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Deliberazione Corte dei conti su credito imposta materiali riciclati

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei Conti ha approvato la deliberazione riguardante il credito d'imposta per l'acquisto di prodotti ed imballaggi provenienti da materiali di recupero. Il documento è stato trasmesso alle Commissione competenti di Camera e Senato che procederanno al suo esame e valutazione al fine di adottare le misure proposte nella relazione.

L’indagine della Corte dei Conti si concentra sul credito d'imposta riconosciuto alle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, carta, legno e alluminio. Questo con l’obiettivo di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi urbani. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/068/SAEC-FIN/CS del 11.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 11.02.2026

2026/068/SAEC-FIN/CS

La Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei Conti ha approvato la deliberazione riguardante il credito d'imposta per l'acquisto di prodotti ed imballaggi provenienti da materiali di recupero. Il documento è stato trasmesso alla VI Commissione (Finanze) della Camera e alle Commissioni 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze) e 9ª (Industria e Agricoltura) del Senato che procederanno al suo esame e valutazione al fine di adottare le misure proposte nella relazione.

L’indagine della Corte dei Conti si concentra sul credito d'imposta riconosciuto (articolo 1, comma 73, della legge di Bilancio 2019) alle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, carta, legno e alluminio. Questo con l’obiettivo di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi urbani, in alternativa all'avvio al recupero energetico, nonché al fine di ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi e il livello di rifiuti non riciclabili derivanti da materiali da imballaggio. Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 36% delle spese sostenute e documentate per i predetti acquisti fino ad un importo massimo annuale di 20.000 euro per ogni impresa beneficiaria.

Con la deliberazione viene fornita una panoramica sull’impiego della misura di sostegno:

  • il 34% delle spese rendicontate fa riferimento alla categoria “prodotti finiti realizzati con almeno il 30% di materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica”;
  • il 56% delle spese rendicontate fa riferimento alla categoria “imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002” e comprende gli imballaggi biodegradabili in plastica, in carta e in legno;
  • il restante 10% delle spese rendicontate è riferibile a imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata della carta;
  • non sono state rendicontate spese per acquisti di imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata dell'alluminio.
     

La principale parte delle spese rendicontate si riferisce alla categoria che raccoglie la maggiore varietà di prodotti, gli imballaggi biodegradabili e compostabili (imballaggi in plastica, carta e legno), cui seguono le spese per prodotti in plastica riciclata. La misura è strutturata per agire su uno degli ambiti di principale utilizzo della plastica, ossia il packaging.

La Corte dei Conti sottolinea che in termini generali e considerata la dotazione finanziaria della misura, non esistono evidenze che la misura di aiuto determini un impatto sistemico sulla produzione di plastica o carta a livello nazionale. Tuttavia, essa ha una funzione di sensibilizzazione ed armonizzazione delle iniziative di riciclo dei materiali in Italia rispetto alle normative europee. Risulta pertanto utile il costante finanziamento annuale della misura e a tal proposito la DG Economia circolare e bonifiche del MASE ha precisato che, al fine di raggiungere gli obiettivi comunitari prefissati, sarebbe auspicabile prevedere una dotazione finanziaria più cospicua dedicata a quest’agevolazione, anche in considerazione del fatto che le domande presentate per il credito di imposta, relativo alle spese sostenute per il solo anno 2023, sono state pari, a più di 12 milioni di euro, a fronte di una dotazione finanziaria pari a 5 milioni.

Di seguito si riportano le raccomandazioni che la Corte ha evidenziato nella deliberazione:

  • attivazione di un sistema di monitoraggio diretto a fornire indicazioni sugli effetti incrementativi della misura in ordine all’utilizzo di materiali riciclati. Tale monitoraggio permetterebbe di fondare le evidenze dirette a estendere l’ampiezza finanziaria della misura e prevederne il finanziamento annuale, nell’ottica di un’auspicabile espansione della stessa, volta a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 a livello europeo, rendendola adatta a incidere in modo consistente sulle dinamiche macroeconomiche relative alla produzione da materiale riciclato:
  • attuazione di misure dirette ad incentivare una maggiore capillarità della diffusione di fornitori di materiali provenienti da riciclo, poiché ciò permetterebbe di diversificare l’offerta, abbattendo i costi di trasporto e migliorando la performance di riciclo, nell’ottica del conseguimento degli obiettivi ambientali sostenuti dall’Agenda 2030.
     

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della relazione disponibile qui.

» 11.02.2026

Impianti di recupero rifiuti pre-autorizzati – Indagine OCSE

L’OCSE (Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha lanciato un sondaggio per raccogliere maggiori informazioni sull’attuazione dei controlli sugli impianti di recupero con pre-autorizzazione.

L’indagine mira a sostenere lo sviluppo di un lavoro per migliorare l’attuazione della procedura di spedizione dei rifiuti in amber list, ovvero quella che disciplina i movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati al recupero che presentano rischi per la salute umana e per l’ambiente.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/067/SAEC-EUR/FA del 11.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 11.02.2026

2026/067/SAEC-EUR/FA

L’OCSE (Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha lanciato un sondaggio per raccogliere maggiori informazioni sull’attuazione dei controlli sugli impianti di recupero con pre-autorizzazione.

L’indagine mira a sostenere lo sviluppo di un lavoro per migliorare l’attuazione della procedura di spedizione dei rifiuti in Amber list, ovvero quella che disciplina i movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati al recupero che presentano rischi per la salute umana e per l’ambiente. Questi rifiuti infatti sono soggetti a controlli più rigorosi (tra cui obblighi di notifica preventiva scritta e consenso informato prima della spedizione).

Nel sondaggio vi sono domande finalizzate a mappare gli impianti di recupero che hanno ottenuto l’autorizzazione preventiva per ricevere questo tipo di rifiuti, verificare se vi sono differenze di applicazione delle norme tra gli stati, valutare l’efficienza del sistema e le esperienze pratiche degli operatori del settore.

Si informano quanti interessati che sarà possibile partecipare al sondaggio, disponibile qui, fino al prossimo 18 marzo 2026.

» 11.02.2026

AGCM – adottato nuovo Regolamento Rating di legalità

Pubblicato il nuovo Regolamento attuativo in materia di Rating di legalità (Delibera 27 gennaio 2026, n. 31812), che entrerà in vigore il prossimo 16 marzo. 

Il Regolamento - aggiornato alla prassi applicativa e all’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali - è già disponibile per la consultazione sul sito web dell’Autorità, che ha messo a disposizione degli utenti anche un Comunicato come guida alla lettura della nuova disciplina.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/066/SAEC-GIU/CC del 11.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 11.02.2026

2026/066/SAEC-GIU/CC

Pubblicato il nuovo Regolamento attuativo in materia di Rating di legalità (GU n. 33 del 10 febbraio 2026), deliberato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con Delibera 27 gennaio 2026, n. 31812.

Il nuovo Regolamento, che entrerà in vigore il prossimo 16 marzo, è aggiornato alla prassi applicativa e all’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali e tiene conto delle osservazioni e dei suggerimenti arrivati dagli stakeholder durante la Consultazione pubblica.

Si ricorda che il Rating di legalità, istituito dall’articolo 5-ter del decreto-legge n. 1/2012, è inteso quale indicatore premiale del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese che ne facciano domanda, al fine di promuovere l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali e incentivare, premiandole, le imprese che si distinguono nel rispetto della legge e nel perseguimento di obiettivi di legalità e di trasparenza.

Il nuovo Regolamento è già disponibile per la consultazione sul sito web dell’Autorità, che ha messo a disposizione degli utenti anche un Comunicato come guida alla lettura della nuova disciplina.

I principali elementi di novità del nuovo Regolamento sono:

  • il rating attribuito o rinnovato con il nuovo Regolamento avrà una durata di tre anni;
  • verrà riconosciuto un punteggio aggiuntivo all’impresa che, alla presentazione della domanda di rinnovo, risulti averlo già ottenuto, in via continuativa, per almeno tre volte precedenti;
  • l’attestato di attribuzione del rating verrà rilasciato anche in lingua inglese, così da rendere l’attestazione più spendibile anche sui mercati esteri.
     

Dal 16 marzo le imprese dovranno utilizzare i nuovi Formulari e Modelli, che saranno resi disponibili sulla piattaforma WebRating e sul sito dell’Autorità – sezione Rating di legalità.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Comunicato consultabile qui e al testo della Delibera in allegato.

» 11.02.2026
Documenti allegati

Ministero delle Finanze – Linee Guida 2026 per applicazione costi standard al piano economico e finanziario tassa rifiuti (TARI)

Il 28 gennaio 2026 il Ministero delle Finanze ha pubblicato l’aggiornamento delle Linee guida interpretative per l’applicazione del comma 653 dell'art. 1 della legge n. 147 del 2013 per supportare gli enti locali che devono approvare i piani finanziari e le tariffe della TARI per l'anno 2026. 

Per la concreta attuazione del comma 653 è necessario che il Comune prenda cognizione delle risultanze dei fabbisogni standard del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. 

Le Linee Guida sono volte a inquadrare il contesto applicativo dei provvedimenti e facilitarne l’attuazione da parte dei Comuni per la predisposizione dei piani finanziari relativi al quadriennio 2026-2029.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/065/SAEC-SPL/CC del 11.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 11.02.2026

2026/065/SAEC-SPL/CC

Il 28 gennaio 2026 il Ministero delle Finanze ha pubblicato l’aggiornamento delle Linee guida interpretative per l’applicazione del comma 653 dell'art. 1 della legge n. 147 del 2013 per supportare gli Enti locali che devono approvare i piani finanziari e le tariffe della TARI per l'anno 2026.

Il comma 653 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, prevede infatti che “a partire dal 2018, nella determinazione dei costi di cui al comma 654, il comune deve avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard”. 

Come si legge nelle Linee Guida “i fabbisogni standard del servizio rifiuti rappresentano un paradigma obbligatorio di confronto per permettere all’ente locale di valutare l’andamento della gestione del servizio. Di conseguenza, il richiamo alle “risultanze dei fabbisogni standard” operato dal comma 653 deve essere letto in coordinamento con il complesso procedimento di determinazione dei costi e di successiva ripartizione del carico della TARI su ciascun contribuente”. 

Per la concreta attuazione del comma 653 resta necessario, quindi, che il Comune prenda cognizione delle risultanze dei fabbisogni standard del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. 

Il fabbisogno standard finale di ogni Comune è il risultato del prodotto di due grandezze:

  • il costo standard di riferimento per la gestione di una tonnellata di rifiuti;
  • le tonnellate di rifiuti urbani gestite dal servizio.
     

Le Linee Guida sono volte a inquadrare il contesto applicativo dei provvedimenti e facilitarne l’attuazione da parte dei Comuni per la predisposizione dei piani finanziari relativi al quadriennio 2026-2029.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo delle Linee Guida in allegato.

» 11.02.2026
Documenti allegati

Indicazioni CdC RAEE sul ritiro dei RAEE domestici da parte della distribuzione

Il Centro di Coordinamento RAEE ha fornito delle indicazioni rivolte ai distributori per ritirare presso il domicilio dell'acquirente, contestualmente alle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita in modalità "uno contro uno", anche altri RAEE domestici in modalità "uno contro zero". 

Tale indicazione è in attuazione di quanto disposto dal DL 116/2025 (convertito con legge 147/2025, cd. "Terra dei fuochi") che, intervenendo sul D.lgs. n.  49/2014 (RAEE), aveva introdotto una semplificazione per i distributori che ora, contestualmente al ritiro di un RAEE "uno contro uno" presso il domicilio dell'acquirente, possono raccogliere anche altri "eventuali ulteriori" RAEE domestici. Nella normativa mancavano però delle indicazioni operative relative alla documentazione da utilizzare per il trasporto di tali RAEE, rendendo di fatto la misura non applicata.

In attesa di eventuali chiarimenti da parte del legislatore, e considerando che la modifica fa specifico riferimento a un ritiro 1 contro 1, per il quale è previsto l’uso del Documento di Trasporto (DDT), il CdC RAEE suggerisce al distributore o al suo incaricato del servizio di integrare nel medesimo documento di trasporto (DDT) le informazioni relative agli eventuali ulteriori RAEE trasportati.

» 11.02.2026

Guida CONAI 2026 su applicazione CAC

CONAI ha pubblicato la Guida 2026 all’adesione e all'applicazione del contributo ambientale dovuto per la gestione degli imballi a fine vita ai sensi del decreto legislativo 152/2006. 

La Guida fornisce un supporto operativo completo alle imprese, illustrando nel dettaglio le procedure per aderire a CONAI, dichiarare e versare il contributo sugli imballaggi ceduti o importati, nonché richiedere agevolazioni per specifici flussi di imballaggi o l’esenzione dal contributo per quelli esportati.

Nel documento vengono illustrate le novità 2026 tra cui gli aumenti da gennaio per legno, plastica e vetro e da luglio per i materiali biodegradabili e compostabili. Viene poi introdotta una nuova procedura di rimborso/esenzione dagli oneri per gli esportatori appartenenti ad un medesimo gruppo aziendale. Vengono fornite precisazioni sulle importazioni di pallet in legno usati, riparati o selezionati. Rivista anche la procedura semplificata per il calcolo del contributo forfettario sulle etichette in alluminio, carta e plastica. Infine sono aggiornate le liste degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive in vigore dal 1° gennaio 2026. Alcune tipologie di imballaggi sono state ricollocate in fasce agevolate a seguito delle richieste presentate dalle aziende e dalle associazioni di categoria. Gli imballaggi e gli accessori in PVC, così come quelli contenenti carbon black che ostacolano il riciclo, rientrano invece in Fascia C. 

La Guida CONAI è disponibile qui

» 10.02.2026

Risposta MASE ad interpello sulla spedizione dei RAEE verso Paesi OCSE

Il MASE ha risposto ad un interpello avanzato dalla Provincia di Lecce in merito all’applicazione del Regolamento europeo sulla spedizione dei rifiuti. 

Con l’interpello in particolare venivano chiesti chiarimenti in merito alla corretta classificazione del rifiuto oggetto della richiesta (triturato di schede elettroniche) con il codice OECD GC020, alla sua esportazione in Giappone (Paese OCSE) e alla relativa procedura da seguire. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/064/SAEC-NOT/CS del 10.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 10.02.2026

2026/064/SAEC-NOT/CS


Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha risposto ad un interpello avanzato dalla Provincia di Lecce in merito all’applicazione del Regolamento europeo sulla spedizione dei rifiuti. Con l’interpello in particolare venivano chiesti chiarimenti in merito alla corretta classificazione del rifiuto oggetto della richiesta (triturato di schede elettroniche) EER 191203 ("metalli non ferrosi") con il codice OECD GC020, alla sua esportazione in Giappone (Paese OCSE) e alla relativa procedura da seguire. 

Con la sua risposta, del 4 febbraio 2026 n. 23882, il MASE ha evidenziato, dopo aver fornito un quadro normativo, l’aumento della vigilanza e dei controlli sui movimenti dei rifiuti elettronici. Secondo le ultime modifiche alla Convenzione internazionale di Basilea sulle spedizioni di rifiuti, implementate integralmente nella legislazione europea, già dal 1° gennaio 2025 per la spedizione dei RAEE non pericolosi destinati a recupero verso Paesi OCSE occorre la notifica e autorizzazione scritta preventiva. 

