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Circolari

p58928PE

Lo scorso 10 gennaio, il Presidente della Commissione europea, J.M. Barroso, supportato dai Commissari, S. Dimas (per l’Ambiente) e A. Piebalgs (per l’Energia), ha presentato la prima analisi strategica della politica energetica dell’Unione europea, “An energy policy for Europe” (COM(2007)1), diretta a:

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    migliorare il funzionamento del mercato interno;
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    accelerare l’uso delle nuove tecnologie;
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    differenziare e stabilizzare le fonti di approvvigionamento all’interno e all’esterno dell’UE.
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Il punto di partenza della politica energetica europea è individuato innanzitutto nella volontà di contrastare il cambiamento climatico, nel limitare la vulnerabilità europea verso i fornitori di energia e nella promozione della crescita e del lavoro, offrendo quindi energia sicura e accessibile agli utilizzatori.

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La Commissione, a seguito delle numerose richieste ricevute durante il periodo di consultazione del Libro Verde sulle opzioni di politica energetica europea (COM(2006)105 final) nel corso dei lavori di revisione della strategia energetica, propone i seguenti precisi obiettivi come cardini del nuovo sistema strategico:

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    riduzione del 30% dei gas serra, a livello internazionale, da parte dei Paesi industrializzati, da raggiungere al 2020 (rispetto alle emissioni del 1990). In aggiunta, una riduzione delle emissioni globali di gas serra al 2050 pari al 50% (rispetto alle emissioni del 1990), che implica una riduzione per i Paesi industrializzati pari al 60-80% per il 2050.
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    impegno europeo per raggiungere, in ogni caso, almeno il 20% di riduzioni dei gas serra al 2020 (rispetto alle emissioni del 1990).
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Questi aspetti costituiscono la parte centrale della comunicazione della Commissione “Limiting global climate change to 2 degrees celsius - policy options for the EU and the world for 2020 and beyond” (COM(2007)2), volta ad istituire una nuova politica energetica per l'Europa, finalizzata a combattere i cambiamenti climatici.

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 Gli obiettivi e le azioni definite nelle due Comunicazioni, sopra richiamate, rappresentano il nucleo della nuova politica energetica europea, che ora passerà al vaglio del Parlamento e del Consiglio per la necessaria adozione da parte degli Stati UE e per la futura definizione di una direttiva in materia che traduca in modo più metodico gli stessi obiettivi.

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Tra gli elementi critici e le perplessità emerse durante l’incontro, sicuramente di notevole importanza è la necessità di uno sforzo internazionale. L’Europa si troverebbe, anche nella migliore delle ipotesi, isolata nello sforzo di riduzione delle emissioni, mentre gli altri Paesi avrebbero l’opportunità di consolidare le proprie posizioni competitive. La COM(2007)2 non affronta adeguatamente, il problema dell’impatto sul sistema economico europeo di una scelta di tale portata in presenza di mercati globali aperti, soprattutto se condotta in maniera univoca, o comunque non equilibrata. Inoltre lo stesso documento individua nell’Emissions Trading il sistema centrale per la riduzione delle emissioni, senza aver prima accertato la reale efficacia di tale sistema, che nei primi anni di funzionamento a livello europeo ha dimostrato tutti i suoi limiti. In primis, gli obiettivi di riduzione non sono associati a tecnologie di riduzione realistiche e concretamente attuabili e il sistema di scambio di quote è applicato in un contesto di mercato non ancora correttamente funzionante.

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Sul tema, il Vice Presidente di Confindustria ha espresso (Intervista riportata sul Corriere della Sera del 11 gennaio 2007) le proprie preoccupazioni, considerando l’eccessivo costo imposto alle aziende, in particolare nazionali, che porterebbe a “conseguenze disastrose per l’economia e paradossali per l’ambiente”.

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Pur condividendo l’obiettivo di riduzione delle emissioni gas serra, che comunque non può limitarsi al livello europeo, ma deve riuscire ad avere un respiro più ampio, coinvolgendo anche Paesi quali la Russia, l’USA, la Cina e l’India, bisogna anche tenere presente che una tale pressione sulle aziende nazionali ed europee potrebbe generare una perdita di competitività con l’eventuale rischio di “delocalizzazione proprio in quei Paesi dove le regole ambientali sono più blande”.

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Per quanti interessati ai documenti sopra richiamati, segnaliamo che:

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- Il Libro Verde sull’energia è disponibile, in italiano, al sito: http://ec.europa.eu/energy/green-paper-energy/doc/2006_03_08_gp_document_it.pdf

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- La comunicazione “An energy policy for Europe” (COM(2007)1) è disponibile, in inglese, al sito: http://ec.europa.eu/energy/energy_policy/doc/01_energy_policy_for_europe_en.pdf

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- La comunicazione “Limiting global climate change to 2 degrees celsius - policy options for the EU and the world for 2020 and beyond” (COM(2007)2) è disponibile, in inglese, al sito: http://ec.europa.eu/environment/climat/pdf/com_2007_2_en.pdf

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Per vostra opportuna informazione trasmettiamo inoltre, in allegato, il comunicato stampa della Commissione europea.

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Cordiali saluti.

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Il Direttore
Francesco Tiriolo

» 17.01.2007
Documenti allegati

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