Plastics Recyclers Europe (PRE) ha pubblicato il Report “Mapping of plastic recycling”, che analizza il panorama del riciclo della plastica in Europa, offrendo una mappatura dettagliata delle tecnologie e dei processi per la transizione verso un’economia circolare. Il documento esamina l'intera catena del valore, dalla raccolta alla produzione di nuovi materiali, coprendo flussi come imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli a fine vita e materiali per l'edilizia.
Il Report fa una valutazione basata sul grado di maturità delle tecnologie di cernita e riciclo, classificandole in base alla loro effettiva diffusione negli impianti industriali europei e assegnando ad ognuna un colore:
Per quanto di interesse, il Report mostra che la capacità di trattamento della plastica attraverso il riciclo meccanico nel 2024 è stimata a 13,5 milioni di tonnellate, mentre la capacità di trattamento attraverso il riciclo chimico è di 190 kilotonnellate.
A tal proposito vengono distinti i tre percorsi tecnologici principali per effettuare il riciclo, i relativi vantaggi e limiti, nonché l’effettivo utilizzo: il riciclo meccanico (il metodo più consolidato, basato su macinazione, lavaggio, separazione densimetrica ed estrusione), il riciclo per dissoluzione (processo fisico che utilizza solventi selettivi per purificare i polimeri senza rompere le catene molecolari, ideale per materiali multistrato o contaminati, ma ancora in una fase emergente di applicazione) e infine il riciclo chimico (riciclo che include la decomposizione termica e la depolimerizzazione chimica, poco utilizzato attualmente ma con impianti di riciclo in fase di messa in funzione o in fase pilota che si prevede entreranno in funzione nei prossimi anni).
Inoltre il Report analizza i processi di selezione, fondamentale per l’efficienza del sistema e che si divide in tre moduli: raccolta (differenziata, post-consumo o sistemi di deposito DRS), cernita meccanica (tramite la tecnologia NIR, separatori balistici e magneti) e compattazione in balle.
In conclusione il testo evidenzia come il successo della circolarità dipenda dalla qualità della selezione, dalle tecnologie di riciclo, ma anche dalla progettazione dei materiali finalizzata al riciclo degli stessi (design for recycling). Specifica poi che sebbene le tecnologie consolidate siano la colonna portante attuale, il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 richiederà l'integrazione di tecnologie emergenti e l'uso dell'Intelligenza Artificiale per migliorare la purezza dei riciclati.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al rapporto in allegato.