La medesima procedura di spedizione con notifica si applica anche nel caso in cui lo Stato OCSE di destinazione abbia deciso di non implementare le modifiche della Convenzione di Basilea sui rifiuti elettronici, e quindi utilizzare ancora la procedura semplificata prevista per i rifiuti in lista verde. Ciò in ragione del fatto che il rifiuto risulta in uscita da uno Stato europeo in cui si è recepita la modifica alla Convenzione di Basilea e quindi il regime di spedizione con notifica di questi rifiuti.

Infine il Ministero ha ricordato che dal 1° gennaio 2027 non sarà più possibile usare la procedura "semplificata" degli obblighi generali di informazione per le spedizioni di rifiuti elettrici ed elettronici non pericolosi all'interno dell'Unione europea (ad oggi consentita con il codice GC020). Le imprese saranno quindi tenute ad utilizzare il procedimento di notifica e autorizzazione preventiva scritta con la nuova codifica (Y49) prevista dalla Convenzione di Basilea. Fino al 31 dicembre 2026, i rifiuti elettronici non pericolosi movimentati nella Ue potranno invece essere ancora classificati sotto la voce GC020 e spediti con allegato VII.

Per maggiori approfondimenti si rinvia alla domanda di interpello e alla risposta del MASE.

» 10.02.2026

Corte Cassazione – Imballaggi contaminati riutilizzabili solo dopo decontaminazione

La Corte di Cassazione con Ordinanza n. 3699 del 29 gennaio 2026 ha stabilito che gli imballaggi contaminati da sostanze pericolose non possono essere riutilizzati se non dopo una completa bonifica e decontaminazione effettuata secondo procedure riconosciute, in modo da garantire l'assenza di residui tossici e il mantenimento delle condizioni di sicurezza per la salute umana e per l'ambiente.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/063/SAEC-GIU/CC del 10.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 10.02.2026

2026/063/SAEC-GIU/CC

La Corte di Cassazione con Ordinanza n. 3699 del 29 gennaio 2026 ha stabilito che gli imballaggi contaminati da sostanze pericolose non possono essere riutilizzati se non dopo una completa bonifica e decontaminazione effettuata secondo procedure riconosciute, in modo da garantire l'assenza di residui tossici e il mantenimento delle condizioni di sicurezza per la salute umana e per l'ambiente.

La Corte ha inoltre specificato che “solo in tali circostanze, e previa chiara identificazione per evitare confusione con contenitori non contaminati, il riutilizzo è consentito. Diversamente, essi devono essere gestiti come rifiuti pericolosi e smaltiti secondo la normativa vigente”.

Infine, la Suprema Corte ha ricordato che dal 1° gennaio 2023, è divenuta obbligatoria l'etichettatura ambientale degli imballaggi ai sensi del D.lgs. 3 settembre 2020, n. 116.

Nel caso di specie la Corte ha ritenuto che l’azienda non ha gestito gli imballaggi secondo le procedure prescritte, non ricorrendo pertanto i presupposti per escluderne la qualificazione come rifiuti pericolosi.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Ordinanza in allegato.

» 10.02.2026
Documenti allegati

Circular Economy Act – Questionario per le PMI

La Commissione Europea ha lanciato un sondaggio a supporto della valutazione d’impatto del prossimo Circular Economy Act (CEA), che si chiuderà il prossimo 16 marzo 2026.

Si ricorda che il CEA, la cui pubblicazione è prevista per l’anno corrente, ha l’obiettivo di accelerare la transizione verso l'economia circolare nell'UE e si concentrerà su diversi ostacoli, come la mancanza di domanda e offerta sufficienti di materie prime secondarie (comprese le materie prime critiche) e la frammentazione del mercato unico per prodotti circolari, rifiuti e materie prime secondarie.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/062/SAEC-EUR/FA del 10.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 10.02.2026

2026/062/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha lanciato un sondaggio a supporto della valutazione d’impatto del prossimo Circular Economy Act (CEA), che si chiuderà il prossimo 16 marzo 2026.

Si ricorda che il Circular Economy Act, la cui pubblicazione è prevista per l’anno corrente, ha l’obiettivo di accelerare la transizione verso l'economia circolare nell'UE e si concentrerà su diversi ostacoli attualmente riscontrati in questo contesto, tra cui l’insufficiente domanda e offerta di materie prime secondarie (comprese le materie prime critiche), la frammentazione del mercato unico per prodotti circolari, rifiuti e materie prime secondarie.

Nel quadro delle attività propedeutiche alla pubblicazione della proposta legislativa, la Commissione ha avviato il sondaggio in oggetto al fine di raccogliere elementi utili a valutare i potenziali impatti delle misure politiche che sarà chiamata a definire.

Questo sondaggio è dedicato alle PMI e si compone di cinque capitoli principali:

  1. RAEE
  2. Appalti pubblici
  3. Sottoprodotti e Rifiuti da Rifiuti (EoW)
  4. EPR (Economia Circolare)
  5. Permessi di demolizione e audit pre-demolizione

Il sondaggio è disponibile qui

Si allega inoltre alla presente il documento in Word con le domande e si invitano quanti interessati ad inviare le proprie risposte alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 24 febbraio 2026, al fine di definire un contributo associativo da inviare alla Commissione e da condividere anche con FEAD e Recycling Europe.

» 10.02.2026
Documenti allegati

Tecnologie per il riciclo della plastica in UE – Report PRE

Plastics Recyclers Europe (PRE) ha pubblicato il Report “Mapping of plastic recycling”, che analizza il panorama del riciclo della plastica in Europa, offrendo una mappatura dettagliata delle tecnologie e dei processi per la transizione verso un’economia circolare.  

Il documento esamina l'intera catena del valore, dalla raccolta alla produzione di nuovi materiali, coprendo flussi come imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli a fine vita e materiali per l'edilizia.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/061/SAEC-EUR/FA del 09.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 09.02.2026

2026/061/SAEC-EUR/FA

Plastics Recyclers Europe (PRE) ha pubblicato il Report “Mapping of plastic recycling”, che analizza il panorama del riciclo della plastica in Europa, offrendo una mappatura dettagliata delle tecnologie e dei processi per la transizione verso un’economia circolare.  Il documento esamina l'intera catena del valore, dalla raccolta alla produzione di nuovi materiali, coprendo flussi come imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli a fine vita e materiali per l'edilizia.

Il Report fa una valutazione basata sul grado di maturità delle tecnologie di cernita e riciclo, classificandole in base alla loro effettiva diffusione negli impianti industriali europei e assegnando ad ognuna un colore: 

  • Rosso (0%): tecnologia in fase di sviluppo in laboratorio, non utilizzata a scala industriale.
  • Arancione (<10%): tecnologia in fase di sviluppo, utilizzata da pochissimi riciclatori.
  • Giallo (10-25%): tecnologia con un basso livello di implementazione industriale.
  • Verde chiaro (25-55%): tecnologia con un medio livello di implementazione industriale.
  • Verde scuro (>55%): tecnologia ampiamente implementata e adottata su vasta scala.
     

Per quanto di interesse, il Report mostra che la capacità di trattamento della plastica attraverso il riciclo meccanico nel 2024 è stimata a 13,5 milioni di tonnellate, mentre la capacità di trattamento attraverso il riciclo chimico è di 190 kilotonnellate. 

A tal proposito vengono distinti i tre percorsi tecnologici principali per effettuare il riciclo, i relativi vantaggi e limiti, nonché l’effettivo utilizzo: il riciclo meccanico (il metodo più consolidato, basato su macinazione, lavaggio, separazione densimetrica ed estrusione), il riciclo per dissoluzione (processo fisico che utilizza solventi selettivi per purificare i polimeri senza rompere le catene molecolari, ideale per materiali multistrato o contaminati, ma ancora in una fase emergente di applicazione) e infine il riciclo chimico (riciclo che include la decomposizione termica e la depolimerizzazione chimica, poco utilizzato attualmente ma con impianti di riciclo in fase di messa in funzione o in fase pilota che si prevede entreranno in funzione nei prossimi anni).

Inoltre il Report analizza i processi di selezione, fondamentale per l’efficienza del sistema e che si divide in tre moduli: raccolta (differenziata, post-consumo o sistemi di deposito DRS), cernita meccanica (tramite la tecnologia NIR, separatori balistici e magneti) e compattazione in balle.

In conclusione il testo evidenzia come il successo della circolarità dipenda dalla qualità della selezione, dalle tecnologie di riciclo, ma anche dalla progettazione dei materiali finalizzata al riciclo degli stessi (design for recycling). Specifica poi che sebbene le tecnologie consolidate siano la colonna portante attuale, il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 richiederà l'integrazione di tecnologie emergenti e l'uso dell'Intelligenza Artificiale per migliorare la purezza dei riciclati.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al rapporto in allegato.

» 09.02.2026
Documenti allegati

Legge 14/2026 su cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo

La Legge 26 gennaio 2026, n. 14 recante “Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo” (G.U. n. 29 del 5 febbraio 2026) modifica la disciplina relativa ai veicoli fuori uso di cui al D.lgs. n. 209/2003, inserendo i commi 8-bis e 8-ter nell'articolo 5 (Raccolta) e modificando l'articolo 13 (Sanzioni), al fine di permettere la cancellazione di un veicolo fuori uso in presenza di fermo amministrativo dal PRA e di permetterne la demolizione, e di incrementare le sanzioni nei casi di violazione delle norme per la raccolta e gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/060/SAEC-ELV/NA del 09.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 09.02.2026

2026/060/SAEC-ELV/NA

La Legge 26 gennaio 2026, n. 14 recante “Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo” (G.U. n. 29 del 5 febbraio 2026) modifica la disciplina relativa ai veicoli fuori uso di cui al D.lgs. n. 209/2003, inserendo i commi 8-bis e 8-ter nell'articolo 5 (Raccolta) e modificando l'articolo 13 (Sanzioni), al fine di permettere la cancellazione di un veicolo fuori uso in presenza di fermo amministrativo dal PRA e di permetterne la demolizione, e di incrementare le sanzioni nei casi di violazione delle norme per la raccolta e gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione.

In particolare, il nuovo comma 8-bis permette la cancellazione dal PRA o da altro registro presso l'ufficio della motorizzazione civile di un veicolo fuori uso in presenza di fermo amministrativo in caso di demolizione. Specifica, inoltre, che rientrano tra questi veicoli anche quelli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e quelli acquisiti per occupazione e stabilisce che in presenza di iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo da rottamare, al proprietario, o a chiunque acquisisca la disponibilità del veicolo per il suo tramite, non può comunque essere concessa alcuna forma di agevolazione, contributo o incentivo pubblici per l'acquisto di un nuovo veicolo. L'ultimo periodo dell’art. 8-bis prevede l'impossibilità a procedere alla cancellazione in caso di radiazione per esportazione, pur in previsione di un'eventuale demolizione.

Il nuovo comma 8-ter pone in capo ai Comuni, alle Città Metropolitane e alle Province o all'Ente proprietario della strada l'obbligo di attestare l'inutilizzabilità del veicolo iscritto al PRA rinvenuto, che non è stato reclamato dai proprietari o è stato acquisito per occupazione. Precisa che di tale decisione ne deve essere data comunicazione, senza ritardo e, comunque, entro 7 giorni, al proprietario risultante dal PRA, tramite posta elettronica certificata o con altro mezzo idoneo, e che il proprietario può opporsi entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione. In caso di mancata opposizione, l'Ente che ha inviato la comunicazione può procedere alla rimozione del veicolo, alla sua demolizione e alla cancellazione dal PRA senza che possa essere opposta l'iscrizione sul veicolo del fermo amministrativo.

L’art. 8-ter specifica che la rimozione del veicolo è disposta immediatamente all'atto del rinvenimento del veicolo, in presenza di:

  • motivi di incolumità pubblica, di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione stradale, di tutela ambientale;
  • esigenze di carattere militare;
  • urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale.
     

Per quanto riguarda le sanzioni:

  • incrementa da 3mila a 10mila euro la soglia minima dell'ammenda per le violazioni relative alle attività di gestione dei veicoli fuori uso e dei rifiuti costituiti dei relativi componenti e materiali;
  • incrementa da 1.000 a 3mila euro la soglia minima delle sanzioni amministrative relative alla raccolta dei veicoli destinati alla demolizione.
     

L'articolo 2 modifica la disciplina relativa ai veicoli fuori uso contenuta nel D.lgs. n. 152/2006 introducendo le stesse modifiche apportate all'articolo 5 del D.lgs. n. 209/2003.

L’articolo 3 disciplina le procedure relative alla attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione. In particolare:

  • il comma 1 inserisce tra i servizi a domanda individuale, di cui al decreto del Ministro dell'Interno del 31 dicembre 1983, quello inerente al rilascio della attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione;
  • il comma 2 specifica che il costo complessivo e le tariffe di cui al precedente comma sono stabiliti dai comuni nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario;
  • il comma 3 indica che nei casi in cui i Comuni, le Città metropolitane e le province o l'ente proprietario della strada certifichino l'inutilizzabilità dei veicoli iscritti al PRA rinvenuti, che non sono stati reclamati dai proprietari o sono stati acquisiti per occupazione, l'attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso venga rilasciata dagli organi competenti per la polizia locale o dagli uffici competenti individuati dall'ente proprietario della strada;
  • il comma 4 stabilisce che, per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo, la dichiarazione di inutilizzabilità del veicolo fuori uso sia allegata alla richiesta di cancellazione dal PRA o da altro registro presso l'ufficio della motorizzazione civile.
     

In particolare l’art. 3 stabilisce che il proprietario di un veicolo gravato può essere radiato qualora il proprietario ottenga l’attestazione di inutilizzabilità (concetto molto più vasto oggi) ai fini della radiazione. 

Questa attestazione - che può essere fatta solo dal Comune (in precedenza da qualsiasi forza di polizia) - avrà un costo stabilito dal Comune stesso. 

Per ulteriori dettagli si rimanda alla Legge 14/2026, in allegato.

» 09.02.2026
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FEAD NEWSLETTER N° 252 – 9 FEBRUARY 2026

Si rende disponibile in allegato la newsletter n. 252 del 9 febbraio 2026

Buona lettura.

» 09.02.2026
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RENTRi – DD n. 25/2026 su procedure di emergenza per mancata disponibilità dei servizi RENTRi o indisponibilità di connettività Internet


Pubblicato sul sito RENTRi il Decreto Direttoriale n. 25 del 05 febbraio 2026 recante le “Modalità operative per la gestione del Formulario di identificazione del rifiuto in formato digitale da adottare sia nel caso di verificarsi di mancanza di disponibilità dei servizi RENTRI non dovuta ad interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sia in caso di indisponibilità temporanea della connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale”  che stabilisce quali misure di emergenza e/o di mitigazione gli operatori devono/possono adottare nei casi succitati.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/059/SAEC-REN/LE del 09.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 09.02.2026

2026/059/SAEC-REN/LE


Informiamo che è stato pubblicato sul sito RENTRi il Decreto Direttoriale n. 25 del 05 febbraio 2026 recante le “Modalità operative per la gestione del Formulario di identificazione del rifiuto in formato digitale da adottare sia nel caso di verificarsi di mancanza di disponibilità dei servizi RENTRI non dovuta ad interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sia in caso di indisponibilità temporanea della connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale”  che definisce quali misure di emergenza e/o di mitigazione gli operatori devono/possono adottare nei casi succitati.

