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142/2012/PE

La Commissione europea lo scorso giugno ha presentato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, una Comunicazione su Energie rinnovabili: un ruolo di primo piano nel mercato energetico europeo con cuifornisce alcuni orientamenti sul quadro di riferimento in materia da oggi al 2020 ed illustra alcune opzioni politiche per il periodo successivo al 2020, al fine di garantire la continuità e la stabilità necessarie affinché la produzione europea di energie rinnovabili continui a crescere fino al 2030 e oltre. La comunicazione è accompagnata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione e da una valutazione d’impatto

La Direttiva sull'uso dell’energia da fonti rinnovabili, adottata nel 2009, fissa obiettivi vincolanti per le energie rinnovabili, concentrandosi sul raggiungimento di una quota del 20% di energie rinnovabili nel mix energetico dell'UE entro il 2020. Ogni Stato membro deve conseguire obiettivi individuali per giungere a una quota complessiva di energie rinnovabili nell'ambito del consumo globale di energia (il 17% per l’Italia). A riguardo, la Commissione, nel proprio comunicato stampa, ha evidenziato che il mercato unico dell'energia è in corso di attuazione e la crescita delle energie rinnovabili rende ancora più urgente il suo completamento. Solo su mercati aperti le energie rinnovabili possono competere in modo equo. Per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020, gli Stati membri sono tenuti ad attuare i rispettivi piani d’azione nazionali e ad aumentare significativamente i finanziamenti destinati alle energie rinnovabili. Gli investimenti di capitale dovrebbero rapidamente raddoppiare fino a raggiungere 70 miliardi di euro all'anno. Si tratta di investimenti che dovrebbero provenire principalmente dal settore privato.

Nella Comunicazione adottata la Commissione, da un lato, invita a privilegiare un approccio europeo più coordinato per stabilire e riformare i regimi di sostegno e, dall’altro, a ricorrere più diffusamente ai meccanismi di scambio di energie rinnovabili tra gli Stati membri. Inoltre, la necessità da parte degli investitori di poter contare su certezze in materia normativa rende pressante l’avvio della discussione sul futuro e della costruzione di un solido quadro di riferimento che vada oltre il 2020. 

La comunicazione odierna evidenzia quattro settori principali nei quali è necessario intervenire in maniera più incisiva da qui al 2020 per poter raggiungere gli obiettivi stabiliti in materia di energie rinnovabili, sempre restando efficienti sotto il profilo dei costi:

  • Mercato dell’energia: la Commissione insiste sulla necessità di completare il mercato interno dell'energia e riconosce la necessità di affrontare, all’interno del mercato, il problema degli incentivi agli investimenti per la generazione di energia elettrica, in modo da consentire una facile integrazione delle energie rinnovabili nel mercato stesso.
  • Regimi di sostegno: la Commissione privilegia programmi che incoraggiano la riduzioni dei costi ed evitano sovracompensazioni. Auspica inoltre il rafforzamento della coerenza dei regimi di sostegno negli Stati membri, al fine di evitare inutili ostacoli.
  • Meccanismi di cooperazione: la Commissione promuove un maggiore ricorso ai meccanismi di cooperazione contenuti nella direttiva sulle energie rinnovabili. I meccanismi di cooperazione permettono agli Stati membri di raggiungere gli obiettivi nazionali vincolanti mediante lo scambio di energie rinnovabili. Ciò vuol dire che uno Stato membro può, ad esempio, acquistare energia eolica o solare da un altro Stato membro o da un paese terzo al di fuori dell'UE.
  • Cooperazione in materia di energia nel Mediterraneo. La Commissione suggerisce di migliorare il quadro normativo e sottolinea che un mercato regionale integrato nel Magreb faciliterebbe gli investimenti su larga scala nella regione e consentirebbe all’Europa di importare energia elettrica da fonti rinnovabili

La Comunicazione riconosce che, senza un quadro adeguato in materia di energie rinnovabili, il periodo successivo al 2020 registrerebbe un crollo della crescita in questo settore. Tale quadro deve puntare a una maggiore innovazione e a ridurre il costo per le rinnovabili, in modo da rendere questo settore promettente per gli investimenti a favore della crescita. La Comunicazione propone pertanto di avviare il processo destinato alla preparazione delle future opzioni politiche e delle tappe in prospettiva del 2030, individuando tre opzioni, oltre a quella a scenario immutato:

  • Stabilire nuovi obiettivi per i gas a effetto serra ma non per le energie rinnovabili. Fare del sistema ETS lo strumento principale per ridurre le emissioni di CO2.
  • Stabilire tre obiettivi nazionali: per le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e i gas a effetto serra.
  • Stabilire tre obiettivi a livello dell’UE: per le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e i gas a effetto serra

La Commissione sottolinea l’estrema importanza di stabilire quanto prima possibile le tappe che da oggi al 2030 dovrebbero consentire ai produttori di energie rinnovabili di essere attori sempre più competitivi sul mercato europeo dell'energia

Per quanti interessati, il testo della Comunicazione (disponibile anche in italiano) e del documenti di valutazione impatto (solo in inglese) sono disponibili al sito: http://ec.europa.eu/energy/renewables/communication_2012_en.htm

Cordiali saluti.

» 22.08.2012

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