AssoAmbiente

Circolari

p59183GH

Si trasmette il disegno di legge in oggetto, nel testo ricostruito con gli emendamenti governativi recentemente presentati.

Il provvedimento, nella sua impostazione, è fondamentalmente informato all’apertura al mercato ed allo sviluppo della concorrenza nel settore dei servizi pubblici locali.

La delega fissa un primo principio generale: l’affidamento di nuove gestioni ed il rinnovo di quelle in essere con procedure ad evidenza pubblica. Sono escluse dal principio la proprietà pubblica delle reti e dei beni strumentali all’esercizio e le risorse idriche. L’affidamento diretto è concesso solo come deroga e con le necessarie specificazioni sia a società miste sia a società “in house”.

Qualora si ricorra all’affidamento diretto, l’ente è obbligato a motivarne la scelta e programmare la propria azione affinché siano superate condizioni che non consentono il ricorso al mercato. Sulle motivazioni dell’affidamento diretto vigilano le Authority di settore o l’AGCM.

Sono precluse le gestioni extraterritoriali ed extrasettoriali agli affidatari diretti delle gestioni di servizi pubblici.

Si prevede di individuare le modalità per favorire la razionalizzazione ed economicità dei servizi e di armonizzare le varie discipline di settore. A tal fine si prevede di disciplinare la fase transitoria necessaria per l’applicazione della disciplina unitaria. Si tratta di uno degli aspetti più negativi della riforma, in quanto rischia di ritardare processi già avviati o comunque definiti a livello di disciplina di settore (come, in particolare, per specifiche norme D.Lgs. 152/06).

Resta inoltre da capire quale sia il periodo transitorio per gestioni non conformi previste per un arco temporale molto lungo o per un periodo non prefissato: in questi casi, il meccanismo indicato dal DDL difficilmente avrà l’effetto atteso di aprire al mercato.

La seconda parte del DDL è dedicata alla tutela dell’utenza, con riferimento a: obbligatorietà e pubblicità della “carta dei servizi”; verifica periodica della stessa; vigilanza sull’operato del gestore; armonizzazione della tutela dell’utenza dei servizi pubblici a quella generale dei consumatori; rafforzamento delle Authority competenti.

Con riferimento più specifico ai recenti emendamenti governativi, si evidenzia come nel complesso, ad un primo esame, risulti un miglioramento della disciplina e si tenga conto chiaramente delle proposte di Confindustria e di quelle di FISE, presentate direttamente nell’ambito di una specifica Audizione avuta presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato. Si precisa, come da noi richiesto il ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che viene valorizzato, e si dà rilevanza alle discipline di settore in riferimento alla durata del periodo transitorio.

Anche le modifiche, non marginali, alla disciplina dell’in-house, cioè dell’affidamento diretto, tengono conto di quanto da noi richiesto, così come tiene conto delle osservazioni associative la più marcata configurazione delle società miste come partenariati a carattere industriale e non finanziario.

Molte delle modifiche evidenziano una maggiore attenzione al sistema delle autonomie locali, attraverso i numerosi richiami alle competenze legislative regionali e la previsione di pareri della Conferenza unificata in sede di legislazione delegata, ma non sembrano condizionare, di per sé, in senso negativo la portata della riforma.

In questo contesto, rilevante il richiamo espresso alla possibilità di gestioni in economia, che di fatto è stato fondamentale in termini di accordo politico di maggioranza. In merito, si ricorda che la legislazione oggi vigente non prevede tale possibilità espressamente; peraltro molti ritengono comunque tale facoltà di gestione con proprio personale – e/o con appalti in senso stretto, cioè con corrispettivo erogato dal comune, che resta il “gestore”, ai fini anche della titolarità della riscossione della tassa/tariffa - insita nell’ordinamento. Sul punto, pur essendo da richiamare le previsioni (“programmatiche”, peraltro) di cui alla lettera f-bis, da aggiungere al comma 1, art. 2, volte a favorire la gestione associata per i comuni sotto i 10.000 abitanti, si ritiene dovrebbero essere apportate modifiche per salvaguardare le previsioni settoriali per la costituzione degli Ambiti territoriali ottimali, necessari per l’industrializzazione del settore.

Si trasmette quindi, oltre al testo del DDL come risultante a seguito dei recenti emendamenti governativi (evidenziati in grassetto), copia degli emendamenti associativi, in merito ai quali si chiedono osservazioni e, se del caso, integrazioni, in tempi stretti considerato che dovranno essere presentati entro giovedì 22 febbraio p.v, il termine fissato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Nel rimanere a disposizione per ogni approfondimento e grati di ogni Vostra informazione o contributo, salutiamo cordialmente.

Il Segretario ASSOAMBIENTE / UNIRE
Paolo Cesco

» 16.02.2007

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