Il Decreto direttoriale si compone di due Allegati:

  • Allegato n. 1 - modalità operative di sicurezza da adottare nel caso si verifichi la mancanza di disponibilità dei servizi RENTRi non dovuta ad interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. La possibilità di utilizzo di tali modalità operative decorre dall’apertura di un evento di mancata disponibilità di uno o più servizi RENTRi, comunicata mediante avviso pubblicato dalla Direzione generale ECB (Economia circolare e bonifiche) del MASE nella sezione “Avvisi” del portale del RENTRi;
  • Allegato n. 2 - modalità operative di sicurezza da adottare nel caso si verifichi l’indisponibilità temporanea dei servizi di connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale utilizzati dall’operatore per ragioni al di fuori del suo controllo e non dovute a scarsa manutenzione o negligenza.
     

In considerazione dell’ormai prossimo avvio del FIR digitale a partire dal 13 febbraio 2026, invitiamo le aziende a monitorare il quotidiano aggiornamento del sito www.rentri.gov.it in tutte le sue parti (news, schede informative, etc) per essere sempre aggiornati sul susseguirsi delle modifiche apportate e poter disporre, quindi, di un quadro operativo di riferimento sempre puntuale e aggiornato.

Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.

» 09.02.2026

2026/058/SA-LAV/MI

Come anticipato nella circolare n. 24/2026 del 19 gennaio scorso, la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025, articolo 1 comma 203) ha previsto l’ampliamento della platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al Fondo di Tesoreria INPS, 

Trattasi quindi delle quote di TFR che i lavoratori decidono di trattenere presso il datore di lavoro e che, in considerazione della dimensione aziendale, alla luce della scelta del Legislatore del 2007, invece di rimanere in azienda sono comunque trasferiti presso il Fondo di Tesoreria INPS.

Come noto la normativa del 2007 includeva nell’obbligo unicamente le aziende che, a una certa data, occupavano 50 dipendenti, escludendo quindi quelle che in un momento successivo avrebbero raggiunto tale soglia.

E’ comunque previsto un regime transitorio, per cui sono esclusi per il 2026 e il 2027 le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti. 

Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti. 

Nella circolare allegata, l’INPS riepiloga i principali contorni della normativa, disciplinando anche casi particolari ed elencando le modalità pratiche di attuazione.

 

» 09.02.2026
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Cambio alla guida di ANPAR

Affari e Finanza de la Repubblica, Radiocor de Il Sole 24 Ore e Borsa Italiana 

Testata: » 09.02.2026
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ASSOAMBIENTE 06 febbraio 2026

» 06.02.2026

Manutenzione sito RENTRi 12 febbraio ore 18:00-20:00

Il 12 febbraio 2026 tra le 18:00 e le 20:00 è pianificata sul sito RENTRi una Finestra Programmata di Manutenzione dovuta ad un rilascio di aggiornamenti di sistema della piattaforma informatica, in vista dell’avvio dell’entrata in vigore del fir digitale per i soggetti iscritti al RENTRi per il giorno successivo, 13 febbraio 2026. 

Pertanto nella fascia oraria indicata è probabile che si verificheranno delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web ed API, motivo per cui si raccomanda quindi di non utilizzare i servizi nella data e fascia oraria indicata.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/057/SAEC-REN/LE del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 06.02.2026

2026/057/SAEC-REN/LE

Informiamo che il giorno 12 febbraio 2026 tra le 18:00 e le 20:00 è pianificata una Finestra Programmata di Manutenzione dovuta ad un rilascio di aggiornamenti di sistema della piattaforma informatica, in vista dell’avvio dell’entrata in vigore del FIR digitale per i soggetti iscritti al RENTRi per il giorno successivo, 13 febbraio 2026.

Pertanto nella fascia oraria indicata è probabile che si verificheranno delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web ed API, motivo per cui si raccomanda quindi di non utilizzare i servizi nella data e fascia oraria indicata.

Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.

» 06.02.2026

Spedizione rifiuti per smaltimento – Avvio gruppo di lavoro FEAD

FEAD sta avviando un gruppo di lavoro ad hoc per predisporre contributi tecnici da presentare alla Commissione Europea riguardo lo sviluppo di un atto delegato recante l’applicazione pratica dell’articolo 11 del Regolamento sulle spedizioni di rifiuti (WRS).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/056/SAEC-EUR/FA del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 06.02.2026

2026/056/SAEC-EUR/FA

FEAD sta avviando un gruppo di lavoro ad hoc per predisporre contributi tecnici da presentare alla Commissione Europea riguardo lo sviluppo di un atto delegato recante l’applicazione pratica dell’articolo 11 del Regolamento sulle spedizioni di rifiuti (WRS).

Si ricorda che l’articolo 11 stabilisce le condizioni per le spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento, ovvero che sono ammesse solo se si dimostra che:

il rifiuto non può essere recuperato in modo tecnicamente fattibile ed economicamente sostenibile nel Paese di origine, oppure non può essere smaltito in modo tecnicamente fattibile ed economicamente sostenibile nel Paese di origine.

Il comma 5 del medesimo articolo specifica che, entro il 21 maggio 2027, la Commissione deve adottare un atto di esecuzione che stabilisce criteri dettagliati per applicare i concetti di cui sopra in modo uniforme.

Preso atto che lo scorso anno la Commissione ha de-prioritizzato lo sviluppo di tale atto, FEAD intende influenzare la stesura dello stesso in quanto è fondamentale per il settore un’applicazione della normativa che non danneggi l’industria europea e il mercato unico. A integrazione delle informazioni fornite, si allega il documento preparato dalla Federazione delle Industrie Norvegesi, che espone la questione e costituisce la base del lavoro che si vuole affrontare.

Si chiede pertanto di manifestare il proprio interesse a partecipare al gruppo di lavoro di FEAD inviando una mail alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 18 febbraio 2026.

» 06.02.2026
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Regolamento REACH – Due nuove sostanze nella candidate list

L’ECHA, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha aggiunto due nuove voci all'elenco delle sostanze chimiche "candidate" a essere assoggettate agli obblighi autorizzativi previsti dal Regolamento sulla registrazione delle sostanze chimiche (cd. Regolamento REACH). 

Con l’inserimento di queste due nuove sostanze il numero di quelle che compongono l’elenco della “Candidate List” sale in totale a 253 voci. Le ultime sostanze aggiunte sono l'ensano e il difenolo 4,4'-[2,2,2-trifluoro-1- (trifluorometil)etilidene]difenoli e i suoi sali, comunemente utilizzate nella lavorazione dei polimeri, nei rivestimenti e negli agenti detergenti. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/055/SAEC-EUR/CS del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 06.02.2026

2026/055/SAEC-EUR/CS

L’ECHA, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha aggiunto due nuove voci all'elenco delle sostanze chimiche "candidate" a essere assoggettate agli obblighi autorizzativi previsti dal Regolamento sulla registrazione delle sostanze chimiche (cd. Regolamento REACH). 

Con l’inserimento di queste due nuove sostanze il numero di quelle che compongono l’elenco della “Candidate List” sale in totale a 253 voci (alcune delle quali coprono gruppi di sostanze). Le ultime sostanze aggiunte sono:

  • ensano;
  • difenolo 4,4'-[2,2,2-trifluoro-1-(trifluorometil)etilidene] difenoli e i suoi sali, sostanze comunemente utilizzate nella lavorazione dei polimeri, nei rivestimenti e negli agenti detergenti.
     

Va evidenziato che anche la sola inclusione nella "Candidate List", in attesa del pieno assoggettamento alle previsioni REACH, comporta alcuni obblighi per gli operatori coinvolti nella importazione, produzione e fornitura di articoli che contengono le sostanze in questione. I produttori e fornitori infatti dovranno mettere a disposizione dei destinatari le informazioni necessarie per consentire un uso sicuro dell'articolo. 

L'obbligo di autorizzazione per la produzione e l'utilizzo delle sostanze, invece, scatterà solo quando le sostanze candidate saranno effettivamente incluse nell'elenco delle sostanze estremamente preoccupanti ("Svhc"), di cui all'allegato XIV del regolamento REACH.

» 06.02.2026

ARERA - Sesta Relazione monitoraggio dell’attuazione della disciplina del settore rifiuti

Il 27 gennaio 2026 ARERA ha pubblicato la Sesta Relazione, ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 201, recante “Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" (Relazione 10/2026/I/rif) che riporta gli esiti del monitoraggio effettuato dall’Autorità nel secondo semestre rispetto all’attuazione della disciplina del settore rifiuti. 

Il documento descrive lo stato della governance del settore dei rifiuti urbani in Italia, con particolare riferimento a come sono definiti e gestiti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e gli Enti di Governo dell’Ambito (EGATO), ed evidenziando il coinvolgimento degli enti locali, i modelli organizzativi e la situazione degli affidamenti dei servizi.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/054/SAEC-ARE/CC del 06.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 06.02.2026

2026/054/SAEC-ARE/CC

Il 27 gennaio 2026 ARERA ha pubblicato la Sesta Relazione, ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 201, recante “Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" (Relazione 10/2026/I/rif) che riporta gli esiti del monitoraggio effettuato dall’Autorità nel secondo semestre rispetto all’attuazione della disciplina del settore rifiuti.

Il documento descrive lo stato della governance del settore dei rifiuti urbani in Italia, con particolare riferimento a come sono definiti e gestiti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e gli Enti di Governo dell’Ambito (EGATO), ed evidenziando il coinvolgimento degli enti locali, i modelli organizzativi e la situazione degli affidamenti dei servizi.

In particolare, nelle Conclusioni, l’Autorità ritiene di aver introdotto, nell’ambito dei recenti provvedimenti adottati, talune misure di semplificazione in un quadro rivolto alla razionalizzazione degli assetti istituzionali locali: “In primo luogo, nell’ambito dello schema di bando tipo di cui alla deliberazione 27 dicembre 2024, 596/2024/R/RIF, si è previsto che qualora più ETC superino una preesistente situazione di frazionamento delle competenze (in cui ciascuno approvava il singolo PEF e procedeva autonomamente al pertinente affidamento), valutando di esercitare congiuntamente le rispettive attribuzioni, sia ammissibile una documentazione di gara semplificata che si limiti a programmi di miglioramento della qualità e alla predisposizione del PEFA di gara coincidente con il solo piano tariffario pluriennale”. “Da ultimo, con le previsioni di cui alla delibera 5 agosto 2025, 397/2025/R/RIF, “Approvazione del Metodo Tariffario Rifiuti per il terzo periodo regolatorio (MTR-3)” sono state, tra l’altro, introdotte soluzioni per agevolare le attività di approvazione dei piani economico-finanziari: in tal senso, sono stati previsti meccanismi di aggregazione della pianificazione economico-finanziaria, ammettendo la predisposizione di un PEF unitario ove sussista una pluralità di territori comunali affidati a un medesimo gestore responsabile di tutte le fasi del ciclo integrato (ivi inclusa la gestione delle tariffe e dei rapporti con gli utenti) nell’ambito di uno stesso bacino di affidamento”.

Infine, in considerazione delle evidenze emerse, l’Autorità ha inteso segnalare: 

  • al fine di accelerare il percorso di razionalizzazione degli assetti istituzionali locali del settore dei rifiuti, la necessità di un rafforzamento del ruolo degli Enti di governo dell’ambito attraverso interventi volti alla semplificazione dei processi istitutivi di tali Enti e al conferimento ai medesimi delle competenze in materia di organizzazione del servizio, secondo le previsioni legislative vigenti, affinché le stesse siano esercitate in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale;
  • al fine di garantire l’effettività di tali previsioni, l’opportunità di introdurre un termine perentorio entro il quale gli adempimenti in capo ai soggetti territorialmente competenti siano esperiti, pena l’esercizio del potere sostitutivo statale.
     

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Relazione in allegato.

» 06.02.2026
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Colombino alla guida di ANPAR

Le Strade – Phase Out – Ricicla News, RecoverWeb 

Testata: » 05.02.2026
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Webinar UTILITALIA e ASSOAMBIENTE | Gestione del FIR digitale - Focus operativo | 9 Febbraio

Gestione del FIR digitale | Focus operativo 
Lunedì 9 febbraio 2026 
10:30 - 12:30 

Il 13 febbraio 2026 entra in vigore l’obbligo di utilizzo del FIR digitale per tutti i soggetti iscritti al RENTRI. 

Per supportare le aziende associate nella fase di avvio del nuovo sistema, UTILITALIA ASSOAMBIENTE organizzano un webinar tecnico di approfondimento dedicato esclusivamente agli aspetti operativi del FIR digitale. 

Oltre ai rappresentanti di ASSOAMBIENTE e UTILITALIA, interverranno il Presidente Daniele Gizzi dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e, per Ecocerved, Antonella Eugeni e Sara Basso. 

I quesiti sul FIR digitale dovranno essere inviati entro il 30 gennaio 2026 a e.perrotta@fise.org
È prevista una breve sessione finale di Q&A su prenotazione. 

Per iscriversi inviare email a assoambiente@assoambiente.org. Oggetto: “Iscrizione WEBINAR XFIR”.

Programma scaricabile

» 04.02.2026
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TuttoAmbiente Professional learning Direttore tecnico impianto rifiuti, 19 marzo – 9 aprile 2026

Tuttoambiente ha organizzato un nuovo ciclo di formazione su Direttore tecnico impianti rifiuti che si terrà dal 19 marzo al 9 aprile 2026, in live streaming.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/053/SAEC-COM/PE del 04.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 04.02.2026

2026/053/SAEC-COM/PE

Dall’19 marzo al 9 aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Professional Learning Direttore tecnico impianti rifiuti.

Il corso offre un percorso per formare la figura del Direttore Tecnico alla luce della Circolare Ministeriale n.1121/2019 e del DPCM 27 agosto 2021. Si pone inoltre l’obiettivo di identificare in modo puntuale competenze, responsabilità e possibili sanzioni relative a tale figura professionale attraverso un iter formativo che si sviluppa dal punto di vista sia normativo che pratico.

Sono previsti specifici moduli formativi che analizzano la tematica dell’identificazione, classificazione e trasporto dei rifiuti. Vengono poi analizzate le tipologie di autorizzazione previste dal D.lgs. n. 152/2006 ed infine viene affrontata la tematica della gestione tecnica di un impianto di trattamento rifiuti.

Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.

Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.

» 04.02.2026

Corso TiFORMA su “Total reward e leva strategica - disegnare, integrare e comunicare il complesso degli investimenti aziendali sulle risorse umane”

TiFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su “Total reward e leva strategica - Disegnare, integrare e comunicare il complesso degli investimenti aziendali sulle risorse umane” che si terrà nelle giornate del 25 febbraio, 4 e 11 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/052/SAEC-COM/PE del 04.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 04.02.2026

2026/052/SAEC-COM/PE

TiFORMA (società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su “Total reward e leva strategica - Disegnare, integrare e comunicare il complesso degli investimenti aziendali sulle risorse umane” che si terrà nelle giornate del 25 febbraio, 4 e 11 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00.

