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Regolamento eco-progettazione – Consultazione categorie di prodotti

Regolamento eco-progettazione – Consultazione categorie di prodotti

Nell’ambito dei lavori europei successivi alla pubblicazione dell’iniziativa sui prodotti sostenibili e circolari, è terminata la prima fase della consultazione  aperta a tutti i soggetti interessati sulla proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili. La Commissione europea, al fine di proporre in tempi stretti misure specifiche per alcuni prodotti non appena il quadro normativo entrerà in vigore, intende svolgere una valutazione trasparente e inclusiva delle priorità e per tale motivo ha avviato una seconda consultazione pubblica sulle categorie di prodotti da selezionare. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/194/SAEC-NOT-EUR/CS del 05.07.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/194/SAEC-NOT-EUR/CS

2022/194/SAEC-NOT-EUR/CS

Nell’ambito dei lavori europei successivi alla pubblicazione dell’iniziativa sui prodotti sostenibili e circolari, è terminata la prima fase della consultazione (vd. circolare n° 2022/140/SAEC-NOT-EUR/CS) aperta a tutti i soggetti interessati sulla proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili. Sia FEAD che EuRIC, grazie anche al supporto dei propri associati, hanno elaborato e inviato la propria risposta alla consultazione. In allegato il contributo di EuRIC dove, così come in quello di FEAD, viene evidenziata, in particolare, la centralità e l’importanza della fissazione di un obbligo per un contento minimo di materiale riciclato per diverse tipologie di prodotto. 

La Commissione europea, al fine di proporre in tempi stretti misure specifiche per alcuni prodotti non appena il quadro normativo entrerà in vigore, intende svolgere una valutazione trasparente e inclusiva delle priorità. Proprio per tale motivo ha avviato una seconda consultazione pubblica sulle categorie di prodotti da selezionare e prendere in considerazione nell'ambito del primo piano di lavoro del regolamento entro la fine del 2022. 

EuRIC ha quindi predisposto un questionario dedicato dove, oltre ad una presentazione del provvedimento e delle questioni/misure in esso contenute (approccio dettagliato per gruppi di prodotti, passaporto digitale dei prodotti; prioritizzazione dei gruppi di prodotti; definizione dei requisiti di circolarità; ruolo e obiettivi delle sostanze preoccupanti; coerenza con la normativa orizzontale come EU Green Deal), sono elencate una serie di domande per provare ad avere una visione d'insieme delle categorie di prodotti che si ritiene abbiano un elevato impatto ambientale e un potenziale di miglioramento in materia di progettazione ecocompatibile. 

Proprio su tale aspetto si evidenzia che la Commissione, a seguito di una valutazione preliminare già svolta, avrebbe identificato una serie di categorie di prodotti che, avendo un elevato impatto ambientale e un potenziale di miglioramento significativo, sarebbero i candidati idonei per il primo piano di lavoro e quindi oggetto di specifiche misure. Tra le categorie di prodotti già individuati si evidenziano tessili, mobili, materassi, pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti, nonché ferro, acciaio e alluminio.

Questa consultazione sui prodotti prioritari si chiuderà entro la fine del 2022 e, considerando gli impatti che potrebbe avere anche sull’industria del riciclo, siamo a chiederVi di prendere visione del questionario allegato, completarlo come meglio ritenete con il vostro contributo e inviarlo a d.cesaretti@fise.org, entro e non oltre il prossimo 22 settembre 2022. Sarà poi cura della Segreteria trasmettere ad EuRIC quanto ricevuto nei tempi stabiliti al fine di predisporre una risposta alla consultazione rappresentativa del settore europeo del riciclo.

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Relazione Generale CONAI 2021

Relazione Generale CONAI 2021

Il Consorzio CONAI ha pubblicato il Programma generale di prevenzione e di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio – Relazione generale consuntiva 2021, disponibile qui, dove vengono rendicontati i risultati che l’Italia ha conseguito nella gestione degli imballaggi. Nel 2021 il Paese ha avviato a riciclo 10,5 Mt di rifiuti di imballaggio, pari al 73,3% degli imballaggi immessi sul mercato. Una percentuale in leggera crescita rispetto al record del 2020, in cui si era toccato un livello di avvio a riciclo che sfiorava il 73%, e che supera il 65% di riciclo totale chiesto dall’Europa ai suoi Stati membri entro il 2025. Il 2021 ha fatto registrare anche una forte ripresa dei consumi con un aumento significativo dell’immesso al consumo di imballaggi che è arrivato ad oltre 14 Mt, l’8,5% in più rispetto all’anno precedente.

Di tutti i quantitativi di imballaggi avviati a riciclo il 50% è stato gestito dai Consorzi di filiera del sistema CONAI, il 48% da riciclatori indipendenti e il restante 2% grazie all’operato dei sistemi autonomi. L’intervento del sistema CONAI si è ridotto di circa due punti percentuali rispetto allo scorso anno.

Rispetto ai singoli flussi di rifiuti di imballaggio la relazione riporta come sono state riciclate quasi 400 kt di acciaio; 53 kt di alluminio; oltre 4,4 Mt di carta e cartone; quasi 2,2 Mt di legno; più di 1,2 Mt di plastica e bioplastica; e 2,2 Mt di vetro. Se all’avvio a riciclo sommiamo i quantitativi di recupero energetico, che usa i rifiuti di imballaggio come combustibile alternativo per produrre energia, l’Italia nel 2021 arriva a recuperare l’82% di imballaggi, pari a più di 11,8 Mt.

 

CONAI _ Riciclo_imballaggi_2021_

 

Rispetto alla raccolta degli imballaggi svolta da CONAI e regolata dall’Accordo ANCI CONAI, la relazione riporta che nel 2021 i Comuni che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile sono stati 7.583, con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli Italiani.

Per coprire i maggiori costi che i Comuni sostengono nel ritirare i rifiuti in modo differenziato il sistema CONAI ha riconosciuto alle amministrazioni locali del Paese 727 M€, circa 70 milioni in più rispetto all’anno precedente. Mentre al finanziamento delle attività di trattamento, riciclo e recupero sono stati destinati 445 M€.

I rifiuti di imballaggio conferiti dai Comuni al sistema CONAI sono cresciuti al Centro (+4,5%) e al Sud (+4,4%), compensando la flessione registrata al Nord (-2,5%), dove il dato ha risentito soprattutto di un calo nei conferimenti di acciaio e alluminio dovuto alle quotazioni favorevoli del rottame ferroso, che hanno reso più conveniente affidare i metalli al libero mercato.

Per maggiori informazioni rimanda al contenuto della relazione.

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Ambientalisti da importazione

Ambientalisti da importazione

Il Foglio

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L’urgenza di tornare al nucleare

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Il Foglio

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Allarme ANPAR sul Decreto EoW

Allarme ANPAR sul Decreto EoW

Staffetta Quotidiana, GreenReport, RecoverWeb, Raccolte Differenziate, Alternativa, Sostenibile, Recycling Industry, PressItalia

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ASSOAMBIENTE del 01 luglio 2022

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FEAD BULLETIN N° 86 -  1 July 2022

FEAD BULLETIN N° 86 -  1 July 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 86 del 1 luglio 2022.

Buona lettura !

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Revisione direttiva imballaggi e relativi rifiuti – aggiornamento attività europea

Revisione direttiva imballaggi e relativi rifiuti – aggiornamento attività europea

La Commissione europea sta proseguendo i lavori per la revisione della direttiva sugli imballaggi e relativi rifiuti al fine di giungere alla sua adozione. Dal confronto con la Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione europea (DG ENVI) emergono alcune prime novità per quanto riguarda alcuni aspetti critici ed attuali tra cui il principio di "accesso prioritario" al materiale plastico riciclato e alla natura normativa del provvedimento. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/193/SAEC-NOT-EUR/CS del 01.07.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/193/SAEC-NOT-EUR/CS

2022/193/SAEC-NOT-EUR/CS

La Commissione europea sta proseguendo i lavori per la revisione della direttiva sugli imballaggi e relativi rifiuti al fine di giungere alla sua adozione. La Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione europea (DG ENVI) ha condiviso con FEAD, in modo informale, alcune informazioni sul processo di revisione:

  • la direttiva, a giudizio unanime, sarà trasformata in regolamento, così da garantire una maggiore uniformità e immediatezza di applicazione in tutti gli Stati membri;
  • il sistema di deposito con cauzione dovrebbe essere reso obbligatorio per le lattine di alluminio e le bottiglie in PET. Sarà poi posta in capo ad ogni Stato membro la scelta su come organizzare detto sistema;
  • il principio di "accesso prioritario" al materiale plastico richiesto dall'industria delle bevande, da attuarsi tramite sistemi di deposito/cauzione, non sarà incluso nel regolamento.

 

Si evidenzia come la mancata inclusione nel regolamento del principio dell’accesso prioritario per i produttori di bevande sia attribuibile anche all’intensa attività di lobby sul tema portata avanti da FEAD ed EuRIC, insieme alle proprie associate, nei confronti della Commissione al fine di sensibilizzarla sugli impatti che una misura di questo genere avrebbe avuto sul settore del riciclo della plastica. A tale proposito si rimanda al testo (v. Allegato) dell’ultimo position paper FEAD sul tema, risalente al maggio 2022. Nel documento viene sottolineato che l’accesso prioritario alla plastica riciclata da parte dei produttori di bevande porterebbe a:

  1. destabilizzazione delle regole del mercato unico e controllo monopolistico dei materiali riciclati, andando contro i principi del libero mercato;
  2. svalutazione del lavoro svolto dall’industria della gestione dei rifiuti, peraltro già in grado di raggiungere elevati standard qualitativi sia rispetto ai sistemi di raccolta che di riciclo;
  3. aumento dei costi per i cittadini, soprattutto a seguito dell’adozione di sistemi di cauzione, e rischio di concorrenza con altri sistemi.

 

Il Regolamento sugli imballaggi e relativi rifiuti, la cui adozione dopo essere slittata è prevista per l’autunno 2022, introdurrà, con ogni probabilità, le seguenti novità:

  • obbligo di impegnarsi alla riduzione della produzione pro-capite dei rifiuti di imballaggio a livello di Stati membri;
  • definizione di "imballaggio riciclabile" e criteri di eco-progettazione che semplifichino il riciclo;
  • chiarimenti su biodegradabilità e compostabilità e aggiornamento dello standard EN 13432;
  • obbligo di compostabilità per una lista ristretta di certe tipologie di imballaggi in plastica;
  • obiettivi, al 2030 e al 2040, relativi ad un contenuto minimo di materiale riciclato post-consumo per la produzione di imballaggi in plastica;
  • armonizzazione dei requisiti di etichettatura;
  • requisiti minimi per i sistemi di cauzione e obbligo per alcune tipologie di contenitori per bevande.

 

Nel riservarci di tenerVi aggiornati sugli ulteriori sviluppi, rimaniamo a disposizione per informazioni.

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Attuazione PNRR – Convertito in Legge il DL 36/2022.

Attuazione PNRR – Convertito in Legge il DL 36/2022.

Il DL 36/2022 recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è stato convertito con la Legge 29 giugno 2022, n. 79 (G.U. n. 150 del 29 giugno 2022), in vigore dal 30 giugno 2022.

Il provvedimento reca misure per l’attuazione del PNRR in materia di pubblica amministrazione, Università e Ricerca, in materia finanziaria e fiscale, in materia di ambiente, fonti rinnovabili, efficientamento energetico e salute, transizione digitale, infrastrutture, beni culturali, zone economiche speciali e zone logistiche semplificate, turismo,  giustizia e istruzione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/192/SAEC-FIN/PE del 01.07.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/192/SAEC-FIN/PE

2022/192/SAEC-FIN/PE

Il DL 36/2022 recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è stato convertito con la Legge 29 giugno 2022, n. 79 (G.U. n. 150 del 29 giugno 2022), in vigore dal 30 giugno 2022.

Rispetto alle disposizioni riportate nel provvedimento, per quanto di possibile interesse, segnaliamo in particolare:

  • misure per il contrasto del fenomeno infortunisticonell’esecuzione del PNRR e per il miglioramento degli standard disalute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Capo II - art. 20):
  • prevede la promozione da parte dell'INAIL, con il coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, di appositi protocolli di intesa con aziende e grandi gruppi industriali impegnati nella esecuzione dei singoli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per iniziative volte a migliorare gli standard di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • misure urgenti per incrementare la produzionedi energia elettrica da biomasse (Capo III – art. 23-bis): all’articolo 5-bis recante “Misure urgenti per incrementare la produzione di energia elettrica da biogas” del DL 21/2022 (convertito, con modificazioni, dalla legge 51/2022) ai commi 1 e 2 dopo le parole: “produzione di energia elettrica da biogas” sono inserite le seguenti: “e biomasse di potenza fino ad 1 MW”. La precisazione (pur con riferimento normativo errato) interviene su un passaggio richiamato anche nella precedente comunicazione associativa (v. circolare Assoambiente n. 163/2022) andando a limitare l’interpretazione della disposizione normativa. Pertanto, per “gli impianti di produzione di energia elettrica da biogas e biomasse di potenza fino ad 1 MW” con per gli impianti già in esercizio al 21 maggio 2022 è consentito il pieno utilizzo della capacità tecnica installata di produzione di energia elettrica da biogas “mediante produzione aggiuntiva rispetto alla potenza nominale di impianto, nei limiti della capacità tecnica degli impianti e della capacità tecnica della connessione alla rete oltre alla potenza di connessione in immissione già contrattualizzata, nel rispetto della normativa vigente in materia di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale”;
  • obiettivi del Programma nazionaleper la gestione dei rifiuti(Capo III – art. 25): interviene sul Codice dell'ambiente, recando disposizioni riguardanti il piano di gestione delle macerie derivanti da eventi calamitosi, spostandolo dal Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (art. 198-bis del D.Lgs. 152/2006) – ove era impropriamente inserito, come risulta dalla Relazione illustrativa - ai Piani regionali (art. 198 del D.Lgs. 152/2006);
  • consorzio nazionale imballaggi (Capo III – art. 25-bis): inserito un nuovo comma all’art. 224 del D.Lgs 152/2006 che dispone che l'Accordo di programma quadro tra Conai e i Consorzi di filiera e gli operatori del comparto di riferimento dovrà prevedere che i produttori e gli utilizzatori che costituiscano sistemi autonomi o cauzionali assicurino comunque la copertura dei costi di raccolta e gestione dei rifiuti di imballaggio da loro prodotti e conferiti al servizio pubblico di raccolta differenziata, anche quando gli obiettivi di recupero e riciclaggio possono essere conseguiti attraverso la raccolta su superfici private, e che per far ciò possono farsi carico dei costi sostenuti dai Consorzi di cui all’art. 223.
  • potenziamento del controllo in materia di reati ambientali (Capo III – art. 26-bis): potenzia la disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale prevista alla parte VI-bis del D.Lgs 152/2006;
  • istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (Capo III – art. 27): prevede l'istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici e delle zoonosi (SNPS), inteso a migliorare e armonizzare le politiche e le strategie del Servizio sanitario nazionale per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non trasmissibili, associate a rischi ambientali e climatici, nonché alle zoonosi. Si prevede, altresì, l'istituzione di una Cabina di regia, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, volta ad assicurare il coordinamento di tale Sistema con il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale (SNPA);
  • Il Capo IV reca misure volte a favorire la transizione digitale. In particolare, disciplina le modalità di adozione di un manuale operativo sulle specifiche di funzionamento del Sistema di gestione delle deleghe per l'accesso ai servizi mediante identità digitale (introdotto dal decreto-legge n. 77 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2021), nonché le modalità di adozione di un manuale operativo sul funzionamento della Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione. Istituisce inoltre un Sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d’identità (Capo IV - art. 32);
  • disposizioni in materia di ZES e ZLS (Capo V - art. 37): introduce una procedura straordinaria semplificata per la revisione del perimetro delle Zone Economiche Speciali (ZES); estende il credito d'imposta per gli investimenti in tali zone all'acquisto di terreni e alla realizzazione o ampliamento di immobili che siano strumentali agli investimenti; stanzia risorse per lo sviluppo industriale delle ZES; rimette a un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che disciplini le procedure di istituzione delle Zone Logistiche Semplificate e le loro modalità di funzionamento e organizzazione;
  • monitoraggio giustizia e ELV (Capo IX – art. 48): abroga la disposizione che demandava a decreti del Ministro della giustizia l'individuazione delle procedure di monitoraggio e delle risorse ai fini della valutazione delle misure urgenti per la giustizia ordinaria nell'ambito del PNRR; abroga, inoltre, l’articolo 231, comma 8, del Dlgs n. 152 del 2006 relativo ai veicoli fuori uso che prevede che gli estremi della ricevuta dell'avvenuta denuncia e consegna delle targhe e dei documenti agli uffici competenti devono essere annotati sull'apposito registro di entrata e di uscita dei veicoli da tenersi secondo le norme del regolamento di esecuzione di attuazione del codice della strada, nonché alcune disposizioni in materia di trasporti;
  • eventi sismici e RU (Capo IX - art. 49-bis): integra di 2 milioni di euro per l'anno 2022 e di euro 13,5 milioni di euro per il 2023 la contabilità speciale del Commissario per la ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016, al fine di assicurare un contributo ai Comuni per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Nel rimandare, per ulteriori dettagli, al testo del decreto-legge 36/2022 coordinato con la legge 79/2022 di conversione e alla nota di sintesi sul provvedimento predisposta da NOMOS, riportati in allegato rimaniamo a disposizione per informazioni e aggiornamenti.

