AssoAmbiente

Circolari

025/2016/NA

Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni in materia (v. circolare n. 129/2014) per informare che l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha presentato i risultati dell’Indagine conoscitiva riguardante il settore della gestione dei rifiuti solidi urbani (IC 49), avviata nell’agosto 2014 a seguito di diverse segnalazioni sulle criticità del settore, aggravate da un quadro normativo frammentato ed eterogeneo.

Obiettivo dichiarato dell’Antitrust era di identificare quali sono gli assetti istituzionali e di mercato maggiormente desiderabili sotto il profilo concorrenziale in tale settore e se attraverso il perseguimento di strutture di mercato maggiormente orientate alla libera concorrenza è possibile garantire la scelta di modelli gestionali in grado di tutelare adeguatamente gli interessi pubblici coinvolti, nonché di raggiungere meglio e più efficacemente gli obiettivi ambientali posti dalla disciplina comunitaria.

L’Antitrust si è avvalsa, nello svolgimento dell’Indagine, oltre che delle informazione fornite da Regioni ed Enti locali, anche del confronto diretto con i principali stakeholders del settore, istituzionali e privati, tra cui FISE Assoambiente che, non solo ha risposto, anche congiuntamente a FISE UNIRE, all’indagine tramite invio di contributi, in parte ripresi e sostenuti dall’AGCM, ma è stata anche audita sul tema dall’Antitrust.

Dai risultati dell’indagine emerge come l’ampliamento degli spazi di concorrenza si coniughi pienamente con il raggiungimento degli obiettivi ambientali, in relazione ai quali la performance italiana è ben lontana dalla media dei Paesi UE e dal raggiungimento del target del 50%previsto dalla direttiva europea entro il 2020.

L’Antitrust ha evidenziato che la quota di differenziata e di riciclo potrebbe essere incrementata attraverso la raccolta porta a porta, che nonostante ad una prima analisi risulti più costosa considerando il riciclo e la termovalorizzazione, potrebbe risultare invece la più economica (perché produce valore) e anche la più ecologica (perché non inquina o inquina in misura molto ridotta).

Tra le proposte dell’AGCM, tese al raggiungimento degli obiettivi proposti, si segnalano le seguenti:

  • riformare il sistema consortile (CONAI) su scala nazionale, che pure ha svolto finora un ruolo fondamentale nell’avvio a riciclo della differenziata, favorendo la concorrenza fra i produttori di imballaggi in base al “Polluter Pays Principle” (EPR);
  • rivedere le modalità di affidamento del servizio di raccolta privilegiando le gare laddove possibile e stabilendo una durata massima dell’affidamento di 5 anni e vincolando gli affidamenti in-house a un benchmarking di efficienza;
  • separare la gestione dei segmenti della filiera (raccolta e fasi a valle) introducendo due livelli istituzionali differenti;
  • emanare uniformi criteri di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani che restringano il perimetro della privativa comunale ed eliminino l’attuale discrezionalità dei Comuni in materia;
  • ridefinire i bacini per la raccolta aggregando i piccoli Comuni e differenziarli e ampliarli per le fasi a valle (TMB, TMV) con una gestione che disincentivi il conferimento in discarica, utilizzando meglio lo strumento dell’ecotassa per rendere economicamente più conveniente il ricorso ai TMB e ai TMV;
  • adottare un modello di regolazione centralizzato, affidando le competenze – per esempioall’AEEGSI.

Segnaliamo che la documentazione conclusiva (tra cui testo finale, sintesi e comunicato stampa) sull’indagine conoscitiva sul mercato dei rifiuti urbani è disponibile al sito web dell’AGCM (http://www.agcm.it/stampa/comunicati/8074-ic49-indagine-conoscitiva-sul-mercato-dei-rifiuti-urbani-meno-discariche-più-raccolta-differenziata.html), a cui rimandiamo per ogni ulteriore approfondimento.

Nel rimanere a disposizione per ogni informazione, cordiali saluti.

» 12.02.2016

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