La trasformazione del lavoro ha reso più arduo reclutare e trattenere i talenti rispetto al passato. Il valore complessivo dell’offerta retributiva viene oggi “misurato” dai dipendenti non solo sugli incentivi economici, ma anche in relazione a benefits, welfare, opportunità di carriera e work-life balance. 

Conoscere le componenti di un sistema di total reward, combinarli e comunicarli costituisce una leva strategica per le politiche aziendali.

Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.

» 04.02.2026
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Aggiornamento mensile FEAD su UE policy – 27 febbraio 2026 ore 11.00

FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy. 

Il prossimo incontro si terrà il 27 febbraio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/051/SAEC-EUR/PE del 04.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 04.02.2026

2026/051/SAEC-EUR/PE

FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.  

Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 27 febbraio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00. 

Di seguito il seguente link per seguire evento:

Microsoft Teams meeting 
Join: https://teams.microsoft.com/meet/38108102862327?p=Ph8VW9lAOGeqqFWGjs 
Meeting ID: 381 081 028 623 27 
Pass code: Mr3LC7AA

Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.

» 04.02.2026

RiciclaTV | Stati Generali dell’Ambiente in Sicilia | 5 Febbraio Messina

Si terranno il 5 Febbraio a Messina gli “Stati Generali dell'Ambiente” promossi da RiciclaTv.

La gestione dei rifiuti urbani in Sicilia continua a confrontarsi con criticità strutturali che rallentano l’allineamento agli standard nazionali. La raccolta differenziata cresce, ma procede ancora in modo disomogeneo, con territori virtuosi e altri in cui la raccolta indifferenziata rimane prevalente. 

In questo contesto, ASSOAMBIENTE svolge un ruolo fondamentale nel promuovere modelli gestionali più efficienti, spingendo su innovazione, qualità dei servizi e sviluppo impiantistico. 

La sfida è duplice: migliorare la performance operativa dei territori e creare un ecosistema in grado di sostenere la circolarità dei materiali. 

L'iniziativa è patrocinata da: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Commissario Straordinario alle Bonifiche delle Discariche Abusive Partner CIC Consorzio Italiano Compostatori , ASSOAMBIENTE, Erion , Green Med Expo & Symposium, Utilitalia.
Sponsor Zucchetti Ambiente, SOFTline s.r.l. - Zucchetti, GuardOne Italia

Programma Scaricabile

L'iscrizione è obbligatoria

» 03.02.2026
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Messa in mora UE verso l’Italia su acque ed emissioni

L'Unione Europea ha trasmesso all’Italia lettere di costituzione in mora  per il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque e per il mancato aggiornamento dei programmi nazionali previsti dalla direttiva sulla riduzione delle emissioni.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/050/SAEC-EUR/FA del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 03.02.2026

2026/050/SAEC-EUR/FA

L'Unione Europea ha trasmesso all’Italia lettere di costituzione in mora per il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque e per il mancato aggiornamento dei programmi nazionali previsti dalla direttiva sulla riduzione delle emissioni.

Si specifica che con la prima lettera di costituzione in mora, la Commissione UE segnala il mancato allineamento dell’Italia alla Direttiva 2000/60/CE sulle acque che impone agli Stati membri di definire un programma di misure per ciascun distretto idrografico al fine di garantire un buono stato dei corpi idrici europei (fiumi, laghi). Ciascun programma deve comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l'estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento. L’UE rileva che la legislazione italiana non garantisce la registrazione di ogni autorizzazione di prelievo o di raccolta di acqua e segnala inoltre che tali misure di controllo, nonché gli eventuali permessi concessi, nel nostro Paese non sono soggetti a revisione periodica come è stabilito dalla Direttiva.

La seconda lettera di costituzione in mora invece concerne il mancato pieno recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva 2016/2284/UE (Direttiva NEC) le cui disposizioni sono contenute nel D.lgs. n. 81/2018. La direttiva stabilisce impegni nazionali di riduzione delle emissioni di diversi inquinanti atmosferici che ciascuno Stato membro deve conseguire ogni anno tra il 2020 e il 2029 e riduzioni più ambiziose a partire dal 2030, nonché di adottare Programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico che definiscono le misure necessarie per rispettare tali disposizioni, ma finora l'Italia non ha presentato alla Commissione il programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico aggiornato richiesto.

L’Italia ora dispone di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest'ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al pacchetto infrazioni in allegato.

» 03.02.2026
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Spedizione dei rifiuti – aggiornamento su DIWASS

A partire dal prossimo 21 maggio 2026 entrerà in vigore l’obbligo di utilizzo del DIWASS (Digital Waste Shipment System) per la trasmissione in formato elettronico della documentazione relativa alla spedizione di rifiuti, come previsto dall’articolo 27 del Regolamento (UE) 2024/1157.  

La Commissione – che sta ancora lavorando all’implementazione del sistema DIWASS - ha pubblicato un manuale operativo e indicazioni sull’interoperabilità del sistema mentre le Associazioni europee delle imprese della gestione dei rifiuti hanno predisposto una lettera di chiarimenti.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/049/SAEC-EUR/CS del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 03.02.2026

2026/049/SAEC-EUR/CS

A partire dal prossimo 21 maggio 2026 entrerà in vigore l’obbligo di utilizzo del DIWASS (Digital Waste Shipment System) per la trasmissione della documentazione relativa alla spedizione di rifiuti. Il sistema DIWASS è previsto dall’articolo 27 (“Trasmissione e scambio di informazioni per via elettronica”) del Regolamento (UE) 2024/1157 ed è finalizzato a semplificare la spedizione dei rifiuti consentendo uno scambio delle informazioni legate alle spedizioni in formato elettronico, oltre a stabilire i requisiti di interoperabilità tra il sistema centrale DIWASS e gli altri sistemi o software utilizzati per la gestione delle spedizioni di rifiuti. 

La Commissione europea sta ancora lavorando all’implementazione del sistema DIWASS affinché possa risultare pienamente operativo al momento della sua entrata in vigore. 

Di seguito si riportano i principali aggiornamenti in materia:

  • la Commissione ha pubblicato sulla pagina internet dedicata al DIWASS la documentazione molto tecnica a supporto dell'interconnessione dai sistemi o software locali attraverso la così detta API (Application Programming Interface). La documentazione fornisce informazioni utili e necessarie a garantire l’interoperabilità con eventuali altri sistemi di tracciabilità elettronica delle spedizioni dei rifiuti. Tutti i documenti, che verranno costantemente aggiornati, sono disponibili qui
  • incluso nella documentazione tecnica anche un Manuale di istruzioni per gli operatori (v. allegato). Sul tema la Commissione ha chiaramente comunicato che non intende fornire formazione sull'uso del DIWASS agli operatori economici, poiché tale responsabilità ricade sulle rispettive Autorità competenti. Per ottemperare a ciò le Autorità competenti dovrebbero approntare un servizio di assistenza dedicato. La Commissione fornirà assistenza solo per questioni tecniche relative al funzionamento del sistema centrale: a breve saranno fornite indicazioni in materia;
  • numerose associazioni europee delle imprese della gestione dei rifiuti, tra cui FEAD e Recycling Europe, hanno predisposto e sottoscritto una lettera congiunta (v. allegato), destinata alla Commissione e ai governi nazionali, dove vengono evidenziate alcune criticità sull’attuazione del DIWASS e chieste delle misure correttive. In particolare viene richiesto alla Commissione:
  • l’adozione di un periodo di transitorio per l'attuazione del DIWASS, durante il quale non saranno previste sanzioni per gli operatori senza sanzioni;
  • l'abrogazione dell'obbligo di presentare l'allegato VII almeno due giorni prima della spedizione dei rifiuti elencati nella lista verde.

Per maggiori informazioni si rimanda ai documenti allegati, richiamati nella circolare.

» 03.02.2026
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RENTRi – Indicazioni cancellazione dei soggetti esclusi dalla Legge Bilancio 2026 e seminario Assoambiente su FIR digitale

Sul sito RENTRi è stata pubblicata la news che fornisce indicazioni sulla procedura che i soggetti esclusi dall'obbligo di iscrizione al RENTRi ai sensi della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026, cfr circolare Assoambiente n. 8/2026) - come già comunicato nelle circolari Assoambiente - devono seguire se vogliono procedere alla cancellazione.

Si ricorda infine che il prossimo 9 febbraio alle ore 10.30 si terrà il webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto della gestione dei rifiuti con focus sul FIR digitale, organizzato da Assoambiente, unitamente con Utilitalia, per fornire un supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema per le aziende che operano nella gestione rifiuti. Necessaria iscrizione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/048/SAEC-REN/LE del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 03.02.2026

2026/048/SAEC-REN/LE

Sul sito RENTRi è stata pubblicata la news che fornisce indicazioni sulla procedura che i soggetti esclusi dall'obbligo di iscrizione al RENTRi ai sensi della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026, cfr circolare Assoambiente n. 8/2026) - come già comunicato nelle circolari Assoambiente - devono seguire se vogliono procedere alla cancellazione.

Nello specifico la news prevede che:

  • tali soggetti devono presentare, tramite l’area operatori del portale RENTRI, una pratica di cancellazione entro il primo trimestre del 2026 e che tale cancellazione avrà effetto immediato;
  • alle domande di cancellazione presentate oltre il termine del 30 marzo si applicheranno le disposizioni dell’art. 12 del DM n. 59/2023 (che prevede il pagamento del contributo per l'anno in corso);
  • ai soggetti che procedono alla cancellazione non è previsto il rimborso dei contributi e dei diritti precedentemente versati.
     

Si ricorda infine che il prossimo 9 febbraio alle ore 10.30 si terrà il webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto della gestione dei rifiuti con focus sul FIR digitale, organizzato da Assoambiente, unitamente con Utilitalia, per fornire un supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema per le aziende che operano nella gestione rifiuti (cfr. circolare Assoambiente n. 38/2026). Necessaria iscrizione.

» 03.02.2026

Nomina componenti del Collegio ARERA

Con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2025 sono stati nominati componenti del Collegio dell’ARERA: Nicola dell'Acqua, in qualità di Presidente, Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini, in qualità di componenti del Collegio.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/047/SAEC-ARE/CC del 03.02.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 03.02.2026

2026/047/SAEC-ARE/CC

Con Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata ufficializzata la “Nomina dei componenti del Collegio dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA)” (G.U. n. 35 del 31 gennaio 2026).

Con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2025, registrato alla Corte dei conti in data 13 gennaio 2026, n. 114, sono stati nominati componenti del Collegio dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA): 

  • Nicola dell'Acqua, in qualità di Presidente,
  • Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini, in qualità di componenti del Collegio.
     

Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Comunicato consultabile al link

» 03.02.2026

Carlo Colombino è il nuovo Presidente ANPAR

la Repubblica (con articoli nella rubrica Finanza ed EnergItalia), La Stampa, Il Secolo xix, Askanews, Teleborsa, Borsa Italiana, Tiscali, TorinoOggi, Ricicla News, Recycling Industry, Energia Oltre, AGIPress, AGEEI - Agenzia di stampa sull'energia e le infrastrutture, GSA, L’Identità, I mille protagonisti del mondo economico, Adriaco, AgenParl

Testata: » 03.02.2026
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The Recyclers’ Bulletin #2 | by Recycling Europe

Si rende disponibile il bollettino mensile prodotta da EuRIC relativa al mese di gennaio 2026.

Nel bollettino sono riportate le attività e gli eventi EuRIC, nonché le tematiche sulle quali le Istituzioni europee sono maggiormente attive.

Buona lettura.

» 02.02.2026
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FEAD NEWSLETTER N° 251 – 2 FEBRUARY 2026

Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 251 del 02 febbraio 2026

Buona lettura.

» 02.02.2026
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Carlo Colombino eletto Presidente di ANPAR

Carlo Colombino è il nuovo Presidente di ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati che aderisce ad Assoambiente.

Colombino, socio e Amministratore Delegato dell’azienda CAVIT SpA, azienda della provincia torinese attiva nel settore del recupero dei rifiuti edili e degli appalti per infrastrutture, è stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dell’Associazione con un incarico triennale e succede a Paolo Barberi, cui è andato il ringraziamento di tutte le aziende associate per l’intensa attività svolta e i significativi obiettivi raggiunti in un momento di forte evoluzione per il settore.

Il neo Presidente Colombino è tra i soci fondatori dell’Associazione che ha recentemente celebrato i primi 25 anni di attività e ha da sempre supportato l’operato associativo all’interno degli organi direttivi. Diverse le priorità individuate per il suo mandato.

Il contesto europeo rappresenta oggi l’ambito su cui concentrare la massima attenzione, in vista dell’emanazione del Regolamento Europeo di End of Waste (previsto per il 2027) e della definizione delle norme tecniche di attuazione del Regolamento Europeo sui prodotti da costruzione (CE 3110/2024)”, ha evidenziato Carlo Colombino – Presidente di ANPAR.

Sul piano nazionale, resta fondamentale proseguire il confronto con il Ministero dell’Ambiente non solo nell’ambito del Tavolo di monitoraggio, previsto dal DM 127/2024, al fine di perseguire l’obiettivo comune di massimizzare l’avvio a recupero dei rifiuti inerti senza penalizzare pratiche ambientalmente virtuose già consolidate da tempo, ma anche il confronto sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per diffonderne l’utilizzo e così facilitare il mercato degli aggregati riciclati.

“È fondamentale garantire che le esigenze operative del settore siano pienamente rappresentate e comprese, anche attraverso un attento monitoraggio dei territori, affinché l’applicazione dei CAM sia uniforme e corretta su tutto il territorio nazionale, evitando interpretazioni distorte o disomogenee”, ha aggiunto Colombino.

In una visione più ampia, il nuovo Presidente intende inoltre rafforzare la collaborazione con le altre Associazioni della filiera, in particolare sulle attività in ambito europeo, consolidare il ruolo dei gruppi regionali attraverso momenti di confronto tra operatori e investire sulla formazione delle imprese, con l’organizzazione di convegni, seminari e corsi specialistici.

Nel corso del suo mandato, Carlo Colombino sarà affiancato da Paolo Barberi, nominato Segretario dell’Associazione.

Carlo Colombino – Chi è chi

Carlo Colombino, nato a Torino, maturità classica e laurea in Giurisprudenza, è socio, e dal 1985 Amministratore Delegato, di CAVIT SpA, azienda con sede a La Loggia (TO) con circa 80 dipendenti, attiva nel settore del recupero dei rifiuti edili e degli appalti per infrastrutture. Vanta una consolidata e approfondita esperienza del comparto, grazie a precedenti ed attuali attività anche nel settore estrattivo, della produzione di calcestruzzi e asfalto.

Dal 2007 Colombino è anche presidente di UNIMIN - Associazione delle attività estrattive della provincia di Torino presso l’Unione Industriale e dal 2025 presidente del Gruppo merceologico Trasporti, Infrastrutture e Materiali da Costruzioni di Unione Industriale di Torino, oltreché membro del Consiglio Generale dell’Unione Industriale di Torino. È inoltre da diversi anni componente del consiglio direttivo di ANEPLA (Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei ed Affini). Dal 2000 ad oggi è stato vice Presidente di ANPAR.

