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100/2021/NA

Il Parlamento ha approvato con due risoluzioni di maggioranza (in allegato) il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), presentato dal Governo Draghi. Il Piano, lo ricordiamo, intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale.

A seguito delle comunicazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Governo si appresta quindi a dare il via libera definitivo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che sarà inviato entro il 30 aprile alla Commissione europea. Orientativamente, l’iter di approvazione europeo si potrebbe chiudere entro luglio 2021, e la fase di elargizione dei primi fondi del dispositivo europeo dovrebbe aprirsi verso la fine dell’estate.

Il Piano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, sui 750 miliardi di euro stanziati dall’Unione Europea con il programma Next Generation EU (NGEU). Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei Ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro.

Nel complesso, il 27 per cento del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10 per cento alla coesione sociale.

Il Piano include anche un corposo pacchetto di riforme, che toccano, tra gli altri, gli ambiti della Pubblica Amministrazione, della giustizia, della semplificazione normativa e della concorrenza.

Come la precedente bozza presentata dal Governo Conte 2, il Piano è articolato in sei missioni. Con la seconda missione, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, vengono stanziati complessivamente 68,6 miliardi, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva. In quest’ambito il Piano prevede investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, per raggiungere target ambiziosi come il 65 per cento di riciclo dei rifiuti plastici e il 100 per cento di recupero nel settore tessile.

Data l’impressionante mole di fondi che graviteranno intorno al piano strategico (circa 261 miliardi calcolando anche le risorse ordinarie dello Stato con il Fondo complementare e Fondo opere infrastrutturali) il PNRR assume non solo una valenza economico-finanziaria ma anche politica e geopolitica, con il fine di recuperare una credibilità internazionale per contare di più in Europa e nel mondo in progressiva mutazione. Il Piano è inoltre accompagnato da una precisa individuazione delle strutture deputate all’attuazione e monitoraggio, che dovranno rappresentare l’elemento di necessaria continuità fino al raggiungimento degli obiettivi previsti.

Il documento completo del Piano, così come i documenti complementari, sono scaricabili qui. Rendiamo, inoltre, disponibile in allegato il documento, redatto da NOMOS Centro Studi Parlamentari, che contiene le linee d’azione definite dal Governo per ciascuna missione, ai fini di una più agile valutazione della strategia nazionale.

Informiamo, infine, che in relazione al contenuto del PNRR sono in corso approfondimenti da parte degli Uffici e degli Organi direttivi dell’Associazione all’esito dei quali ci riserviamo di fornire ulteriori aggiornamenti e approfondimenti.

» 29.04.2021
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