Informiamo che, sul sito dell’APAT, è stato pubblicato il Rapporto “Caratterizzazione chimico-fisica del biostabilizzato proveniente da impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti”, che illustra i risultati della campagna analitica condotta dall’Agenzia e dal CIC in collaborazione con l’ARPA Toscana e l’ARPA Campania, su un campione di dieci impianti di trattamento meccanico biologico. Lo studio ha consentito di caratterizzare il biostabilizzato in uscita da tali impianti (policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, diossine e furani, metalli pesanti, nonché il contenuto di carbonio organico, in termini di TOC e di DOC, ed il potere calorifico) e di misurare l’efficienza del processo attraverso la valutazione della stabilità biologica (determinazione dell’Indice di Respirazione Dinamico).
La necessità di un approfondimento in materia nasce soprattutto dalla normativa nazionale (D.Lgs. 36/03) ed europea (direttiva 99/31/CE) in materia di discariche, che prevede la riduzione del rifiuto biodegradabile conferito in discarica e l’obbligo di pretrattare il rifiuto prima del suo smaltimento. Pertanto risulta sempre più necessario considerare le possibili soluzioni operative, tecniche e gestionali tali da consentire una più razionale gestione della frazione organica, che può rivestire un ruolo essenziale sia in un’ottica di prevenzione del deterioramento dei suoli e di ripristino della fertilità degli stessi, sia di riduzione delle emissioni in atmosfera di gas climalteranti.
Nell’ambito del Protocollo di intesa, sottoscritto dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici e dal Consorzio Italiano Compostatori, è stata realizzata quindi una campagna di indagine finalizzata ad approfondire i principali aspetti relativi al sistema di gestione dei rifiuti biodegradabili, con particolare riferimento alle modalità di trattamento ed alla caratterizzazione chimico-fisica del rifiuto biostabilizzato proveniente dagli impianti di trattamento meccanicobiologico localizzati sul territorio nazionale. Scopo principale del Rapporto è quello di fornire informazioni utili alla definizione dei limiti di accettabilità per il biostabilizzato proveniente dagli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti a valle della raccolta differenziata.
Dalla ricognizione effettuata nell’ambito della campagna sperimentale, è emerso, in primo luogo, che alcuni impianti di trattamento meccanico biologico di rifiuti indifferenziati, che hanno aderito alla campagna, sono stati progettati secondo le prescrizioni previste dalla Deliberazione del Comitato Interministeriale 27 luglio 1984. Tali impianti, dunque, sono stati inizialmente concepiti allo scopo di ottenere come materiale in uscita “compost da rifiuti” (non prevista la stabilizzazione spinta) destinato ai diversi utilizzi disciplinati dalla delibera stessa: usi agricoli, attività paesaggistiche, ripristini ambientali. Tuttavia, le prospettive di impiego nel settore agricolo per tale tipologia di materiale di qualità non elevata appaiono ormai limitate (attività paesaggistiche o di ripristino ambientale), in relazione all’orientamento sempre più accentuato degli operatori agricoli verso compost di qualità (ammendante ai sensi del D.Lgs. 217/06) ottenibili a partire da matrici selezionate (per es. frazioni organiche da raccolta differenziata, “verde e umido”).
Le concentrazioni mediamente riscontrate nei campioni di biostabilizzato, seppur estremamente variabili, non mostrano, tuttavia, nella maggior parte dei casi valori eccessivamente elevati, sebbene il contenuto di alcune tipologie di metalli pesanti sia tale da non rendere sempre fattibile un utilizzo della frazione organica in attività paesaggistiche e di ripristino ambientale. Va, peraltro, evidenziato che la maggior parte degli impianti non è stata concepita o non opera con lo scopo di produrre un materiale da destinare a tale utilizzo, ma effettua esclusivamente un trattamento preliminare allo smaltimento in discarica.
I risultati acquisiti nel corso della campagna sperimentale costituiranno il riferimento per la prossima emanazione di una normativa di settore specifica.
Per quanti interessati, il rapporto è disponibile al sito dell'APAT.
Cordiali saluti.
Il Segretario
Paolo Cesco