Lo scorso 22 maggio l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha trasmesso al Parlamento e all’ANCI una segnalazione (AS 1512 - pubblicata lo scorso 4 giugno) che reca alcuni rilievi riguardo alle possibili distorsioni della concorrenza derivanti dalla modifica all’articolo 185, comma 1, lettera f) del D,Lgs 152/06 e smi ad opera della legge 28 luglio 2016, n. 154, che ha ampliato il novero dei residui vegetali esclusi dal regime dei rifiuti includendo anche gli sfalci e potature provenienti dalla manutenzione del verde urbano.
Ai sensi della Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, gli sfalci e le potature possono avere due distinte provenienze: da ambienti agricoli e forestali (articolo 2, lettera f, della direttiva) e in questo caso non sono rifiuti, o da ambienti urbani e in questo caso sono rifiuti organici (articolo 3, paragrafo 4 della direttiva). Mentre i primi possono essere utilizzati direttamente in agricoltura, i secondi necessitano di vari trattamenti (inclusa la separazione da altri tipi di materiali) prima di essere riutilizzati.
L’AGCM ha rilevato che l’esclusione di tali scarti vegetali dalla definizione di rifiuti organici consente il loro impiego anche al di fuori dei percorsi autorizzati e tracciati previsti per i rifiuti, ossia le procedure di compostaggio prescritte per i rifiuti vegetali, con evidente difformità dei costi di trattamento gravanti sulle diverse filiere.
L’Autorità ha auspicato quindi l’opportunità di abrogare l’attuale lettera f) del comma 1 dell’articolo 185 del decreto legislativo n. 152/2006, come modificata ad opera della legge 28 luglio 2016, n. 154, allineandone i contenuti a quanto previsto dalla pertinente normativa comunitaria, e in particolare dalla direttiva 2008/98/CE, al fine di eliminare potenziali effetti distorsivi nei mercati del trattamento degli scarti vegetali.
Sulla necessità di una tale modifica normativa si era espresso il 21 dicembre 2016 anche il Commissario all’Ambiente Karmenu Vella che, rispondendo all’interrogazione dell’europarlamentare Tamburrano (EFDD), ribadiva quanto previsto dalla direttiva 2008/98/CE e cioè la natura di rifiuti organici per sfalci e potature quando provenienti da giardini e parchi, impegnando peraltro la Commissione a sollevare la questione con le autorità italiane.
L’Associazione è intervenuta più volte in materia, da ultimo con il comunicato stampa del 15 giugno 2017, congiuntamente a CIC e Utilitalia, e richiesta di intervento nell’ambito della Legge europea 2017 anche al fine di evitare il rischio concreto di un’ennesima procedura d’infrazione alla luce del precontenzioso avviato dalla Commissione europea sul tema (Caso EU-Pilot 9180/17/ENVI)
Nel rimandare alla segnalazione AGCM, in allegato alla presente stralcio del Bollettino 21/2018, per ulteriori approfondimenti, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento in materia.