AssoAmbiente

Circolari

119/2012/PE

Lo scorso 21 giugno la Commissione Europea ha emanato le Linee Guida sull’interpretazione delle disposizioni chiave riportate nella Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti. Il documento contiene linee guida non vincolanti per l’interpretazione e l’applicazione della Direttiva 2000/98/CE sui rifiuti del 19 novembre 2008 (recepita in ambito nazionale dal D.Lgs 205/2010). 

Lo scopo delle linee guida in parola, nelle quali sono riportati anche esempi pratici di applicazione riflettenti la visione e le opinioni della Direzione Generale dell’Ambiente della Commissione Europea, è quello di supportare le Autorità Nazionali e gli operatori economici nell’interpretazione ed attuazione corretta della stessa direttiva in ambito nazionale

Nelle linee guida è inoltre esplicitato che il rispetto della legislazione ambientale europea sta a capo degli organi preposti da ciascuno Stato Membro e quindi l’applicazione del documento in parola potrebbe comunque presentare differenze da Stato a Stato, in relazione alla eterogeneità connessa  alle strutture amministrative e alle condizioni locali. La Commissione ribadisce pertanto che anche gli esempi riportati nelle Linee Guida potranno essere affrontati in maniera differente, qualora le condizioni presenti nello Stato Membro lo richiedano. E’ quindi chiaro che nel seguire i suggerimenti riportati dalle linee guida, si dovrà sempre tenere conto delle specifiche circostanze e della situazione della gestione dei rifiuti propria di uno Stato o di una certa area. 

Il documento, redatto sulla base della legislazione in vigore in materia di rifiuti e delle sentenze in materia emesse dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, è stato strutturato nei seguenti capitoli

  • Definizioni: vengono riportate e approfondite alcune delle definizioni riportate nella direttiva rifiuti:
    1. rifiuto;
    2. sottoprodotto da rifiuto;
    3. end-of-waste;
    4. prevenzione nella gestione e nella produzione dei rifiuti;
    5. diverse tipologie di raccolta dei rifiuti
       
  • Esclusioni dal campo di applicazione: vengono individuati e definiti i materiali che non sono classificati come rifiuto dalla Direttiva rifiuti e ne vengono definite anche alcune metodologie di gestione:
    1. terreno (in situ), inclusi il suolo contaminato non escavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno;
    2. suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che il materiale sarà utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato escavato;
    3. materie fecali, paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati nell’attività agricola;
    4. sottoprodotti di origine animale;
    5. sedimenti provenienti da dragaggi.
       
  • Gerarchia dei rifiuti: il terzo capitolo è dedicato alla gerarchia di gestione dei rifiuti”, definita nell’art. 4 della direttiva: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero energetico, smaltimento”. In particolare viene discusso come tale gerarchia operativa possa influire sul ciclo di vita dei rifiuti e a come la sua implementazione possa essere integrata nella gestione dei rifiuti stessi.
     
  • Raccolta Differenziata: sono affrontati nel dettaglio gli aspetti relativi all’implementazione e alla gestione di una efficace raccolta differenziata dei rifiuti, nonché individuate le varie categorie di raccolta differenziata e i soggetti che ne sono coinvolti.
     
  • Divieto di miscelazione dei rifiuti pericolosi: l’ultimo capitolo del documento è dedicato a quanto stabilito dall’art. 18 della WFD relativamente alle misure necessarie per garantire che i rifiuti pericolosi non siano miscelati con altre categorie di rifiuti pericolosi o con altri rifiuti, sostanze o materiali

Per quanti interessati, si rimanda al testo delle Linee Guida in oggetto, in allegato alla presente, per ogni ulteriore approfondimento.

Cordiali saluti.

» 29.06.2012
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