AssoAmbiente

Circolari

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Alla fine dello scorso anno è stato finalizzato lo studio, richiesto dalla Commissione europea al gruppo di consulenza Golder Associates Ltd, in merito all’implementazione della direttiva discariche nei 15 Paesi della Comunità europea.

La direttiva 99/31/CE prevedeva, per quanto riguarda le regole e le disposizioni amministrative, entro il 16 luglio 2003 il recepimento da parte dei Paesi europei mentre per quanto riguarda i criteri di accettazione dei rifiuti aveva rimandato alla successiva Decisione 2003/33/CE, che comunque avrebbe dovuto essere recepita entro il 16 luglio 2005. Per quanto riguarda l’Italia, ricordiamo che, in merito a quest’ultimo aspetto, l’art.11 della Legge 248/05 ha rimandato al 31 dicembre 2006 il termine per l’entrata in vigore dei nuovi criteri di conferimento riportati nel Decreto 3/8/2005 di attuazione della Decisione europea (vd. circolare 340/2005).

Il Rapporto è stato strutturato in sei diverse sezioni relative ai nuovi requisiti imposti agli impianti di discarica dalla Dir 99/31/CE. In particolare:

Sezione 1 - Come è cambiato la gestione dei rifiuti dopo l’entrata in vigore della direttiva.

Nonostante la continua crescita dei rifiuti urbani, si segnala un decremento, o nel peggiore dei casi una stabilizzazione, nel conferimento degli stessi in discarica legato principalmente al vincolo di riduzione della frazione biodegradabile smaltita presso questo tipo di impianti.

Sezione 2 - Registrazione delle discariche illegali o non controllate presenti sul territorio.

La maggior parte degli Stati europei dichiara di non registrare alcun impianto illegale, mentre per quattro di essi (…) sono stati dichiarati ben 950 siti. La sezione non presenta però informazioni confrontabili dal momento che i dati disponibili sono spesso incompleti e limitati. Inoltre i metodi con cui vengono catalogate queste discariche non sono omogenei in Europa, ad esempio l’UK non ha segnalato alcuna discarica illegale sul territorio ma un documento interno del Governo ne ha individuate alcune nel nord dell’Irlanda.

Sezione 3 - Nuove discariche autorizzate o costruite dopo la direttiva.

Nella maggior parete degli Stati europei il numero di impianti di discariche risulta essere diminuito dopo l’entrata in vigore della Direttiva. Parte delle motivazioni risiedono sia nella chiusura degli impianti non a norma che negli alti costi associati alla realizzazione di nuove.

Sezione 4 - Esempi di discariche in Europa già in regola con la direttiva.

La sezione è stata presa in esame per identificare eventuali problemi e per approfondire il discorso sull’impatto ambientale di questi impianti, in particolare i benefici rispetto alla precedente gestione degli stessi. La Direttiva di fatto ha incoraggiato molti operatori a sviluppare alti standard nella realizzazione o nell’adeguamento degli impianti stessi.

Sezione 5 - Criteri di accettazione dei rifiuti in discarica.

Viene evidenziato che questo particolare aspetto, riportato in termini generali nella Direttiva e approfondito poi nella Decisione 2003/33/CE, è stato recepito solo in modo sporadico ed è ancora in corso di recepimento in molti Paesi. Inoltre molti operatori hanno evidenziato come questo aspetto risulti difficile e oneroso.

Sezione 6 - Gestione alternativa dei pneumatici fuori uso.

Uno degli elementi contenuti nella Direttiva è il divieto di conferimento in discarica dei pneumatici fuori uso. Il conferimento di fatto è diminuito a vantaggio del recupero e del riciclaggio degli stessi pneumatici. Il fattore economico ha giocato naturalmente un ruolo importante in questo scenario grazie ad incentivi e riduzioni offerti a favore di una gestione alternativa alla discarica.

Per quanti interessati è possibile scaricare sia il Report che gli Allegati.

Cordiali saluti.

Il Direttore
Francesco Tiriolo

» 17.01.2006

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