 

» 02.02.2026

Eccellenze consolidate e ritardi nel settore del riciclo

HITech-Ambiente

Testata: » 30.01.2026
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ASSOAMBIENTE 30 gennaio 2026

» 30.01.2026

Meccanismo per le Materie Prime – Presentazione e apertura iscrizioni per le aziende

La Commissione Europea ha lanciato il Meccanismo per le Materie Prime, ovvero una piattaforma sviluppata nell'ambito della Piattaforma UE per l'Energia e le Materie Prime che mette in contatto acquirenti e fornitori di materie prime strategiche, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio. 

Questa iniziativa si inserisce nel Piano d’Azione RESourceEU, volto a rafforzare la resilienza dell'UE diversificando le catene di approvvigionamento delle materie prime critiche (CRM).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/046/SAEC-EUR/FA del 30.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 30.01.2026

2026/046/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha lanciato il Meccanismo per le Materie Prime, ovvero una piattaforma sviluppata nell'ambito della Piattaforma UE per l'Energia e le Materie Prime che mette in contatto acquirenti e fornitori di materie prime strategiche, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio.

Questa iniziativa si inserisce nel Piano d’Azione RESourceEU, volto a rafforzare la resilienza dell'UE diversificando le catene di approvvigionamento delle materie prime critiche (CRM).

Il Meccanismo ha il compito di aggregare la domanda tramite il matchmaking e connettere tutti gli operatori del settore, al fine di migliorare significativamente la trasparenza del mercato, facilitare l'aggregazione della domanda e garantire accordi di acquisto, nel pieno rispetto delle norme antitrust UE.

La Commissione evidenzia che, partecipando al Meccanismo per le Materie Prime, un'azienda può ottenere vantaggi importanti, quali:

  • trovare fornitori rispetto alle 17 materie prime strategiche ai sensi del Critical Raw Materials Act;
  • aggregare la domanda e collaborare con altri acquirenti europei per sfruttare le dimensioni del mercato dell'Unione;
  • accedere a forniture globali da operatori europei e internazionali;
  • trovare fornitori di servizi di stoccaggio.
     

La registrazione alla piattaforma è già aperta e il primo round di matchmaking si terrà a marzo 2026. Questo primo ciclo è indirizzato alle catene del valore delle terre rare, delle materie prime per batterie e per la difesa, immediatamente disponibili o in procinto di esserlo, a beneficio in particolare degli operatori attivi in mercati piccoli e poco liquidi, come quelli del tungsteno o del gallio. I cicli successivi si concentreranno sullo sviluppo dei progetti e sul collegamento dei partecipanti con servizi di stoccaggio e di creazione di scorte.

La Commissione ha organizzato inoltre un webinar sul Meccanismo che si terrà l’11 febbraio 2026, dalle 14:30 alle 16:30, in cui verrà illustrata la procedura di registrazione e i dettagli del primo round di matchmaking. È possibile registrarsi al webinar qui

Per qualsiasi ulteriore informazione si rimanda alla pagina web ufficiale, disponibile qui, e agli allegati (invito ufficiale al webinar, documento esplicativo riguardo la registrazione e scheda informativa con ulteriori informazioni sul meccanismo UE per le materie prime). Se necessario è inoltre possibile contattare la Commissione per qualsiasi domanda al seguente indirizzo: EU-RAW-MATERIALS-MECHANISM@ec.europa.eu

» 30.01.2026
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Valutazione Direttiva sulla plastica monouso – Richiesta contributi.

La Commissione Europea ha avviato una consultazione per la valutazione della Direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904 – SUPD), che è finalizzata a ridurre l'inquinamento marino e promuovere l'economia circolare. 

Si ricorda che la valutazione della Direttiva è prevista dall'articolo 15 della stessa e dovrebbe essere completata entro il 3 luglio 2027, a tal proposito la Commissione intende coinvolgere cittadini, imprese e organizzazioni attraverso consultazioni pubbliche e mirate per raccogliere dati su costi e benefici e quindi stabilire se la norma rimane idonea allo scopo e se è necessaria una revisione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/045/SAEC-EUR/FA del 29.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE

» 29.01.2026

2026/045/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha avviato una consultazione per la valutazione della Direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904 – SUPD), che è finalizzata a ridurre l'inquinamento marino e promuovere l'economia circolare.

Si ricorda che la valutazione della Direttiva è prevista dall'articolo 15 della stessa e dovrebbe essere completata entro il 3 luglio 2027. A riguardo la Commissione intende coinvolgere cittadini, imprese e organizzazioni attraverso consultazioni pubbliche e mirate a raccogliere dati su costi e benefici e quindi stabilire se la Direttiva rimane idonea allo scopo o se è necessaria una revisione della stessa.

Secondo la Commissione questa analisi verificherà l'efficacia delle restrizioni vigenti sui prodotti plastici e sugli attrezzi da pesca, esaminando i progressi compiuti verso l'obiettivo di dimezzare i rifiuti in mare entro il 2050. L'indagine valuterà inoltre la necessità di aggiornare le norme attuali, semplificare gli oneri amministrativi e introdurre potenziali nuovi obiettivi vincolanti per il consumo di plastica. L'iniziativa si inserisce in una strategia globale più ampia per tutelare la salute umana e l'ambiente, garantendo al contempo il corretto funzionamento del mercato interno europeo.

È possibile partecipare alla consultazione pubblica, attraverso l’invio di un commento e/o la compilazione del questionario disponibili qui, fino al prossimo 17 marzo 2026.

Per quanto di interesse, si fa notare che, per il settore dei rifiuti, questa valutazione offre un'ulteriore opportunità per evidenziare alcune delle questioni relative alla crisi del riciclo della plastica e le potenziali carenze della SUPD. A tal proposito invitiamo quanti interessati ad inviare il proprio feedback alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 16 febbraio 2025, al fine di poter definire un contributo associativo da inviare alla Commissione e da condividere con FEAD/Euric.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al documento di presentazione dell’invito e al questionario, allegati alla presente.

» 29.01.2026
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Direttiva 2024/1203/UE sulla tutela penale dell’ambiente - schema decreto di recepimento

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto di recepimento della Direttiva 2024/1203/UE sulla tutela penale dell’ambiente, sulla base dei criteri di delega stabiliti dalla “Legge di delegazione europea 2024”, che ora verrà trasmesso a Camera e Senato per i pareri consultivi di competenza. 

Il decreto, in adempimento degli impegni europei, rafforza il meccanismo di protezione dell'ambiente ampliando sia il numero di reati che le sanzioni applicabili. Vengono previste ampie modifiche al Codice penale con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/044/SAEC-NOT/CS del 27.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 27.01.2026

2026/044/SAEC-NOT/CS

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto di recepimento della direttiva 2024/1203/Ue sulla tutela penale dell’ambiente, sulla base dei criteri di delega stabiliti dalla “Legge di delegazione europea 2024” (v. circolare Assoambiente n. 241/2025), che ora verrà trasmesso a Camera e Senato per i pareri consultivi di competenza. 

Il decreto, in adempimento degli impegni europei, rafforza il meccanismo di protezione dell'ambiente ampliando sia il numero di reati (17) che le sanzioni applicabili. Vengono previste ampie modifiche al Codice penale con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. 

Vengono poi rafforzate le circostanze aggravanti (inquinamento in area protetta o soggetta a vincolo, danno a specie protette, danno a ecosistemi estesi e inquinamento durevole) e precisata la nozione di "abusività", oltre ad adeguare il trattamento sanzionatorio in coerenza con le indicazioni della direttiva europea che stabilisce le sanzioni minime da applicare a determinati reati ambientali. 

Viene poi allungato l’elenco dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni per i reati ambientali (ex D.lgs. n. 231/2001), adeguandone la disciplina sanzionatoria. Viene poi istituito il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale presso la Procura generale presso la Corte di cassazione, con l’obiettivo di coordinare l’azione delle Autorità di controllo. Infine il decreto affida al Parlamento il compito di elaborare, entro il 21 maggio 2027, una "Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali".

Nel rimandare a successivi aggiornamenti in relazione all’esame del provvedimento in sede parlamentare, alleghiamo alla presente il testo dello schema di decreto per ulteriori dettagli.

» 27.01.2026
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Progetto pilota UE sulla circolarità della plastica – Avviato esame in Parlamento

La Commissione Europea ha trasmesso al Parlamento italiano la Comunicazione “Accelerare la transizione dell'Europa verso l'economia circolare: un progetto pilota per la circolarità della plastica”, che illustra orientamenti politici e misure per promuovere la circolarità della plastica nell’Unione Europea.

Si informa che questa Comunicazione era stata pubblicata a livello europeo lo scorso dicembre 2025 e, preannunciando un prossimo atto legislativo sull’economia circolare per il 2026, presenta un progetto pilota dedicato alla plastica, settore strategico ma fortemente sotto pressione. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/043/SAEC-PLA/FA del 27.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 27.01.2026

2026/043/SAEC-PLA/FA

La Commissione Europea ha trasmesso al Parlamento italiano la Comunicazione “Accelerare la transizione dell'Europa verso l'economia circolare: un progetto pilota per la circolarità della plastica”, che illustra orientamenti politici e misure per promuovere la circolarità della plastica nell’Unione Europea.

La trasmissione è avvenuta in attuazione di quanto previsto dal Protocollo sul ruolo dei Parlamenti (allegato al Trattato sull’Unione europea), il quale stabilisce che i Parlamenti degli Stati membri debbano essere informati degli atti dell’UE, così da poter esercitare le loro funzioni di controllo e partecipazione al processo decisionale europeo. La Comunicazione attualmente è stata assegnata per l’esame in sede primaria alla Commissione Ambiente della Camera dei deputati, previsto anche il parere della Commissione Politiche dell’UE, che valuta il documento sotto il profilo dei rapporti tra ordinamento nazionale ed europeo.

La Comunicazione era stata pubblicata a livello europeo a dicembre 2025 e, preannunciando un prossimo atto legislativo sull’economia circolare per il 2026, presenta un progetto pilota dedicato alla plastica, settore strategico ma fortemente sotto pressione. 

Il testo evidenzia l’importanza della plastica ma anche le gravi difficoltà che sta attraversando il settore del riciclo della plastica (alti costi energetici, concorrenza sleale, prezzi della plastica vergine e frammentazione del mercato, con effetti negativi su capacità produttiva, occupazione e investimenti). A tal proposito la Commissione, in sintesi, propone:

  • misure per superare la frammentazione del mercato, tra cui criteri UE armonizzati per l’End of Waste della plastica riciclata e regole comuni sul contenuto di plastica riciclata (anche chimicamente); misure che mirano ad agevolare l'uso di plastica riciclata nel comparto manifatturiero, a ridurre gli oneri amministrativi per i riciclatori, in particolare le PMI e a sostenere un approvvigionamento più stabile di materiali riciclati di alta qualità in tutta l'Unione;
  • maggiore certezza normativa per stimolare investimenti nel riciclaggio meccanico e chimico;
  • rilancio dell’Alleanza per la plastica circolare, con un nuovo programma di lavoro dal 2026 e un dialogo rafforzato tra industria, Stati membri e Commissione;
  • azioni per garantire un mercato più equo, contrastando la concorrenza sleale delle importazioni attraverso strumenti di difesa commerciale, controlli doganali più efficaci e codici doganali specifici per i polimeri riciclati.
     

Parallelamente, la Commissione punta a stimolare investimenti e innovazione, indicando che devono essere messi in campo tutti gli strumenti in grado di mobilitare investimenti privati, compresi, dove necessario, incentivi o integrazioni ai fondi pubblici. 

Per quanto di interesse, si rappresenta che l’Associazione, da tempo, porta all’attenzione delle istituzioni, sia a livello nazionale sia europeo, le principali criticità segnalate dalle imprese associate in materia di riciclo della plastica. Partecipa al Tavolo avviato dal MASE in materia di crisi riciclo plastica ed è intervenuta, attraverso posizioni e contributi, sulle prime proposte europee in esame, riguardanti i criteri di qualifica di fine rifiuto per la plastica e le regole per il calcolo del contenuto di plastica riciclata. 

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla Comunicazione in allegato.

» 27.01.2026
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Etichettatura per la selezione dei rifiuti – JRC pubblica proposta tecnica

Il JRC, Centro di Ricerca della Commissione Europea, ha pubblicato la “Proposta tecnica sulle etichette armonizzate per la selezione dei rifiuti nell'UE ai sensi del regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio”.

Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR) introduce infatti agli articoli 12 e 13 un sistema di etichettatura armonizzata nell'UE per facilitare il riciclo e il riutilizzo, stabilendo che da agosto 2028 gli imballaggi dovranno riportare il materiale, la riciclabilità e la corretta modalità di smaltimento (via QR code o altri identificatori digitali), mentre i contenitori per la raccolta rifiuti dovranno presentare etichette specifiche. 

Il lavoro del JRC mira quindi ad informare la Direzione Generale Ambiente della Commissione UE ai fini dell’attuazione di quanto sopra descritto.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/042/SAEC-EUR/FA del 27.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 27.01.2026

2026/042/SAEC-EUR/FA

Il JRC, Centro di Ricerca della Commissione Europea, ha pubblicato la “Proposta tecnica sulle etichette armonizzate per la selezione dei rifiuti nell'UE ai sensi del regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio”.

Si ricorda che il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti degli imballaggi (PPWR - Regolamento UE 2025/40) introduce agli articoli 12 e 13 un sistema di etichettatura armonizzata nell'UE per facilitare il riciclo e il riutilizzo, stabilendo che da agosto 2028 gli imballaggi dovranno riportare il materiale, la riciclabilità e la corretta modalità di smaltimento (via QR code o altri identificatori digitali), mentre i contenitori per la raccolta rifiuti dovranno presentare etichette specifiche. 

Il lavoro del JRC mira ad informare la Direzione Generale Ambiente della Commissione europea ai fini dell’adozione degli atti di cui sopra. Per la realizzazione della proposta è stato utilizzato un approccio multidisciplinare, combinando ricerche documentali, consultazioni con stakeholder esperti (tra cui Assoambiente – v. circolare associativa n. 194 del 4 luglio 2024) e interazioni con cittadini dell'UE attraverso workshop, sondaggi ed esperimenti comportamentali.

L'obiettivo principale del documento è quello di migliorare la precisione dello smaltimento dei rifiuti, garantendo al contempo l'accessibilità per persone con disabilità visive o cognitive. La proposta tecnica che viene definita è suddivisa in due parti principali:

  • Design visivo: tratta gli elementi grafici come il layout generale, i pittogrammi, l'uso del colore (schemi cromatici e versioni acromatiche), il testo (terminologia e lingue), le dimensioni delle etichette, il posizionamento, l'accessibilità per persone con disabilità e l'integrazione di supporti digitali come i codici QR.
  • Design del sistema: approfondisce la granularità specifica per ogni materiale (metallo, ceramica, carta e cartone, imballaggi compositi, plastica, tessili, vetro, imballaggi compostabili, legno, sughero, rifiuti residui e imballaggi pericolosi) e include indicazioni su imballaggi multi-componente, informazioni specifiche per Paese e campagne di sensibilizzazione ed educazione.

