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2026/092/SAEC-COM/CS

ISTAT ha pubblicato il Report “Economia e ambiente: principali indicatori” con i dati relativi ai principali indicatori economici e ambientali del biennio 2023/2024. Dal Report emerge come nel 2024, a fronte di una crescita reale del PIL pari a +0,7%, il consumo di energia, le emissioni di gas climalteranti dei residenti e il consumo materiale interno diminuiscono, rispettivamente, del 2,1%, 2,8% e 1,8%. Nel 2023, con una crescita reale del PIL dell’1%, la flessione degli indicatori fisici monitorati da ISTAT è ancora più marcata: il consumo di energia scende del 4,8%, le emissioni di gas climalteranti del 5,9% e il consumo materiale del 5,4%.

Il calo dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti nel 2023 è il risultato della diminuzione della domanda di energia elettrica e dell’aumento della produzione da fonti rinnovabili. In particolare, a crescere è l’utilizzo dell’idroelettrico con una riduzione dell’impiego di gas naturale e carbone. Inoltre, il minor ricorso al gas per riscaldamento, come conseguenza di un clima particolarmente mite, e l’incremento dell’efficienza energetica del settore civile hanno contribuito a ridurre ulteriormente consumi ed emissioni. Le famiglie hanno ridotto più marcatamente i consumi e le emissioni negli usi domestici (-8,2% e -11,7%) rispetto al trasporto (-0,7% e -1,4%).

Nel 2023 il valore dei beni e servizi prodotti per la tutela ambientale è stabile attestandosi a 214,7 miliardi (+0,4% rispetto al 2022). La spesa per la protezione dell’ambiente arriva a 52,9 miliardi (+2,8%) e il gettito delle imposte ambientali a 54,4 miliardi (+19,6%), con un ulteriore aumento dell’11,2% nel 2024. La dinamica del gettito delle imposte ambientali, in crescita nel biennio 2023-2024, è stata condizionata dalla rimodulazione di specifiche misure di policy. L’aumento nel 2023, pari a +19,6%, è in larga parte ascrivibile all’abolizione delle misure di contenimento dei costi dell’energia introdotte nell’anno precedente. Sono soprattutto il ripristino delle accise sugli oli minerali e – a partire dal secondo trimestre – degli oneri generali del sistema elettrico, a incidere sulla crescita del gettito delle imposte sull’energia, che nel 2023 si attesta a 42,4 miliardi (78% della fiscalità ambientale). Nel 2024 il gettito complessivo delle imposte ambientali sale a 60,6 miliardi (+11,2%), soprattutto per via dell’incremento di 4,7 miliardi delle imposte sull’energia elettrica.

Il settore dei beni e servizi ambientali (‘ecoindustrie’) fa registrare nel 2023 una dinamica contenuta, attestandosi a 214,7 miliardi di euro in termini di produzione a prezzi correnti (+0,4% rispetto al 2022) e 80 miliardi di valore aggiunto (+2,2%). Tra le varie tipologie di attività del comparto, quelle per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici mostrano il più alto incremento del valore aggiunto in valore assoluto (pari a 2,1 miliardi), continuando a beneficiare di elevati incentivi (Superbonus 110%).

Per maggiori informazioni si rimanda al Report allegato.

» 27.02.2026
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