AssoAmbiente

Circolari

p69970NE

Informiamo che in data 15 aprile 2011 il JRC ha reso pubblico il Rapporto finale sui criteri End-of-Waste (EoW) per il vetro, che siamo a trasmettere in allegato

In sintesi i principali criteri EoW proposti nel documento sono i seguenti

  • Il rottame di vetro dovrà conformarsi a specifiche del cliente, dell’industria o a determinati standard affinché possa essere usato direttamente nella produzione di sostanze o oggetti di vetro da rifusione presso impianti di produzione.
  • Il contenuto di componenti non-vetro sarà limitato a determinati valori soglia (v. nota informativa allegata). Vengono considerate componenti non-vetro i materiali non vetrosi che possono essere presenti nel rottame di vetro, in particolare: metalli ferrosi, metalli non ferrosi, altre sostanze organiche e inorganiche.
  • Il vetro contenuto nei rifiuti misti, provenienti dalla raccolta urbana, nei rifiuti sanitari e in quelli ospedalieri non potrà essere utilizzato come materiale di input.
  •  Il rottame vetroso non deve presentare proprietà pericolose.
  •  Rispetto alla questione della presenza di piombo nel vetro, FEAD (federazione europea dei gestori) e FERVER (federazione europea dei recuperatori di vetro) sostenevano la necessità di non introdurre un valore limite per il piombo nella definizione dell’EoW, poichè detto metallo pesante risulta presente solo in quanto inglobato nella matrice del cristallo: anche quando usato per il consumo di bevande quest’ultimo materiale non pone rischi specifici. A questo proposito, il documento JRC svolge le seguenti considerazioni:
  1. Il JRC, grazie a studi di lisciviazione e opinioni di esperti, ha concluso che non esiste la prova evidente che il vetro contenente metalli pesanti (tra cui il piombo), anche a concentrazioni superiori a 200 ppm, risulti pericoloso per l'ambiente e/o la salute umana
  2. Il valore limite di 200 ppm per i metalli pesanti, presente nella direttiva imballaggi, è riferito ai contenitori in vetro e non al rottame vetro, e va inteso come un valore soglia da segnalare alle autorità comunicando le concentrazioni di metalli pesanti.
  3. L'industria del riciclaggio ad oggi non esegue, attraverso analisi chimiche, il monitoraggio dei metalli pesanti, anche perché in questo momento sarebbe tecnicamente ed economicamente non fattibile. Se i criteri EoW dovessero prevedere un valore soglia di 200 ppm per il piombo e la necessità di un suo monitoraggio, andrebbero ad imporre oneri aggiuntivi ad un’industria del riciclo oggi ben funzionante.
  4. Quindi, se nei criteri EoW venisse definito un valore soglia per il piombo, tenendo conto degli oneri tecnici ed economici che ciò comporterebbe, è possibile che il settore del riciclo non applichi lo status EoW ai rottami di vetro che invece avrebbero potuto ottenerlo. Tutto questo ostacolerebbe i benefici ambientali ottenibili dal riciclaggio del vetro attraverso il processo di rifusione.
  5. In definitiva, si propone che i criteri EoW non prevedano un valore soglia di 200 ppm relativo al contenuto di piombo. Infine è da notare che il controllo sulle sostanze pericolose viene peraltro assicurato attraverso la limitazione dei tipi di rifiuti in ingresso e dal sistema di gestione della qualità.

 Nel rinviare al testo del Rapporto JRC e alla nota informativa allegata per ulteriori approfondimenti, considerata l’imminente presentazione del suddetto Rapporto alla DG-Ambiente che provvederà alla stesura del Regolamento relativo ai criteri EoW per il vetro, invitiamo cortesemente le aziende associate a prendere visione del documento segnalando alla segreteria UNIRE le eventuali correzioni necessarie di carattere formale entro il 27 Aprile p.v.

 Ringraziando per la collaborazione, cordiali saluti.

» 21.04.2011
Documenti allegati

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