rischi (salute, sicurezza, ambiente) e garantiscono l'efficienza agronomica.

Per partecipare all’indagine si rimanda al link sul sito della Commissione (disponibile qui) e si ricorda che la raccolta informazioni si concluderà il prossimo 16 settembre 2022 (le proposte presentate dopo tale data saranno raccolte e considerate per futuri sviluppi a medio e lungo termine).

Ad ogni buon fine ricordiamo che l’art. 19 (“cessazione della qualifica di rifiuti”) dispone che il regolamento (EU) 2019/1009 “definisce criteri in conformità dei quali un materiale che costituisce un rifiuto secondo la definizione di cui alla direttiva 2008/98/CE può cessare di essere un rifiuto se contenuto in un prodotto fertilizzante dell’UE conforme. In tali casi l’operazione di recupero ai sensi del presente regolamento viene eseguita prima che il materiale cessi di essere un rifiuto e il materiale è ritenuto conforme alle condizioni di cui all’articolo 6 di tale direttiva e si considera pertanto che abbia cessato di essere un rifiuto dal momento in cui è stata redatta la dichiarazione UE di conformità”.

Nel rinviare al testo della Legge di delegazione europea disponibile in allegato, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

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Parere AGCM – conferimento fuori dal servizio pubblico anche solo per alcune frazioni di rifiuti

Parere AGCM – conferimento fuori dal servizio pubblico anche solo per alcune frazioni di rifiuti

L’AGCM si è pronunciata con parere del 5 agosto 2022 in merito all’errata interpretazione dell’art. 238, comma 10, TUA da parte di ANCI/Ifel e del Comune di Castelvetrano i quali si sono espressi, a seguito della novella normativa del 2020, nel senso che le utenze non domestiche (UND) possono sì esercitare l’opzione di conferire al di fuori del servizio pubblico, ma a condizione che tale conferimento riguardi tutti i rifiuti simili agli urbani che producono e non anche con riguardo a loro singole frazioni.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/224/SA-SPL/TO del 02.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/224/SA-SPL/TO

2022/224/SA-SPL/TO

L’AGCM si è pronunciata con parere del 5 agosto 2022 in merito all’errata interpretazione dell’art. 238, comma 10, TUA da parte di ANCI/Ifel e del Comune di Castelvetrano i quali si sono espressi, a seguito della novella normativa del 2020, nel senso che le utenze non domestiche (UND) possono sì esercitare l’opzione di conferire al di fuori del servizio pubblico, ma a condizione che tale conferimento riguardi tutti i rifiuti simili agli urbani che producono e non anche con riguardo a loro singole frazioni.

Si ricorda che la normativa nazionale vigente prevede la facoltà dell’utenza non domestica di scegliere l’operatore economico privato per la gestione anche solo di alcune tipologie di rifiuti urbani prodotti, con la possibilità di ottenere una riduzione della parte variabile della tariffa in proporzione alla quantità di rifiuti avviati a riciclo/recupero autonomamente. Non si tratta in tali casi di una scelta per il distacco dal servizio pubblico nella sua totalità – con esclusione dalla corresponsione della componente variabile della tariffa – ma di “uscita” parziale dagli obblighi di conferimento al pubblico laddove si sia ritenuto più affine alle proprie necessità conferire una o più frazione dei rifiuti prodotti ad operatori che operano nel mercato.

L’Autorità, al centro del dibattito in merito alla recente legge per la concorrenza 2021 (cfr. circolare Assoambiente n. 220/2022) non ritiene condivisibile la posizione espressa dal Comune di Castelvetrano e da ANCI/Ifel, perché idonea a privare di effettività la facoltà, riconosciuta alle UND, di conferire i propri rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico. Infatti, tutte le volte in cui nel territorio in cui operano le UND non fossero attivi soggetti industriali ai quali conferire tutte le frazioni di rifiuto simile all’urbano prodotto, esse sarebbero, di fatto, costrette ad aderire al servizio pubblico, pur in presenza di operatori privati potenzialmente più efficienti per il trattamento di singole tipologie di rifiuto, assicurando, per contro, al gestore del servizio di igiene urbana un’ingiustificata estensione della propria privativa.

In definitiva – secondo l’AGCM - l’interpretazione della norma data dal Comune e da ANCI/Ifel finirebbe per scoraggiare il conferimento di rifiuti recuperabili al di fuori del servizio pubblico da parte delle UND, mortificando la prevista possibilità di un loro conferimento a mercato, attraverso un’ingiustificata restrizione dal lato della domanda, che assicurerebbe, per contro, un considerevole ampliamento della privativa in favore del gestore del servizio pubblico di igiene urbana.

Nel rinviare al parere dell’AGCM in allegato, per gli opportuni approfondimenti, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

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Consorzi RAEE: MITE approva aggiornamento degli Statuti

Consorzi RAEE: MITE approva aggiornamento degli Statuti

Il Ministero della transizione ecologica, DM 10 agosto 2022, ha approvato l'aggiornamento dello statuto di alcuni Consorzi per la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Lo statuto dei Consorzi Ecoem, Ecolamp Ecolight, Ecoped, Ridomus e Rlg, è stato approvato senza modifiche mentre gli statuti dei Consorzi Apiraee, Cobat Raee, Eco-PV, Erp Italia e PV-Cycle sono stati approvati con riserva di modifiche che dovranno essere apportate entro il 24 dicembre 2022.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/223/SAEC-NOT/NA del 02.09.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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