Lo scorso 27 luglio la Commissione europea ha presentato una relazione su “Screening of waste management performance of EU Member States”, focalizzato ad identificare quei Paesi UE in cui risultano le maggiori discrepanze nel recepimento e l’applicazione della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, in particolare nella gestione dei RU.
La relazione classifica i 27 Stati membri in base a 18 criteri, attribuendo bandiere verdi, arancioni e rosse per voci quali totale dei rifiuti riciclati, tariffe dello smaltimento dei rifiuti, violazioni della normativa europea. La risultante tabella dei punteggi (v. Allegato) costituisce uno degli elementi di uno studio in corso finalizzato ad aiutare gli Stati membri a migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Guidano la classifica Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia, nessuno dei quali ha più di due bandiere rosse. Gli Stati membri che presentano invece maggiori deficit di attuazione sono: Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Romania e Slovacchia, con carenze connesse a politiche deboli o inesistenti per la prevenzione dei rifiuti, assenza di incentivi per le forme di gestione alternative al conferimento in discarica e inadeguatezza delle infrastrutture per il trattamento dei rifiuti. Il ricorso massiccio al conferimento in discarica implica il sottoutilizzo sistematico di opzioni migliori di gestione dei rifiuti, quali riutilizzo e riciclaggio.
Dal comunicato stampa diffuso dalla Commissione in materia, emergono anche le evidenze economico-sociali connesse alla necessità di una piena attuazione della direttiva europea sui rifiuti, tale per cui, “una piena attuazione della legislazione sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l'anno, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore che gestisce i rifiuti e del settore del riciclaggio e creando oltre 400 000 posti di lavoro entro il 2020”.
La Commissione intende far riferimento alla relazione in parola per stilare tabelle di marcia rivolte ai dieci Stati membri che hanno registrato i risultati peggiori, e sulle quali discuterà quest'autunno con le autorità nazionali in seminari bilaterali. Le tabelle di marcia contribuiranno a diffondere le migliori pratiche e conterranno raccomandazioni personalizzate sul modo in cui migliorare la gestione dei rifiuti con strumenti economici, giuridici e amministrativi e grazie ai fondi strutturali dell'UE.
La Commissione prospetta un impiego dei fondi strutturali dell'UE maggiormente mirato agli obiettivi della politica dell'UE in materia di rifiuti. Il quadro finanziario pluriennale 2014-2020 proposto farà in modo che i fondi dell'UE siano investiti in progetti di gestione dei rifiuti soltanto se sono preliminarmente soddisfatte talune condizioni, fra cui “la predisposizione di piani di gestione dei rifiuti a norma della direttiva quadro sui rifiuti e nel rispetto della gerarchia dei rifiuti, privilegiando la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio rispetto all'incenerimento con recupero di energia e ricorrendo in ultima istanza al conferimento in discarica o all'incenerimento senza recupero di energia”.
Per quanti interessati, per ulteriori informazioni, la relazione della Commissione UE è disponibile al sito: http://ec.europa.eu/environment/waste/studies/pdf/Screening_report.pdf
Cordiali saluti.