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Modello unico per raccolta/trasporto rifiuti da manutenzione reti fognarie – chiarimento MiTE

Modello unico per raccolta/trasporto rifiuti da manutenzione reti fognarie – chiarimento MiTE

Su specifico quesito dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali il MiTE oggi con nota n. 62074 del 18 maggio 2022 ha fornito oggi chiarimenti sul modello unico di trasporto per accompagnare i rifiuti provenienti da attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie (art. 230, comma 5, del D.Lgs. n. 152/2006), approvato con Delibera n. 14 del 21 dicembre 2021 dell’Albo nazionale gestori di rifiuti. Il modello unico, che si applica dal 1 luglio 2022, “dovrà essere sempre tenuto in sostituzione del formulario di cui all’articolo 193, comma 1, del Dlgs 152/2006 per il trasporto dei citati rifiuti dal luogo dove viene effettuata l’attività di pulizia manutentiva sino all’impianto di recupero/smaltimento oppure sino al deposito temporaneo del produttore medesimo”.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/191/SA-ALB/LE del 01.07.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/191/SA-ALB/LE

2022/191/SA-ALB/LE

Con nota n. 62074 del 18 maggio 2022 il MiTE ha fornito oggi chiarimenti sul modello unico di trasporto per accompagnare i rifiuti provenienti da attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie (art. 230, comma 5, del D.Lgs. n. 152/2006), approvato con Delibera n. 14 del 21 dicembre 2021 dell’Albo nazionale gestori di rifiuti (v. circolare associativa n. 005/2022).

Il chiarimento specifica che: “Tale modello, per la specifica tipologia di rifiuti, assume carattere sostitutivo del formulario previsto dal citato articolo 193 del Dlgs 152/2006, in quanto derivante dall’applicazione di una disposizione a carattere speciale. Pertanto, il modello di cui sopra dovrà essere sempre tenuto in sostituzione del formulario di cui all’articolo 193, comma 1, del Dlgs 152/2006 per il trasporto dei citati rifiuti dal luogo dove viene effettuata l’attività di pulizia manutentiva sino all’impianto di recupero/smaltimento oppure sino al deposito temporaneo del produttore medesimo”.

Si ricorda che la disciplina che impone l'obbligo di utilizzo del modello unico di cui sopra per il trasporto dei rifiuti da attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie si applica a partire dal 1° luglio 2022 ai sensi della Deliberazione dell'Albo n. 14/2021 così come modificata dalla Deliberazione dell'Albo n. 4/2022 (v. circolare associativa n. 165/2022).

Nel rimandare alla risposta del MiTE, riportata in allegato, per ulteriori dettagli, rimaniamo a disposizione per informazioni.

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UNIRIGOM - EoW europeo PFU e restrizione microplastiche

UNIRIGOM - EoW europeo PFU e restrizione microplastiche

EuRIC ed ETRMA, l’Associazione europea dei produttori di pneumatici e altri prodotti in gomma, hanno reso pubblico un position paper sulla necessità di accelerare i lavori europei per la definizione di un regolamento recante i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto per i PFU.

Per quanto riguarda l’introduzione di possibili restrizioni all’uso intenzionale di microplastiche, l'argomento è stato discusso brevemente nell'ultima riunione del Comitato REACH della Commissione europea, tenutasi lo scorso 21-22 giugno.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/190/EC-NOT-EUR/NE del 01.07.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/190/EC-NOT-EUR/NE

2022/190/EC-NOT-EUR/NE

EuRIC ed ETRMA, l’Associazione europea dei produttori di pneumatici e altri prodotti in gomma, hanno pubblicato, dopo una serie di colloqui e confronti, il position paper condiviso relativo alla necessità di accelerare i lavori europei per la definizione di un regolamento recante i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto per i PFU.

Tale position paper fa seguito al lavoro di prioritizzazione dei possibili flussi di rifiuti per i quali definire un regolamento europeo EoW che la Commissione aveva commissionato al suo organo tecnico JRC (vd. circolare 114/2022/NE). Al termine dello studio il JRC aveva individuato, tra i flussi prioritari, i rifiuti in plastica, quelli tessili, in gomma, i rifiuti da C&D e i rifiuti di carta e cartone e la Commissione ha già avviato i lavori, con una consultazione aperta a tutti i soggetti interessati, per la definizione del regolamento EoW relativo ai rifiuti di plastica. 

Nel proprio position paper e la relativa infografica (vd. allegati), EuRIC ed ETRMA evidenziano la necessità di avviare in tempi brevi i lavori per l’adozione di un regolamento EoW per i PFU in quanto apporterebbe grandi benefici per l’intero settore favorendo la transizione verso i principi dell’economia circolare. Nel documento viene evidenziato come la gestione dei PFU diventerebbe sempre più in linea con quanto previsto nella gerarchia dei rifiuti, si ridurrebbero gli accumuli di PFU e la loro esportazione nonchè i problemi legati al trasporto dei materiali ottenuti dai PFU (che beneficerebbero di un mercato di più grandi dimensioni), l’impronta ambientale dei nuovi pneumatici avrebbe impatti minori e si ridurrebbe l’import di materie prime vergini (con diversificazione delle fonti di approvvigionamento di una CRM come la gomma), si stimolerebbero gli investimenti delle imprese con conseguente sviluppo di nuove tecnologie e processi di trattamento e utilizzo dei materiali ottenuti (che beneficerebbero di standard e controlli di qualità).

Inoltre EuRIC nei prossimi giorni invierà, con ETRMA, una lettera congiunta alla Commissione europea con cui chiedere un incontro ad alto livello per poter illustrare il punto di vista della filiera degli pneumatici (dai produttori ai recuperatori) sulla possibilità di avere un regolamento europeo e per rendersi disponibili a collaborare e a supportare la Commissione nel lavoro di definizione del Regolamento stesso. 

Relativamente ai lavori sulla possibile restrizione all’uso intenzionale di microplastiche si informa che nel corso dell'ultima riunione del Comitato REACH della Commissione europea, tenutasi lo scorso 21-22 giugno, non è stata presentata alcuna proposta di restrizione e l'argomento è stato discusso solo brevemente. In considerazione di ciò si presume che ci saranno ulteriori approfondimenti e confronti all’interno della Commissione e la pubblicazione di una proposta è prevista per il prossimo autunno. La proposta dovrà poi essere ulteriormente discussa a livello di Stati membri prima di giungere alla sua approvazione definitiva.

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Aggiornamento tasso di attuazione e rivalutazione

Aggiornamento tasso di attuazione e rivalutazione

Il Ministero dello Sviluppo Economico con Decreto 23 giugno 2022 (G.U. n. 151 del 30 giugno 2022) ha aggiornato il tasso da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore delle imprese. 

Il tasso base annuo è stato aggiornato dalla Commissione europea, in conformità alla Comunicazione della Commissione 2008/C 14/0 (GUUE n. 14 del 19 gennaio 2008), con decorrenza 1° luglio 2022, nella misura pari a 0,02%, e pertanto il tasso da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle imprese, sarà pari all’1,02%, a partire dalla stessa data.

Scarica il decreto.

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Approvato il Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR)

Approvato il Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR)

Il Ministero della Transizione Ecologica con la pubblicazione del DM 257 del 24 giugno 2022, ha adottato ufficialmente il “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti”, una delle riforme fondamentali previste dal PNRR nella Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica.

Il PNGR è uno dei pilastri della Strategia nazionale per l’economia circolare, come strumento di indirizzo per Regioni e Province autonome nella pianificazione e gestione dei rifiuti, preordinato a orientare le politiche pubbliche e incentivare le iniziative private per lo sviluppo di un’economia sostenibile e circolare.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/189/SAEC-DOP/TO del 30.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/189/SAEC-DOP/TO

2022/189/SAEC-DOP/TO

Il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), con la pubblicazione del DM 257 del 24 giugno 2022, ha adottato ufficialmente il “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti” (disponibile qui), ovvero una delle riforme fondamentali previste dal PNRR nella Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, Componente 1 – Economia circolare e agricoltura sostenibile (M2C1).

Il PNGR è uno dei pilastri strategici della Strategia nazionale per l’economia circolare, trattandosi di uno strumento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione e gestione dei rifiuti, preordinato a orientare le politiche pubbliche e incentivare le iniziative private per lo sviluppo di un’economia sostenibile e circolare.

Più in particolare, dopo un articolata fase di consultazione (cfr. circolare Assoambiente n. 97/2022), il MiTE ha definito il Piano Nazionale il quale, ai sensi dell’art. 198 bis, comma 2 del D.lgs. n. 152/2006, fissa i macro-obiettivi, definisce i criteri e le linee strategiche a cui le Regioni e le Province autonome dovranno attenersi nella elaborazione dei Piani di gestione dei rifiuti di cui all’art. 199, offrendo, contestualmente, una ricognizione nazionale dell’impiantistica, suddivisa per tipologia di impianti e per regione, al fine di fornire, in primis, indirizzi atti a colmare i gap impiantistici presenti nel territorio.

I macro-obiettivi del PNGR possono essere così descritti: 

  1. ridurre il divario di pianificazione e di dotazione impiantistica tra le diverse regioni, perseguendo il progressivo riequilibrio socio-economico e la razionalizzazione del sistema impiantistico e infrastrutturale secondo criteri di sostenibilità, efficienza, efficacia, ed economicità per corrispondere ai principi di autosufficienza e prossimità; 
  2. garantire il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti (di cui all’art. 181 del D.lgs. n. 152/2006), e di riduzione dello smaltimento finale al minimo, come opzione ultima e residua, tenendo conto anche dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per i rifiuti prodotti;
  3. razionalizzare e ottimizzare il sistema impiantistico e infrastrutturale attraverso una pianificazione regionale basata sulla completa tracciabilità dei rifiuti e la individuazione di percorsi che portino nel breve termine a colmare il gap impiantistico mediante la descrizione dei sistemi esistenti con l'analisi dei flussi; sostenere la contestuale riduzione dei potenziali impatti ambientali, da valutare anche mediante l'adozione dell'analisi del ciclo di vita (LCA-Life Cycle Assessment) di sistemi integrati di gestione rifiuti; 
  4. garantire una dotazione impiantistica con elevati standard qualitativi di tipo gestionale e tecnologico, promuovendo una gestione del ciclo dei rifiuti che contribuisca in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica; 
  5. aumentare la conoscenza ambientale e migliorare i comportamenti ambientali (inclusa la tutela dei beni culturali e paesaggio) per quanto riguarda il tema di rifiuti e l'economia circolare.

Sulla base del PNGR le singole Regioni dovranno stabilire quali e quanti impianti realizzare per garantire il corretto trattamento dei flussi di rifiuti c.d. “critici”: amianto, rifiuti tessili ed elettrici, tra gli altri, ma soprattutto rifiuti indifferenziati e rifiuti organici da raccolta differenziata, considerate le due frazioni più problematiche, per le quali è maggiore il gap di gestione tra le Regioni settentrionali e quelle centro-meridionali. Il tutto nel rispetto dei principi di autosufficienza e prossimità della gestione ma con la possibilità di stabilire accordi di macroarea con altre Regioni.

Rispetto quanto segnalato da Assoambiente in sede di consultazione sul PNGR si segnala che:

  • in tema di accordi di macroarea, una novità rilevante riguarda l’estensione della possibilità di stabilire intese tra Regioni anche per la gestione dei rifiuti organici da raccolta differenziata, cosa che invece non era prevista nella versione del Programma sottoposta nelle scorse settimane a Valutazione Ambientale Strategica, che per questo era stata criticata da Assoambiente. L’autosufficienza gestionale per la frazione organica differenziata potrà essere quindi garantita su un territorio più vasto anche se previa redazione di una “relazione tecnica supportata da uno studio LCA”. Per i rifiuti urbani residui e gli scarti della selezione della raccolta differenziata resta invece la possibilità di raggiungere l’autosufficienza a livello di macroarea solo nel caso di avvio a recupero energetico;
  • resta assente la previsione di poteri sostitutivi in caso di inerzia delle Regioni a colmare i gap rispetto al proprio fabbisogno. Questo può essere un ostacolo alla realizzazione degli obiettivi fissati dalla programmazione nazionale. Nulla infatti viene detto riguardo il livello nazionale, ossia sulla competenza dello Stato circa la funzione di stimolo o coordinamento tra le Regioni che il MiTE potrebbe svolgere in tal senso;
  • mancano strumenti concreti di monitoraggio e verifica sia sulle azioni preordinate al raggiungimento degli obiettivi e dei target previsti nelle norme europee e nazionali (riciclo, discarica, tessili, organici, imballaggi, RAEE, inerti, plastiche, batterie) sia sulle specifiche azioni intraprese delle regioni per colmare il gap individuato per ciascun flusso preso in considerazione, lasciando ad una eccessiva discrezionalità la valutazione del loro effettivo compimento e successo;
  • non viene affrontata in modo completo una delle principali criticità che affligge l’industria italiana che si occupa delle operazioni di riciclo/recupero ovvero la generazione di “frazioni negative” dalle operazioni di riciclo che, non essendo ulteriormente riciclabili, devono essere indirizzate verso impianti dedicati alla loro valorizzazione energetica o al loro smaltimento. Purtroppo oggi la maggior parte delle frazioni negative è avviata a discarica o è destinata all’estero a causa dell’insufficienza di impianti sul territorio nazionale in grado di gestirle, con la conseguenza di elevati e crescenti costi di smaltimento che pesano ulteriormente sui costi industriali delle materie riciclate e sul conto economico delle imprese; 
  • molti aspetti vengono ancora trattati in modo generico e spesso ambiguo, soprattutto con riferimento alle problematiche legate alla gestione di rifiuti speciali quali veicoli fuori uso, rifiuti da costruzione e demolizione e rifiuti tessili. Senza considerare, inoltre, che il PNGR non prende in considerazione alcuni flussi ulteriori per i quali esistono delle criticità gestionali e che necessiterebbero di un’azione decisa: batterie al litio, gomma da PFU, vetroresina, fanghi di depurazione, rifiuti ingombranti, rifiuti da spazzamento e le ceneri da termovalorizzazione.

In conclusione, come previsto dal PNGR, entro i prossimi 18 mesi tutte le Regioni dovranno aggiornare i propri piani secondo le linee guida definite dal Programma e indicando, tra l’altro, anche target intermedi al 2023, 2024, 2026 e 2028 soprattutto per quanto riguarda quota di raccolta differenziata e riduzione conferimento in discarica per il raggiungimento degli obiettivi UE al 2035.

Nel rinviare al PNGR ed al suo decreto di adozione, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

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Strategia Nazionale per l’Economia Circolare.

Strategia Nazionale per l’Economia Circolare.

Il MiTE, con la pubblicazione del DM 259 del 24 giugno 2022, ha adottato ufficialmente la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, che definisce le azioni, gli obiettivi e le misure che si intendono perseguire nella definizione delle politiche istituzionali volte ad assicurare un’effettiva transizione verso i principi dell’economia circolare. 

La Strategia contiene una roadmap di azioni e di target misurabili al 2035 ed elementi richiesti dalla Commissione Europea nell’ambito degli Operational Arrangements del PNRR ai fine dell’erogazione dei fondi previsti (tra cui un nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti; incentivi fiscali a sostegno delle attività di riciclo e utilizzo di materie prime secondarie; una revisione del sistema di tassazione ambientale dei rifiuti al fine di rendere più conveniente il riciclaggio rispetto al conferimento in discarica sul territorio nazionale; supporto agli strumenti normativi esistenti come EoW e CAM, in particolare per quanto riguarda l'edilizia, il tessile, la plastica, i RAEE).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/188/SAEC-DOP/CS del 30.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/188/SAEC-DOP/CS

2022/188/SAEC-DOP/CS

Il Ministero della Transizione Ecologica, con la pubblicazione del DM 259 del 24 giugno 2022, ha adottato ufficialmente la “Strategia Nazionale per l’Economia Circolare” (disponibile qui), che definisce le azioni, gli obiettivi e le misure che si intendono perseguire nella definizione delle politiche istituzionali volte ad assicurare un’effettiva transizione verso i principi dell’economia circolare. 

La Strategia costituisce aggiornamento del precedente documento del 2017 intitolato “Verso un modello di economia circolare per l’Italia. Documento di inquadramento e di posizionamento strategico” ed è uno strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica, in quanto contiene una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2035. Importante inoltre ricordare che la Strategia contiene gli elementi richiesti dalla Commissione Europea nell’ambito degli Operational Arrangements del PNRR ai fine dell’erogazione dei fondi previsti. Tra questi si ricorda: un nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti; incentivi fiscali a sostegno delle attività di riciclo e utilizzo di materie prime secondarie; una revisione del sistema di tassazione ambientale dei rifiuti al fine di rendere più conveniente il riciclaggio rispetto al conferimento in discarica sul territorio nazionale; diritto al riutilizzo e alla riparazione; riforma del sistema EPR e dei Consorzi con l'obiettivo di monitorare il funzionamento e l'efficacia di questi ultimi; supporto agli strumenti normativi esistenti come EoW e CAM, in particolare per quanto riguarda l'edilizia, il tessile, la plastica, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Il documento è organizzato in 10 capitoli: il primo fornisce un quadro di riferimento a livello internazionale, europeo e nazionale, il secondo si occupa della trasformazione dei modelli produttivi, il terzo è incentrato sul ruolo del consumatore, il quarto sulla gestione dei rifiuti e la creazione di nuove catene di approvvigionamento dei materiali, il quinto sull’uso circolare delle risorse naturali, il sesto sulla digitalizzazione e il settimo approfondisce le questioni di finanza e fiscalità ambientale. I capitoli conclusivi si occupano dei macro-obiettivi della strategia, delle modalità di monitoraggio e governance e di comunicazione, educazione e formazione.

