AssoAmbiente

Circolari

2023/206/SA-LAV/MI

In relazione all’eccezionale ondata di caldo delle scorse settimane, si sono susseguiti una serie di interventi da parte dell’Ispettorato Nazionale, del Ministero del Lavoro, dell’INPS e infine da ultimo anche dal Governo.

Considerato il parziale coinvolgimento anche del settore, si riepilogano di seguito i provvedimenti adottati, rinviando a una lettura specifica per maggiori approfondimenti:

  • Nota dell’INL del 13/7/2023 “Tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore” (Allegato 1): trattasi di Nota indirizzata come di consueto dall’Ispettorato Nazionale ai rispettivi riferimenti interregionali e territoriali, al fine di richiamare la loro attenzione sui rischi per la salute dei lavoratori legati ai danni da calore. In particolare, la nota si sofferma sugli strumenti e sulle metodologie per la misurazione delle temperature e dei livelli di umidità, e a possibili accorgimenti.
    Per quanto di interesse, tra le attività più a rischio che si svolgono non occasionalmente all’aperto, la Nota cita la “manutenzione del verde”, e l’Ispettorato rivolge alle sedi territoriali indicazioni su valutazioni, interventi, etc.
  • Nota del Ministero del Lavoro pubblicata sul sito istituzionale il 20/7/2023 “Rischi lavorativi da esposizione ad alte temperature” (disponibile qui): il documento cita espressamente i “servizi pubblici” tra le attività potenzialmente a rischio stressa da calore. Il Ministero indica una serie di misure in grado di ridurre i rischi connessi alle ondate di calore, ivi compresa una formazione specifica; trattasi di accorgimenti di buon senso, già largamente utilizzati dalla stragrande maggioranza delle aziende.
    Infine, è considerata come soluzione estrema l’ipotesi dell’utilizzo della cassa integrazione guadagni ordinaria con la causale “eventi meteo”, in presenza di determinate condizioni.
  • Messaggio INPS 20/7/2023 n. 2729 (Allegato 2): si riferisce specificatamente alle richieste di integrazione salariale per “eventi meteo” dovuti a temperature elevate. In particolare, l’Istituto precisa che “possono essere valutate positivamente” le richieste di ricorso al trattamento di integrazione salariale per sospensioni o riduzioni di attività disposte dal datore di lavoro, su indicazione del responsabile della sicurezza, per cause riconducibili alle temperature eccessive rilevate sul luogo di lavoro.
    L’ammortizzatore sociale è attivabile, ovviamente, anche per il tramite del Fondo di Solidarietà Servizi Ambientali.

***

Per completezza di informazione anche se il provvedimento non interessa il settore, si segnala l’emanazione da parte del Governo del decreto-legge 28 luglio 2023, n. 98 recante “Misure urgenti in materia di tutela dei lavoratori in caso di emergenza climatica”. Il decreto introduce disposizioni in materia di ammortizzatori sociali, in deroga alle norme ordinarie, per i settori dell’agricoltura e per alcune attività edilizie.

Infine, l’articolo 3 del decreto-legge prevede che il Ministero del Lavoro e il Ministero della Salute favoriscono la sottoscrizione di intese tra organizzazioni datoriali e sindacali per l'adozione di linee-guida e procedure concordate per l'attuazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori che sono esposti alle emergenze climatiche. 

» 01.08.2023
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