Nelle conclusioni il documento riassume i risultati della proposta, evidenziando come un sistema basato sull'evidenza scientifica possa migliorare l'accuratezza della raccolta differenziata e sostenere l'economia circolare. Infine, la proposta tecnica comprende degli allegati che contengono i prototipi delle etichette, approfondimenti sulle pratiche di raccolta differenziata negli Stati membri e la mappatura dei materiali.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla proposta disponibile qui (in inglese).

» 27.01.2026

FEAD NEWSLETTER N° 250 - 26 JANUARY 2026

Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 250 del 26 gennaio 2026

Buona lettura.

» 26.01.2026
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ARERA Aggiornamento della soglia ISEE per l’accesso ai bonus sociali

Il 20 gennaio 2026 ARERA ha adottato la Delibera n. 2 “Aggiornamento dei valori soglia dell’ISEE per l’accesso ai bonus sociali elettrico, gas, idrico e rifiuti dal 1° Gennaio 2026”. 

Il provvedimento aggiorna il valore della soglia ISEE per l'accesso ai bonus sociali con decorrenza 1° gennaio 2026.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/041/SAEC-ARE/CC del 26.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 26.01.2026

2026/041/SAEC-ARE/CC

Il 20 gennaio 2026 ARERA ha adottato la Delibera n. 2Aggiornamento dei valori soglia dell’ISEE per l’accesso ai bonus sociali elettrico, gas, idrico e rifiuti dal 1° Gennaio 2026”. 

L’Autorità ha ritenuto necessario con decorrenza dal 1° gennaio 2026, sulla base di quanto disposto dall’articolo 1, comma 3, del D.M. 29 dicembre 2016, e dall’articolo 2 del D.P.C.M. 21 gennaio 2025, aggiornare il valore della soglia dell’ISEE per l’accesso delle famiglie economicamente svantaggiate: 

  • al bonus sociale elettrico di cui all’articolo 2, comma 4, del D.M. 28 dicembre 2007,
  • al bonus sociale gas di cui all’articolo 3, comma 9, del decreto-legge 185/2008 (convertito con Legge 2/2009),
  • al bonus sociale idrico di cui al D.P.C.M. 13 ottobre 2016 e al bonus sociale rifiuti di cui al D.P.C.M. 21 gennaio 2025, ponendo tale valore pari a 9.796 euro.
     

L’Autorità ha, inoltre, confermato l’invio da parte di INPS al Gestore del SII dei dati funzionali al riconoscimento dei bonus sociali, per le classi di agevolazione come aggiornate dal provvedimento, in base alle DSU attestate a partire dal 1° gennaio 2026, con le modalità e le tempistiche disposte dalla Deliberazione 63/2021/R/com e dalla Deliberazione 355/2025/R/rif.

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Delibera in allegato.

» 26.01.2026
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Aggiornamento schede formative RENTRi

A seguito dell'entrata in vigore della legge di Bilancio n. 199/2025 e del cambiamento dalla stessa introdotto in merito ai soggetti obbligati ad iscriversi al RENTRi, sono state aggiornate diverse schede formative disponibili sul sito RENTRi per un necessario allineamento con le nuove disposizioni normative.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/040/SAEC-REN/LE del 26.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 26.01.2026

2026/040/SAEC-REN/LE

Informiamo che a seguito dell'entrata in vigore della legge di Bilancio n. 199/2025 (cfr. circolare Assoambiente n. 8/2026) e del cambiamento dalla stessa introdotto in merito ai soggetti obbligati ad iscriversi al RENTRi, sono state aggiornate diverse schede formative disponibili sul sito RENTRi per un necessario allineamento con le nuove disposizioni normative.

In particolare, richiamiamo la vostra attenzione sulla revisione della scheda formativa relativa a “Il FIR dopo il 13/2/2026” che illustra in modo dettagliato e alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio gli aspetti fondamentali della modalità digitale, disponibile al seguente link.

In particolare il materiale fornisce indicazioni su:

  • soggetti tenuti all’utilizzo del FIR digitale;
  • caratteristiche del file xFIR e sua funzione nel processo di tracciabilità;
  • obblighi e operatività di produttori, trasportatori e destinatari nelle diverse fasi del trasporto;
  • servizi messi a disposizione dal RENTRI per la gestione e la firma del FIR digitale.
     

Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni e aggiornamenti, ricordiamo il webinar organizzato da Assoambiente, unitamente con Utilitalia il prossimo 9 febbraio su FIR digitale per un chiarimento tecnico e supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema (cfr. circolare Assoambiente n. 38/2026) – necessaria iscrizione.

» 26.01.2026

2026/039/SA-LAV/MI

Come ogni anno, il Fondo Previambiente organizza un momento di formazione e comunicazione indirizzata principalmente agli iscritti e alle Fonti Istitutive del Fondo stesso.

Quest’anno l’iniziativa si svolgerà a Riccione, giovedì 26 febbraio a partire dalle 14,30 con prosecuzione la mattina del 27; il soggiorno di una notte e il vitto saranno a carico del Fondo. 

Tra i relatori del Seminario vi saranno, come di consueto, esperti previdenziali nonchè di gestione finanziaria e amministrativa dei Fondi Pensione.

Ciascuna Fonte istitutiva avrà a disposizione 40 posti: si invitano quindi coloro che fossero interessati a partecipare all’iniziativa, a comunicarlo all’indirizzo di posta elettronica d.miccoli@fise.org 

entro il prossimo 6 febbraio.

Non appena disponibile, sarà inviato anche il programma del Seminario.

Cordiali saluti.

 

» 26.01.2026

ASSOAMBIENTE 23 gennaio 2026

» 23.01.2026

Webinar Assoambiente/Utilitalia su FIR digitale - 9 febbraio 2026, ore 10.30-12.30

In vista di tale scadenza, Assoambiente, unitamente ad Utilitalia, organizza un webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto, in programma lunedì 9 febbraio 2026, dalle ore 10:30 alle 12:30, interamente focalizzato sulla gestione del FIR digitale. 

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un momento di chiarimento tecnico e di supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema. Necessaria iscrizione.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/038/SAEC-REN/LE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 23.01.2026

2026/038/SAEC-REN/LE

Informiamo che in vista dell’entrata in vigore - prevista per il 13 febbraio 2026 - dell’obbligo di utilizzo del FIR digitale per tutti i soggetti iscritti al RENTRi, Assoambiente e Utilitalia hanno ritenuto opportuno organizzare un webinar di approfondimento operativo dedicato alle aziende del comparto, focalizzato sulla gestione del FIR digitale.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un momento di chiarimento tecnico e di supporto applicativo sugli adempimenti previsti dal nuovo sistema.

Il webinar sulla “Gestione del FIR digitale” si terrà il 9 febbraio dalle ore 10,30 alle 12,30.

Oltre ai rappresentanti di Assoambiente e Utilitalia, interverranno il Presidente Daniele Gizzi dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, e, per Ecocerved, Antonella Eugeni e Sara Basso.

Per favorire un confronto ordinato ed efficace, vi chiediamo di anticiparci eventuali quesiti che dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 gennaio p.v., esclusivamente in materia di FIR digitale, al seguente indirizzo: e.perrotta@fise.org. I quesiti ricevuti saranno condivisi preventivamente con i relatori, così da consentire un riscontro da parte degli stessi nel corso del webinar.

Informiamo che per ricevere link per la partecipazione al webinar è necessaria iscrizione inviando email a assoambiente@assoambiente.org con oggetto “Iscrizione WEBINAR XFIR”: il link verrà inviato nella giornata del 6 febbraio 2026 a quanti si saranno registrati.

Si auspica la partecipazione all’incontro da parte del personale aziendale direttamente coinvolto nella gestione delle attività legate al RENTRi e nel coordinamento di coloro che utilizzeranno direttamente il FIR digitale. 

Seguirà il programma dettagliato dell’evento.

» 23.01.2026

2026/037/SA-LAV/MI

Con circolare n. 293 del 30 luglio 2025 abbiamo informato circa la delibera del Comitato Amministratore del Fondo Bilaterale di Solidarietà dei Servizi Ambientali, adottata il 21 luglio, recante l’approvazione del Regolamento relativo ad una delle prestazioni del Fondo, ovvero il “finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale”, ai sensi dell’articolo 6, comma 1 Lettera d), dell’Accordo istitutivo, poi recepito come noto nel Decreto Interministeriale n. 103594 del 9 agosto 2019 e successive modifiche e integrazioni.

Lo scorso 9 dicembre l’INPS ha pubblicato l’allegato Messaggio n. 3724, recante le modalità di accesso ai programmi formativi, e relative istruzioni contabili; le domande possono quindi ora essere presentate, seguendo le indicazioni dell’Istituto (paragrafo 1 del Messaggio).

La misura della prestazione corrisponde alla copertura integrale della retribuzione oraria lorda (imponibile previdenziale) dei lavoratori interessati per il numero di ore destinate alla formazione, ridotta dell’eventuale concorso degli appositi fondi nazionali, territoriali, regionali o comunitari

Il finanziamento è riconosciuto nel limite massimo della contribuzione dovuta dal datore di lavoro, compresa anche la contribuzione addizionale e straordinaria, nel limite di quanto dovuto fino al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda, al netto degli oneri di gestione e amministrazione del Fondo (quantificandosi in tal modo il “tetto aziendale”).

Le domande possono essere presentate dal giorno successivo al termine dell’intervento formativo (per una durata massima di dodici mesi) per il quale viene richiesto il finanziamento ed entro i sei mesi successivi. 

La domanda dovrà contenere, oltre ai dati anagrafici dell’azienda e del titolare ovvero del legale rappresentante, i seguenti elementi: 

  • il periodo di formazione, 
  • il numero dei lavoratori coinvolti, 
  • il totale delle ore di formazione svolte; 
  • l’importo da finanziare per le ore di formazione svolte; 
  • la data dell’accordo sindacale; 
  • la dichiarazione di responsabilità nella quale l’azienda attesti: a) di aver usufruito o meno di altri finanziamenti previsti da Fondi nazionali, territoriali, regionali, comunitari e, in caso affermativo, il periodo di formazione svolto, il numero di lavoratori coinvolti, il totale di ore di formazione svolte e l’importo finanziato; b) l’eventuale ricorso congiunto con le altre prestazioni ordinarie. 

Alla domanda, infine, deve essere allegata copia dell’accordo sindacale e l’elenco dei lavoratori beneficiari dei programmi formativi, con la specifica indicazione, per ciascuno di essi, della retribuzione oraria lorda, delle ore di formazione e della retribuzione da finanziare.

Il meccanismo è quello del rimborso/conguaglio con i contributi dovuti.

» 23.01.2026
Documenti allegati

Linee guida per l’implementazione dell’IA nel mondo del lavoro

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 180 del 17 dicembre 2025 sono state  adottate le «Linee guida per l'implementazione dell'IA nel mondo del lavoro».

Indice Linee Guida: 

1. Introduzione 

2. Implementazione dell’IA nelle aziende: scenario complessivo 

3. Linee guida operative per le aziende e le PMI 

4. Linee guida operative per i lavoratori autonomi 

5. Formazione e sviluppo delle competenze IA 

6. Finanziamenti e incentivi per l’adozione dell’IA 

7. Principi guida per un uso responsabile e sicuro dell’IA nel lavoro 

8. Identificare e gestire i rischi dell’IA

9. Monitoraggio e aggiornamento delle linee guida 

10. Conclusioni e prospettive future

Appendice 1 - Panoramica dell'impatto delle principali tecnologie IA su alcuni settori professionali ed esempi di competenze emergenti

Appendice 2 - Vademecum per l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale generativa nelle PMI e tra professionisti   

Il Comunicato del Ministero Lavoro disponibile qui

Il Decreto è consultabile sul sito del Ministero - www.lavoro.gov.it - disponibile qui

» 22.01.2026

TuttoAmbiente Master Executive Gestione rifiuti – Waste manager, 11 marzo – 13 maggio 2026

Dall’11 marzo al 13 maggio 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Master Executive Gestione rifiuti – Waste manager. Il corso mira a coprire i temi chiave della gestione rifiuti. 

TuttoAmbiente è stato accreditato, tra l’altro, come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per i crediti professionali. Riconosciuti anche crediti per l'aggiornamento professionale delle figure RSPP/ASPP erogati da AIAS.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026-036_SAEC-COM_PE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 22.01.2026

2026-036_SAEC-COM_PE

Dall’11 marzo al 13 maggio 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Master Executive Gestione rifiuti – Waste manager.

Il corso è rivolto principalmente, a Produttori e gestori di rifiuti; Waste manager; Responsabili ambientali di aziende private e pubbliche; Consulenti, tecnici e liberi professionisti del settore ambientale; Operatori nel settore ambientale; Laureati e laureandi; Diplomati che vogliono acquisire conoscenze e professionalità nel settore della gestione rifiuti. 

Il corso mira a coprire i temi chiave della gestione rifiuti tra cui: definizioni e sottoprodotto, autorizzazioni ed EOW; adempimenti documentali e RENTRi; attribuzione del codice e classificazione rifiuti; caratteristiche di pericolo e analisi di laboratorio; trasporto e Albo Gestori Ambientali; merci pericolose ai fini del trasporto (ADR, RID, IMDG); imballaggi; deposito temporaneo; terre e rocce da scavo e cenni su bonifica; sanzioni e responsabilità a seguito del Decreto Terra dei fuochi.

TuttoAmbiente è stato accreditato, tra l’altro, come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per i crediti professionali. Riconosciuti anche crediti per l'aggiornamento professionale delle figure RSPP/ASPP erogati da AIAS.

Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.

Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.

» 22.01.2026

Contenitori monouso per bevande, cosa prevede la proposta di legge per introdurre il deposito cauzionale

GreenReport

Testata: » 22.01.2026
Documenti allegati

Conversione DL 175/2025 – misure su Piano Transizione 5.0 e FER.

Con la legge 15 gennaio 2026, n. 4 è stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. In vigore dal 21 gennaio 2026.

Il provvedimento interviene su tre ambiti principali:

  1. credito d’imposta Transizione 5.0 con chiarimenti su alcuni aspetti applicativi (termini, cumulo delle agevolazioni e controlli),
  2. riassetto e coordinamento della disciplina sulle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili, 
  3. modifiche alla disciplina del golden power per quanto riguarda il settore finanziario, creditizio e assicurativo.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/035/SAEC-FER/PE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 21.01.2026

2026/035/SAEC-FER/PE

Con la legge 15 gennaio 2026, n. 4 (G.U. n. 15 del 20 gennaio 2026) è stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. In vigore dal 21 gennaio 2026.

Il provvedimento interviene su tre ambiti principali:

1   Credito d’imposta Transizione 5.0

Al fine di un auspicato chiarimento su alcuni aspetti applicativi (termini, divieto cumulo delle agevolazioni e controlli), il provvedimento interviene sulla disciplina del credito d’imposta Transizione 5.0.

Viene fissato al 27 novembre 2025 il termine entro il quale le imprese devono presentare al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione di prenotazione del credito d’imposta. Per le comunicazioni trasmesse dal 7 novembre 2025 fino alle ore 18 del 27 novembre 2025, la norma consente una fase di integrazione documentale, ma solo in presenza di una specifica richiesta del GSE e entro un termine perentorio, che non può andare oltre il 6 dicembre 2025.

