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234/2018/CS

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato il Rapporto intitolato "Air quality in Europe - 2018" che riporta un’analisi aggiornata sulla qualità dell’aria in Europa, esaminando i progressi compiuti verso il rispetto degli standard di qualità dell’aria individuati dalle norme UE e di quelli indicati nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Lo studio si basa principalmente sui dati raccolti attraverso le misurazioni effettuate tramite le 2.500 stazioni di monitoraggio attive in Europa, in combinazione con dati modellistici e quelli relativi alle emissioni antropogeniche e alla loro evoluzione nel tempo.

Il trasporto su strada rimane una delle principali fonti di inquinamento atmosferico in Europa, contribuendo, in particolare, agli innalzamenti di biossido di azoto e particolato; altri settori che concorrono all'aumento dell’inquinamento in modo significativo sono quello agricolo, della produzione di energia e l’industria.

Dal Rapporto le sostanze inquinanti maggiormente responsabili dei danni alla salute umana risultano essere il PM, il biossido di azoto e l’ozono. In particolare, le concentrazioni di PM2,5, nel 2015, sono state responsabili di circa 391.000 decessi prematuri nell’UE, originati dall’esposizione a lungo termine a questo inquinante (emissioni correlate soprattutto a “Commercial, Istitutional and Households” per il 56% e “Industrial process and product use” per il 10%). Relativamente invece a biossido di azoto e ozono gli impatti stimati per la loro esposizione sulla popolazione sono stati, rispettivamente, di circa 76.000 e 16.400 decessi prematuri (in questo caso per il biossido di azoto il contributo maggiore deriva da “Road transport” per il 39% e “Commercial, Istitutional and Households” per il 14%).

Il Report presenta poi capitoli di approfondimento per gli inquinanti più significativi trattando, oltre a quelli già nominati, benzoapirene, monossido di carbonio, biossido di zolfo, benzene e metalli pesanti. Infine viene dedicato un capitolo sugli effetti per gli ecosistemi dell’esposizione a questi inquinanti.

Il settore dei rifiuti registra un significativo calo per quanto riguarda le emissioni di metano anche in relazione ai sistemi di captazione sulle discariche, mentre restano stazionari i valori relativi alle emissioni di PM2,5 (che incide per il 5% sul totale emissioni di questo parametro) e nerofumo “BC” (il settore incide per l’11%, comunque inferiore rispetto al “Commercial, Istitutional and Households” che incide per il 45%)

Per quanti interessati, rimandiamo al testo del Rapporto, disponibile qui, per ulteriori approfondimenti e rimaniamo a disposizione per informazioni ed aggiornamenti.

» 23.11.2018

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