AssoAmbiente

Circolari

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Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni di pari oggetto (circolari n.326/08, n.167/09) per informarvi che, a seguito delle elezioni, lo scorso 4-7 giugno, dei nuovi membri del Parlamento europeo (2009-2014), dove è stata riconfermata la maggioranza al centro-destra (EPP-ED 36%, S&D 25%, ALDE 11%, Green 7%, ECR 7%), sono ripresi i lavori anche sui principali temi di interesse del settore.

Per quanto riguarda la proposta di direttiva sulle Emissioni Industriali, che include anche la revisione della direttiva IPPC e quella sull’incenerimento, il 25 giugno u.s., nonostante l’opposizione iniziale di Germania, Francia, Danimarca e Olanda, il Consiglio Ambiente dell’Unione europea ha raggiunto l’accordo politico che si tradurrà nella cosiddetta “posizione comune del Consiglio” (che modifica il testo proposto dalla Commissione europea). Il nuovo testo sarà esaminato, in seconda lettura, dal Parlamento europeo all’inizio del nuovo anno. Quale relatore del Parlamento è stato confermato Mr Holger Krahmer.

L’Associazione sta monitorando ed intervenendo, anche in ambito europeo, al fine di salvaguardare il principio di flessibilità nell’applicazione delle BAT alla base dell’attuale Direttiva IPPC.

Lo scorso il 21 agosto l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato l’inventario delle emissioni europee (disponibile al sito http://www.eea.europa.eu/publications/lrtap-emission-inventory-report-1990-2007), che accompagna l’annuale inventario sulle emissioni inviato dalla CE all’UNECE sul trasporto a lungo raggio degli inquinanti atmosferici. In base a quanto riportato nel report, che include i dati relativi alle emissioni dal 1999 al 2007 nei 27 Paesi EU, nel 2007 le emissioni di SOx sono diminuite del 72% rispetto al 1990. Così anche per CO (-57%), i composti organici volativi diversi dal metano (-47%) e NOx (-36%). In base a quanto riscontrato sempre nel 2007, le principali fonti di emissione di questi gas in ambito europeo sono il riscaldamento domestico, i veicoli e gli impianti termoelettrici.

A riguardo, informiamo che, in ambito nazionale, il 29 luglio u.s. il Comitato Nazionale per la gestione della Direttiva Emission Trading ha approvato la Delibera n. 24/2009 che posticipa al prossimo 30 settembre la scadenza per la presentazione del piano di monitoraggio delle emissioni di CO2 da parte delle imprese soggette al sistema di Emission Trading. Come di consueto, il testo della delibera ed altre informazioni utili in materia sono disponibili sul sito del Ministero dell’Ambiente: http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=1897.

Tra i lavori in corso a livello europeo vi è anche la revisione della lista europea dei rifiuti (codici CER), su cui la Ökopol, agenzia di consulenza incaricata dalla Commissione, ha presentato, lo scorso novembre 2008, una relazione con diverse ipotesi di revisione su cui ora sta lavorando la Commissione. A seguito della riunione del TAC (Technical Adaptation Committee) dello scorso 8 luglio è emerso che la Commissione non intende stravolgere l’attuale struttura del catalogo CER ma voglia focalizzare la sua attenzione soprattutto sui link con la legislazione relativa alle sostanze chimiche (GHS), inserire, per i rifiuti, specifici limiti relativi ai POP (Persistent Organic Pollutant), limitare i codici specchio, semplificare la caratterizzazione dei rifiuti per quanto concerne il contenuto dei metalli. La Commissione intende portare a termine il processo di revisione entro il 2010.

Per quanti interessati FEAD ha già avviato un tavolo tecnico (prossima riunione prevista per il 13 ottobre p.v.) che sta monitorando i lavori in ambito europeo. Pertanto auspichiamo di ricevere Vs proposte di modifica dei CER e/o disponibilità a partecipare direttamente ai lavori FEAD.

Per quanto riguarda invece la nuova direttiva quadro sui rifiuti (Dir 2008/98/CE), la Commissione ha organizzato un tavolo tecnico composto da esperti dai vari Paesi UE, provenienti anche dal settore industriale, per discutere le modalità applicative della formula sull’efficienza energetica inserita nella nuova direttiva per distinguere le operazioni R1 e D10, cioè recupero energetico o incenerimento dei rifiuti (v. circ. 159/09). Gli esperti tecnici si sono già incontrati lo scorso 25 giugno per discutere innanzitutto quale strumento legislativo utilizzare: se una linea guida non vincolante sull’applicazione della formula o se una decisione vincolante sulle voci specifiche della formula (prendendo in considerazione le condizioni climatiche, le condizioni locali…) da adottare con processo di comitologia. Altri aspetti da chiarire nelle prossime riunioni sono: l’interpretazione dei diversi parametri costitutivi della formula, lo scopo dell’applicazione della formula e i relativi monitoraggi. Il gruppo tecnico si incontrerà nuovamente a fine ottobre/inizio novembre p.v..
Per quanti interessati è disponibile (in inglese) il report della Commissione relativo all’incontro del 25 giugno u.s..

Infine, è disponibile presso l’ufficio FISE di Milano una bozza della Comunicazione della Commissione, del 24 luglio u.s., intitolata “Mobilising private and public investment for recovery: develop Public Private Partnerships.” Il documento riporta le ragioni e le situazioni in cui la partnerships tra pubblico e privato risultano efficaci e come l’Europa può contribuire ai progetti PPP (public-private partnerships) attraverso fondi strutturali. La consultazione sul documento continuerà sino al 4 settembre p.v..

Per ulteriori approfondimenti ricordiamo, per quanti interessati, che sul sito FISE (www.fise.org) è disponibile una specifica area di consultazione - “Evoluzione normativa ambientale europea” – in cui sono richiamate le norme europee con riferimenti ai contenuti, alle proposte di modifica e agli iter dei lavori normativi comunitari.

Cordiali saluti.

Il Segretario
Paolo Cesco

» 02.09.2009

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