AssoAmbiente

Circolari

p64646GH

Si segnala all’attenzione delle associate la Delibera n. 24 del 1° aprile 2009 dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, resa nota il 27 aprile us., allegata, resa ad esito di indagine condotta dalla stessa Autorità sugli affidamenti in house nel comparto della gestione dei servizi idrici integrati.

La Delibera si colloca nel solco di precedenti della stessa Autorità (cfr. in particolare la Delibera n.52 del 26 novembre 2008, che unitamente alla Delibera n.16 del 7 maggio 2008 costituisce la premessa alla Delibera n. 24 di cui trattasi, nonché la Segnalazione al Parlamento di Novembre 2008) e intende dichiaratamente contribuire alla costruzione di un mercato aperto e competitivo.

L’indagine rileva che su 61 casi esaminati, le situazioni di conformità alla normativa sulla gestione in house sono 32 (erano 6 nel novembre 2008); in 26 casi, con modalità differenziate, sono state previste procedure di adeguamento; sono infine 3 i soggetti operativi che sono stati dichiarati non conformi.

Nel merito, si evidenzia che nelle motivazioni della Delibera si richiama la sentenza del 13 novembre 2008, causa 324/07, Coditel, con la quale la Corte di Giustizia CE ha ammesso la possibilità di gestione in house da parte di un consorzio di comuni, e che tale decisione viene assunta dall’Autorità come parametro fondamentale di valutazione delle diverse situazioni.

Si segnala infine – e soprattutto - che sono in corso contatti tra la nostra Associazione e l’Autorità di vigilanza in vista di un possibile avvio di indagine conoscitiva per il comparto dei rifiuti urbani e sui processi di costituzione degli ATO nel settore. In tale rilievo, in sede di Consiglio Direttivo RU si è ritenuto importante che le aziende segnalino alla scrivente (assoambiente@fise.org; per approfondimenti: Dott. Gherardelli g.gherardelli@fise.org) e alla stessa Autorità di Vigilanza per i Contratti Pubblici (Via di Ripetta 246 – 00186 Roma) situazioni di mercato anomale sotto il profilo della regolarità degli affidamenti per effetto di un ricorso non corretto al c.d. in-house procurement. Si confida quindi nell’attenzione a quanto sopra e si resta in attesa e a disposizione.

I migliori saluti.

Il Segretario
Paolo Cesco

» 05.05.2009

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