Secondo quanto evidenziato nella sintesi del MiTE, che si allega, il documento iniziale sottoposto alla consultazione a settembre è stato modificato ed integrato dal Ministero sulla base dei contributi che i vari soggetti interessati, tra cui anche l’Associazione (vd. circolare associativa 261/2021/NE), hanno trasmesso. In particolare, tra i temi che sono stati introdotti ex novo o implementati figurano:

  • l’ecodesign
  • il riutilizzo e la riparazione
  • l’EoW
  • le materie prime critiche e lo sviluppo di un mercato per le materie prime seconde
  • gli acquisti pubblici verdi e i CAM
  • la responsabilità estesa del produttore
  • strumenti a supporto dell’economia circolare

 

Per quanto riguarda il contributo inviato a suo tempo da Assoambiente, si evidenzia che nella strategia pubblicata sono stati recepiti alcuni commenti, in particolare per quanto riguarda:

  • simbiosi industriale: necessità di sostegno delle iniziative di filiera finalizzate alla chiusura del ciclo dei beni;
  • EPR: maggior chiarimento degli obiettivi dei sistemi EPR che devono spingere i produttori all’adozione di prodotti sempre più innovativi, circolari e di facile recupero/riciclo; estensione dell’EPR a nuove filiere, tra cui vengono citate in particolare tessile e plastica. A tale riguardo si segnala inoltre che viene prevista l’istituzione di un organismo di vigilanza e l’implementazione del Registro nazionale dei produttori;
  • GPP/CAM: si rafforza l’importanza di questo strumento per il conseguimento degli obiettivi necessari alla transizione verso l’economia circolare; i settori strategici sui quali è prioritario intervenire nella definizione/aggiornamento dei prossimi CAM sono: infrastrutture; edilizia; tessile, plastica, RAEE;
  • uso efficiente del suolo: viene sottolineata l’importanza degli incentivi per la realizzazione delle opere di bonifica che possono essere messi a disposizione del privato non responsabile della contaminazione per la fase di risanamento e rilancio dell’attività economica e produttiva in chiave circolare. È, altresì, importante valorizzare, in un’ottica di economia circolare, i materiali da bonifica;
  • ecodesign: si fa riferimento, in linea con le tendenze europee sul tema, alla razionalizzazione dell’uso delle risorse materiche (efficienza nell’uso dei materiali), cercando di sostituire materiali non rinnovabili con materiali rinnovabili, riciclati, biodegradabili e compostabili. L’Associazione aveva proposto l’introduzione obbligatoria di un contenuto minimo riciclato nella produzione di alcuni beni, ma non è stata recepita;
  • strumenti economici e finanziari per favorire riciclo e sostenibilità nella strategia viene fornito un quadro delle misure esistenti e un elenco (pag. 125) delle possibili iniziative da adottare nel prossimo futuro, tra cui figurano alcune di quelle suggerite dall’Associazione come: estensione del meccanismo dei certificati bianchi, introduzione del certificato di riciclo, sistemi di certificazione dell’uso di materiali riciclati; sostegno alla ricerca e all’innovazione nel settore del riciclo e misure fiscali o altri mezzi per promuovere la diffusione di prodotti e materiali che sono preparati per il riutilizzo o riciclati;
  • indicatori di circolarità: viene condivisa la necessità di dotarsi di un sistema di misurazione della circolarità dell’economia e della sostenibilità sviluppando un adeguato set di indicatori che, oltre alla rendicontazione e misurazione, possa guidare le scelte e l’attuazione delle politiche ambientali.

 

Tra gli aspetti particolarmente critici segnaliamo che la Strategia non prevede un cronoprogramma per il raggiungimento degli obiettivi fissati al 2035 e, salvo alcune eccezioni, pochi sono gli interventi rispetto al tema della semplificazione delle procedure.

Nel rinviare alla SNEC e al suo decreto di adozione, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

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Pronuncia Cassazione su FIR incompleto

Pronuncia Cassazione su FIR incompleto

Con Ordinanza 19748/2022 la Corte di Cassazione ha ricordato che produttore e trasportatore dei rifiuti sono ugualmente obbligati a compilare in maniera completa ed a sottoscrivere il formulario per il trasporto e, in caso di irregolarità, soggiacciono ciascuno alla sanzione amministrativa ex art. 258 del Dlgs 152/2006.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/187/SAEC-GIU/LE del 30.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/187/SAEC-GIU/LE

2022/187/SAEC-GIU/LE

Produttore e trasportatore dei rifiuti sono ugualmente obbligati a compilare ed a sottoscrivere il formulario per il trasporto e, in caso di irregolarità, soggiacciono ciascuno alla sanzione amministrativa ex art. 258 del Dlgs 152/2006. 

Così si esprime la Corte di Cassazione con Ordinanza 19748/2022 con cui ha respinto il ricorso presentato contro una ordinanza ingiunzione, emessa dalla Provincia di Milano nei confronti di una società cooperativa, a seguito della riscontrata assenza, in diciassette formulari di identificazione dei rifiuti (FIR), del peso dei rifiuti verificato a destinazione.

Nel merito la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dal ricorrente secondo il quale la "paternità" del formulario sarebbe stata erroneamente attribuita anche al trasportatore dei rifiuti, nonostante questi fosse stato pacificamente compilato dal produttore dei rifiuti e solo controfirmato dal trasportatore. 

Nell’Ordinanza si legge che “l’art. 193 d.lgs. n. 152 del 2006, come modificato dal d.lgs n. 205 del 2010, realizza un meccanismo di assunzione delle responsabilità per le eventuali condotte illecite inerenti il trasporto di rifiuti da parte di tutti i soggetti coinvolti” che “sono ugualmente obbligati a compilare ed a sottoscrivere il formulario (assumendosene onere e responsabilità diretti), e, in caso di omissione o di irregolarità dell'obbligo assunto, entrambi (quali trasgressori principali) soggiacciano ciascuno alla violazione amministrativa accertata ed alla sanzione per questa disposta”.

Inoltre, specifica la Corte, la mancanza nei FIR della doppia misurazione della quantità dei rifiuti (a inizio trasporto e a destino) determina una evidente incompletezza del documento in quanto tale informazione, dovuta per legge, non è comunque ricostruibile sulla base delle altre indicazioni presenti nel documento stesso, né la richiesta di legge può intendersi soddisfatta, come sostiene la ricorrente, sulla base dell'avvenuta accettazione per intero del carico da parte del destinatario.

Per maggiori approfondimenti si rinvia alla Ordinanza in allegato.

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ADA Premium Event 2022

ADA Premium Event 2022

Canale Energia, Notiziario degli Autodemolitori,  Win on Waste, Insider Trend

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Allarme riciclo rifiuti da costruzione e demolizione: “Da gennaio impianti chiusi e intera filiera bloccata”

Allarme riciclo rifiuti da costruzione e demolizione: “Da gennaio impianti chiusi e intera filiera bloccata”

La normativa sui rifiuti da costruzione e demolizione in arrivo entro il prossimo 30 giugno rischia di passare alla storia non come l’atteso Decreto “End of Waste” per i materiali inerti, ma come il Decreto che sancirà la fine delle attività che consentono ogni anno di riciclare circa 40 milioni di tonnellate di questi rifiuti. Se non si porrà rimedio tempestivamente a quanto oggi previsto nello schema di decreto inviato alla Commissione europea, da gennaio del prossimo anno gli impianti del settore resteranno chiusi e si bloccheranno le attività di riciclo e di riutilizzo in tutta la filiera, oggi ancor più strategica in considerazione del piano di opere straordinarie che prenderanno avvio con il PNRR.

A lanciare l’allarme sono ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati che fa parte di Assoambiente, ANEPLA (Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei e Affini) e Nadeco (Associazione Nazionale Demolizione ed Economia Circolare per le Costruzioni).
Lo schema di decreto sull’End of Waste dei rifiuti da costruzione e demolizione, elaborato dal Ministero della Transizione Ecologica, è stato inviato a marzo alla Commissione Europea ed entro il prossimo 30 giugno dovrebbe vedere la luce, in linea con quanto previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che considera l’adozione del provvedimento tra le “milestone” del 2022.
Il testo però nella sua formulazione attuale rischia di segnare, contrariamente alle attese, non l’inizio di una nuova era di sviluppo per le attività di riciclo di questi rifiuti, ma il loro de profundis.

A determinare la situazione di allarme sono soprattutto i criteri dei controlli da effettuare sui prodotti delle lavorazioni, indicati nelle tabelle allegate al decreto e in particolare i valori di concentrazione limite di solventi e idrocarburi policiclici aromatici (IPA). 
La presenza negli aggregati di recupero di IPA o del cromo esavalente è legata principalmente a costituenti dei rifiuti in ingresso al processo di recupero (che quindi si ritrovano necessariamente negli aggregati riciclati), come il conglomerato bituminoso o il cemento. I relativi limiti di concentrazione che verrebbero imposti dal nuovo Regolamento sono stati evidentemente ricavati dalla tabella relativa agli usi dei suoli sottoposti a bonifica destinati a zone residenziali o a verde: ma, anche qualora si intendesse impropriamente “assimilare” i prodotti riciclati ai suoli, questi valori non corrispondono affatto all'impiego prevalente degli aggregati riciclati, che sono utilizzati per oltre il 90% in opere infrastrutturali (in rilevati, sottofondi, etc.). Anche volendo seguire la logica di assimilazione ai suoli, quindi, per tali usi dovrebbero essere fissati limiti molto più elevati, prendendo a riferimento la tabella relativa alle aree industriali/commerciali.

Un errore, spiegano le Associazioni, che rischia di bloccare non solo la filiera del riciclo, ma anche quella delle costruzioni, da cui provengono i rifiuti in questione e a cui sono in parte destinati gli aggregati da recupero.
Il PNRR inserisce infatti il regolamento End of Waste sui rifiuti da costruzione e demolizione tra le riforme da adottare entro questa primavera, anche per garantire la corretta gestione dei rifiuti generati dagli interventi di efficientamento energetico finanziati con l’Ecobonus. 

Applicando i limiti indicati nel Decreto, i rifiuti provenienti dalla demolizione e dalla ristrutturazione degli edifici, pur sottoposti a corretto processo di riciclo, darebbero origine a prodotti non conformi al Decreto End of Waste e quindi non resterebbe che conferirli in discarica come rifiuti, sempre ammesso che sul territorio siano disponibili impianti di questo tipo. Nel caso peggiore, essi rischiano l’abbandono. Il Decreto inoltre esclude dai rifiuti in ingresso nel processo di riciclo l’imponente mole di macerie generate ad esempio dal sisma del 2016 in Abruzzo.
Le norme transitorie ivi previste daranno fiato al settore solo fino all’inizio del nuovo anno, quando il decreto entrerà in vigore. A inizio 2023 quindi i 1.800 impianti presenti sul territorio nazionale che ogni anno recuperano come materia più di 40 mln di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione (pari al 78% di quanti se ne producono) non potendo produrre prodotti conformi saranno di fatto costretti a cessare la propria attività.

“Una vera e propria beffa, dopo anni di attesa”, sostengono le tre associazioni delle imprese del settore che hanno a cuore lo sviluppo della sostenibilità e dell’economia circolare nell’edilizia. Invitiamo il Ministero a riaprire il confronto con gli operatori e a rivedere i limiti dei parametri individuati nelle tabelle al decreto soprattutto in funzione della destinazione d’uso a cui i materiali che hanno cessato di essere rifiuti sono destinati, anche in linea con le scelte adottate da altri Paesi europei.”
 

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RENTRI – on line video guida gestione FIR

RENTRI – on line video guida gestione FIR

On line la video guida sulla gestione dei FIR consultabile quiche si aggiunge ai precedenti realizzati in materia di RENTRI e raggruppati nella playlist dedicata R.E.N.T.Ri sul canale Youtube dell’Albo.

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DM 257/2022 e DM 259/2022 – Pubblicata la Strategia nazionale per l’Economia Circolare e il Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti

DM 257/2022 e DM 259/2022 – Pubblicata la Strategia nazionale per l’Economia Circolare e il Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti

Il Ministero della Transizione Ecologica, con la pubblicazione del DM n. 257 del 24 giugno 2022 e del DM 259 del 24 giugno 2022, ha adottato rispettivamente il “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti” (il PNGR è disponibile qui) e la “Strategia Nazionale per l’Economia Circolare” (la SNEC disponibile qui).

Il PNGR e la SNEC rappresentano le principali riforme previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per quanto riguarda la Missione sull'economia circolare (M2C1): il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti mira a fornire  uno strumento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione e gestione dei rifiuti, preordinato a orientare le politiche pubbliche e incentivare le iniziative private per lo sviluppo di un’economia sostenibile e circolare; la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, invece, individua le azioni, gli obiettivi e le misure che si intendono perseguire nella definizione delle politiche istituzionali volte ad assicurare un’effettiva transizione verso i principi dell’economia circolare.

Per l’analisi più dettagliata sui due documenti, nonché per le eventuali azioni associative, si rimanda alle circolari in corso di predisposizione.

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A Modena l’evento ADA

A Modena l’evento ADA

La Repubblica, GreenReport, Ricicla News, Staffetta Quotidiana, Recover Web, Quotidiano Energia, Recycling Industry, Energia Oltre, Adriaeco, PresItalia.net, Raccolte Differenziate

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Seminario su applicazione CCNL Assoambiente 18 maggio 2022 – Roma, 7 luglio 2022

Seminario su applicazione CCNL Assoambiente 18 maggio 2022 – Roma, 7 luglio 2022

A seguito della sottoscrizione dell’accordo di rinnovo del CCNL di categoria, Assoambiente organizza un seminario tecnico di analisi e chiarimenti delle principali novità normative introdotte dal recente rinnovo contrattuale.

La partecipazione al seminario è gratuita e aperta sia alle aziende associate sia alle aziende non associate che applicano il CCNL Assoambiente.

Il seminario si terrà a Roma nella sede di Fise (Via del Poggio Laurentino, 11/B  - Zona EUR)
                          giovedì 7 luglio 2022 dalle ore 9,30 alle ore 13,00

 

Il seminario avrà carattere interattivo, consentendo quindi confronti e approfondimenti sugli aspetti interpretativi/applicativi degli Accordi 9.12.2021 e 18.5.2022 che hanno integrato, modificato e rinnovato il CCNL 6.12.2016, con interventi anche di responsabili del personale delle aziende che hanno partecipato al negoziato contrattuale.

Ai fini della migliore riuscita dell’iniziativa, le aziende sono invitate a segnalare per iscritto eventuali quesiti di chiarimento, entro venerdì 1 luglio p.v. all’indirizzo di posta elettronica d.miccoli@fise.org, così da poterli valutare e considerare già in occasione dell’incontro.

Al termine sarà previsto un buffet per gli ospiti.

Per comprensibili ragioni logistiche, si prega di segnalare anticipatamente la propria partecipazione con una comunicazione all’indirizzo a.carpi@fise.org possibilmente entro martedì 5 luglio p.v..

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Approvata la legge delega sui Contatti pubblici

Approvata la legge delega sui Contatti pubblici

È stata pubblicata la legge 21 giugno 2022, n. 78 recante “Delega al Governo in materia di contratti pubblici” (G.U. 78 del 21 giugno 2022). Il provvedimento definisce una griglia di criteri di delega che il governo dovrà rispettare nella stesura del nuovo codice degli Appalti. In base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1 del provvedimento, la delega dovrà essere esercitata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/185/SAEC-NOT/TO del 27.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/186/SA-LAV/MI

2022/186/SA-LAV/MI

Facendo seguito alla circolare n. 167/2022 dell’8 giugno scorso, si ricorda l’appuntamento del prossimo 7 luglio presso la sede associativa, con invito a comunicare anticipatamente l’eventuale partecipazione, per evidenti finalità organizzative, scrivendo all’indirizzo a.carpi@fise.org, possibilmente entro martedì 5 luglio p.v..

La partecipazione al seminario è gratuita e aperta sia alle aziende associate sia alle aziende non associate che applicano il CCNL Assoambiente.

 

Il seminario si terrà a Roma nella sede di Fise 
Via del Poggio Laurentino, 11/B (Zona EUR)
giovedì 7 luglio 2022 dalle ore 9,30 alle ore 13,00

 

Si rinnova con l’occasione l’invito a segnalare per iscritto eventuali quesiti di chiarimento, entro venerdì 1 luglio p.v. all’indirizzo di posta elettronica d.miccoli@fise.org, così da poterli valutare e considerare già in occasione dell’incontro.

Al termine sarà previsto un buffet per gli ospiti.

In attesa di incontrarvi, porgiamo cordiali saluti.

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2022/185/SAEC-NOT/TO

2022/185/SAEC-NOT/TO

È stata pubblicata la legge 21 giugno 2022, n. 78 recante “Delega al Governo in materia di contratti pubblici” (G.U. 78 del 21 giugno 2022). Il provvedimento definisce una griglia di criteri di delega che il Governo dovrà rispettare nella stesura del nuovo Codice degli Appalti. In base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1 del provvedimento, la delega dovrà essere esercitata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

La legge, non essendo diversamente espresso, entrerà in vigore il 9 luglio 2022 ed i 6 mesi previsti scadranno, quindi, il 9 gennaio 2023 data entro la quale dovranno entrare in vigore uno o più decreti legislativi recanti la disciplina dei contratti pubblici, anche al fine di: i) adeguarla al diritto europeo e ai princìpi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali; ii) razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente; iii) evitare l’avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di giungere alla risoluzione delle procedure avviate.

L’adozione della legge delega rientra, tra l’altro, tra gli impegni assunti dal Governo con il Piano nazionale di ricerca e resilienza (PNRR). 

