AssoAmbiente

Circolari

146/2015/PE

Lo scorso25 febbraio la Commissione Europea ha presentato il Pacchetto diproposte sull’Unione Energetica, come richiesto dal Consiglio Europeodel giugno 2014 nell’“Agenda strategica per l'Unione in una fase dicambiamento” e poi confermato dai Capi di Stato e di Governo lo scorsodicembre.

Il Pacchetto, che definisce la strategia a lungo termine dell’Unione Europeae le misure normative che dovranno accompagnarla, comprende tredocumenti:

Per raggiungere i principali obiettivi della politica energetica europea (sostenibilità, sicurezza e competitività), l’UE si è concentrata su cinque “dimensioni”:

  • sicurezza energetica, solidarietà e fiducia;
  • mercato integrato dell’energia;
  • efficienza energetica quale strumento di moderazione della domanda;
  • decarbonizzazione dell’economia;
  • ricarca, innovazione e competitività.

L’Energy Union è un misto di misure legislative e proposte “politiche” da realizzare nei prossimi cinque anni. L’iniziativa evidenzia l’interesse crescente delle autorità Europee per i temi energetici e per un approccio “allargato” alla sicurezza energetica, enfatizzando il ruolo del “governo” europeo in questo campo. L’obiettivo dichiarato è quello di diminuire la dipendenza da fonti fossili, anche attraverso migliori interconnessioni tra diversi paesi europei, realizzando così una maggiore sicurezza energetica, un migliore utilizzo delle risorse e competizione nei mercati energetici.

Per quanto di interesse, segnaliamo che la Commissione europea sta, al momento, predisponendo, una Comunicazione sull’utilizzo dei rifiuti a scopi energetici (atteso per dicembre 2016 in base al calendario dei provvedimenti di carattere legislativo e non legislativo dell’Energy Union), che dovrebbe fornire una analisi sull’attuale sviluppo del waste-to-energy a livello europeo e delle possibilità di miglioramento dello stesso in relazione alla gerarchia di gestione dei rifiuti e all’obiettivo di economia circolare.

In materia la Commissione ha avviato recentemente uno Studio, preliminare alla definizione della Comunicazione in parola, per la una valutazione tecnico-economica sulle opzioni tecnicamente disponibili ed in via di sviluppo per il potenziamento del waste-to-energy.e sui relativi flussi di rifiuti interessati al processo.Per la selezione delle tipologie di rifiuti la Commissione intende far riferimento all’interim report dell’Agenzia ambientale austriaca che valutava l’idoneità di diverse tipologie di combustibili da rifiuti a passare allo stato di fine-rifiuto. (il report finale non è stato ancora pubblicato ma l’interim report è disponibile dal 2011 al sito http://susproc.jrc.ec.europa.eu/activities/waste/documents/EOWforwaste-derivedfuels_consultation_report_s.pdf).

Tra i flussi di rifiuti presi in considerazione:

  • rifiuti biodegradabili e combustibili derivati dagli stessi quali bioetanolo, biogas, biodiesel, recupero carta, legno sottoprodotti animali e olio e grasso da cucina;
  • rifiuti plastici, rifiuti tessili, combustibili solidi da rifiuto, pneumatici fuori uso, gomme, olio esausto, solventi e soluzioni industriali.

La lista include infine anche fanghi da depurazione di acque reflue urbane ed industriali e gli outputs da gassificazione e pirolisi.

L‘Associazione lo scorso 4 settembre ha incontrato, sempre sul tema, il VPresidente della Commissione Europea Maroš Šef?ovi?, che, tra l’altro, ha ribadito e sottolineato l’importanza anche della quota derivabile dal contributo dei biocarburanti e del waste-to-energy per la realizzazione dell’Energy Union.

Nel rimandare a prossime comunicazioni per ogni aggiornamento, inviamo cordiali saluti.

» 24.09.2015

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