L’integrazione è ammessa esclusivamente nei casi di errori nel caricamento dei dati, documentazione incompleta o non leggibile.

Resta invece espressamente esclusa qualsiasi sanatoria nel caso in cui manchi o sia irregolare la certificazione tecnica sulla riduzione dei consumi energetici, elemento centrale per l’accesso al beneficio.

Per quanto riguarda il divieto di cumulo con il credito “beni strumentali” (già previsto nella norma precedente), la norma fornisce un’interpretazione autentica chiarendo che per gli stessi beni agevolabili, l’impresa non può beneficiare contemporaneamente del credito d’imposta Transizione 5.0 e del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi (ex legge n. 178/2020).

Pertanto le imprese che, alla data di entrata in vigore del decreto, avevano già presentato domanda per entrambe le agevolazioni sono obbligate a scegliere uno solo dei due crediti effettuando l’opzione entro il 27 novembre 2025, con modalità telematiche. Resta comunque salva la possibilità di accedere al credito per beni strumentali (nei limiti delle risorse ancora disponibili a legislazione vigente) qualora il credito Transizione 5.0 non venga riconosciuto per esaurimento delle risorse disponibili.

Per quanto riguarda i controlli, il provvedimento chiarisce che il GSE diventa il soggetto centrale e diretto per la vigilanza sulle certificazioni tecniche ex ante ed ex post e vengono rafforzati i controlli di merito sulla reale riduzione dei consumi energetici dichiarata dalle imprese. Nel caso in cui venga riscontrata l’assenza dei requisiti per la fruizione del beneficio, il GSE può disporre l’annullamento della prenotazione del credito e l’Agenzia delle Entrate procede al recupero del credito indebitamente fruito, con applicazione di interessi e sanzioni.

2   Aree idonee e impianti da fonti rinnovabili

Il provvedimento interviene (art. 2 modificato in sede di conversione) anche sul riassetto della disciplina sulle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili, mediante il coordinamento con il D.lgs. n. 190/2024 (Testo Unico FER). In particolare per quanto riguarda le aree idonee su terraferma, le aree idonee marine – off-shore, i regimi amministrativi semplificati, gli interventi in siti UNESCO e la piattaforma digitale aree idonee.

Viene precisato che l’impianto agrivoltaico è qualificato come impianto fotovoltaico idoneo a preservare la continuità delle attività agricole e pastorali e deve garantire almeno l’80% della produzione lorda vendibile agricola. Per le aree agricole di elevato valore, è previsto il possibile ricorso all’opposizione in conferenza di servizi da parte di regioni e province autonome.

3   Modifiche alla disciplina del golden power

In materia di Golden Power – cioè l’insieme di poteri speciali che il Governo italiano può esercitare per proteggere asset strategici e la sicurezza nazionale da acquisizioni o operazioni societarie ritenute rischiose, intervenendo in settori chiave – la legge interviene, con il nuovo articolo 2-bis, sul settore finanziario, creditizio e assicurativo.

Le principali novità riguardano:

  • il coordinamento tra golden power e procedimenti autorizzatori europei;
  • la sospensione dei termini di notifica alla Presidenza del Consiglio fino alla conclusione delle valutazioni delle autorità UE competenti;
  • l’estensione del concetto di sicurezza nazionale anche alla sicurezza economica e finanziaria.
     

Per ulteriori dettagli si rimanda al testo coordinato in allegato.

» 21.01.2026
Documenti allegati

Nuovo metodo di calcolo raccolta batterie – Commissione presenta relazione

La Commissione Europea ha pubblicato la relazione tecnica per l’adozione dell’Atto Delegato relativo al nuovo Regolamento sulle Batterie (Regolamento UE 2023/1542), per modificare la metodologia di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili/batterie LMT (batterie per il trasporto leggere) e per adattare gli obiettivi di raccolta alla nuova metodologia, mantenendo al contempo ambizioni e tempistiche equivalenti.

Il Regolamento batterie dispone infatti che la Commissione debba adottare norme delegate sul tema entro il prossimo 18 agosto 2027 e, a tal proposito, sono stati incaricati dei consulenti per fornire supporto tecnico sul nuovo metodo di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili e LMT. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/034/SAEC-EUR/FA del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 21.01.2026

2026/034/SAEC-EUR/FA

La Commissione Europea ha pubblicato la relazione tecnica per l’adozione dell’Atto Delegato relativo al nuovo Regolamento sulle Batterie (Regolamento UE 2023/1542), per modificare la metodologia di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili/batterie LMT (batterie per il trasporto leggere) e per adattare gli obiettivi di raccolta alla nuova metodologia, mantenendo al contempo ambizioni e tempistiche equivalenti.

Il Regolamento batterie dispone infatti che la Commissione debba adottare norme delegate sul tema entro il prossimo 18 agosto 2027 e, a tal proposito, sono stati incaricati dei consulenti per fornire supporto tecnico sul nuovo metodo di calcolo del tasso di raccolta delle batterie portatili e LMT. 

I consulenti hanno scelto la "metodologia disponibile per la raccolta", ritenendo che questa dovrebbe riflettere meglio l'evoluzione del mercato e la maggiore durata di vita delle batterie portatili e LMT e si basa sulla seguente formula:

  • WG = Rifiuti Generati = Calcolo della quantità totale di rifiuti di batterie basato sulla durata media delle batterie per categoria e sulle batterie immesse sul mercato
  • Non-AfC = Batterie non disponibili per la raccolta = Quantità di rifiuti di batterie generati che non sono disponibili per la raccolta a causa di flussi complementari (CF):

Per quanto di interesse per il settore, si evidenzia che i flussi complementari sono esclusi dalla quantità di batterie considerate "disponibili per la raccolta" e pertanto non sono inclusi negli obiettivi di raccolta. Ciò significa in genere che le quantità di batterie presenti nei rifiuti urbani misti non possono essere incluse negli obiettivi di raccolta.

FEAD e le altre associazioni europee di riferimento ritengono che l'adozione di questo nuovo metodo di calcolo della raccolta sia estremamente preoccupante per il settore poiché non dà priorità alla raccolta dei “flussi collaterali” e ciò influisce anche sui sistemi di EPR (Responsabilità Estesa del Produttore).

A tal proposito FEAD, la Federazione europea delle imprese di gestione dei rifiuti, di cui Assoambiente fa parte, ha predisposto una bozza di posizione (in allegato) per i consulenti tecnici della Commissione europea, alla quale ha anche richiesto un incontro per condividere le criticità sull’adozione del suddetto metodo di raccolta.

Chiediamo a quanti interessati di fornirci un feedback sul documento di posizione di FEAD e di inviarlo alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) e al Dott. Dario Cesaretti (d.cesaretti@fise.org) entro il prossimo 26 gennaio 2026. L’Associazione provvederà a condividerli con FEAD che finalizzerà il testo e lo invierà ai consulenti.

Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda alla relazione disponibili in allegato.

» 21.01.2026
Documenti allegati

RENTRi – dal 28 gennaio 2026 nuovo ciclo formazione con focus su FIR DIGITALE

L’Albo nazionale gestori ambientali, con il supporto di Ecocerved e Unioncamere, ha calendarizzato un nuovo ciclo formativo rivolto a imprese ed enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRi. 

Il programma formativo che parte dal 28 gennaio 2026 è articolato in 10 webinar finalizzati a fornire indicazioni pratiche sugli aspetti operativi del RENTRi, con un focus sul FIR Digitale.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/033/SAEC-REN/LE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 21.01.2026

2026/033/SAEC-REN/LE

Informiamo che nell’ambito delle attività di supporto tecnico-operativo al MASE, l’Albo nazionale gestori ambientali, con il supporto di Ecocerved e Unioncamere, ha calendarizzato un nuovo ciclo formativo rivolto a imprese ed enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRi. 

Il programma formativo che parte dal 28 gennaio 2026 è articolato in 10 webinar finalizzati a fornire indicazioni pratiche sugli aspetti operativi del RENTRi, con un focus sul FIR Digitale e sui servizi di supporto del RENTRi relativamente al FIR digitale e al registro cronologico di carico e scarico digitale.

I webinar, che, come di consueto sono accessibili gratuitamente, avranno una durata indicativa di 60 minuti ed il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data di ciascun evento.

Di seguito riportiamo il programma dei webinar, disponibile anche sul sito web del RENTRi:

1. Iscrizione produttori terzo scaglione: soggetti obbligati e modifiche introdotte dalla L.199/2025

  • Mercoledì 28 gennaio 2026, ore 11:00
  • Martedì 10 febbraio 2026, ore 11:00
  • Mercoledì 01 aprile 2026, ore 11:00
     

2. Il FIR dopo il 13/02/2026

  • Giovedì 29 gennaio 2026, ore 11:00

3. I servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale

  • Lunedì 02 febbraio 2026, ore 11:00
  • Giovedì 12 febbraio 2026, ore 11:00
  • Giovedì 05 marzo 2026, ore 11:00
     

4. Produttori di rifiuti - I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale

  • Giovedì 05 febbraio 2026, ore 11:00
  • Giovedì 12 marzo 2026, ore 11:00
  • Giovedì 16 aprile 2026, ore 11:00
     

Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.

» 21.01.2026

Decreto legislativo n. 5/2026 attuazione Direttiva (UE) 2023/2413 promozione FER

Il Decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 (G.U. n. 15 del 20.01.2026) di attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) per la promozione delle fonti di energia rinnovabile (FER) dal 4 febbraio 2026 ridefinisce gli obiettivi nazionali per le FER 2030.

Modificati i principali target energetici nazionali fissati per il 2030: l’Italia dovrà raggiungere una quota di FER pari al 39,4% del consumo finale lordo di energia entro il 2030. la fine di questo decennio (+9,4% dell’obiettivo riportato nel D.lgs. n. 199/2021 di recepimento della RED II).

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/032/SAEC-FER/PE del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 21.01.2026

2026/032/SAEC-FER/PE

Il Decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 (G.U. n. 15 del 20.01.2026) di attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) per la promozione delle fonti di energia rinnovabile (FER) dal 4 febbraio 2026 ridefinisce gli obiettivi nazionali per le FER 2030.

Il provvedimento si articola in 51 articoli suddivisi in 6 capitoli che entrano nel dettaglio dei nuovi obblighi, tra l’altro, per il comparto delle biomasse, quello dell’idrogeno e dedicando un capitolo a parte alle zone di accelerazione per le FER e all’evoluzione delle Garanzie d’Origine (GO):

  • Capo I       - modifiche al D.lgs. 8 novembre 2021, n. 199;
  • Capo II  - modifiche al D.lgs. 16 marzo 1999, n. 79;
  • Capo III - modifiche al D.lgs. 1° giugno 2011, n. 93;
  • Capo IV - modifiche al D.lgs. 3 marzo 2011, n. 28;
  • Capo V  - modifiche al D.lgs. 4 luglio 2014, n. 102;
  • Capo VI - modifiche al D.lgs. 21 marzo 2005, n. 66.
     

Modificati i principali target energetici nazionali fissati per il 2030: l’Italia dovrà raggiungere una quota di FER pari al 39,4% del consumo finale lordo di energia entro il 2030. la fine di questo decennio (+9,4% dell’obiettivo riportato nel D.lgs. n. 199/2021 di recepimento della RED II).

Per quanto riguarda l’uso della biomassa dovrà essere destinata prioritariamente a usi a maggior valore aggiunto e può essere incentivata per fini energetici solo se non è possibile utilizzarla per:

  • prodotti a base di legno.
  • prolungamento del ciclo di vita dei prodotti esistenti.
  • riutilizzo o riciclaggio.
     

Il Governo potrà però disporre deroghe motivate nel caso in cui sia necessario garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Focus importante su biomassa legnosa.

Affinché le biomasse siano contabilizzate verso gli obiettivi 2030, sarà necessario che garantiscano riduzioni significative di gas serra rispetto ai fossili. Nel caso di impianti per la produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento con una potenza superiore a 10 MW, è stabilita una riduzione del 70% dei gas serra fino al 2029 e dell’80% dal 2030. Per quelli sotto i 10 MW, è prevista una riduzione del 70% per i primi 15 anni di operatività e dell’80% successivamente.

Per ulteriori dettagli si rimanda al decreto in allegato.

» 21.01.2026
Documenti allegati

Accordo di Programma con la distribuzione per la gestione dei RAEE

Dopo la sigla, avvenuta a marzo 2025, dell’Accordo di programma che regola le condizioni economiche e di servizio presso i centri di raccolta comunali per il triennio 2025 – 2027, a fine 2025 è stato sottoscritto anche il nuovo Accordo di Programma tra Centro di Coordinamento RAEE, tra le principali associazioni di categoria nazionali del retail fisico e online, dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e delle aziende di raccolta dei rifiuti, tra cui Assoambiente.

L’Accordo disciplina le condizioni di servizio per la gestione dei RAEE di origine domestica presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione su tutto il territorio nazionale. 

L'Accordo, che è entrato in vigore lo scorso 1° gennaio 2026, si basa su tre pilastri strategici: efficienza operativa, capillarità territoriale e comunicazione ai cittadini (la leva principale per aumentare i volumi di RAEE intercettati). Altro elemento guida dell’Accordo è la tracciabilità dei RAEE che dovrà essere garantita da tutti gli attori della filiera. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/031/SAEC-NOT/CS del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 21.01.2026

2026/031/SAEC-NOT/CS

Dopo la sigla, avvenuta a marzo 2025, dell’Accordo di programma che regola le condizioni economiche e di servizio presso i centri di raccolta comunali per il triennio 2025 – 2027 (a cui ha preso parte anche Assoambiente), a fine 2025 è stato sottoscritto anche il nuovo Accordo di Programma tra Centro di Coordinamento RAEE, tra le principali associazioni di categoria nazionali del retail fisico e online, dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e delle aziende di raccolta dei rifiuti, tra cui Assoambiente. L’Accordo disciplina le condizioni di servizio per la gestione dei RAEE di origine domestica presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione su tutto il territorio nazionale. 

L'Accordo, che è entrato in vigore lo scorso 1° gennaio 2026, si basa su tre pilastri strategici: efficienza operativa, capillarità territoriale e comunicazione ai cittadini (la leva principale per aumentare i volumi di RAEE intercettati). Altro elemento guida dell’Accordo è la tracciabilità dei RAEE che dovrà essere garantita da tutti gli attori della filiera.

L'Accordo stabilisce modalità e tempistiche per il ritiro dei RAEE dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (punti vendita o magazzini della distribuzione) e definisce i contributi economici che i produttori riconoscono ai retailer per la gestione dei rifiuti elettronici. Per la prima volta vengono uniformate le soglie di buona operatività tra distribuzione e centri di raccolta comunali creando così un sistema omogeneo. 

Una ulteriore novità riguarda la significativariduzione delle soglie minime necessarie per richiedere il ritiro dei RAEE. Coon queste nuove soglie, abbassate a 200 kg per i raggruppamenti R1, R2, R3 e R4, si punta a favorire i punti vendita di dimensioni medio-piccole che spesso dispongono di spazi limitati e che faticavano a raggiungere rapidamente i quantitativi necessari per attivare il ritiro.

