Come indicato nella ns. precedente circolare n. 468 del 1 c.m., nell’ambito dei lavori di aggiornamento degli studi di settore, l’Agenzia delle Entrate. Direzione Centrale Accertamento si avvale della collaborazione delle associazioni di categoria e di esperti di settore.
Successivamente ad incontri tenutosi il 14 novembre ed il 6 dicembre 2006 con la Commissione per l’analisi del prototipo dello studio di settore in oggetto, nonché all’esame di esempi pratici che rispecchiano le realtà produttive del settore, sono state formulate e trasmesse ai competenti uffici dell’Agenzia alcune osservazioni con l’intento di dare un contributo costruttivo alla imminente validazione dello studio di settore TD 30U.
Nel riportare di seguito le osservazioni, ricordiamo che sono interessate le attività di:
37.10.1-“Recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici”;
37.20.1-“Recupero e preparazione per il riciclaggio di materiale plastico per la produzione di materie prime plastiche, resine sintetiche”;
37.20.2-“Recupero e preparazione per il riciclaggio di rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse”;
51.57.1-“Commercio all'ingrosso di rottami e sottoprodotti della lavorazione industriale metallici”;
51.57.2-“Commercio all'ingrosso di altri materiali di recupero non metallici (vetro, carta, cartoni, ecc.)”
Osservazioni trasmesse all’Agenzia Entrate e Confindustria con nota 21 dicembre 2006
1) Costo del venduto
Tale variabile non risulta significativa atteso che in molti casi i materiali oggetto del riciclo vengono acquisiti a costo zero; va rilevato inoltre che, nel settore delle auto demolizioni, le valutazioni delle giacenze di magazzino espresse in valore subiscono delle variazioni notevoli da un esercizio a un altro in quanto legate alla valutazione che viene effettuata delle parti riutilizzabili in relazione alla presunta commerciabilità, che varia in ragione delle richieste di mercato;
2) Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni
Considerati i nuovi e numerosi adempimenti di natura amministrativa, legati al rispetto di norme sia nazionali che comunitarie soprattutto in materia ambientale, sarebbe auspicabile che tale variabile prevedesse l’indicazione separata dei costi per il personale amministrativo da quelli per il personale addetto alla produzione. Ciò in quanto solo i lavoratori dipendenti del secondo settore influenzano direttamente il fatturato aziendale, mentre il personale amministrativo incide nella produzione dei ricavi solo marginalmente;
3) Valore dei beni strumentali
Il settore del riciclo tende, oggi, ad automatizzare sempre più numerosi fasi della lavorazione. Ciò comporta l’acquisizione di macchinari e attrezzature notevolmente più costosi rispetto a qualche anno fa. Sarebbe quindi opportuno abbassare i coefficienti che riguardano tale variabile o comunque legarli ai consumi sostenuti per il loro funzionamento, in quanto non sempre sono impiegati a pieno regime perché legati alla disponibilità di materiali da riciclare;
4) Costi per acquisti di servizi
L’incremento di tali costi ha subito nell’ultimo triennio un notevole incremento, oltre che per l’introduzione dell’euro anche e soprattutto per adempiere a norme di natura ambientale, procedure informatiche, sistemi di qualità e sicurezza che, non trova riscontro, in una maggiore produzione di ricavi. Anche per questa variabile sarebbe auspicabile una rivisitazione dei relativi coefficienti.
In relazione alla ormai imminente definizione dei lavori relativi allo Studio TD 30U, le associate sono invitate a formulare entro il 15 gennaio 2007 eventuali osservazioni che provvederemo a trasmettere ai competenti Uffici dell’agenzia (vedi allegata documentazione).
Cordiali saluti.
Il Direttore
Francesco Tiriolo