La Delibera si colloca nel solco di precedenti della stessa Autorità (cfr. in particolare la Delibera n.52 del 26 novembre 2008, che unitamente alla Delibera n.16 del 7 maggio 2008 costituisce la premessa alla Delibera n. 24 di cui trattasi, nonché la Segnalazione al Parlamento di Novembre 2008) e intende dichiaratamente contribuire alla costruzione di un mercato aperto e competitivo.
L’indagine rileva che su 61 casi esaminati, le situazioni di conformità alla normativa sulla gestione in house sono 32 (erano 6 nel novembre 2008); in 26 casi, con modalità differenziate, sono state previste procedure di adeguamento; sono infine 3 i soggetti operativi che sono stati dichiarati non conformi.
Nel merito, si evidenzia che nelle motivazioni della Delibera si richiama la sentenza del 13 novembre 2008, causa 324/07, Coditel, con la quale la Corte di Giustizia CE ha ammesso la possibilità di gestione in house da parte di un consorzio di comuni, e che tale decisione viene assunta dall’Autorità come parametro fondamentale di valutazione delle diverse situazioni.
Si segnala infine – e soprattutto - che sono in corso contatti tra la nostra Associazione e l’Autorità di vigilanza in vista di un possibile avvio di indagine conoscitiva per il comparto dei rifiuti urbani e sui processi di costituzione degli ATO nel settore. In tale rilievo, in sede di Consiglio Direttivo RU si è ritenuto importante che le aziende segnalino alla scrivente (assoambiente@fise.org; per approfondimenti: Dott. Gherardelli g.gherardelli@fise.org) e alla stessa Autorità di Vigilanza per i Contratti Pubblici (Via di Ripetta 246 – 00186 Roma) situazioni di mercato anomale sotto il profilo della regolarità degli affidamenti per effetto di un ricorso non corretto al c.d. in-house procurement. Si confida quindi nell’attenzione a quanto sopra e si resta in attesa e a disposizione.
I migliori saluti.
Il Segretario
Paolo Cesco