Per incrementare la presenza territoriale e la prossimità del servizio di ritiro ai cittadini, viene confermato un Fondo dedicato allo sviluppo infrastrutturale del valore complessivo di 300mila euro per il biennio 2026-2027 finalizzato all'apertura di 150 nuovi luoghi di raggruppamento (LdR). Le risorse sono assegnate alle associazioni di categoria che si impegnano a promuovere la creazione di nuovi luoghi di raggruppamento della distribuzione presso i loro associati.

Il nuovo Accordo introduce poi una semplificazione del sistema premiale che ora prevede due sole classi di premio (base e massima) contro le tre precedenti. La nuova struttura incentiva e premia i nuovi luoghi di raggruppamento iscritti al servizio tramite il portale del Centro di Coordinamento inserendoli automaticamente nella classe massima. L’obiettivo è favorire una partecipazione più ampia e distribuita su tutto il territorio nazionale. È stato poi innalzato anche il premio attribuito agli LdR per i ritiri che pur non raggiungendo la soglia di buona operatività superano comunque il livello minimo di premialità. 

Inoltre l’Accordo, in considerazione della centralità della comunicazione ai cittadini per garantire un aumento della raccolta dei RAEE, prevede un aumento della dotazione complessiva di risorse economiche destinate alla comunicazione. Questa è pari a 7,6 milioni di euro ripartiti tra:

  • Fondo Comunicazione del valore complessivo di 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato alla realizzazione di campagne e strumenti di comunicazione finalizzati a conseguire obiettivi comuni di incremento della raccolta a favore della distribuzione. Le risorse sono coordinate da un Tavolo della Comunicazione dedicato. 
  • Fondo del valore complessivo di 3,6 milioni di euro per il biennio 2026-2027per la promozione di un bando a cadenza annuale destinato ai retailer che realizzeranno campagne di comunicazione rivolte ai cittadini. Le campagne dovranno informare sull'importanza della raccolta separata dei RAEE e sui vantaggi ambientali ed economici del loro riciclaggio.
  • Fondo del valore complessivo di 1 milione di euro per il biennio 2026-2027 per la realizzazione di un concorso rivolto direttamente ai consumatori con l’obiettivo di incentivare i cittadini a restituire i loro RAEE nei punti vendita, utilizzando i servizi 1 contro 1 e 1 contro 0.
     

Per maggiori informazioni si rimanda ai seguenti link:

» 21.01.2026

Proposta di legge sistema cauzionale contenitori monouso per bevande

Sul sito della Camera dei Deputati è disponibile il testo della proposta di legge recante l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande e delega al Governo per la disciplina della filiera di recupero. 

Al momento il provvedimento non è stato ancora assegnato ad alcuna Commissione ma tale passaggio dovrà essere fatto a breve per dare via all’iter legislativo. 

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/030/SAEC-NOT/CS del 21.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 21.01.2026

2026/030/SAEC-NOT/CS

Sul sito della Camera dei Deputati è disponibile il testo della proposta di legge recante l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande e delega al Governo per la disciplina della filiera di recupero. Al momento il provvedimento non è stato ancora assegnato ad alcuna Commissione ma tale passaggio dovrà essere fatto a breve per dare via all’iter legislativo.

Di seguito si riporta una sintesi dei contenuti della proposta di legge:

  • l’articolo 1 stabilisce che la legge disciplina l'istituzione e la realizzazione di un sistema nazionale di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande, al fine di incrementare i tassi di raccolta e di riciclo degli imballaggi e di ridurre la dispersione ambientale di rifiuti, garantendo il conseguimento degli obiettivi fissati dalla direttiva sulle plastiche monouso. Vengono poi indicate le definizioni per “sistema di deposito cauzionale” e “contenitori monouso per bevande” (imballaggi in plastica e in metallo destinati a contenere bevande, aventi capacità compresa tra 0,1 litri e 3 litri);
  • l’articolo 3 delega il Governo ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina per l'istituzione del sistema di deposito cauzionale, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
  1. garantire coerenza normativa e regolatoria nell'integrazione di un sistema di deposito cauzionale obbligatorio per i contenitori monouso per bevande all'interno dell'attuale regime di responsabilità estesa del produttore;
  2. disciplinare il sistema di riconoscimento dei soggetti responsabili del sistema di deposito cauzionale;
  3. prevedere che i soggetti aderenti alla filiera di recupero istituiscano appositi marchi identificativi da apporre sui contenitori soggetti a deposito cauzionale;
  4. stabilire che il soggetto responsabile del sistema di deposito cauzionale definisca, nel rispetto dei criteri di trasparenza e proporzionalità, le modalità di regolazione dei rapporti economici e operativi tra i soggetti aderenti alla filiera;
  5. prevedere che i titolari dei punti di vendita o di somministrazione di bevande provvedano alla raccolta dei contenitori vuoti restituiti dai consumatori e assicurino il rimborso dell'importo del deposito cauzionale versato;
  6. favorire l'adozione, da parte dei rivenditori di bevande, anche su richiesta del soggetto responsabile del sistema di deposito cauzionale, di sistemi automatici di raccolta dei contenitori, da collocare all'interno di spazi idonei e conformi alle normative vigenti;
  7. prevedere che i consumatori possano restituire i contenitori soggetti a deposito cauzionale presso gli esercizi commerciali in cui li hanno acquistati o presso altri punti di vendita che distribuiscono prodotti analoghi;
  8. prevedere che gli esercizi commerciali al dettaglio con superficie di vendita superiore a 200 metri quadrati garantiscano la disponibilità di punti per la raccolta dei contenitori restituiti, a gestione manuale o automatica, e che gli esercizi commerciali con superficie inferiore a 200 metri quadrati possano aderire su base volontaria;
  9. stabilire l'importo del deposito cauzionale per ogni tipologia di contenitore;
  10. introdurre un sistema sanzionatorio amministrativo a carico dei soggetti obbligati all'adesione al sistema di deposito cauzionale, in caso di mancato adempimento;
  • l’articolo 4 affida al MASE il compito di trasmettere annualmente alle Camere una relazione sui risultati conseguiti, sull'andamento dei tassi di raccolta e sulle eventuali criticità riscontrate nell'attuazione del sistema di deposito cauzionale. Nella prima relazione trasmessa alle Camere si dà conto anche delle eventuali problematiche e dei potenziali benefìci ambientali derivanti dall'inclusione dei contenitori monouso per bevande in vetro e cartone tra quelli soggetti al sistema di deposito cauzionale, indicando, se del caso, le relative procedure e modalità di applicazione.
     

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della proposta di legge allegata.

» 21.01.2026
Documenti allegati

2026/29/SA-LAV/MI

Con la circolare in oggetto la scrivente Associazione ha inteso informare le aziende associate in ordine alla richiesta di autorevole parere giuridico relativo alle conseguenze della mancata sottoscrizione dell’Accordo 9.12.2025 con cui si è rinnovato il CCNL Servizi ambientali 18.5.2022.

Ciò sia per quanto concerne l’eventuale vincolatività dell’Accordo stesso nei confronti delle aziende, sia nei confronti dell’Associazione, con specifico riferimento all’aspettativa retribuita per motivi sindacali di cui all’articolo 57, lettera “E”, del CCNL riconosciuta alle sigle sindacali stipulanti.

La circolare non conteneva alcun riferimento ad altri permessi sindacali quali quelli di cui all’articolo 57 del CCNL, lettere “B”, “C” o “D” né ad altri diritti o prerogative sindacali, riconosciuti dalla legge o dallo stesso CCNL, e che non sono stati messi in discussione dall’Associazione, né potrebbero esserlo.

Si ribadisce quindi alle aziende associate che diritti e prerogative sindacali in essere presso le aziende continuano a trovare applicazione piena.

Per quanto concerne i distacchi nazionali di cui all’articolo 57, lettera “E”, sarà cura dell’Associazione aggiornare circa l’operatività degli stessi anche per l’anno 2026, ad esito di valutazioni giuridiche e politiche in corso, che competono agli Organi Direttivi di Assoambiente.

​La disponibilità dell’Associazione ad assistere le aziende associate che intendessero avanzare richieste di riconoscimento dei maggiori costi derivanti dall’eventuale applicazione dell’Accordo di rinnovo del CCNL sulla base dei rapporti contrattuali con gli enti committenti, rientra nell’autonomia associativa, oltre che nelle competenze e nell’obiettivo più generale dell’Associazione di tutelare al meglio, individualmente e collettivamente, le imprese associate.

​Non mancheremo di aggiornare sugli sviluppi della situazione. 

» 21.01.2026
Documenti allegati

Saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali

Pubblicato sulla GU n. 15 del 20 gennaio 2026 il comunicato del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) relativo al saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali.

Il tasso di interesse per i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali è stabilito semestralmente dal MEF e varia in base al semestre, basandosi sul tasso BCE più una maggiorazione fissa, con il tasso aggiornato per il primo semestre 2026 che è di 2,15% (Tasso BCE 2,15% + 8,00%), applicabile dal 1° gennaio 2026. Questo tasso si applica automaticamente in caso di ritardo, a meno che le parti non abbiano concordato un tasso superiore, come previsto dal D.lgs. n. 231/2002. 

Queste disposizioni si applicano a tutti i pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale (che comporta la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo) tra imprese o tra queste e la pubblica amministrazione. 

» 21.01.2026

Sentenza Cassazione su classificazione rifiuti

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41415 del 23 dicembre 2025, si è espressa, nell’ambito di un giudizio riguardante il sequestro di un impianto di trattamento rifiuti a seguito di diverse inadempienze, sugli oneri di verifica da parte di chi riceve i rifiuti e, più in generale, di ogni detentore. 

Pur evidenziando che la classificazione e l'assegnazione del codice EER previsto spettano "primariamente" al produttore del rifiuto, viene sottolineato che il destinatario dei rifiuti deve sempre verificare la classificazione effettuata dal produttore e, quando la composizione degli stessi non è nota, deve determinarla ricercando le sostanze pericolose "ragionevolmente" presenti attraverso campionamenti e analisi.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/028/SAEC-GIU/CS del 19.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 20.01.2026

2026/028/SAEC-GIU/CS

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41415 del 23 dicembre 2025, si è espressa, nell’ambito di un giudizio riguardante il sequestro di un impianto di trattamento rifiuti a seguito di diverse inadempienze, sugli oneri di verifica da parte di chi riceve i rifiuti e, più in generale, di ogni detentore. 

Pur evidenziando che la classificazione e l'assegnazione del codice EER previsto spettano "primariamente" al produttore del rifiuto, viene sottolineato come la normativa e la giurisprudenza abbiano stabilito che anche il destinatario sopporta oneri di verifica "e non può fare scelte arbitrarie sulla qualificazione del rifiuto". 

Nella sentenza viene inoltre richiamato il fatto che se la composizione dei rifiuti ricevuti non è nota il destinatario dovrà raccogliere le informazioni valevoli all'acquisizione di sufficiente conoscenza di tale composizione, così da attribuire al rifiuto il codice appropriato. Se tale valutazione dovesse risultare impossibile a livello pratico, ci si dovrà basare sul principio di precauzione classificando il rifiuto come pericoloso. La Corte ha quindi motivato quanto riportato con l’attuazione del principio eurounitario e nazionale di responsabilità "condivisa" lungo l'intera filiera di gestione del rifiuto.

In definitiva, secondo la sentenza dei giudici, il destinatario dei rifiuti deve sempre verificare la classificazione effettuata dal produttore e, quando la composizione degli stessi non è nota, deve determinarla ricercando le sostanze pericolose "ragionevolmente" presenti attraverso campionamenti e analisi.

Per ulteriori informazioni si rimanda al testo della sentenza allegato.

» 20.01.2026
Documenti allegati

Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI (investimento 16 del PNRR): modifiche alla disciplina attuativa dell’Investimento


E’ stato pubblicato sul sito del MIMIT il decreto ministeriale 3 dicembre 2025 volto a eliminare l’obbligo della diagnosi energetica ex ante quale requisito per l’ottenimento delle agevolazioni previste per l’Investimento 16 "Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI", al fine di favorire la realizzazione dei programmi di investimento previsti dal decreto ministeriale13 novembre 2024  e dai successivi provvedimenti direttoriali. 

L’obbligo era previsto dal decreto del 13 novembre 2024 con cui erano state approvate le agevolazioni per gli investimenti delle Pmi finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari FV o mini eolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia

Resta fermo che le spese già sostenute o da sostenere per l'esecuzione della predetta diagnosi energetica continuano a costituire spesa ammissibile alle agevolazioni, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 7, comma 3, del decreto ministeriale 13 novembre 2024.

» 20.01.2026

UNI – webinar gratuito 24 febbraio 2026 su norme Asset aziendali (UNI ISO 55000:2025)


UNI ha organizzato per martedì 24 febbraio 2026, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 il Webinar dal titolo: "Asset management: norme, principi e applicazione pratica".

L’evento prende spunto della serie UNI ISO 55000: norme che pongono i riferimenti per integrare gli asset aziendali nei processi decisionali e nei risultati attesi.

Nel corso del webinar verranno mostrati i rapporti fra università e aziende nell’implementazione di un sistema di asset management, mettendo in luce i vantaggi pratici che derivano dall’adozione di un approccio organico alla gestione degli asset. 

Per concludere, verrà presentata anche una best practice a supporto del percorso per la certificazione.

L’evento è gratuito, previa registrazione, e, in caso di partecipazione, permette di acquistare con uno sconto del 30% le seguenti norme: 

  1. UNI ISO 55000:2025 - Gestione dei beni (asset management) - Vocabolario, panoramica e principi. La norma definisce i termini e stabilisce i principi e i risultati per la gestione degli asset. Descrive i benefici della gestione degli asset e di un sistema di gestione degli asset.
  2. UNI ISO 55001:2025 - Gestione dei beni (asset management) - Sistemi di gestione – Requisiti. La norma specifica i requisiti per un sistema di gestione dei beni (asset).
  3. UNI ISO 55002:2020  - Gestione dei beni (asset management) - Linee guida per l'applicazione della ISO 55001. La norma fornisce le linee guida per l'applicazione di un sistema di gestione dei beni, in conformità con i requisiti della norma UNI ISO 55001.
  4. UNI ISO/TS 55010:2025 - Gestione dei beni (asset management) - Guida all'allineamento delle funzioni finanziarie e non finanziarie nella gestione dei beni. La specifica tecnica fornisce linee guida per l'allineamento tra le funzioni di gestione dei beni finanziaria e non finanziaria, al fine di migliorare il controllo interno come parte del sistema di gestione di un'organizzazione.

Le norme richiamate sono applicabile a tutti i tipi di asset e beni e da tutte le tipologie di organizzazioni, indipendentemente dalle loro dimensioni.

» 20.01.2026

CGUE conferma interpretazione restrittiva affidamenti in-house

La CGUE Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 15 gennaio 2026 (Caso C-692/2023) ha fornito chiarimenti riguardanti gli affidamenti in-house nei contratti pubblici. La sentenza è stata resa nell’ambito di un caso riguardante un contratto pubblico per la gestione di rifiuti domestici. 

La Corte ha confermato che il criterio rilevante non si limita alle attività della persona giuridica controllata stessa, ma si estende anche a quelle che possono essere più ampiamente collegate ad essa.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/027/SAEC-GIU/CC del 19.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

» 19.01.2026

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