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051/2019/CS

La Commissione europea, sempre nell’ambito delle attività previste dal Piano d’azione per l’economia circolare, ha pubblicato un documento di lavoro su “Prodotti sostenibili nell'economia circolare - Verso una politica quadro europea sui prodotti che contribuisca alla transizione all'economia circolare”.

Il documento evidenzia come, ad oggi, ancora molti prodotti immessi sul mercato non risultano ottimizzati per essere riparati, aggiornati o rigenerati ma invece spesso soggetti ad obsolescenza programmata. Inoltre si sottolinea come, durante l'intero ciclo di vita del prodotto, l'utilizzo delle risorse è in molti casi subottimale e che, al termine del loro ciclo di vita, i materiali presenti non sempre vengono riciclati in modo appropriato, con conseguente spreco di risorse preziose (comprese le materie prime critiche). Nel documento vengono pertanto esplorate queste criticità, sia a livello generale che per diversi gruppi di prodotti, analizzando in quale misura le politiche dell'UE sui prodotti stiano contribuendo a risolverle.

Dopo il primo capitolo introduttivo, il documento si articola con una panoramica del quadro normativo europeo in materia di prodotti (capitolo 2) e una disamina dei differenti cicli (condivisione, riparazione, riutilizzo, rigenerazione e riciclo e recupero dei materiali) a cui sono sottoposti i vari prodotti nel contesto dell’economia circolare (capitolo 3). In considerazione poi della vastità dei prodotti nonché dei materiali con cui sono costruiti, il documento, basandosi su uno studio del 2014, individua non solo i materiali prioritari con il maggiore impatto sulla transizione all’economia circolare - prodotti e rifiuti agricoli, legno e carta, plastica, metalli e fosforo – ma anche i prodotti e dei settori prioritari (imballaggi; cibo; apparecchiature elettroniche ed elettriche; trasporto; arredamento; ingegneria e costruzioni, abbigliamento e tessuti e pulizia e cosmetici) esaminandone la gestione in ottica economia circolare (capitolo 4).

Il documento esamina quindi le politiche europee finalizzate alla protezione e all’informazione dei consumatori e in che modo queste interagiscono con le politiche definite per i prodotti (capitolo 5) e si concentra sulla metodologia, elaborata negli ultimi anni dalla Commissione, per il calcolo dell'impronta ambientale dei prodotti (capitolo 6).

Nelle conclusioni, anche in considerazione dei risultati della consultazione (allegato 1) e delle informazioni raccolte da vari studi, vengono evidenziati i seguenti aspetti:

  • l’assenza di politiche dedicate alla circolarità per quasi tutti settori specifici individuati, ad eccezione di quella per la plastica inclusa nella strategia europea sulle materie plastiche;
  • la scarsa applicazione delle politiche di eco-design ai settori individuati per stimolarne la circolarità, ad esclusione di quanto avviene per i prodotti legati all'energia;
  • l’assenza di una valutazione sistematica delle sinergie tra politiche e normative in materia di prodotti, in particolare rispetto alle politiche di protezione dei consumatori; ciò include questioni relative all'obsolescenza programmata, diritti dei consumatori o servizi di riparazione efficaci ed economici. Lo stesso concetto è valido anche per le sinergie con le politiche sui cambiamenti climatici e l'inquinamento atmosferico;
  • la mancata applicazione del pieno potenziale di strumenti di misurazione e valutazione, come l'impronta ambientale, per la verifica e la validazione delle dichiarazioni ecologiche sulle prestazioni ambientali dei prodotti.

Nel rimandare al testo del documento, in allegato alla presente (disponibile solo in inglese), per maggiori approfondimenti, restiamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

» 22.03.2019
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