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Facciamo seguito alla nostra circolare n. 138/2011 del 16 marzo 2011 per informare che lo scorso 19 luglio il Consiglio UE ha ufficialmente adottato una posizione comune sulla revisione della Direttiva 2002/96 sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Ricordiamo che Consiglio e Parlamento non sono riusciti a raggiungere un accordo in prima lettura durante la presidenza ungherese. 

Segnaliamo gli elementi principali del testo approvato dal Consiglio:

  • La futura Direttiva si applicherà a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche (campo aperto) a partire da 6 anni dopo l’entrata in vigore (cioè nel 2018);
  • La Commissione potrà proporre di modificare il campo di applicazione a seguito di una valutazione di impatto;
  • Ulteriori allargamenti del campo di applicazione dovranno essere valutati ogni 3 anni;
  • I pannelli fotovoltaici saranno inclusi nella nuova Direttiva e dovranno essere oggetto di una raccolta separata e di un trattamento adeguato;
  • Allo scopo di combattere le esportazioni illegali di RAEE, gli Stati Membri dovranno rafforzare la sorveglianza e monitorare l’implementazione della Direttiva;
  • Gli Stati Membri avranno un obiettivo annuale di raccolta del 45% del peso medio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche piazzate sul mercato nazionale. Tale obiettivo sarà applicabile 4 anni dopo l’entrata in vigore della Direttiva, probabilmente nel 2016;
  • Quattro anni più tardi, nel 2020, gli Stati Membri dovranno raggiungere un tasso di raccolta del 65%, mentre i nuovi Stati membri (Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia) beneficeranno di agevolazioni in considerazione del minore volume di produzione di AEE;
  • Previsto un aumento del tasso di recupero e riutilizzo dei RAEE del 5% entro tre anni dall’entrata in vigore della nuova Direttiva;
  • Il Consiglio “incoraggia” i produttori, laddove possibile, a finanziare i costi della raccolta dei RAEE presso i privati e della consegna presso i punti di raccolta (principio della responsabilità del produttore);
  • Tenuta di un registro nazionale online dei produttori e registrazione delle vendite dei prodotti in ciascuno Stato Membro stante che ad oggi, nonostante il mercato unico, esistono 27 diverse normative commerciali. Un processo di registrazione UE viene ritenuto consigliabile ma senza armonizzazione la legge sarebbe virtualmente inapplicabile. 

Esistono ancora numerose divergenze tra Consiglio e Parlamento europeo, in particolare riguardo agli obiettivi di raccolta, recupero e riciclaggio. In generale, il Parlamento propone obiettivi più ambiziosi rispetto all’approccio “graduale” sostenuto dalla maggior parte degli Stati Membri. 

La parola ora passa al Parlamento Europeo che in autunno dovrà esprimere un parere in seconda lettura. Ricordiamo che in prima lettura lo scorso 3 febbraio il Parlamento ha votato la proposta di revisione della Direttiva RAEE in sessione plenaria con 580 voti a favore e 37 contrari. Per quanto riguarda i principali punti della proposta parlamentare, si rinvia alla nota sintetica pubblicata in allegato alla circolare UNIRE n. 061/2011 dell’11 febbraio 2011. 

Riservandoci di comunicare gli aggiornamenti sugli ulteriori sviluppi della materia, cogliamo l’occasione per inviare cordiali saluti.

» 28.07.2011

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