Più in particolare, l’art. 1 comma 2, elenca 31 princìpi e criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi nell’esercizio della delega. Tra questi si segnalano in particolare:

  • l’allineamento alle disposizioni europee, evitando quindi il gold plating, ovvero il processo in base al quale i poteri di una direttiva dell’Unione Europea vengono estesi quando questa viene recepita nelle leggi nazionali di uno Stato membro;
  • la ridefinizione in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti e del personale in esse operante; 
  • la semplificazione delle procedure finalizzate alla realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali, nonché in innovazione e ricerca, anche ai fini del conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;
  • la previsione della facoltà ovvero dell’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi di gara, avvisi ed inviti, specifiche clausole sociali, al fine di promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, di garantire l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore; la riduzione e la certezza dei tempi relativi alle procedure di gara, alla stipula dei contratti e all’esecuzione degli appalti;
  • l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi di gara “un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell’offerta, compresa la variazione del costo derivante dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro” applicabili in relazione all’oggetto dell’appalto;
  • l’obbligo di inserire nei bandi di gara criteri orientati a garantire le stesse tutele economiche e normative per i lavoratori in subappalto rispetto ai dipendenti dell'appaltatore;
  • la revisione e semplificazione delle procedure relative alla fase di approvazione dei progetti in materia di opere pubbliche;
  • l’incentivo al ricorso a procedure flessibili per la stipula di contratti pubblici complessi e di lunga durata;
  • la semplificazione e l’estensione delle forme di partenariato pubblico-privato, con particolare riguardo alla finanza di progetto; l’individuazione dei contratti pubblici esclusi dall’ambito di applicazione oggettiva delle direttive europee e la semplificazione della disciplina giuridica ad essi applicabile;
  • il divieto di proroga dei contratti di concessione e la razionalizzazione della disciplina sul controllo degli investimenti dei concessionari e sullo stato delle opere realizzate;
  • la razionalizzazione della disciplina concernente le modalità di affidamento dei contratti da parte dei concessionari; la razionalizzazione della disciplina dei meccanismi sanzionatori e premiali finalizzati a incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti pubblici da parte dell’aggiudicatario;
  • l’estensione e il rafforzamento dei metodi di risoluzione delle controversie relativi al rimedio giurisdizionale.

 

Una delle novità di maggiore rilevanza (art. 1 comma 4) è data dalla possibilità per il Governo di avvalersi del Consiglio di Stato per redigere gli schemi dei decreti legislativi, secondo quanto previsto dall’articolo 14 del RD 26 giugno 1924, n. 1054 (Testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato); quest’ultimo può avvalersi di magistrati di tribunale amministrativo regionale, di esperti esterni e rappresentanti del libero foro e dell’Avvocatura generale dello Stato, a titolo gratuito e senza diritto al rimborso delle spese. I tempi di approvazione si contrarrebbero perché se così fosse, sugli schemi redatti dal Consiglio di Stato non sarebbe più necessario il parere dello stesso. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi previsti dal comma 1, il Governo può adottare decreti legislativi integrativi o correttivi.

Nel rinviare alla legge in allegato, per gli opportuni approfondimenti, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

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2022/184/SA-LAV/MI

2022/184/SA-LAV/MI

Si fa seguito alla precedente circolare Assoambiente n. 173/2022 del 16 giugno scorso per segnalare la circolare emanata lo scorso 24 giugno dall’INPS relativamente alla materia in oggetto.L’Istituto ha emanato, in pari data, anche il messaggio n. 2559, recante una bozza di dichiarazione da compilare a cura del lavoratore, che, pur dichiarato “non vincolante” dall’Istituto, può legittimamente essere considerato comunque di fonte ufficiale.

Per quanto riguarda la circolare INPS, se ne riportano di seguito i principali contenuti, ricordando ancora una volta che l’iter di trasformazione in legge del decreto-legge n. 50/2022 non si è ancora concluso: come noto ciò comporta che il decreto-legge, pur essendo già in vigore, perderebbe di efficacia retroattivamente nel caso (quasi esclusivamente teorico) di mancata conversione in legge nei termini previsti dalla Costituzione (sessanta giorni).

Ci si sofferma, ovviamente, solo sugli aspetti che riguardano rapporti di lavoro subordinato.

L’INPS evidenzia che l’indennità deve essere erogata, sussistendo il rapporto di lavoro nel mese di luglio (a tempo determinato o indeterminato), oltre che in presenza degli altri requisiti citati nell’articolo 31, “con la retribuzione di competenza del mese di luglio 2022 (anche se erogata ad agosto)”.

Ciò lascerebbe intendere, ad esempio nel caso delle aziende del settore, che il “bonus” di 200 euro debba essere erogato con la retribuzione di competenza del mese di luglio, che viene erogata, ai sensi dell’articolo 30 del CCNL 6 dicembre 2016 (non modificato sul punto dal recente accordo di rinnovo), entro il 15 del mese di agosto.

Per quanto riguarda i lavoratori a tempo determinato (e intermittenti) non più in forza, ma che abbiano lavorato per almeno 50 giornate nel 2021, sempre a condizione che non abbiano percepito un reddito non superiore a 35.000 euro, la domanda deve essere effettuata dai lavoratori e sarà l’INPS a provvedere direttamente al pagamento, ma solo a ottobre 2022.

Nel rinviare alla lettura della circolare per ogni altro chiarimento, si precisa che l’erogazione dell’indennità genererà un credito che il datore di lavoro potrà compensare in sede di denuncia contributiva mensile, le cui istruzioni sono riportate al paragrafo 2, pagina 7 della circolare.

 

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Il futuro dell’autodemolizione tra transizione ecologica e complessità normativa

Il futuro dell’autodemolizione tra transizione ecologica e complessità normativa

Il futuro dell’autodemolizione in Italia e l’impatto sul settore della transizione ecologica e delle nuove normative sono stati al centro della seconda edizione dell’ADA Premium Event 2022: l’evento con cui l’Associazione Demolitori di Autoveicoli che aderisce ad Assoambiente ha chiamato a raccolta il mondo dell’autodemolizione, promuovendo il confronto tra rappresentati delle Istituzioni nazionali e locali, operatori (ben 103 i rappresentanti delle aziende presenti a Modena) ed esperti del settore sulle sfide future di un comparto pilastro dell’economia circolare.
Il Convegno è stato aperto dai saluti dell'Assessora al Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari e dell'On. Claudia Porchietto della commissione attività produttive della Camera dei Deputati.

In apertura sono stati ricordati alcuni dati relativi al settore: in Italia sono circa 1.450 gli autodemolitori che gestiscono 1 milione e 200mila veicoli a fine vita, trattando 1,3 milioni di tonnellate di materiali. La Direttiva Europea fissa degli obiettivi di riuso/riciclo all'85% del peso dei veicoli demoliti, più un 10% da avviare a recupero energetico. In Italia, seppure con fatica, il target dell'85% è stato finalmente raggiunto nel 2019, manca invece la quota di recupero energetico.

La prima sessione dei lavori è stata dedicata alla "Crescita professionale: controlli e autocontrolli”, con la presentazione di un innovativo sistema di autocontrollo per gli impianti, commissionato da ADA e realizzato dalla società ECOEURO, destinato a semplificare la vita degli operatori e a migliorare la qualità e i processi di controllo delle aziende.

“Abbiamo realizzato e messo a disposizione dei nostri associati”, ha commentato il Presidente ADA – Anselmo Calò a margine della presentazione, “un agile strumento digitale in grado supportare ed orientare gli operatori nel mare magnum degli adempimenti normativi previsti per il settore. Grazie a questo Audit digitale di Autocontrollo, l’impianto di autodemolizione può verificare costantemente e in modo semplice il proprio stato di congruità alle differenti prescrizioni amministrative e in materia di Albo gestori ambientali, garanzie fidejussorie, sicurezza sul lavoro e antincendio, presa in carica del veicolo, bonifica, parti di ricambio, formulario rifiuti e molto altro. Compilando online in pochi minuti i form presenti nel sistema sarà possibile prevenire infrazioni, efficientare i processi ed evitare disattenzioni che spesso posso causare sanzioni e fermo dell’impianto”.

Il sistema è disponibile per gli associati ADA, circa 230 operatori che gestiscono e recuperano oltre il 30% dei veicoli a fine vita in Italia, direttamente sul sito dell’Associazione.
Dopo un approfondimento sulla normativa del settore (in materia di RENTRI - registro digitale delle radiazioni e radiazioni online - tracciabilità delle vendite online di ricambi usati), l’ultima sessione si è focalizzata sul tema della “Transizione Ecologica per gli autoveicoli”, anche alla luce delle recenti decisioni europee prese con il “FIT for 55”. 
Il talk condotto dal Presidente dell'ADA ha visto gli interventi di Mauro Bonaretti – Capo Dipartimento Mobilità Sostenibile del MIMS, Andrea Saccone – Toyota, Massimiliano Corsano – Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica e Antonio Cernicchiaro dell'UNRAE, 

“La transizione verso l’auto elettrica è destinata ad avere un significativo impatto sul futuro del business dell’autodemolizione” ha sottolineato Calò nel proprio intervento: “I veicoli elettrici a fine vita peseranno meno, avranno meno componenti da vendere per il riutilizzo da parte degli autodemolitori e offriranno meno materiali da recuperare. In tutto stimiamo un 30% in meno di peso del rottame, con azzeramento della vendita per il riuso di motori, cambi e trasmissioni che oggi costituiscono una fonte significativa di fatturato per gli impianti di demolizione. Restano dubbi sulla riutilizzabilità e riciclabilità della batteria, mentre invece appare chiaro che la bonifica del veicolo sarà più semplice e meno dispendiosa. In questo quadro i costi per le attività di demolizione dei veicoli dovrebbero aumentare notevolmente e questo impone un serio ripensamento sulla responsabilità dell'industria automotive per il fine vita dei veicoli; una questione che a Bruxelles è all'ordine del giorno e di questo ne siamo felici”. 

L’evento ADA è stato preceduto dal meeting organizzato da EGARA, l'associazione europea degli autodemolitori cui la stessa ADA aderisce, che si è concentrato sulla revisione della Direttiva UE2000/53.
 

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ASSOAMBIENTE del 24 Giugno 2022

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FEAD BULLETIN N° 85 -  24 June 2022

FEAD BULLETIN N° 85 -  24 June 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 85 del 24 giugno 2022.

Buona lettura !

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Presentazione Rapporto ISPRA SNPA Rifiuti speciali 2022

Presentazione Rapporto ISPRA SNPA Rifiuti speciali 2022

Presentato ieri a Roma nel corso di un convegno presso il Senato della Repubblica il Rapporto ISPRA SNPA Rifiuti speciali 2022. Quest’anno il Rapporto, giunto alla ventunesima edizione, fotografa la situazione del 2020, anno della pandemia e del lockdown, fornendo i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale,  alla gestione anche a livello provinciale, nonchè all’import/export.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/183/SAEC-DOP/NE del 24.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/183/SAEC-DOP/NE

2022/183/SAEC-DOP/NE

Presentato ieri a Roma nel corso di un convegno presso il Senato della Repubblica il Rapporto ISPRA SNPA Rifiuti speciali 2022. Quest’anno il Rapporto, giunto alla ventunesima edizione, fotografa la situazione del 2020, anno della pandemia e del lockdown, fornendo i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, alla gestione anche a livello provinciale, nonché all’import/export.

Per quanto riguarda la produzione di rifiuti, l’indagine evidenzia che nel 2020 sono state prodotte 147 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, ossia quasi 7 milioni di tonnellate in meno, con un calo del 4,5% rispetto all’anno precedente. Ciò è dovuto principalmente al calo dei consumi e della produzione manifatturiera nell’anno in esame.

Il settore delle costruzioni in particolare, nonostante un calo significativo della produzione dei rifiuti (-5,2%, oltre 3,5 milioni di tonnellate), si conferma quello che produce più rifiuti speciali (45,1% del totale), seguito dalle attività di gestione dei rifiuti e di risanamento ambientale (26,3%) e dalle attività manifatturiere (18,2% circa 26,7 milioni di tonnellate).

I rifiuti non pericolosi sono quelli che presentano la riduzione più marcata (-4,6%); tali rifiuti rappresentano il 93,3% del totale di quelli speciali, mentre quelli pericolosi calano di circa 300 mila tonnellate (-3%).

Come sempre, la produzione dei rifiuti speciali si concentra al Nord, dove il tessuto industriale è più sviluppato (56,9% del totale), soprattutto in Lombardia (21,6% di quelli prodotti a livello nazionale) e Veneto (11%). Al Nord è anche localizzata la metà dei 10.472 impianti, di cui un quinto nella sola Lombardia (2106).

Per quanto riguarda la gestione, i rifiuti speciali complessivamente gestiti in Italia nel 2020 sono stati pari a 159,8 milioni di tonnellate, di cui 150,3 milioni di tonnellate (94,1% del totale gestito) non pericolosi e 9,4 milioni di tonnellate (5,9% del totale gestito) pericolosi. Anche in questo caso si osserva un calo, anche se più contenuto (-2,9%) e riferito soprattutto allo smaltimento. 

Il recupero di materia è la forma di gestione prevalente, con il 70,6% (112,8 milioni di tonnellate), seguono con il 10,3% (16,4 milioni di tonnellate) le operazioni intermedie di smaltimento e, con il 6,2% (9,9 milioni di tonnellate) lo smaltimento in discarica. Risultano residuali, rispettivamente con l’1,1% e con lo 0,8%, le quantità avviate al coincenerimento (1,8 milioni di tonnellate) e all’incenerimento (1,3 milioni di tonnellate) – vedi grafico seguente.

La discarica rimane la principale forma di smaltimento (6,2% del totale gestito) con 9,9 milioni di tonnellate ma, rispetto al 2019, evidenzia una riduzione pari a 2 milioni di tonnellate (-17,7%).

Le tipologie di rifiuti non pericolosi maggiormente recuperate sono i rifiuti da costruzione e demolizione, mentre quelle maggiormente smaltite sono i rifiuti prodotti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.

Gli impianti di recupero di materia sono 4.399 e costituiscono il 42% della dotazione impiantistica nazionale; di questi, il 16,9% sono gli impianti dedicati esclusivamente allo stoccaggio dei rifiuti. Gli impianti industriali che effettuano il recupero di materia all’interno del proprio ciclo produttivo sono l’11,5% del totale. Gli impianti di autodemolizione, con 1.417 infrastrutture, rappresentano il 13,5%.

Per quanto riguarda l’import-export, la quantità totale di rifiuti speciali esportata nel 2020 è stata pari a oltre 3,6 milioni di tonnellate, a fronte di una importazione di oltre 6,7 milioni di tonnellate. Il 66% dei rifiuti esportati è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 34% da rifiuti pericolosi. Rispetto al 2019, il quantitativo totale esportato fa registrare una flessione del 7,8% che interessa esclusivamente i rifiuti speciali non pericolosi; i rifiuti speciali pericolosi, invece, aumentano di circa 40 mila tonnellate. I rifiuti non pericolosi esportati sono destinati per il 76,1% a recupero di materia, per il 18,5% a recupero energetico e per il 5,4% a forme di smaltimento. Il Paese a cui è destinato il maggior quantitativo, pari a 817 mila tonnellate, è la Germania, che riceve prevalentemente rifiuti pericolosi dagli impianti di trattamento dei rifiuti e dalle attività di costruzione e demolizione.

Il Rapporto contiene anche un focus sui rifiuti sanitari, in considerazione del periodo di riferimento: la pandemia da SARS-COV2 e l’emergenza sanitaria hanno causato la generazione di 232 mila tonnellate di rifiuti sanitari, la maggior parte pericolosi a rischio infettivo, con un incremento record del 16% nel 2020.

Altri rifiuti particolare oggetto di indagine per le loro criticità gestionali sono: amianto (Friuli Venezia Giulia la regione a produrne di più nel 2020), veicoli (-5,8% quelli trattati) pneumatici fuori uso (-1,6% rispetto al 2019), fanghi di depurazione urbani e industriali (costanti nel 2020), rifiuti da costruzione e demolizione (dei quali quasi il 78% è avviato a recupero).

Nell’allegare la sintesi, rinviamo per gli approfondimenti all’intera versione del Rapporto scaricabile qui.

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Nuovi Statuti CONAI e RILEGNO: pubblicati decreti di approvazione

Nuovi Statuti CONAI e RILEGNO: pubblicati decreti di approvazione

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale del 21 giugno scorso i decreti di approvazione firmati dal Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) del nuovo Statuto del Consorzio nazionale imballaggi – CONAI, con il DM 12 aprile 2022 e dello statuto del Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in legno – RILEGNO, con il DM 11 aprile 2022 (GU n. 143 del 21 giugno 2022).

Il testo dello statuto del Consorzio CONAI, già approvato dall'Assemblea dei consorziati del 14 luglio 2021, è stato adottato ai sensi dell’art. 224, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 che prevede che il Consorzio sia retto da uno statuto approvato dal Ministro della Transizione Ecologica, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. 

Per quanto riguarda lo Statuto RILEGNO, come noto i consorzi di filiera dovevano adeguare il proprio statuto allo schema tipo approvato dall’allora Ministro dell’Ambiente di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, secondo quanto previsto dall’art. 223 del D.Lgs. 152/2006. Il testo dello statuto del Consorzio RILEGNO era stato approvato dall'assemblea dei consorziati il 29 novembre 2017 ed è conforme allo schema di statuto-tipo.

I testi degli Statuti approvati sono disponibili sul sito del Ministero della Transizione Ecologica www.mite.gov.it nella sezione “Amministrazione trasparente”.

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Intervista al Presidente Testa sul Corriere della Sera

Intervista al Presidente Testa sul Corriere della Sera

Corriere della Sera

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Pubblicato decreto-legge su semplificazioni fiscali

Pubblicato decreto-legge su semplificazioni fiscali

Pubblicato il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 recante “Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali” (GU n. 143 del 21 giugno 2022). Il provvedimento, in vigore dal 22 giugno 2022, introduce semplificazioni in materia fiscale, in particolare nel rapporto fra fisco e contribuente e in materia di imposte dirette e indirette.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/182/SAEC-NOT/NA del 22.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/182/SAEC-NOT/NA

2022/182/SAEC-NOT/NA

Pubblicato il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 recante “Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali” (GU n. 143 del 21 giugno 2022). Il provvedimento, in vigore dal 22 giugno 2022, introduce semplificazioni in materia fiscale, in particolare nel rapporto fra fisco e contribuente e in materia di imposte dirette e indirette.

