AssoAmbiente

Circolari

214/2016/CS

La Commissione europea ha recentemente pubblicato la relazione finale in materia recupero energetico dei rifiuti dal titolo "Verso un migliore sfruttamento del potenziale tecnico nella produzione di energia dai rifiuti".

Come già anticipato nella precedente comunicazione associativa in materia (v. circolare n.104/2016), lo studio illustra e approfondisce lo stato dell’arte in merito all’incenerimento e altre tipologie di gestione dei rifiuti nei diversi paesi dell’UE, fornisce una valutazione sulle nuove tecnologie che vengono applicate al fine di garantire un maggiore recupero di energia nei processi di incenerimento dei rifiuti ed infine mostra una prospettiva della possibile evoluzione del recupero energetico dei rifiuti.

Nello studio, partendo dall'analisi dei dati statistici forniti da Eurostat, opportunamente migliorati ed integrati con dati forniti dagli Stati membri, viene evidenziato come siano soltanto sei le tipologie di rifiuti che incorporano la maggior quantità di energia rispetto a tutti i rifiuti che attualmente sono destinati a incenerimento e/o discarica. Tra queste tipologie sono inclusi, in particolare, i rifiuti domestici e assimilati nonché quelli derivanti delle attività di selezione che, congiuntamente, costituiscono circa i quattro quinti l'energia contenuta in tutti i rifiuti smaltiti in discarica, e che, insieme ai rifiuti di legno, rappresentano quasi i due terzi dell'energia contenuta in tutti i rifiuti avviati ad incenerimento.

Lo studio, dopo aver inquadrato i quantitativi e le tipologie di rifiuti in gioco, si concentra sulle principali tecnologie adottabili, per migliorare il recupero, dalle seguenti tipologie di impianto per la produzione di energia dai rifiuti: impianti di combustione, impianti di incenerimento rifiuti, forni per produzione di cemento e calce, impianti di digestione anaerobica ed altri. In base alle informazioni relative al 2013/2014 si stima che le tre tipologie centrali abbiano prodotto circa 676 PJ(Peta-Joule)/anno di energia (mista) dalla combustione dei rifiuti. Utilizzando le opzioni tecnologiche oggi disponibili, e senza tener conto di eventuali modifiche ai tipi e quantità di rifiuti attualmente inviati a recupero energetico, questo valore potrebbe crescere di circa il 25%.

I risultati riportati nello Studio rappresenteranno la base di riferimento per la definizione, da parte della Commissione europea, della Comunicazione “Waste-to-Energy”, la cui pubblicazione è prevista per gennaio 2017.

Nel rimandare al contenuto dello Studio, in allegato alla presente (in lingua inglese), per ulteriori approfondimenti, restiamo a disposizione per ogni informazione.

Cordiali saluti.

» 21.12.2016
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