AssoAmbiente

Circolari

185/2016/NE

Il Ministero per lo Sviluppo Economico (Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese) con il supporto di ENEA ha messo a punto un documento su “Chemicals ed Economia circolare”, che ha presentato la scorsa settimana alla DG Grow della Commissione europea, in cui affronta il difficile tema dei rapporti tra normativa REACH sulle sostanze chimiche e normativa sui rifiuti, e degli ostacoli che ne possono derivare per l’affermazione dell’economia circolare.

Il documento parte dalla considerazione chela normativa REACH, in particolare le procedure e i costi che essa comporta, risulta troppo onerosa per le condizioni operative delle imprese che svolgono attività di riciclo (nella maggior parte dei casi PMI che producono semi-lavorati); pertanto una sua applicazione “pedissequa”alle materie riciclate rischia di essere irrealizzabile o comunque di creare ostacoli allo sviluppo delle predette attività di riciclo.

Inoltre tale disciplina compie una distinzione non giustificata tra materiali EoW (soggetti a REACH) e “articoli” direttamente derivanti dai rifiuti (non soggetti a REACH): considerando che la normativa su EoW non è omogenea sul territorio europeo e che alcuni articoli importati da fuori Europa potrebbero contenere sostanze soggette a restrizione (che prima o poi entreranno nel ciclo dei rifiuti),  si possono determinare diseguaglianze di trattamento sia all’interno del mercato europeo sia rispetto ai prodotti importati e conseguenti distorsioni della concorrenza.

Il documento passa quindi ad esaminare alcuni correttivi che si potrebbero apportare alla disciplina REACH per renderla più allineata con gli obiettivi dell’economia circolare, partendo dall’assunto che, in quest’ultima come nel REACH, occorre mantenere un approccio basato sul ciclo di vita del prodotto.

Si analizza pertanto la possibilità di introdurre:

  • deroghe o una diversa tempistica nell’applicazione delle restrizioni per alcuni tipi di sostanze (come quelle precedentemente “legali”);
  • autorizzazioni semplificate, in un periodo transitorio, per alcune sostanze presenti, o destinate a determinati usi solo in misura ridotta, fermi restando gli altri adempimenti in materia di informazioni lungo la catena dell’offerta (es. SDS).

Infine, il Ministero punta l’attenzione sull’importanza di una chiara e uniforme disciplina per l’EoW e per i sottoprodotti, condizione di base perché i materiali riciclati possano essere riconosciuti ed accettati sul mercato europeo e perchè sia chiaro il momento in cui comincia ad essere applicabile la regolamentazione sulle sostanze  chimiche. A tale scopo la Commissione dovrebbe attivare un meccanismo di monitoraggio. Il MiSE propone inoltre che la Commissione sviluppi in cooperazione con gli Stati membri una metodologia comune per determinare l’opzione migliore per conseguire a un tempo più elevati tassi di riciclaggio e cicli di materia privi di tossicità.

Nonostante il documento resti, al momento, a carattere riservato, in considerazione della rilevanza e delicatezza dell’argomento e del canale aperto con il Ministero sono graditi contributi sul tema da parte delle imprese associate, anche con l’indicazione di casi concreti, così da poter rappresentare in maniera efficace le istanze associative. Vi invitiamo pertanto a trasmetterci entro il 28 novembre p.v. le vostre osservazioni e proposte.

In attesa di un vostro riscontro, porgiamo cordiali saluti.

» 21.11.2016

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