Per quanto di possibile interesse delle associate, il decreto:

  • introduce semplificazioni normative per la redazione dei bilanci delle micro-imprese e per la gestione degli errori contabili;
  • semplifica le modalità di deduzione dal valore della produzione IRAP dell’intero costo relativo al personale dipendente a tempo indeterminato;
  • amplia i casi di esonero dalla presentazione del cosiddetto “esterometro”, il documento per la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere, non più richiesto per le singole operazioni di importo inferiore a 5.000 euro;
  • semplifica il monitoraggio fiscale sulle operazioni di trasferimento di denaro attraverso intermediari bancari e finanziari, con l’invio delle relative comunicazioni all’Agenzia delle Entrate per operazioni di importo pari o superiore a 5.000 euro;
  • estende al 31 dicembre 2022 il termine per la presentazione della dichiarazione sull’IMU, di cui vengono semplificati i modelli di dichiarazione per gli enti non commerciali.

 

Per evitare la proroga automatica delle precedenti addizionali comunali Irpef, queste sono allineate e adeguate ai nuovi scaglioni previsti dalla riforma dell’imposta. Sono estesi al 2022 i correttivi in materia di Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, previsti per il 2020 e il 2021 alla luce degli effetti della pandemia sull’economia.

In materia di appalti, il decreto-legge cancella l’obbligo per le PA e per gli enti pubblici di comunicare all’Anagrafe tributaria gli estremi del contratto di appalto, di somministrazione e di trasporto conclusi mediante scrittura privata e non registrati.

Nel rinviare al testo del decreto - in allegato alla presente - per ulteriori approfondimenti, rimaniamo a disposizioni per ulteriori aggiornamenti, anche in relazione alla prossima conversione in legge del provvedimento.

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Appalto servizio rifiuti – serve iscrizione Albo Gestori per partecipare

Appalto servizio rifiuti – serve iscrizione Albo Gestori per partecipare

Il Tar Sardegna con sentenza n. 388 del 6 giugno 2022 ha stabilito che l'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali è un requisito di partecipazione alla gara per l'affidamento di un servizio di gestione rifiuti anche se non previsto espressamente dal bando. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/181/SA-GIU/LE del 22.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/181/SA-GIU/LE

2022/181/SA-GIU/LE

Il Tar Sardegna con sentenza n. 388 del 6 giugno 2022 ha stabilito che l'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali è un requisito di partecipazione alla gara per l'affidamento di un servizio di gestione rifiuti anche se non previsto espressamente dal bando. 

Con tale pronuncia i Giudici amministrativi hanno annullato l'aggiudicazione da parte del Comune di Cagliari di una gara per l'affidamento di servizi cimiteriali con gestione dei relativi rifiuti derivanti da esumazioni/estumulazioni nonché dei rifiuti prodotti nella sala autoptica (a seguito di autopsie o vestizione di salme).

L'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali prevista ex articolo 212, comma 5, del D.lgs. n. 152/2006 per la raccolta e trasporto rifiuti, secondo la Giurisprudenza consolidata è, infatti, un requisito di partecipazione alla gara d'appalto anche se non espressamente previsto nel bando di gara in quanto requisito di idoneità professionale ai sensi dell'articolo 83, D.lgs. n. 50/2016 (Codice appalti), presupposto necessario allo svolgimento della relativa attività capace di "eterointegrare" sul punto la "lex specialis" di gara. 

Inoltre, aggiungono i Giudici del Tar Sardegna, non è sufficiente nemmeno una iscrizione "generica" all'Albo anche non riferita alla tipologia di rifiuti specificamente oggetto di gara, “sia perché tale circostanza non emerge in alcun modo dalla Giurisprudenza di riferimento sia perché, comunque, l'ontologica differenza tra le diverse tipologie di rifiuti, implicante per ciascuna capacità professionali e cautele gestionali differenti, indica la necessità che l'iscrizione comprenda e si estenda sin dall'inizio a tutte le tipologie di rifiuti oggetto dei servizi da affidare”.

Per maggiori approfondimenti si rinvia alla sentenza allegata.

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La nuova Assoambiente

La nuova Assoambiente

HI-Tech Ambiente

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Piani gestione rifiuti portuali esistenti – in vigore fino ad aggiornamento ex D.lgs. n. 197/2021

Piani gestione rifiuti portuali esistenti – in vigore fino ad aggiornamento ex D.lgs. n. 197/2021

Rispondendo ad Interpello il MiTE ha chiarito che per garantire il servizio senza soluzione di continuità, i Piani di gestione dei rifiuti portuali adottati prima dell'entrata in vigore del Dlgs 197/2021 mantengono efficacia fino all'operatività dei nuovi Piani e che rimane nella competenza delle Autorità marittime la valutazione delle condizioni di esenzione e la loro conseguente applicazione alle navi che approdano al porto.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/180/SA-NOT/LE del 22.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/180/SA-NOT/LE

2022/180/SA-NOT/LE

Il Ministero della transizione ecologica il 26 maggio scorso con prot. n. 65963 ha risposto ad un interpello promosso dall’Associazione Amici della Terra finalizzato a conoscere:

  • la validità o meno dei Piani di gestione dei rifiuti portuali adottati prima dell'entrata in vigore del D.lgs. n. 197/2021 di recepimento della Direttiva UE 2019/883;
  • se, ai sensi dell’art. 9 del D.lgs. n. 197/21, il certificato di esenzione possa continuare ad essere rilasciato dall’Autorità Marittima del Porto in cui viene richiesta, autorità competente anche ai fini dei relativi controlli.

 

In relazione al primo punto dell’Interpello il MiTE ha chiarito che “al fine di assicurare i servizi senza soluzione di continuità, la cessazione dell’efficacia temporale dei piani di gestione dei rifiuti delle navi - preesistenti - è subordinata all’approvazione ed all’entrata in operatività dei nuovi piani. Di conseguenza deve ritenersi che, fino a nuova predisposizione ed approvazione, i piani di cui si tratta e i relativi atti “consequenziali” emanati dalle Autorità competenti [comprese le cd. ordinanze tariffarie] continuano ad essere validi e a produrre effetti”.

Sulla seconda domanda oggetto dell’Interpello il MiTE ha specificato che il certificato di esenzione dagli obblighi previsti dal D.lgs. n. 197/2021, articoli 6, 7 (comma 1) e 8 (notifica anticipata dei rifiuti, conferimento rifiuti e tariffe) è rilasciato dall'Autorità di sistema portuale competente in cui è situato il porto all'uopo preposto mentre rimane nella competenza delle Autorità marittime la valutazione delle condizioni di esenzione e la loro conseguente applicazione alle navi che approdano al porto.

Si ricorda che il D.lgs. n. 197/2021 (di recepimento della direttiva 2019/883/UE) ha dettato dal 15 dicembre 2021 nuove regole sugli impianti portuali di raccolta dei rifiuti delle navi, comprese quelle sull'approvazione dei Piani di raccolta e gestione dei rifiuti portuali da elaborare secondo le nuove disposizioni (per approfondimenti si rinvia alla circolare associativa n. 299/2021).

Per maggiori approfondimenti relativamente all’interpello di cui all’oggetto si rinvia ai seguenti link: quesito_interpello_rifiuti_navali.pdf (mite.gov.it) e riscontro_interpello_rifiuti_navali.pdf (mite.gov.it).

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Revisione Regolamento POP – Accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio europeo

Revisione Regolamento POP – Accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio europeo

Nell’ambito dei lavori europei per la revisione del Regolamento 2019/1021 sugli inquinanti organici persistenti (POP) si evidenzia come il Consiglio e il Parlamento abbiano raggiunto un accordo provvisorio circa le ulteriori restrizioni alla presenza di queste sostanze nei rifiuti. 

I termini dell’accordo riguardano in particolare i limiti per i ritardanti di fiamma bromurati (PBDE) per i quali è stato fissato un valore di 500 mg/kg con 2 successivi step di riduzione previsti entro 5 anni dall’entrata in vigore del regolamento.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/179/SAEC-NOT/CS del 22.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/179/SAEC-EUR/CS

2022/179/SAEC-EUR/CS

Nell’ambito dei lavori europei per la revisione del Regolamento 2019/1021 sugli inquinanti organici persistenti (POP), il Consiglio ed il Parlamento hanno raggiunto un accordo provvisorio circa le ulteriori restrizioni relative alla presenza di queste sostanze nei rifiuti. 

In particolare i termini dell’accordo relativi alle sostanze più rilevanti dovrebbero essere i seguenti:

  • PBDE - previsto un approccio in tre step con un valore limite, oltre il quale non sarà possibile riciclare le plastiche che li contengono. Limite fissato a 500 mg/kg al momento dell’entrata in vigore del regolamento, una riduzione automatica a 350 mg/kg a partire dal terzo anno e un'altra riduzione automatica a 200 mg/kg dal quinto anno, a condizione che il valore limite per l’impiego di queste sostanze nella produzione di nuovi beni non sia più alto di tale valore (questo per evitare che rispetto ad un prodotto legalmente sul mercato europeo - Allegato I al draft regolamento - non sia poi possibile avviarlo a riciclo secondo i valori soglia per i POP previsti per i rifiuti - Allegato IV al draft regolamento). Proprio per meglio affrontare tale questione anche l'Allegato 1 verrà sottoposto a revisione;
  • HBCD - per l’esabromociclododecano, un ritardante di fiamma, Consiglio e Parlamento hanno concordato una riduzione del valore limite in due fasi: 500 mg/kg all'entrata in vigore del regolamento e, grazie ad una clausola di revisione, una riduzione a 200 mg/kg dopo 5 anni dall'entrata in vigore. Anche in questo caso, secondo le Istituzioni europee, la suddivisione in step dovrebbe consentire al settore dell’autodemolizione di adattarsi alla riduzione dei valori soglia, inviando al contempo un segnale a lavorare per sviluppare e migliorare i metodi di selezione e trattamento.

 

Di seguito si riportano i termini (provvisori) dell’accordo relativi ad alcune delle altre sostanze incluse nell'Allegato IV del Regolamento POPs di possibile interesse:

  • PFOA – questa categoria di sostanze viene inclusa nel campo di applicazione del regolamento con un valore limite massimo fissato a 1 mg/kg per gli PFOA e i loro sali e a 40 mg/kg per i composti correlati agli PFOA, con una clausola di revisione di tali valori 5 anni dopo l'entrata in vigore del regolamento;
  • Diossine e furani - il valore limite per diossine e furani è stato fissato a 5 μg/kg. Il valore limite per queste sostanze nelle ceneri domestiche e nella fuliggine si applicherà a partire dal 1° gennaio 2025. Il valore limite per queste sostanze nelle ceneri volanti generate da impianti a biomassa per la produzione di calore ed energia si applicherà a partire da un anno dopo l'entrata in vigore del regolamento, con un valore transitorio che nel frattempo sarà pari a 10 μg/kg. Gli Stati membri dovranno raccogliere e rendere disponibili i dati entro il 1° luglio 2026. Anche in questo caso i valori limite individuati saranno oggetto di revisione 5 anni dopo l'entrata in vigore del regolamento;
  • PFHxS - il valore limite è stato fissato a 1 mg/kg per il PFHxS e i suoi sali e a 40 mg/kg per i composti correlati, con clausola di revisione a partire da 5 anni dopo l'entrata in vigore. Tale sostanza, non inizialmente inclusa nella proposta della Commissione, è stata aggiunta da Parlamento e Consiglio a seguito della decisione della Conferenza delle Parti della Convenzione di Stoccolma di inserirla nell'Allegato A della Convenzione.

 

In aggiunta ai termini individuati nell’accordo si evidenzia come la Commissione stia valutando la possibilità di modificare la legislazione in materia di rifiuti al fine di stabilire se i rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti che superano i limiti di concentrazione indicati nell'allegato IV del Regolamento POP vadano classificati come pericolosi.

Questo accordo politico provvisorio dovrà essere sottoposto ora all’approvazione del Comitato dei Rappresentanti Permanenti prima di poter proseguire con l’iter previsto per giungere alla sua approvazione formale. 

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Appalto rifiuti – obblighi dichiarativi sul provvedimento espulsivo

Appalto rifiuti – obblighi dichiarativi sul provvedimento espulsivo

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4831 del 14 giugno 2022, ha statuito che l'impresa partecipante a un appalto per il servizio rifiuti deve dichiarare un precedente provvedimento di esclusione subito in altre procedure, senza che vi sia però un automatico effetto escludente dalla gara. 

La pronuncia arriva ad esito di una gara di appalto per l’affidamento da parte di un Comune del servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, servizi di igiene urbana e complementari.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/178/SA-GIU/TO del 22.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/178/SA-GIU/TO

2022/178/SA-GIU/TO

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4831 del 14 giugno 2022, ha statuito che l'impresa partecipante a un appalto per il servizio rifiuti deve dichiarare un precedente provvedimento di esclusione subito in altre procedure, senza che vi sia però un effetto di esclusione automatica dalla gara. 

La pronuncia è ad esito di una gara di appalto per l’affidamento da parte di un Comune della Sardegna con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa del servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, servizi di igiene urbana e complementari.

I giudici ricordano che l’onere del partecipante alla gara d’appalto di comunicare alla stazione appaltante il provvedimento di esclusione da precedenti gare per motivi che facciano dubitare della sua integrità e affidabilità poggia sull'articolo 80, comma 5 del Codice degli Appalti; di conseguenza il Comune appaltante deve valutare nuovamente l'episodio causa di esclusione e decidere se ammettere il concorrente o affermare nuovamente la rilevanza espulsiva della condotta. 

Secondo la pronuncia ogni provvedimento di esclusione si genera e si consuma all’interno della procedura di gara per il quale è stato adottato, salvi appunto gli oneri di comunicazione a carico del partecipante alla gara, pertanto non si verifica alcun effetto espulsivo automatico dalla nuova procedura di gara cui l’impresa abbia richiesto di partecipare.

La stazione appaltante che procede all’ammissione alla gara di un’impresa, non ritenendo rilevanti le pregresse vicende professionali dichiarate dal concorrente, non è tenuta a esplicitare in maniera analitica le ragioni di siffatto convincimento, potendo la motivazione risultare anche implicitamente o per “fatti concludenti”, ossia con la stessa ammissione alla gara dell'impresa. 

Nel rimandare alla sentenza, allegata alla presente, rimaniamo a disposizione per aggiornamenti e informazioni.

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Illegittima delega al Comune su rilascio autorizzazione unica ex art. 208 del D.lgs. n. 152/2006

Illegittima delega al Comune su rilascio autorizzazione unica ex art. 208 del D.lgs. n. 152/2006

Il TAR Lazio, con Sentenza n. 7771 del 13 giugno 2022 ha stabilito che il potere di rilascio dell'autorizzazione unica ex articolo 208, Dlgs 152/2006 per impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti non può essere trasferito da parte della Regione in favore del Comune. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/177/SAEC-GIU/LE del 22.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/177/SAEC-GIU/LE

2022/177/SAEC-GIU/LE

Il TAR Lazio, con Sentenza n. 7771 del 13 giugno 2022 ha stabilito che il potere di rilascio dell'autorizzazione unica ex articolo 208 del D.lgs. n. 152/2006 per impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti non può essere trasferito da parte della Regione in favore del Comune. 

Nello specifico la pronuncia giurisprudenziale ha affermato l'illegittimità del provvedimento comunale negativo di autorizzazione unica ex articolo 208 del D.lgs. n. 152/2006 alla realizzazione e gestione degli impianti di smaltimento e recupero di veicoli fuori uso come previsto dall'articolo 6 della LR Lazio 27/1998 che disponeva la delega al Comune del potere autorizzatorio. 

Trattasi, secondo i Giudici, di una norma illegittima in quanto già la Corte Costituzionale con sentenza 7 ottobre 2021, n. 189 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, a decorrere dal 29 aprile 2006 (data di entrata in vigore del D.lgs. n. 152/2006) del citato articolo 6 della LR Lazio 27/1998 il quale, secondo la Consulta, introduce una deroga all'ordine delle competenze tra Stato e Regioni stabilito dall’art. 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione. 

I Giudici amministrativi a tale riguardo, concludono pertanto che “La potestà legislativa esclusiva in materia ambientale comporta la legittimazione del solo Legislatore nazionale a definire l'organizzazione delle corrispondenti funzioni amministrative, sicché deve escludersi che le funzioni amministrative, già conferite dallo Stato alla Regione, possano essere da quest'ultima riallocate presso altro Ente infraregionale quale il comune, comportando una modifica, mediante un atto legislativo regionale, dell'assetto di competenze inderogabilmente stabilito dalla legge nazionale”.

Si rinvia per ogni ulteriore approfondimento alla Sentenza allegata.

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Accordo 18 maggio 2022 - Rinnovo CCNL Servizi Ambientali – Scioglimento riserva Organizzazioni Sindacali.

Accordo 18 maggio 2022 - Rinnovo CCNL Servizi Ambientali – Scioglimento riserva Organizzazioni Sindacali.

Le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno formalizzato lo scioglimento della riserva relativa all’ipotesi di accordo sottoscritta il 18 maggio scorso

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare n. 2022/176/SA-LAV/MI del 21.6.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE. 

 

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2022/176/SA-LAV/MI

2022/176/SA-LAV/MI

Con comunicazione pervenuta in data odierna, le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno formalizzato lo scioglimento della riserva apposta, come di consueto, all’ipotesi di accordo sottoscritta il 18 maggio scorso.

 

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FEAD BULLETIN N° 84 -  17 June 2022

FEAD BULLETIN N° 84 -  17 June 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 84 del 17 giugno 2022.

Buona lettura !

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ASSOAMBIENTE del 17 Giugno 2022

ASSOAMBIENTE del 17 Giugno 2022 {related_entries id="fotogallery_allegata"}

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Revisione Regolamento ETS e incenerimento rifiuti

Revisione Regolamento ETS e incenerimento rifiuti

Nell’ambito della revisione del Regolamento ETS sul sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE, tra gli strumenti previsti nel Pacchetto UE “Fit for 55”, ipotizzata inclusione degli impianti di incenerimento rifiuti urbani.

