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154/2018/PE

Dal Rapporto Ecomafia 2018, redatto da Legambiente e presentato lo scorso 9 luglio a Roma, emerge come il 2017 sia stato un anno record sia per numero di arresti per crimini contro l’ambiente che per numero di inchieste sui traffici illeciti dei rifiuti. Tale risultato è riconducibile sia ad una più ampia applicazione della Legge 68/2015 sui reati ambientali (applicata 484 volte) che ad un’intensificazione dell’attività delle forze dell’ordine contro i trafficanti di rifiuti. A completare il quadro c’è il fatturato dell’ecomafia che sale a quota 14,1 miliardi, una crescita del 9,4%, dovuta soprattutto alla lievitazione nel ciclo dei rifiuti, nelle filiere agroalimentari e nel racket animale.

Nello specifico, gli illeciti ambientali registrati nel 2017 sono 30.692 (+18,6% per cento rispetto all’anno precedente e circa 84 al giorno), il numero di persone denunciata è pari a 39.211 (+ 36%) e i sequestri effettuati arrivano a 11.027 (+51,5%). Nelle quattro Regioni a tradizionale insediamento mafioso è stato verbalizzato il 44% del totale nazionale di infrazioni. La Campania è la regione in cui si registra il maggior numero di illeciti ambientali (4.382 che rappresentano il 14,6% del totale nazionale), seguita dalla Sicilia (3.178), dalla Puglia (3.119), dalla Calabria (2.809) e dal Lazio (2.684).

Secondo i dati del Ministero della Giustizia i procedimenti totali avviati dalle procure sono stati 614, contro i 265 dell’anno precedente. La fattispecie più applicata è stata l’inquinamento ambientale con 361 casi, seguita dall’omessa bonifica (81), i delitti colposi contro l’ambiente (64), il disastro ambientale (55), l’impedimento al controllo (29) e il traffico di materiale ad alta radioattività (7). Il balzo in avanti nell’applicazione della Legge 68 è certificato anche considerando l’attività di tutte le forze dell’ordine, dove gli ecoreati contestati passano da 173 (anno 2016) a 303, con una impennata netta del 75%.

Il Rapporto evidenzia come nel 2017 la percentuale più alta di illeciti sia concentrata nel settore dei rifiuti, pari al 24%, seguita dai delitti contro animali e fauna selvatica (22,8%), incendi boschivi (21,3%) e ciclo del cemento (12,7%). Crescono anche le tonnellate di rifiuti sequestrate dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno e mezzo (1 gennaio 2017 - 31 maggio 2018) che, nell’ambito di 54 inchieste, sono state più di 4,5 milioni di tonnellate. Tra le tipologie di rifiuti maggiormente oggetto di illeciti ci sono i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i RAEE, i materiali plastici, gli scarti metallici e carta e cartone. Più che allo smaltimento vero e proprio è alle operazioni di trattamento e riciclo che in generale puntano i trafficanti, sia per ridurre i costi di gestione che per evadere il fisco. Il Rapporto sottolinea anche l’allarme legato agli shopper in plastica fuori norma che, in media, si attestano a circa il 60% di quelli messi in circolazione.

Al seguente link http://noecomafia.it/, per chi interessato, è possibile avere maggiori informazioni nonché acquistare il Rapporto Ecomafie 2018.

» 10.07.2018

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