AssoAmbiente

Circolari

p60325PE

Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni di pari oggetto (circolare n. 62/07) per fornirvi ulteriori aggiornamenti sul processo di revisione della direttiva quadro sui rifiuti in ambito europeo.

Lo schema di Direttiva, basato su una proposta della Commissione del 2005 (COM(2005)667) ed esaminato in prima lettura il 13 gennaio 2007 dal Parlamento europeo, mira ad introdurre una nuova e più precisa definizione di "rifiuto", una netta distinzione tra "recupero" e "smaltimento" (e relativa rivisitazione del concetto di "sottoprodotto"), l'integrazione della disciplina degli oli usati con quella sui rifiuti e una miglior tracciabilità dei rifiuti pericolosi.

Il Consiglio dei Ministri Ambiente dell’Unione europea, nella riunione del 28 giugno u.s., ha approvato all’unanimità l’Accordo politico sulla proposta di revisione della direttiva quadro sui rifiuti. Nelle prossime settimane i tecnici giuristi predisporranno la cosiddetta Posizione comune, che è la trascrizione giuridica dei punti oggetto dell’Accordo approvato. La Posizione comune sarà successivamente trasmessa al Parlamento europeo per la seconda lettura e la direttiva potrebbe essere definitivamente approvata nel corso del 2008.

Da segnalare un’annotazione presente nel verbale della riunione del Consiglio, secondo la quale l’Italia ha annunciato l’intenzione di astenersi nella prossima votazione sulla Posizione comune.

Ricordiamo che la procedura per la revisione della direttiva è iniziata nel 2004 in occasione della definizione da parte della Commissione europea della Strategia tematica sul riciclo e sulla prevenzione dei rifiuti e che è stata seguita in questi anni dall’Associazione, anche attraverso FEAD, la Federazione europea a cui FISE aderisce.

Su alcuni punti l’intesa del Consiglio è stata raggiunta solo dopo faticose discussioni:

  • la classificazione degli impianti di incenerimento come impianti di recupero o come impianti di smaltimento, che viene basata su una formula che misura l’efficienza ma con la possibilità di eccezioni per tenere conto delle diverse condizioni climatiche;
  • l’importazione di rifiuti destinati al recupero, che potrà essere impedita dal Paese importatore se sarà provato che essa comporta un maggiore ricorso alle discariche nel Paese stesso;
  • la gerarchia delle operazioni di gestione, che sarà un principio guida e non una regola generale;
  • la prevenzione nella produzione dei rifiuti, da realizzare con piani nazionali con benchmark quantitativi e qualitativi.

Il quadro giuridico che esce dal Consiglio europeo è destinato ad innovare sostanzialmente la normativa sui rifiuti, che ne uscirà chiarita sotto molti aspetti ma anche resa più severa su diverse questioni su cui avremo modo di tornare.

Rinviamo alla nota in allegato per una valutazione di dettaglio, evidenziando che alcune questioni riportate nella posizione del Consiglio trattano direttamente alcuni aspetti controversi della normativa ambientale italiana, D.Lgs. 152/2006, quali, ad esempio: terre e rocce da scavo, deposito temporaneo, sottoprodotti, definizione di non-rifiuto e la gerarchia della gestione dei rifiuti.

In allegato riportiamo, per quanti interessati, anche il testo dell’accordo politico del Consiglio UE (disponibile solo in inglese).

Cordiali saluti.

Il Segretario Assoambiente e UNIRE
Paolo Cesco

» 25.07.2007
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