FEAD ha avviato confronto con rappresentanti del Parlamento e Consiglio UE.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/175/SAEC-EUR/PE del 17.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/175/SAEC-EUR/PE

2022/175/SAEC-EUR/PE

Il 14 luglio 2021, la Commissione Europea ha presentato un pacchetto “Fit for 55” , contenente proposte legislative disegnate per permettere il conseguimento degli obiettivi intermedi dell’European Green Deal e gli obbiettivi di neutralità climatica definiti dal Regolamento UE 2021/1119, raggiungendo al 2030 una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. 

Il pacchetto presenta 15 strumenti legislativi atti a conseguire gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea sul clima, e ad imprimere l’accelerazione necessaria alla riduzione delle emissioni di gas serra nei prossimi decenni, che trovano applicazione in diversi settori dal settore energetico e climatico all’uso del suolo, dai trasporti alla fiscalità. Tra gli strumenti del “Fit for 55” segnaliamo in particolare la revisione del Regolamento ETS sul sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (v. Circolare associativa 007/2022/CS).

A riguardo, lo scorso 5 giugno il Parlamento UE non ha adottato la relazione della Commissione ENVI (Relatore Peter Liese) che prevedeva l’inclusione degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (esclusi i rifiuti pericolosi) nello schema ETS dal 2026, nonché l’avvio di uno studio di Impact Assesment (IA) da parte della Commissione per la fine del 2024 per definire l’impatto e la possibilità di inclusione nello schema ETS anche di altre attività di trattamento rifiuti quali la discarica e potenzialmente anche compostaggio e TMB.

La FEAD, Federazione a cui Assoambiente aderisce e partecipa, si è attivata per un confronto con alcuni rappresentanti del Parlamento UE al fine di poter valutare l’inclusione degli impianti di incenerimento a valle dello studio di IA, più in linea con la posizione di compromesso in corso di definizione da parte del Consiglio UE che sta valutando ipotesi di inclusione dell’incenerimento nell’ETS dal 2031 solo a seguito degli esiti del report della Commissione (entro il 31 dicembre 2026).

Ad oggi il settore della gestione rifiuti è incluso nell’Effort Sharing Scheme (ESS) dedicato esclusivamente ai gas serra provenienti dai settori che non rientrano nell'ambito di applicazione dell’ETS e all’interno di questo contesto il capitolo “waste” incide per meno del 6% rispetto al totale emissioni dei settori ESS.

In materia si riporta il comunicato stampa di FEAD dello scorso 14 giugno (v. Allegato 1) predisposto in vista del nuovo incontro del Parlamento previsto per il prossimo 22 giugno. In relazione alle attività della FEAD, alleghiamo inoltre il report generale (v. Allegato 2) presentato in occasione della recente Assemblea della Federazione dello scorso 2 giugno.

Nel rimanere a disposizione per ogni informazione, si rimanda a prossime comunicazioni per ogni aggiornamento in materia.

 

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Approvato il Piano per la transizione ecologica

Approvato il Piano per la transizione ecologica

Con Delibera n. 1 del 8 marzo 2022 del Comitato nazionale per la transizione ecologica (CITE), pubblicata sulla G.U. n. 138 del 15 giugno 2022, è stato approvato il Piano per la transizione ecologica (PTE) ai sensi dell'articolo 57-bis del Dlgs 152/2006, introdotto dal D.L. n. 22/2021, poi convertito nella legge 55/2021, che, ai commi 3 e 4, prevede l'approvazione di un piano per la transizione ecologica al fine di coordinare integrandole con la digitalizzazione e la transizione energetica, le politiche ambientali che porteranno, attraverso un cronoprogramma di misure e di azioni, alla trasformazione del sistema Paese al fine di renderlo capace di centrare gli obiettivi al 2050.

Sei gli obiettivi generali da centrare al 2030, con un orizzonte al 2050: neutralità climatica; azzeramento dell’inquinamento; adattamento ai cambiamenti climatici; ripristino della biodiversità e degli ecosistemi; transizione verso l’economia circolare e la bioeconomia.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/174/SAEC-DOP/NA del 17.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/174/SAEC-DOP/NA

2022/174/SAEC-DOP/NA

Con Delibera n. 1 del 8 marzo 2022 del Comitato nazionale per la transizione ecologica (CITE), pubblicata sulla G.U. n. 138 del 15 giugno 2022, è stato approvato il Piano per la transizione ecologica (PTE).

Il PTE è stato approvato ai sensi dell'articolo 57-bis del Dlgs 152/2006, introdotto dal D.L. n. 22/2021, poi convertito nella legge 55/2021 che, ai commi 3 e 4, prevede l'approvazione di un piano per la transizione ecologica al fine di coordinare, integrandole con la digitalizzazione e la transizione energetica, le politiche ambientali che porteranno, attraverso un cronoprogramma di misure e di azioni, alla trasformazione del sistema Paese al fine di renderlo capace di centrare gli obiettivi al 2050. 

A tal fine il PTE indica una serie di obiettivi generali, il percorso metodologico e i target da raggiungere, e individua un primo set di indicatori, condivisi anche a livello internazionale ed europeo, che costituiranno il riferimento essenziale per la valutazione delle azioni previste.

Gli obiettivi generali da centrare hanno nel 2030 il limite temporale, con un orizzonte al 2050 e sono articolati su cinque assi: 

  • neutralità climatica;
  • azzeramento dell’inquinamento;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • ripristino della biodiversità e degli ecosistemi;
  • transizione verso l’economia circolare e la bioeconomia.
     

Nell’ambito di tali macro-obiettivi, il Piano interviene su otto ambiti di intervento, per i quali verranno costituiti appositi gruppi di lavoro (per approfondimenti si rimanda alle circolari associative n. 228/2021 e circ. n. 313/2021):

  • decarbonizzazione;
  • mobilità sostenibile;
  • miglioramento della qualità dell’aria;
  • contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico;
  • miglioramento delle risorse idriche e delle relative infrastrutture;
  • ripristino e il rafforzamento della biodiversità;
  • tutela del mare;
  • promozione dell’economia circolare, della bioeconomia e dell’agricoltura sostenibile.
     

Per quanto riguarda l’ultimo punto, il PTE riporta che entro il 2022 verrà pubblicata la nuova “Strategia nazionale per l’economia circolare”, che dettaglierà obiettivi e interventi per la transizione verso una piena circolarità della produzione e delle risorse, entrando così in una fase operativa rispetto al documento strategico “Verso un modello di economia circolare” elaborato nel 2017 dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Inoltre viene richiamata la definizione del Programma nazionale di gestione rifiuti che consentirà di rafforzare e supportare la pianificazione regionale al supporto tecnico alle autorità locali che ne hanno bisogno da parte del MiTE, la definizione di nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde e la responsabilità estesa del produttore e del consumatore. Il Piano prevede inoltre un’attività avanzata di monitoraggio (anche tramite droni e telerilevamento) degli smaltimenti illegali come parte di un più ampio sistema di monitoraggio integrato del territorio e pone attenzione al trattamento e la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti urbani con produzione di compost e biogas ed altri bioprodotti.

L’insieme di questi progetti andranno estesi e consolidati oltre l’orizzonte del 2026, con tappe sempre più stringenti che prevedono, idealmente, il dimezzamento dei rifiuti di plastica in mare, dei rifiuti urbani, e la riduzione del 30% delle microplastiche rilasciate nell’ambiente entro il 2030.

Si segnala che nel suo iter di approvazione il Piano ha ricevuto il parere negativo, obbligatorio ma non vincolante, della Conferenza Unificata, superato dal CITE in quanto relativo prevalentemente alla condivisione della governance e non al contenuto tecnico del Piano.

Nel rimanere a disposizione per eventuali approfondimenti, rinviamo alla Delibera CITE n. 1 dell’8 marzo 2022 (disponibile qui) e al PTE (disponibile qui) per ulteriori dettagli.

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A Modena gli Stati Generali dell’Autodemolizione

A Modena gli Stati Generali dell’Autodemolizione

ADA (l’Associazione Demolitori di Autoveicoli che aderisce ad Assoambiente) chiama a raccolta il mondo dell’autodemolizione e indice per il prossimo 25 giugno a Modena (presso la Camera di Commercio cittadina) l’ADA Premium Event 2022.
La manifestazione, alla sua seconda edizione, avrà come tema centrale “Il futuro dell’autodemolitore – Crescita professionale e transizione ecologica degli autoveicoli”.

Durante il convegno si alterneranno gli interventi di rappresentati delle Istituzioni nazionali e locali, degli operatori e di esperti del settore che si confronteranno sulle strategie per affrontare le sfide presenti e future di un comparto sempre più rivolto verso l’economia circolare e al centro della transizione ecologica della mobilità impressa a livello europeo.

Dopo il benvenuto di Anselmo Calò, Presidente ADA e di Ludovica Carla Ferrari, Assessora del Comune di Modena, si aprirà la prima sessione dei lavori dedicata alla "Crescita professionale: controlli e autocontrolli”. Alla presenza di esperti sul tema dei controlli, sarà presentato un innovativo sistema di autocontrollo per gli impianti, commissionato da ADA e realizzato dall’azienda ECOEURO, destinato a semplificare la vita degli operatori e a migliorare la qualità e i processi di controllo delle aziende.

Spazio poi a un approfondimento sulla normativa del settore con tre specifici focus su: “il Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti”, “il registro digitale delle radiazioni e radiazioni online” e “la tracciabilità delle vendite online di ricambi usati”; un tema, quest’ultimo, al centro di una specifica proposta avanzata da ADA alle Istituzioni europee, in occasione della discussione sul DSA (regolamento europeo vendite on-line) con l’obiettivo di porre un freno al commercio illegale online di componenti di auto a fine vita o, peggio ancora, di parti provenienti da vetture rubate.

L’ultima sessione riguarderà il tema del momento: la “Transizione Ecologica per gli autoveicoli”, anche alla luce delle recenti decisioni europee prese con il “FIT for 55” e del significativo impatto che questo processo è destinato ad avere sul futuro del business dell’autodemolizione. 
Ospiti del talk saranno, oltre al Presidente ADA - Anselmo Calò, On. Claudia Porchietto – Commissione Attività Produttive della Camera, Mauro Bonaretti – Capo Dipartimento Mobilità Sostenibile del MIMS, Andrea Saccone – Toyota e Massimiliano Corsano – Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica. 
 

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La gran svolta di Cingolani sull’estrazione degli idrocarburi

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Il Foglio

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Bonus “una tantum” € 200 in favore dei lavoratori dipendenti – Art. 31 decreto-legge n. 50/2022 – Messaggio INPS n. 2397 del 13.6.2022

Bonus “una tantum” € 200 in favore dei lavoratori dipendenti – Art. 31 decreto-legge n. 50/2022 – Messaggio INPS n. 2397 del 13.6.2022

Il 13 giugno scorso l ’INPS ha pubblicato il Messaggio recante le istruzioni per il recupero dei 200 euro da erogare ai lavoratori dipendenti con la retribuzione del mese di luglio, a carico del Governo

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare n. 2022/173/SA-LAV/MI del 16.6.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE. 

 

 

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2022/173/SA-LAV/MI

2022/173/SA-LAV/MI

Si fa seguito alla circolare Assoambiente n. 150/2022 del 24 maggio scorso, per dare notizia dell’emanazione da parte dell’INPS del messaggio n. 2397 in merito al “Bonus 200 euro” di cui all’articolo 31 del decreto-legge 17 maggio 2022 n. 50, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio stesso, nonchè per evidenziarne alcuni aspetti applicativi.In premessa, si ricorda che il decreto-legge è tuttora in fase di conversione in legge; conversione che dovrà necessariamente concludersi ad opera del Parlamento entro il 16 luglio p.v.Allo stato attuale la norma in questione prevede che:

  • la somma di € 200 netti sia corrisposta ai lavoratori dipendenti che nel primo quadrimestre del 2022 hanno beneficiato dell’esonero previdenziale (0,8% dell’aliquota a carico del lavoratore) di cui all’articolo 1, comma 121, della legge di Bilancio 2022, n. 234/2021 (cfr. circolare Assoambiente n. 34/2022 del 27 gennaio u.s.). In ordine a tale aspetto sorge il dubbio se sia condizione indispensabile l’effettiva fruizione dell’esonero o se sia sufficiente essere in possesso dei requisiti, ovvero il limite reddituale di € 35.000 su base annua (€ 2.692 su base mensile). La questione necessita di un chiarimento in sede legislativa o almeno da parte dell’INPS;
  • l’importo verrà compensato con i contributi dovuti nella denuncia mensile, analogamente a quanto avviene con la procedura prevista per l’indennità di malattia (vedi messaggio INPS allegato);
  • il lavoratore deve dichiarare formalmente (articolo 31, primo comma) di non essere titolare di un trattamento pensionistico né del reddito di cittadinanza;
  • l’importo spetta una sola volta, anche nel caso in cui il lavoratore sia titolare di due o più rapporti di lavoro;
  • l’importo è erogato interamente anche in caso di lavoratori titolari di un contratto a tempo parziale.

Come detto, l’INPS ha emanato il 13 giugno scorso il messaggio n. 2397, recante le istruzioni per i datori di lavoro su come esporre il credito sul flusso Uniemens.Per gli aspetti applicativi l’INPS si riserva una circolare da emanare prossimamente.

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BANDO RAEE 2022 - Erogazione contributi implementazione sistema RAEE e comunicazione.

BANDO RAEE 2022 - Erogazione contributi implementazione sistema RAEE e comunicazione.

Pubblicato  il nuovo Bando RAEE finalizzato finanziare opere presso il Centro di Raccolta, la realizzazione di sistemi per la raccolta continuativa dei RAEE domestici o di nuovi (ove non presenti) sul territorio e la realizzazione di progetti di comunicazione locale sui RAEE. La partecipazione al Bando 2022 è possibile esclusivamente on-line e la documentazione dovrà essere compilate e trasmesse entro e non oltre le ore 12.00 del 29 luglio 2022.

Per agevolare la compilazione della domanda, il CdC RAEE ha predisposto una breve guida operativa disponibile qui.

Tutte le informazioni utili, il testo ufficiale, le FAQ e i Modelli di Domanda e l’Allegato 1 sono disponibili esclusivamente on-line, attraverso il portale del CdC RAEE www.cdcraee.it.

La Segreteria Tecnica del Bando fornisce supporto ai Sottoscrittori nella fase di predisposizione della documentazione richiesta attraverso i Numeri 334.7063353 – 02.87244912 – 800.894097 e l’indirizzo e-mail bando@cdcraee.it, attivi dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/162/SAEC-FIN/LE del 06.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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Regione Lombardia - Bando Economia Circolare 2022

Regione Lombardia - Bando Economia Circolare 2022

La Regione Lombardia e il Sistema camerale lombardo, nell’ambito degli impegni assunti nell’Accordo di collaborazione per lo sviluppo e la competitività del sistema economico lombardo, hanno pubblicato il Bando Economia Circolare 2022, con lo scopo di favorire la transizione delle piccole e medie imprese lombarde verso un modello di economia circolare. Il Bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese lombarde che presentino progetti in forma singola o in aggregazione, formata da almeno 3 imprese rappresentanti la filiera. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022-172_SAEC-FIN_CS del 14.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/172/SAEC-FIN/CS

2022/172/SAEC-FIN/CS

La Regione Lombardia e il Sistema camerale lombardo, nell’ambito degli impegni assunti nell’Accordo di collaborazione per lo sviluppo e la competitività del sistema economico lombardo, hanno pubblicato il Bando Economia Circolare 2022, con lo scopo di favorire la transizione delle piccole e medie imprese lombarde verso un modello di economia circolare, la riqualificazione dei settori e delle filiere lombarde e il riposizionamento competitivo degli interi comparti rispetto ai mercati, rendendo possibile la simbiosi industriale, anche in risposta alle nuove esigenze economiche, energetiche, per il clima e la biodiversità. 

Il bando prevede il sostegno a:

  • progetti che promuovano il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui derivanti dai cicli produttivi in alternativa alle materie prime vergini e la riduzione della produzione di rifiuti;
  • progetti che tengano conto dell’intero ciclo di vita del prodotto secondo la metodologia Life Cycle Thinking - Eco-design;
  • progetti di cui ai punti precedenti che intendano fornire una risposta alle nuove esigenze economiche, energetiche, per il clima e la biodiversità, in particolare soluzioni riguardanti la prototipazione o lo sviluppo di nuovi materiali o prodotti e/o componenti con un approccio climate e biodiversity positive.

Il Bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese lombarde che presentino progetti in forma singola o in aggregazione, formata da almeno 3 imprese rappresentanti la filiera che condividono gli obiettivi del progetto. La forma di aiuto contenuta nel Bando, che ha una dotazione complessiva di 4.035.000 €, prevede un contributo a fondo perduto con un'intensità pari al 40% delle sole spese ammissibili e un importo massimo di 120.000 € per i progetti presentati da imprese in forma aggregata e 100.000 € per progetti presentati da imprese in forma singola. Ogni impresa o aggregazione di imprese potrà presentare una sola domanda con un investimento minimo pari a 40.000 €.

Gli interventi agevolabili per i quali le imprese potranno presentare domanda dovranno riguardare un progetto esecutivo attinente a uno o più dei seguenti ambiti: 

  • innovazione di prodotto e/o di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione produzione di rifiuti e riutilizzo di beni e materiali;
  • innovazione di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti (c.d. “end of waste”);
  • attività di riutilizzo e preparazione per il riutilizzo, compreso creazione di forme di ritiro dei propri prodotti a fine vita, ad esempio allo scopo di riutilizzarne parti o componenti aventi ancora valore, avviarli a processi di remanufacturing, etc. (attivazione di programmi di take-back);
  • progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera;
  • sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design);
  • implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali.

