AssoAmbiente

Circolari

035/2019/CS

Sono stati consegnati da EMPA (Laboratori svizzeri federali per le tecnologie e le scienze dei materiali) i primi risultati di uno studio, commissionato da alcuni sistemi collettivi europei aderenti al WEEE Forum, sui ritardanti di fiamma bromurati presenti nelle plastiche usate per la produzione delle grandi apparecchiature domestiche (LHA) e di quelle per freddo e clima (CFA).

Lo studio si basa sull’analisi di 25 campioni, effettuati prima della fase di separazione dei ritardanti di fiamma bromurati (separazione BFR), provenienti da 19 impianti di trattamento. In allegato una sintesi dello studio discussa da EuRIC in occasione del primo incontro della nuova “Plastic Branch” alla quale anche FISE ha aderito (con UNICIRCULAR).

Obiettivo primario dello studio è quello di fornire un quadro completo circa il contenuto di ritardanti di fiamma bromurati nelle plastiche di queste apparecchiature e definire la composizione delle plastiche, sia in termini di polimeri che di additivi presenti. Questo anche al fine di valutare una possibile esclusione delle plastiche provenienti dal trattamento di queste apparecchiature dal processo di separazione BFR.

Lo studio infatti conferma come i livelli di ritardanti di fiamma bromurati nelle plastiche miste provenienti da LHA sono bassi (molto bassi nel caso delle CFA) rispetto a quelli contenuti negli schermi e nelle piccole apparecchiature domestiche.

Tra le prime conclusioni lo studio evidenzia come, nel caso in cui in fase di revisione del regolamento sui POP venisse approvato un limite di 500 ppm per la sommatoria di tutti i BDE, sia nei rifiuti che nel granulato, la selezione BFR potrebbe essere necessaria per le plastiche proveniente da LHA (mentre per quelle provenienti da CFA non lo sarebbe). Ciò potrebbe portare, a causa della bassa selettività delle plastiche delle LHA, ad un’elevata perdita di materiale (circa 70%) con una significativa riduzione del tasso di riciclo per questa categoria.

Lo studio adesso verrà sottoposto al giudizio dei vari stakeholder prima di procedere alla pubblicazione scientifica che lo renderebbe disponibile nella sua interezza. Tale lavoro verrà poi diffuso presso tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel processo di revisione del regolamento sui POP.

Pertanto, vi invitiamo a segnalare quanto prima eventuali commenti e osservazioni al Dott. Cesaretti (d.cesaretti@fise.org) per dare modo alla segreteria di trasmetterli ad EuRIC che si farà carico di indicarli, in forma aggregata, ai responsabili dello studio.

» 01.02.2019
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