Il 23 gennaio u.s., il Presidente della Commissione europea, Mr Josè Manuel Barroso, ha presentato al Parlamento il pacchetto che include i nuovi obiettivi europei sull’energia e per combattere il cambiamento climatico.
Il pacchetto della Commissione contiene le azioni considerate necessarie per ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra entro il 2020 ed aumentare, al contempo, del 20% il consumo energetico da fonti rinnovabili, includendo una quota del 10% di biocarburanti per il settore trasporti.
A livello legislativo, la Commissione procederà quindi a definire:
Basandosi sul sistema UE di scambio delle quote di emissioni, la Commissione propone di rafforzare il mercato unico del carbonio a livello comunitario, che si estenderà a un numero maggiore di gas serra (attualmente lo scambio delle quote concerne soltanto l’anidride carbonica) e riguarderà tutti i grandi impianti industriali responsabili delle emissioni.
Le quote di emissione poste sul mercato saranno ridotte di anno in anno in modo da permettere una riduzione delle emissioni del 20% nel 2020 rispetto ai livelli del 2005. Le entrate derivanti dal sistema andranno agli Stati membri e dovranno essere utilizzate per aiutare l’UE ad orientarsi verso un’economia più attenta all’ambiente, promuovendo l’innovazione in settori quali le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, la ricerca e lo sviluppo. Parte delle entrate dovrà essere destinata ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici. La Commissione stima che nel 2020 le entrate derivanti dalla vendita all’asta delle quote potrebbero raggiungere i 50 miliardi di euro l’anno.
Per quanto riguarda i rifiuti, la Commissione ha incluso anche questo settore ai fini del raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione dei gas climalteranti (GHG), prevedendo una riduzione delle emissioni GHG di circa il 10% (rispetto ai livelli del 2005) entro il 2020. La Commissione lascerà agli Stati Membri la definizione e l’attuazione delle misure e della policy da adottare per questi nuovi settori, anche se la normativa europea potrà contribuire nel raggiungimento degli obiettivi: per quanto riguarda il settore rifiuti, ad esempio, la Commissione si attende una riduzione dei gas GHG attraverso l’adozione di misure di prevenzione e riciclo dei rifiuti, come anche il pieno recepimento della direttiva sulle discariche (nel 2016).
Oltre a rivedere il mercato degli inquinanti, il pacchetto sottolinea l’urgenza di rivedere e modificare, da parte di tutti gli Stati membri, la struttura del consumo energetico. Oggi la quota di energie rinnovabili sul consumo energetico finale dell’UE è pari all’8,5%; ciò significa che è necessario un aumento dell’11,5% per raggiungere l’obiettivo del 20% nel 2020. A tal fine, la Commissione ha fissato, nel pacchetto, obiettivi individuali giuridicamente vincolanti per ciascuno degli Stati membri. Dal momento che le scelte operate per sviluppare le energie rinnovabili variano fra gli Stati membri e che i tempi necessari perché tali fonti energetiche siano operative sono lunghi, è necessario che i singoli Paesi UE definiscano un piano di azione nazionale nel quale siano esplicitati i settori su cui intervengono, il modo con cui intendono conseguire gli obiettivi e le modalità di controllo sui progressi compiuti.
Ai fini del raggiungimento dell’obiettivo generale della Comunità in materia, gli Stati membri potranno contribuire anche con interventi in altri Paese. Ciò permetterà di indirizzare gli investimenti dove le energie rinnovabili possono essere prodotte in modo più efficiente, con un risparmio compreso tra 1 e 8 miliardi di euro rispetto ai costi previsti.
La proposta di direttiva sulla cattura e stoccaggio del carbonio, secondo la Commissione, porterà, una volta entrata in vigore, ad una revisione successiva della legislazione europea in materia di IPPC, trattamento dei rifiuti, acque e grandi impianti di combustione.
La discussione sul pacchetto presentato dalla Commissione, a livello di Parlamento europeo e Stati membri, dovrebbe concludersi entro la prima metà del 2009 e dovrebbe diventare operativo dopo il primo periodo di attuazione del Protocollo di Kyoto (dopo 2013).
La Commissione ha inoltre adottato la nuova disciplina degli aiuti di Stato per la tutela ambientale, che supporterà gli Stati membri a sviluppare politiche europee sostenibili in materia di clima e di energia. Evidenziamo che rispetto alla precedente normativa adottata nel 2001, estende l’ambito dei progetti e aumenta le intensità di aiuto. La nuova disciplina fissa nuove condizioni per gli aiuti di Stato a tutela dell’ambiente e stabilisce un importante equilibrio tra il conseguimento di maggiori benefici ambientali e la riduzione delle distorsioni della concorrenza.
Per quanti interessati, i documenti sono disponibili al seguente sito web: http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/focus/energy-package-2008/index_en.htm .
Cordiali saluti.
Il Segretario
Paolo Cesco