AssoAmbiente

Circolari

p59066LE

A livello comunitario gli uffici della FEAD stanno lavorando per dare indicazioni in vista della revisione della Direttiva 96/61/CE (IPPC) e a tale proposito hanno messo a punto una scheda per raccogliere informazioni presso gli Stati membri, anche al fine di valutare possibili emendamenti sull’Allegato I (che indica le tipologie impiantistiche che ricadono nel campo di applicazione dell’IPPC) che possano agevolare l’applicazione operativa della stessa direttiva per le imprese ricadenti nel suo campo di applicazione e gli Organi preposti al controllo.

A tale riguardo come Associazione abbiamo provato a elaborare una sintetica bozza di prime risposte in ordine alle singole domande che a livello comunitario vengono poste agli Stati membri. Al fine di giungere in tempi brevi ad una stesura definitiva delle stesse che possa rappresentare la posizione associativa in materia, chiediamo alle imprese di prendere visione della tabella allegata inviandoci tutti i suggerimenti/osservazioni o proposte di cambiamento che ritengono opportune.

Particolare attenzione va posta sulla proposta comunitaria di allargamento del campo di applicazione della disciplina IPPC anche sulle attività di recupero dei rifiuti non pericolose che oggi sono espressamente escluse (le attività di recupero dei rifiuti pericolosi sono invece ricompresse ma solo alcune specifiche operazioni dal legislatore espressamente indicate al punto 5.1. della Direttiva 96/61/CE). In particolar modo a tale riguardo si chiede alle imprese del settore del recupero di valutare se tale ricomprensione nel campo di applicazione dell’IPPC di tali attività di recupero dei rifiuti non pericolosi possa rappresentare un vantaggio per le stesse aziende in quanto porterebbe ad una maggiore omogeneità tecnologica ed autorizzativa del settore, seppur con un appesantimento procedurale e burocratico.

A tale riguardo va però segnalato che il legislatore comunitario non specifica se la proposta di allargamento del campo di applicazione dell’IPPC riguarda le sole attività di recupero in regime ordinario oppure anche quelle che sono svolte in regime semplificato. Pertanto, come Associazione è possibile proporre, se lo si ritiene opportuno, che tale estensione dell’IPPC sulle attività di recupero sia limitata al solo regime ordinario, ovvero a tutte le attività di recupero comprese quelle in regime semplificato, ovvero a nessuna di queste.

Nel restare in attesa di Vostre indicazioni al riguardo da inviarsi al seguente indirizzo mail c.leboffe@fise.org) ENTRO E NON OLTRE IL 9 FEBBRAIO P.V., porgiamo cordiali saluti.

Il Segretario ASSOAMBIENTE / UNIRE
Paolo Cesco

» 02.02.2007
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