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Circolari

2023/281/SAEC-PLA/FA

Lo scorso 30 ottobre 2023, la Corte dei Conti Europea ha pubblicato il rapporto intitolato “Azione dell’UE per affrontare il problema di rifiuti di plastica”, nel quale viene esaminato l’approccio politico e normativo adottato dall’Unione Europea riguardo la plastica.

Si ricorda che nel 2018 la Commissione Europea ha approvato, nell’ambito della transizione verso un’economia più circolare, una strategia per la plastica che propone misure per migliorare la riciclabilità, la raccolta, la cernita, il riciclaggio e il materiale riciclato dei prodotti di plastica.  A tal proposito nel presente documento, la Corte ha voluto analizzare la gestione dei rifiuti di plastica nei settori automobilistico, elettronico, edile e agricolo che costituiscono, nel loro insieme, il 22 % dei rifiuti di plastica generati nell’UE, esaminando inoltre gli strumenti di finanziamento di cui l’Unione europea dispone per sostenere gli sforzi degli Stati membri per il miglioramento della gestione dei rifiuti di plastica.

L’analisi della Corte è incentrata sui seguenti aspetti: 

  • la progettazione degli imballaggi, che è un aspetto cruciale per la riciclabilità degli imballaggi di plastica;
  • i regimi di responsabilità estesa del produttore, che istituiscono un quadro regolamentare e di finanziamento per la gestione dei rifiuti di imballaggio di plastica;
  • la comunicazione dei dati sul riciclaggio, la cui attendibilità è essenziale per misurare i progressi compiuti dall’UE verso il conseguimento dei valori-obiettivo di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio di plastica;
  • le spedizioni di rifiuti di imballaggio di plastica verso paesi terzi, che rappresentano un terzo del tasso di riciclaggio degli imballaggi di plastica comunicato nell’UE;
  • il traffico dei rifiuti, che costituisce un’attività criminale insidiosa e incide anche sulla gestione dei rifiuti di imballaggio di plastica.
     

Gli auditor della Corte sottolineano come il packaging in plastica sia la tipologia di imballaggio con il più basso tasso di riciclo e mettono in guardia circa il rischio importante che l’Unione Europea non riesca a raggiungere gli obiettivi di riciclo per il 2025 (50%) e per il 2030 (55%). Inoltre l’analisi evidenzia che gli Stati membri si sono affidati a Paesi extra Ue per gestire i propri rifiuti di imballaggio di plastica e raggiungere i rispettivi target. Infatti nel 2020 quasi un terzo degli imballaggi di plastica dichiarati come riciclati dai Paesi Ue, è stata in realtà spedita al di fuori dei confini comunitari per essere riciclata, attestando un incremento dell’esportazione di tali rifiuti del 30%. A partire da gennaio 2021 queste spedizioni sono state in gran parte vietate, a seguito delle condizioni più severe imposte dalla convenzione di Basilea ed è sorta la necessità di incrementare la capacità di trattamento.

Infine la Corte analizza come il sistema di comunicazione dei dati sia stato rafforzato e armonizzato, cosa che potrebbe portare a una migliore raccolta e riciclo della plastica, anche se inizialmente provocherà un calo delle percentuali dall’attuale 41% al 29-32% e come i sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR) possano dare una spinta positiva al mercato, se modulati in modo armonico e mirato alla promozione del packaging riciclabile.

Per ulteriori dettagli si rimanda al rapporto allegato alla presente.

» 03.11.2023
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