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182/2015/CS-TO

Informiamo che lo scorso 17 novembre si svolto un workshop per esaminare le possibili distorsioni del mercato dei rifiuti, organizzato dalla Commissione europea supportata dalle società di consulenza Arcadis e Trinomics, a cui hanno partecipato diverse Associazioni tra cui ISWA, Eurometaux, Zero Waste e FEAD (la Federazione europea a cui partecipa FISE).

Il workshop mirava ad affrontare alcune problematiche nel mercato dei rifiuti, individuate anche grazie ai riscontri forniti dagli stakeholder in risposta ai questionari avviati dalla Commissione lo scorso settembre. In materia è stato avviato uno studio, dalle sopra richiamate società di consulenza, che dovrebbe costituire anche la base per la revisione del regolamento sulle spedizioni di rifiuti (WSR), che la Commissione deve effettuare entro il 2020.

Nel corso del workshop che ha riguardato unicamente le spedizioni interne tra i Paesi UE, i consulenti della Commissione europea hanno presentato una serie di casi, registrati tra gli Stati membri, che influiscono sul corretto funzionamento del mercato dei rifiuti in Europa (ad es. diverso ricorso al principio di prossimità), in quanto causa di distorsioni dello stesso. Tra i casi più significativi illustrati, segnaliamo quello dell’Olanda dove il diverso livello di tassazione per la gestione dei rifiuti importati rispetto a quelli nazionali sta determinando squilibri nella definizione delle modalità di trattamento, con un’attenzione maggiore ad incrementare l’import.

Nel corso dell’incontro sono stati avviati confronti con quanti presenti su diverse tematiche inerenti l’oggetto del workshop, tra cui l’ipotesi di una “area Schengen in materia di rifiuti”, come anche gli interventi necessari a livello legislativo a tutela del mercato dei rifiuti.

Al termine del confronto i consulenti della Commissione hanno sintetizzato i principali punti sui qualiè necessario intervenire:

·         trasparenza procedure e fair competition;

·         supporto agli operatori e agli Stati membri;

·         armonizzazione della normativa e delle pratiche operative;

·         importanza delle misure incentivanti;

·         qualità e accuratezza dei dati raccolti;

·         certezza del diritto per gli investimenti;

·         EPR (responsabilità estesa produttore);

·         qualifica dell’end-of-waste (fine rifiuto).

Nel rimandare alla nota predisposta da FEAD (v. allegato II, in inglese) per maggiori approfondimenti relativi alla discussione condotta porgiamo cordiali saluti.

» 27.11.2015
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