Le domande di partecipazione potranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it a partire dalle ore 10.00 del 20 giugno 2022 fino alle ore 16.00 del 19 settembre 2022. Tutte le domande che perverranno al di fuori di tali termini verranno escluse automaticamente. Maggiori informazioni sul Bando nonché il Manuale utente e i contatti per ricevere supporto e aiuto sono disponibili qui, alla pagina dedicata del sito di Unioncamere Lombardia.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda al testo del Bando, riportato in allegato.

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REGIONE LOMBARDIA - Presentazione nuovo PRGR e bando economia circolare

REGIONE LOMBARDIA - Presentazione nuovo PRGR e bando economia circolare

Regione Lombardia ha organizzato per il prossimo 24 giugno un convegno di presentazione dell’aggiornamento del Programma regionale di Gestione Rifiuti e del Programma Regionale Bonifiche approvato il 24 giugno 2022.

Al convegno parteciperà anche Assoambiente.

È necessaria la registrazione a questo link:  https://www.ambiente-regionelombardia.it/

In allegato il Programma

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Sentenza Corte di Giustizia UE su discariche

Sentenza Corte di Giustizia UE su discariche

Con Sentenza n. 43/21 la Corte di Giustizia UE ha stabilito che “il mero prolungamento del periodo di messa in discarica dei rifiuti, senza che siano modificate le dimensioni massime approvate dell’installazione o dell’impianto oppure la rispettiva capacità totale, non costituisce una modifica sostanziale” ai sensi della normativa vigente.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022-171_SA-GIU_LE del 14.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/171/SA-GIU/LE

2022/171/SA-GIU/LE

Con Sentenza n. 43/2021 la Corte di Giustizia UE ha stabilito che “il mero prolungamento del periodo di messa in discarica dei rifiuti, senza che siano modificate le dimensioni massime approvate dell’installazione o dell’impianto oppure la rispettiva capacità totale, non costituisce una modifica sostanziale ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 9, della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento)”.

La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata posta da un Giudice della Repubblica ceca nell’ambito di una controversia in merito alla vicenda di una modifica dell'autorizzazione integrata ambientale ex direttiva 2010/75/Ue consistente nel differimento del periodo di messa in discarica accordato a una società.

Per i Giudici europei tale prolungamento non ha modificato né le dimensioni della discarica né la sua capacità totale di stoccaggio di rifiuti, né il funzionamento o le sue caratteristiche. Pertanto, non essendo intervenute modifiche nei parametri autorizzati, il prolungamento di durata di messa in discarica non può essere inquadrato come "modifica sostanziale" ai sensi dell'articolo 3, comma 9, direttiva 2010/75/Ue (recepito con l’articolo 5, comma 1, lettera l-bis), Dlgs 152/2006), tale da richiedere una nuova autorizzazione integrata ambientale come previsto dall'articolo 29-octies, Dlgs 152/2006.

Per quanti interessati a maggiori approfondimenti rinviamo alla Sentenza disponibile qui.

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PUBBLICATA LA LEGGE SALVAMARE

PUBBLICATA LA LEGGE SALVAMARE

Pubblicata la Legge n. 60 del 17 maggio 2022 recante “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare (legge «SalvaMare») che introduce misure per una gestione semplificata dei rifiuti accidentalmente pescati equiparandoli a quelli delle navi. Obiettivo del provvedimento che ha avuto una lunga gestazione parlamentare lunga 4 anni, è quello di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi volti alla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e alla corretta gestione dei rifiuti medesimi.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/170/SAEC-NOT/LE del 13.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/170/SAEC-NOT/LE

2022/170/SAEC-NOT/LE

Pubblicata la Legge n. 60 del 17 maggio 2022 recanteDisposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare (legge «SalvaMare») che introduce misure per una gestione semplificata dei rifiuti accidentalmente pescati equiparandoli a quelli delle navi (G.U. n. 134 del 10 giugno 2022), in vigore dal 25 giugno 2022.

Il provvedimento, presentato nel 2019, era stato approvato dalla Camera a ottobre 2019, poi approvato con modifiche dal Senato il 9 novembre 2021, nuovamente approvato dalla Camera con modifiche il 6 aprile 2022, e definitivamente approvato dal Senato l'11 maggio 2022. 

Obiettivo del provvedimento è quello di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi volti alla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e alla corretta gestione dei rifiuti medesimi.

In sintesi il provvedimento:

  • introduce nuove definizioni nell’ambito del D.Lgs. n. 152/2006 tra cui quella di rifiuti accidentalmente pescati e volontariamente pescati, riconducendoli nel novero dei rifiuti urbani, nonché quelle di campagne di pulizia di mare, fiumi e laghi;
  • stabilisce che:
    • per alcune attività prevista esclusione dall’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali, di cui all’articolo 212 del D.Lgs. n. 152/06 (art. 2 comma 2);
    • il conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati all’impianto portuale di raccolta, previa pesatura degli stessi all’atto del conferimento, è gratuito per il conferente e si configura quale deposito temporaneo ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. n. 152/2006 (art. 2 comma 5);
    • i costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati sono coperti con una specifica componente che si aggiunge alla tassa sui rifiuti, di cui al comma 639 dell’articolo 1 della legge n. 147/13 e l’ARERA ne disciplina i criteri e le modalità per la sua definizione (art. 2 comma 7);
    • con decreto da adottare entro il 25 ottobre p.v., sono individuate misure premiali, ad esclusione di provvidenze economiche, nei confronti del comandante del peschereccio che conferisce i rifiuti di cui alla presente legge (art. 2 comma 9);
    • i rifiuti accidentalmente (RAP) e/o volontariamente pescati possono essere raccolti anche mediante sistemi di cattura degli stessi, seppur rispettosi dell’ecosistema marino, nell’ambito di specifiche campagne di pulizia organizzate su iniziativa dell’autorità competente ovvero su istanza presentata all’autorità competente dal soggetto promotore della campagna (art. 3, commi 1 e 2);
    • al fine di promuovere il riciclaggio della plastica e di altri materiali non compatibili con l’ecosistema marino, entro il 25 dicembre 2022, il Ministro della Transizione Ecologica stabilisce i criteri e le modalità con cui i rifiuti accidentalmente pescati e quelli volontariamente raccolti cessano di essere qualificati come rifiuti, ai sensi dell’articolo 184 -ter del D.Lgs. n. 152/06 (art. 4);
    • al fine di ridurre l’impatto dell’inquinamento marino derivante dai fiumi, le Autorità di bacino distrettuali introducono, nei propri atti di pianificazione, misure sperimentali dirette alla cattura dei rifiuti galleggianti ed il MiTE avvierà un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da tale forma di inquinamento (art. 6);
    • possono essere effettuate campagne di sensibilizzazione per il conseguimento delle finalità della presente legge e forme di pubblicità per dare adeguata informazione ai pescatori e agli operatori del settore circa le modalità di conferimento dei rifiuti accidentalmente e/o volontariamente pescati (art. 8).

 

I successivi articoli 9 e 10 disciplinano, rispettivamente, iniziative di educazione ambientale nelle scuole per sensibilizzare sul tema (art. 9) e la previsione di riconoscimenti ambientali attestanti l’impegno per il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità per coloro che partecipano a campagne di pulizia.

Da ultimo la Legge in oggetto istituisce, presso il MiTE, un Tavolo interministeriale, al fine di coordinare l’azione di contrasto dell’inquinamento marino, anche dovuto alle plastiche, e di monitorare l’andamento del recupero dei rifiuti conseguente all’attuazione della presente legge.

Rispetto a quanto già segnalato dall’Associazione in fase di audizione, congiunta con ANSEP-UNITAM, sulla proposta di legge segnaliamo in particolare l’importanza di una definizione chiara e adeguata - rispetto alle esigenze logistiche ed impiantistiche presenti sul territorio ove ha sede il Porto - delle modalità di raccolta dei RAP nei Piani di Gestione dei Rifiuti (in fase di approvazione da parte delle AdSP e AM nei porti non sede di AdSP). Inoltre risulta necessario un coordinamento tra l’art. 2 comma 8 della Legge (“individuano altresì i soggetti e gli enti tenuti a fornire i dati e le informazioni necessari per la determinazione della medesima (tariffa) nonché i termini entro i quali tali dati e informazioni devono essere forniti”..) con l’art. 8 comma 7 del D.lgs 197/2021 che prevede che i soggetti responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, acquisiscono dai gestori degli impianti portuali di raccolta i dati di monitoraggio riguardanti il volume e le quantità dei rifiuti accidentalmente pescati riferiti all’anno solare precedente e li trasmettono annualmente utilizzando il modello unico di dichiarazione ambientale di cui alla legge 25 gennaio 1994 n. 70.

Per maggiori approfondimenti si rinvia al testo di Legge 60/2022, in allegato alla presente.

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Seminario sul procedimento di estinzione delle contravvenzioni ambientali – 30 giugno 2022 (ore 9:30 - 12:30)

Seminario sul procedimento di estinzione delle contravvenzioni ambientali – 30 giugno 2022 (ore 9:30 - 12:30)

TIFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario (videoconferenza) sul tema “Il procedimento di estinzione delle contravvenzioni ambientali (parte sesta-bis D.lgs. 152/2006) alla luce dell’aggiornamento delle linee guida SNPA”, previsto per giovedì 30 giugno 2022 (9:30 – 12:30).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022-169_SAEC-COM.TO del 13.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/169/SAEC-COM/TO

2022/169/SAEC-COM/TO

TIFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario (videoconferenza) sul tema “Il procedimento di estinzione delle contravvenzioni ambientali (parte sesta-bis D.lgs. 152/2006) alla luce dell’aggiornamento delle linee guida SNPA”, previsto per giovedì 30 giugno 2022 (ore 9:30 – 12:30)

Il corso ha come oggetto:

  • Campo di applicazione e presupposti della procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali;
  • Natura giuridica e impugnabilità delle prescrizioni;
  • Dubbi interpretativi e casistica: la posizione della giurisprudenza e delle Linee Guida SNPA n. 38/2022 (Aggiornamento 2021);
  • Casi pratici e suggerimenti operativi (ad esempio, per una efficace gestione di un sopralluogo ambientale);
  • I rapporti con i paralleli procedimenti amministrativi in materia ambientale (es. di diffida);
  • Domande e risposte.

Qualora interessati al seminario si prega di scrivere a l.tosto@fise.org, mentre per informazioni e iscrizione con quote agevolate anche per gli associati ad Assoambiente è necessario rivolgersi alla Segreteria di Ti Forma – Violetta Fusco ai riferimenti indicati negli allegati. 

Nel rimandare al programma dell’evento ed alla scheda di adesione, allegati alla presente, rimaniamo a disposizione per aggiornamenti e informazioni.

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FEAD BULLETIN N° 83 -  10 June 2022

FEAD BULLETIN N° 83 -  10 June 2022

Si rende disponibile in allegato il bollettino n. 83 del 10 giugno 2022.

Buona lettura !

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Report Assoambiente su Italia Oggi

Report Assoambiente su Italia Oggi

Italia Oggi

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ASSOAMBIENTE del 10 Giugno 2022

ASSOAMBIENTE del 10 Giugno 2022 {related_entries id="fotogallery_allegata"}

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FEAD – aggiornamento attività europea

FEAD – aggiornamento attività europea

Lo scorso 2 giugno si è svolta l’Assemblea di FEAD - la Federazione europea a cui Assoambiente aderisce e partecipa – nel corso della quale, oltre all’approvazione bilancio e alcune sostituzioni nell’ambito del board per quanto riguarda la rappresentanza francese, sono stati richiamati i principali temi su cui sta intervenendo la Federazione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/168/SAEC-EUR/NE del 010.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/168/SAEC-EUR/NE

2022/168/SAEC-EUR/NE

Lo scorso 2 giugno si è svolta l’Assemblea di FEAD - la Federazione europea a cui Assoambiente aderisce e partecipa – nel corso della quale, oltre all’approvazione del bilancio e alcune sostituzioni nell’ambito del board per quanto riguarda la rappresentanza francese, sono stati richiamati i principali temi su cui sta intervenendo la Federazione.

Rispetto ai temi discussi richiamiamo sinteticamente:

  • WASTE SHIPMENTS

Nel 2021 la Commissione ha presentato una proposta di revisione del Reg. 1013/06 sui movimenti transfrontalieri dei rifiuti. La proposta attualmente è al vaglio del Parlamento europeo. Dalla proposta emerge il rischio di una restrizione all’export rifiuti con ricadute negative soprattutto per il settore del riciclo. FEAD partecipa alle consultazioni e ai confronti con Parlamento UE. In merito alla relazione della Rapporteur Pernille Weiss si rimanda alla circolare associativa n. 2022/126/CS. In vista della definizione della posizione del Parlamento (il voto in Commissione è ipotizzato per ottobre, quello in planaria per novembre 2022), FEAD ha organizzato un evento pubblico per il prossimo luglio 2022 (Brussels) a cui parteciperà anche la Rapporteur Pernille Weiss. 

  • STRATEGIA SUL TESSILE

Il tessile rappresenta una delle filiere chiave del Circular Economy Action Plan del 2020 (già preannunciato nella comunicazione sul Green Deal europeo). A riguardo la Commissione ha presentato una Strategia per il settore tessile lo scorso 30 marzo che interviene in merito a ecodesign, EPR, raccolta differenziata e riciclo. FEAD è intervenuta in materia con un comunicato stampa e partecipando alla consultazione. Per quanti interessati, FEAD ha attivato uno specifico WG. Ricordiamo che sul punto anche UNIRAU (sezione Unicircular) ha svolto specifici approfondimenti, disponibili su richiesta agli uffici. 

  • GESTIONE RIFIUTI E CHEMICALS

La classificazione e gestione dei rifiuti sono sempre più vincolate alla normativa in materia di prodotti chimici: ad es. REACH, POP, CLP. FEAD sta monitorando ed intervenendo in merito alla revisione dei regolamenti in materia al fine di evidenziare la specificità dei rifiuti rispetto alle sostanze chimiche prime destinatarie di questa normativa, in particolare evidenziando le ricadute sulla classificazione (pericolosità) e la possibilità di gestione (possibilità o meno di avviarli a recupero) dei rifiuti in relazione alle restrizioni sulla produzione e uso di determinate sostanze. Sul regolamento POP si veda in particolare, da ultimo, circolare associativa 2022/135/CS

  • REGOLAMENTO BATTERIE

Con più di 40 incontri con i rappresentanti del parlamento europeo, continua l’azione di lobby di FEAD in materia: tra le richieste, introdurre l’obbligo di utilizzo di una percentuale di materiale proveniente da riciclo e aumentare quota raccolta (incluse le dovute attenzioni legate alla sicurezza per alcune batterie e allo sviluppo di nuovi utilizzi delle stesse). Aspetti che sembrano essere stati accolti sia da Consiglio che dal Parlamento, anche se il Consiglio ha una posizione significativamente meno ambiziosa relativamente al riciclo sia per quanto riguarda il campo di applicazione del Regolamento, sia per la marcatura delle pile, la loro rimovibilità e le informazioni che devono essere fornite dal produttore.  

  • STUDIO JRC SU RD IN UE

FEAD e Assoambiente stanno partecipando allo studio avviato da JRC su mandato della Commissione europea finalizzato allo sviluppo di un modello armonizzato UE. 

Il lavoro è stato suddiviso tra 4 Tavoli:

  • Group 0: Cross-cutting / transversal issues
  • Group 1: Waste collection logistics
  • Group 2: Instruments for dry recyclables
  • Group 3: Citizen awareness

Non tutti i gruppi hanno avviato gli incontri di confronto. I lavori dovrebbero concludersi con l’inizio del 2023. 

  • REVISIONE REGOLAMENTO ETS

In merito alla revisione del Reg. ETS (v. circolare associativa 007/2022/CS), il Parlamento europeo lo scorso 8 giugno non ha approvato il report predisposto dalla Commissione ENVI (ambiente) a cui è stato rimandato il compito di definire nuova proposta. Ricordiamo che il report ENVI proponeva:

  • l’inclusione degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (esclusi i rifiuti pericolosi) nello schema ETS dal 2026;
  • l’avvio da parte della Commissione UE di un impact assessment (IA) per la fine del 2024 per definire l’impatto e la possibilità di inclusione nello schema ETS anche di altre attività di trattamento rifiuti quali la discarica (art. 3h) e recital 13 b), potenzialmente anche compostaggio e TMB.

Il Consiglio dei Ministri sta definendo una posizione di compromesso in base alla quale si dovrebbe valutare l’inclusione dell’incenerimento nell’ETS dal 2031 e solo a seguito degli esiti dell’IA della Commissione (entro il 31.12.2026). 

Alcuni membri FEAD, tra cui Germania, Olanda e Finlandia, sostengono la posizione del Parlamento anche in virtù del fatto che a livello nazionale – indipendentemente dall’esclusione del settore rifiuti ribadita nell’Effort Sharing Scheme - tali impianti sono già inclusi nell’ETS. D’altro canto l’inclusione del WtE potrebbe avere ricadute gravi anche sui progetti di sviluppo dei sistemi di gestione rifiuti in Paesi europei ancora vincolati, con alte percentuali, alla discarica in relazione ai potenziali ulteriori costi legati allo schema ETS. Si sta valutando di avviare uno Studio di impatto ambientale da parte di FEAD.

  • TASSONOMIA

Dal Report della Piattaforma (marzo 2022) risulta che il WtE non è incluso nelle attività che coprono l’obiettivo della “circular economy”. FEAD sta continuando - non solo con l’interlocuzione con la Commissione UE ma anche attraverso altri canali di comunicazione (stampa, position paper, incontri, eventi, workshop e il recente Studio su “Impatto CO2 del settore della gestione rifiuti”) – ad evidenziare l’importanza dell’inclusione all’interno nella Tassonomia di tali impianti.

A riguardo la Piattaforma ha evidenziato la necessità di un formale mandato della Commissione per valutare le eventuali condizioni per poter includere in un ulteriore Atto delegato i rifiuti residui e possibilmente il WtE. Al momento non risulta che la Commissione stia lavorando a tale mandato.

