AssoAmbiente

Circolari

029/2018/CS

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, lo scorso 30 gennaio 2018, ha approvato all’unanimità la proposta di Relazione sui Consorzi e il mercato del riciclo.

La Relazione si apre con un approfondimento del quadro normativo di riferimento ed una sintesi dell’attività della Commissione, che comprende tutte le audizioni svolte con i vari soggetti coinvolti, dopo di che passa ad individuare ed analizzare gli elementi caratterizzanti i sistemi collettivi istituiti per gestire i rifiuti delle diverse filiere (in particolare imballaggi, RAEE, pneumatici, oli minerali, oli e grassi vegetali e animali ed altri soggetti), in attuazione del principio della responsabilità estesa del produttore.

La Relazione prevede un capitolo dedicato alle diverse audizioni svolte, richiamando le posizioni dei vari Consorzi interpellati, e passa poi ad illustrare le principali criticità emerse (disomogeneità dei modelli di gestione, carenza di controlli, gestione diversificata del contributo ambientale e analisi dei bilanci dei vari consorzi), nonché i fenomeni illeciti (spedizione di rifiuti) e le filiere improprie (pneumatici, veicoli fuori uso e tessili) che compromettono la corretta gestione di alcune tipologie di rifiuti con la fuoriuscita degli stessi dal circuito organizzato dai consorzi.

Nelle conclusioni della Relazione la Commissione evidenzia che “i Consorzi di filiera non costituiscono un modello esclusivo di gestione efficace del riciclo ma sono storicamente legati a un’evoluzione che ha richiesto un sostegno alle insufficienze del mercato”. Viene poi sottolineato che l’attività dei consorzi “non è un servizio pubblico in senso stretto, bensì un’attività di pubblico interesse con conseguente apertura a un sistema tendenzialmente concorrenziale, di cui tenere sotto controllo prassi e comportamenti ostativi”. Considerata poi la notevole difformità dei vari modelli organizzativi adottati dai Consorzi, la Commissione auspica che “il legislatore intervenga per garantire una uniformazione dei criteri minimi cui devono conformarsi i sistemi collettivi, in una logica di efficienza e trasparenza del sistema e nel rispetto dei principi previsti a livello europeo con riferimento alla responsabilità estesa del produttore”.

Dalla Relazione emerge inoltre “un deficit di effettività della disciplina dei Consorzi derivante dall’assenza, o grave insufficienza, dei controlli (sia preventivi che successivi) sui sistemi collettivi e sulla loro attività”, oltre che sulla fuoriuscita illecita di materia dal circuito del riciclo. Il documento si chiude infine con un appunto sui bilanci dei Consorzi che rivelano anch’essi una difformità gestionale non del tutto giustificata alla luce della diversità delle materie trattate”.

Per quanti interessati, rimandiamo al testo della Relazione, in allegato alla presente, per ulteriori approfondimenti.

» 31.01.2018
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