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199/2018/CS

La Commissione europea ha pubblicato lo scorso 8 novembre una nota, indirizzata a tutti gli stakeholder, per una opportuna informazione in merito ai possibili sviluppi delle relazioni tra Stati Membri Ue e Regno Unito a seguito della Brexit, in particolare per quanto riguarda import-export rifiuti e l’applicazione della normativa europea (Regolamento 1013/06).

Il Regno Unito con la notifica del 29 marzo 2017 ha esplicitato la volontà di uscita dall'UE e, a partire dal 29 marzo 2019, diverrà, di fatto, un "Paese terzo", dove non sarà più applicabile la normativa primaria e secondaria dell'UE. Ciò avrà significative conseguenze nei rapporti con i Paesi membri, che dovranno essere comunque valutati anche alla luce di un eventuale accordo sull'uscita, che il Regno Unito sta ancora trattando con l'Unione europea.

Rispetto alla normativa europea sui rifiuti le maggiore conseguenze nei rapporti con il Regno Unito saranno sicuramente legate alla spedizione dei rifiuti, come conseguenza del suo nuovo status di Paese terzo. Nella nota vengono individuate due possibili casistiche:

  1. spedizione transfrontaliera dei rifiuti;
  2. operazioni di recupero nei Paesi terzi e target europei di gestione dei rifiuti.

Nel primo caso viene evidenziato come, al momento della sua uscita, nel Regno Unito, diventando Paese terzo, non potranno più essere esportati rifiuti destinati allo smaltimento in discarica e rifiuti urbani misti destinati ad operazioni di recupero (art. 34 e art. 3, comma 5, del Regolamento 1013/06 sulla spedizione transfrontaliere dei rifiuti). Inoltre viene fornito un quadro sulla questione delle autorizzazioni/notifiche (artt. 9 e 17 del Regolamento 1013/06) e alla loro applicazione in relazione alla data di uscita dall’eurozona del Regno Unito.

Nel secondo caso viene sottolineato come, a partire dalla data dell’uscita dall’UE, per tutti i rifiuti esportati per essere riciclati/recuperati nel Regno Unito, dovranno essere dimostrate le condizioni di trattamento equivalenti a quelle applicate sul territorio dell’Unione per poter rientrare nel computo dei rifiuti avviati a riciclo/recupero concorrendo così al raggiungimento dei vari obiettivi che la normativa europea ha fissato per i diversi flussi di rifiuti (RAEE, ELV, pile e batterie, rifiuti di imballaggi ecc).

Nel rimandare al testo della nota, in allegato alla presente (in lingua inglese), per maggiori informazioni, rimaniamo a disposizione per ogni informazione.

» 14.11.2018
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