Numerose altre tematiche seguite a livello UE, come ad esempio la revisione del Regolamento FER, definizione di riciclo e di un nuovo Regolamento EoW europeo, rifiuti oleosi, sono parte dell’attività quotidiana FEAD. In allegato il file illustrato in occasione dell’Assemblea FEAD (i documenti richiamati nel file sono disponibili su richiesta all’email e.perrotta@fise.org).

Si rimane a disposizione per ogni informazione ed aggiornamento.

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Premi Impianti Aperti Pimby Green

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Adn Kronos, agenzia Oltre, Adriaeco, Staffetta Quotidiana, Italia Ambiente, Recover web, Enti locali online, Envi Periodico di Comunicazione Ambientale 

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Premi Impianti Aperti

Premi Impianti Aperti

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Lettera al Direttore

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Il Foglio

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EVENTO AIDIC su riciclo metalli – Milano, 20 giugno 2022

EVENTO AIDIC su riciclo metalli – Milano, 20 giugno 2022

AIDIC, l’Associazione Italiana Di Ingegneria Chimica, ha organizzato per il prossimo 20 giugno a Milano un convegno sul recupero dei metalli, e non solo, dai rifiuti: lo scenario nazionale e mondiale, le proposte imprenditoriali e le criticità.

Il workshopsi svolgerà presso l'Aula Rogers della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Interverranno, tra gli altri: il presidente Assoambiente, Chicco Testa, il presidente FISE e ADA Anselmo Calò e il presidente Assoraee Giuseppe Piardi.

Per la registrazione ed il programma si rimanda al seguente link: http://www.aidic.it/recupero 

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Presentazione: “Rapporto Rifiuti Speciali” - 23 giugno 2022 (web)

Presentazione: “Rapporto Rifiuti Speciali” - 23 giugno 2022 (web)

Il prossimo 23 giugno sarà presentato il Rapporto Rifiuti Speciali - Edizione 2022 di ISPRA.

Il Rapporto fornisce i dati, all’anno 2020, sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per la gestione anche a livello provinciale, e sull’import/export. 

L’evento sarà trasmesso in streaming sulla Web TV del Senato e moderato da Monica D’Ambrosio Direttore Ricicla TV. 

In allegato Programma.

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Stati Generali del Mediterraneo per la Rigenerazione dei Territori, 16-18 Giugno 2022 VIGGIANO (PZ)

Stati Generali del Mediterraneo per la Rigenerazione dei Territori, 16-18 Giugno 2022 VIGGIANO (PZ)

Dal 16 al 18 giugno 2022 si terranno, nell’Area Industriale di Viggiano, gli Stati Generali del Mediterraneo per la Rigenerazione dei Territori, organizzati da CFA CAMERA FORENSE AMBIENTALE, ASSOIL SCHOOL e REMTECH EXPO. 

Si tratta del primo di una serie di appuntamenti altamente specializzati destinati all’incontro e al confronto, nazionale e internazionale, nell’ambito del quale condividere approfondimenti, studi, ricerche, visioni, innovazioni, progettualità, azioni, in materia di rigenerazione dei territori.

Gli Stati Generali in Basilicata prevedono un panel prezioso di relatori che saranno presenti al tavolo ed alcuni elementi che lo rendono davvero peculiare: la sede, un hangar industriale adeguatamente attrezzato, l'esposizione "diffusa" delle imprese, le serate speciali di socialità, la visita naturalistica a chiudere le tre giornate.

Per poter partecipare: info@cameraforenseambientale.it.

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Comunicato Stampa | Assegnati i Premi PIMBY GREEN per la comunicazione ambientale

Comunicato Stampa | Assegnati i Premi PIMBY GREEN per la comunicazione ambientale

ALIPLAST SpA, Rendina Ambiente, Ecologia Viterbo, CISA SpA e Appia Energy Srl sono le aziende vincitrici dei Premi Impianti Aperti - PIMBY (Please In My Back Yard) GREEN per la comunicazione ambientale promosso da Assoambiente (Associazione Imprese Servizi Ambientali ed Economia Circolare).

A essere premiati sono stati i video realizzati, nell’ambito dell’iniziativa “Impianti Aperti”, dalle aziende che hanno aperto virtualmente i propri cancelli, guidando i cittadini in un tour digitale alla scoperta delle diverse tecnologie di gestione rifiuti: dal riciclo alla termovalorizzazione, dalla biodigestione alla discarica.
Una giuria composta da giornalisti e comunicatori ambientali, ha assegnato i Premi ai video che si sono distinti per chiarezza e comprensibilità della comunicazione, efficacia del messaggio, empatia nei confronti della comunità ospitante, in tre diverse categorie.
La Cerimonia di Premiazione è avvenuta a Napoli in occasione del “Green Med Symposium”.

Per la categoria “Le fabbriche dell’economia circolare (impianti di trattamento e riciclo)” è stata premiata la ALIPLAST SPA con un video sull’impianto di Istrana (TV) in cui si lavorano i materiali e rifiuti plastici per la produzione di materie prime secondarie destinate alla vendita o alla produzione di manufatti: https://www.youtube.com/watch?v=ecwCeXgoPgE&feature=youtu.be.

Per “le fabbriche dell’energia (inceneritori/gassificatori)” il riconoscimento è andato a Rendina Ambiente per il video sul termovalorizzatore di Melfi che tratta rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi e che è tra le infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale: https://www.youtube.com/watch?v=6myBfV8ypiE&feature=youtu.be
Tra “le discariche a gestione sostenibile” il premio se l’è aggiudicato Ecologia Viterbo con il video sulla discarica sostenibile e sull’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani nel Comune di Viterbo: https://www.youtube.com/watch?v=VwaLGcDCD2w&feature=youtu.be.

Una menzione speciale è andata alla visita guidata multimediale al Sistema di Gestione Integrato dei rifiuti urbani di CISA e Appia Energy: un impianto complesso di trattamento di rifiuti solidi urbani per la biostabilizzazione, selezione e produzione CSS (combustibile solido secondario) che viene poi trattato in un impianto di termovalorizzazione: https://www.youtube.com/watch?v=0qsaa3rZ9po&feature=youtu.be
 

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“Innovazione non sia contro i poveri”

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il Giornale

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Aziende private per pulire le vie del centro storico

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Corriere della Sera

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Assegnati i Premi PIMBY GREEN per la comunicazione ambientale

Assegnati i Premi PIMBY GREEN per la comunicazione ambientale

ALIPLAST SpA, Rendina Ambiente, Ecologia Viterbo, CISA SpA e Appia Energy Srl sono le aziende vincitrici dei Premi Impianti Aperti - PIMBY (Please In My Back Yard) GREEN per la comunicazione ambientale promosso da Assoambiente (Associazione Imprese Servizi Ambientali ed Economia Circolare).

A essere premiati sono stati i video realizzati, nell’ambito dell’iniziativa “Impianti Aperti”, dalle aziende che hanno aperto virtualmente i propri cancelli, guidando i cittadini in un tour digitale alla scoperta delle diverse tecnologie di gestione rifiuti: dal riciclo alla termovalorizzazione, dalla biodigestione alla discarica.

Una giuria composta da giornalisti e comunicatori ambientali, ha assegnato i Premi ai video che si sono distinti per chiarezza e comprensibilità della comunicazione, efficacia del messaggio, empatia nei confronti della comunità ospitante, in tre diverse categorie.
La Cerimonia di Premiazione è avvenuta a Napoli in occasione del “Green Med Symposium”.

Guarda i video di Impianti Aperti.

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Seminario su applicazione CCNL Assoambiente 18 maggio 2022 – Roma, 7 luglio 2022

Seminario su applicazione CCNL Assoambiente 18 maggio 2022 – Roma, 7 luglio 2022

Come di consueto, Assoambiente organizza un seminario tecnico di analisi e chiarimenti delle principali novità normative introdotte nell’accordo di rinnovo contrattuale sottoscritto il 18 maggio scorso. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare n. 2022/167/SA-LAV/MI dell’ 8.6.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE. 

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2022/167/SA-LAV/MI

2022/167/SA-LAV/MI

Come di consueto, a seguito della sottoscrizione dell’accordo di rinnovo del CCNL di categoria, Assoambiente organizza un seminario tecnico di analisi e chiarimenti delle principali novità normative introdotte dal recente rinnovo contrattuale.

La partecipazione al seminario è gratuita e aperta sia alle aziende associate sia alle aziende non associate che applicano il CCNL Assoambiente.

Il seminario si terrà a Roma nella sede di Fise
Via del Poggio Laurentino, 11/B (Zona EUR)
giovedì 7 luglio 2022 dalle ore 9,30 alle ore 13,00

 

Il seminario avrà carattere interattivo, consentendo quindi confronti e approfondimenti sugli aspetti interpretativi/applicativi degli Accordi 9.12.2021 e 18.5.2022 che hanno integrato, modificato e rinnovato il CCNL 6.12.2016, con interventi anche di responsabili del personale delle aziende che hanno partecipato al negoziato contrattuale.

Ai fini della migliore riuscita dell’iniziativa, le aziende sono invitate a segnalare per iscritto eventuali quesiti di chiarimento, entro venerdì 1 luglio p.v. all’indirizzo di posta elettronica d.miccoli@fise.org, così da poterli valutare e considerare già in occasione dell’incontro.

Al termine sarà previsto un buffet per gli ospiti.

Per comprensibili ragioni logistiche, si prega di segnalare anticipatamente la propria partecipazione con una comunicazione all’indirizzo a.carpi@fise.org possibilmente entro martedì 5 luglio p.v..

In attesa di incontrarvi, porgiamo cordiali saluti.

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2022/166/SA-LAV/MI

2022/166/SA-LAV/MI

Come ogni anno, la Commissione di Garanzia per il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali ha presentato in Parlamento la Relazione sulle attività e sugli scioperi effettuati nei settori da essa vigilati, disponibile anche al link https://www.cgsse.it/sites/default/files/2022-06/Relazione%202022_0.pdf

Al settore dell’Igiene ambientale la Relazione dedica le pagine da 21 a 32, come da stralcio allegato alla presente.

Nell’illustrare la propria attività nel settore nel corso del 2021, la Commissione di Garanzia ha sottolineato alcuni aspetti già presenti nelle relazioni degli ultimi anni, e in particolare:

  • l’elevata concentrazione degli scioperi nelle regioni del Sud Italia, Campania e Sicilia in particolare (oltre il 50% del totale delle proclamazioni solo nelle due regioni citate);
  • l’elevata rappresentatività delle organizzazioni sindacali stipulanti i CCNL di categoria, considerando che l’80% degli scioperi sono stati proclamati da esse;
  • il ritardato pagamento delle retribuzioni rappresenta di gran lunga la maggiore causa di proclamazione di scioperi (92%), soprattutto nei centri piccoli del Sud Italia o in Comuni a ridosso di grandi città come Napoli o Reggio Calabria.

In ordine alle agitazioni in Sud Italia, quasi sempre conseguenze di cattive gestioni degli enti locali, si sofferma in particolare la Commissione, laddove stigmatizza l’assenza di leggi in grado di consentire interventi nei confronti di enti appaltanti, di fatto responsabili delle criticità che finiscono poi, a cascata, per determinare azioni di sciopero finalizzate ad ottenere il pagamento regolare delle retribuzioni.

A tale proposito la Commissione ha ricordato quanto convenuto nel febbraio scorso in un protocollo di collaborazione con la Corte dei Conti, in ordine alle segnalazioni di comportamenti alla magistratura contabile proprio dei casi di inadempimenti da parte degli enti, e relative conseguenze in capo alle aziende appaltatrici e ai loro dipendenti.

Per quanto riguarda invece gli scioperi in altre aree del Paese, la causa principale rimane l’applicazione di contratti collettivi diversi da quelli di settore, e delle relative condizioni peggiorative.

Rispetto alle relazioni degli ultimi anni, la Commissione ha segnalato anche le proclamazioni di sciopero nazionale che si sono verificate nell’anno 2021 a sostegno della vertenza per il rinnovo dei due CCNL di categoria, scaduti entrambi nel giugno 2019 e rinnovati come noto con le intese del 9.12.2021 e del 18.5.2022.

 

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Cingolani sfida l’ambientalismo collettivo

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No alla statalizzazione trattamento RAEE

No alla statalizzazione trattamento RAEE

Il Sole 24 Ore e Quotidiano di Sicilia, le agenzie di stampa ANSA, Public Policy, Agenzie di stampa sull’energia e le infrastrutture e i portali Quotidiano Energia, Raccolte Differenziate, Recycling Industry, Energia Oltre, Corriere delle Comunicazioni 

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On-line documento trasporto rifiuti da pulizia manutentiva reti fognarie

On-line documento trasporto rifiuti da pulizia manutentiva reti fognarie

E’ disponibile sul portale dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali il modello del nuovo documento per il trasporto dei rifiuti provenienti dalla pulizia manutentiva delle reti fognarie che entrerà in vigore il 1 luglio 2022.

Fino al 30 giugno 2022 sarà pertanto possibile sperimentare l'emissione e la vidimazione virtuale del nuovo documento di trasporto, nonché l'interoperabilità dello stesso con i software gestionali in uso presso le imprese.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/165/SA-ALB/LE del 07.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/165/SA-ALB/LE

2022/165/SA-ALB/LE

È disponibile sul portale dell'Albo nazionale gestori ambientali il modello del nuovo documento per il trasporto dei rifiuti provenienti dalla pulizia manutentiva delle reti fognarie che entrerà in vigore il 1° luglio 2022.

In materia si ricorda che:

  • la Deliberazione dell’Albo n. 14/2021 ha definito il modello unico ed i contenuti del formulario per la raccolta e il trasporto rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia di cui dell’articolo 230 comma 5 del D.Lgs. n. 152/2006, così come modificato dall’articolo 35, comma 1, lettera e-bis) della legge 29 luglio 2021, n. 108 (per approfondimenti si vedano le circolari associative n. 213/2021 e n. 005/2022);
  • la Deliberazione dell'Albo n. 4/2022, ha slittato il termine di entrata in vigore della nuova modulistica per il trasporto dei rifiuti provenienti dalla manutenzione fognaria, approvata con deliberazione 21 dicembre 2021, n. 14, dal 30 aprile 2022 al 1° luglio 2022 (per approfondimenti si vedano le circolari associative n. 005/2022 e n. 125/2022).

Fino al 30 giugno 2022, come segnala l'Albo Gestori nella news disponibile qui (a cui si rinvia anche per ulteriori approfondimenti in materia) sarà possibile sperimentare l'emissione e la vidimazione virtuale del nuovo documento di trasporto, nonché l'interoperabilità dello stesso con i software gestionali in uso presso le imprese. 

Il fac-simile del modulo è disponibile qui.

Rimaniamo a disposizione per informazioni e aggiornamenti.

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Titoli di efficienza energetica circolare - questionario ENEA su ricognizione impiantistica

Titoli di efficienza energetica circolare - questionario ENEA su ricognizione impiantistica

ENEA ha avviato una verifica sui TeeC (Titoli di efficienza energetica circolare) finalizzata alla definizione e certificazione del risparmio energetico derivato dalla disponibilità sul mercato di materia seconda vita finalizzata a un determinato processo produttivo e che sia alternativo al consumo di materia vergine, valutando il processo nel suo complesso in una logica LCA.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2022/164/SAEC-ENE/PE del 07.06.2022 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

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2022/164/SAEC-ENE/PE

2022/164/SAEC-ENE/PE

ENEA ha avviato una verifica sui TeeC (Titoli di efficienza energetica circolare) finalizzata alla definizione e certificazione del risparmio energetico derivato dalla disponibilità sul mercato di materia seconda vita finalizzata a un determinato processo produttivo e che sia alternativo al consumo di materia vergine, valutando il processo nel suo complesso in una logica LCA.

Nell’ambito di questa indagine, l’attività di ENEA è ora giunta alla fase della ricognizione dell’impiantistica esistente e delle attività condotte dalle imprese operanti sul territorio nazionale.

Considerando che l’approccio del nuovo strumento dovrà essere rigoroso nella determinazione del “TEP risparmiato”, per poter valutare gli elementi tecnici su cui quantificare i coefficienti numerici per determinare l’importo dei TeeC, risulta necessario costituire una banca dati di riferimento comprendente anche i consumi energetici dell’intera filiera, dalla fase della raccolta a quella di trattamento finale negli impianti di produzione di MPS o di rifiuti idonei ad essere utilizzati in nuovi processi produttivi, mediante la compilazione del questionario inviato in allegato.

In attesa di auspicati vostri riscontri al questionario allegato, che potranno essere inviati a d.cesaretti@fise.org entro il prossimo 30 giugno, rimaniamo a disposizione per qualsiasi richiesta di chiarimento.

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Differimento termine di approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2022 degli Enti locali e TARI – 30 GIUGNO 2022

Differimento termine di approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2022 degli Enti locali e TARI – 30 GIUGNO 2022

Nel corso della seduta straordinaria della Conferenza Stato città ed autonomie locali del 31 maggio 2022 è stata approvata la proroga del termine per l’approvazione dei bilanci di previsione dei Comuni al 30 giugno prossimo, che verrà formalizzata con apposito decreto del Ministro dell’Interno.

La proroga riguarda anche l’approvazione delle delibere TARI (PEF-regolamento-tariffe), che sono state recentemente allineate con i termini di approvazione del bilancio dall’art. 43, comma 11 del dl 50/2022, qualora questi ultimi siano fissati in data successiva al 30 aprile di ciascun anno.

Si ricorda che tale disposizione prevede anche che i Comuni che abbiano già approvato i propri bilanci di previsione possano effettuare una semplice variazione di bilancio per recepire gli eventuali effetti della successiva deliberazione dei provvedimenti relativi alla TARI, anziché dover procedere ad una riapprovazione dello stesso. 

Qui il link. 

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