AssoAmbiente

Circolari

2026/068/SAEC-FIN/CS

La Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei Conti ha approvato la deliberazione riguardante il credito d'imposta per l'acquisto di prodotti ed imballaggi provenienti da materiali di recupero. Il documento è stato trasmesso alla VI Commissione (Finanze) della Camera e alle Commissioni 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze) e 9ª (Industria e Agricoltura) del Senato che procederanno al suo esame e valutazione al fine di adottare le misure proposte nella relazione.

L’indagine della Corte dei Conti si concentra sul credito d'imposta riconosciuto (articolo 1, comma 73, della legge di Bilancio 2019) alle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, carta, legno e alluminio. Questo con l’obiettivo di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi urbani, in alternativa all'avvio al recupero energetico, nonché al fine di ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi e il livello di rifiuti non riciclabili derivanti da materiali da imballaggio. Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 36% delle spese sostenute e documentate per i predetti acquisti fino ad un importo massimo annuale di 20.000 euro per ogni impresa beneficiaria.

Con la deliberazione viene fornita una panoramica sull’impiego della misura di sostegno:

  • il 34% delle spese rendicontate fa riferimento alla categoria “prodotti finiti realizzati con almeno il 30% di materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica”;
  • il 56% delle spese rendicontate fa riferimento alla categoria “imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002” e comprende gli imballaggi biodegradabili in plastica, in carta e in legno;
  • il restante 10% delle spese rendicontate è riferibile a imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata della carta;
  • non sono state rendicontate spese per acquisti di imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata dell'alluminio.
     

La principale parte delle spese rendicontate si riferisce alla categoria che raccoglie la maggiore varietà di prodotti, gli imballaggi biodegradabili e compostabili (imballaggi in plastica, carta e legno), cui seguono le spese per prodotti in plastica riciclata. La misura è strutturata per agire su uno degli ambiti di principale utilizzo della plastica, ossia il packaging.

La Corte dei Conti sottolinea che in termini generali e considerata la dotazione finanziaria della misura, non esistono evidenze che la misura di aiuto determini un impatto sistemico sulla produzione di plastica o carta a livello nazionale. Tuttavia, essa ha una funzione di sensibilizzazione ed armonizzazione delle iniziative di riciclo dei materiali in Italia rispetto alle normative europee. Risulta pertanto utile il costante finanziamento annuale della misura e a tal proposito la DG Economia circolare e bonifiche del MASE ha precisato che, al fine di raggiungere gli obiettivi comunitari prefissati, sarebbe auspicabile prevedere una dotazione finanziaria più cospicua dedicata a quest’agevolazione, anche in considerazione del fatto che le domande presentate per il credito di imposta, relativo alle spese sostenute per il solo anno 2023, sono state pari, a più di 12 milioni di euro, a fronte di una dotazione finanziaria pari a 5 milioni.

Di seguito si riportano le raccomandazioni che la Corte ha evidenziato nella deliberazione:

  • attivazione di un sistema di monitoraggio diretto a fornire indicazioni sugli effetti incrementativi della misura in ordine all’utilizzo di materiali riciclati. Tale monitoraggio permetterebbe di fondare le evidenze dirette a estendere l’ampiezza finanziaria della misura e prevederne il finanziamento annuale, nell’ottica di un’auspicabile espansione della stessa, volta a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 a livello europeo, rendendola adatta a incidere in modo consistente sulle dinamiche macroeconomiche relative alla produzione da materiale riciclato:
  • attuazione di misure dirette ad incentivare una maggiore capillarità della diffusione di fornitori di materiali provenienti da riciclo, poiché ciò permetterebbe di diversificare l’offerta, abbattendo i costi di trasporto e migliorando la performance di riciclo, nell’ottica del conseguimento degli obiettivi ambientali sostenuti dall’Agenda 2030.
     

Per maggiori informazioni si rimanda al testo della relazione disponibile qui.

» 11.02.2026

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