AssoAmbiente

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068/2019/TO

Informiamo che l’ISTAT ha diffuso per la prima volta le stime preliminari del conto dei beni e servizi ambientali che descrive il cosiddetto settore delle “ecoindustrie”.

Il conto dei beni e servizi ambientali, chiamato anche “settore delle ecoindustrie”, descrive il settore delle attività ambientali ossia di quelle attività economiche la cui finalità principale è la protezione dell’ambiente (prevenzione, riduzione o eliminazione dell’inquinamento e di ogni altra forma di degrado dell’ambiente naturale) o la gestione delle risorse naturali (conservazione, mantenimento e incremento degli stock di risorse naturali e la loro salvaguardia dall’esaurimento).

Il conto delle ecoindustrie arricchisce l’informazione disponibile all’interno della contabilità satellite ambientale che, a partire dal quadro centrale dei conti nazionali, allarga il focus dell’analisi per soddisfare specifiche esigenze informative. Queste misure sono coerenti con i tradizionali indicatori macroeconomici e a essi rapportabili.

Come rilevato dall’ISTAT nel 2017 il valore aggiunto generato dal settore delle ecoindustrie, valutato ai prezzi base, è pari a 36 miliardi di euro correnti (+0,9% rispetto al 2016) e pesa per il 2,3% sul valore aggiunto complessivo dell’economia del Paese.

In termini di produzione, i beni e servizi ambientali rappresentano il 2,4% dell’insieme dell’economia.

Beni e servizi ambientali, un settore in crescita.

Le stime del conto dei beni e servizi ambientali sono state prodotte per il periodo 2014-2017. Nei quattro anni considerati il settore presenta una crescita in termini di produzione, valore aggiunto e occupazione. La produzione è aumentata complessivamente di 2,7 miliardi (valutazione a prezzi correnti) con un incremento del 3,6% nel confronto con il 2014. Il valore aggiunto è cresciuto di 3,5 miliardi di euro (+10,8%). Le unità di lavoro impiegate nel 2017 sono 17 mila in più rispetto al 2014 e segnano una crescita del 4,6%, superiore a quella relativa all’intera economia (3,2%).

Energie rinnovabili e gestione dei rifiuti i principali beni e servizi ambientali.

All’interno dei due grandi raggruppamenti della protezione dell’ambiente e della gestione delle risorse naturali, il contributo delle specifiche finalità ambientali dei prodotti si concentra soprattutto in due ambiti di intervento: la gestione delle risorse energetiche e la gestione dei rifiuti. Nel 2017, così come negli anni precedenti, questi due ambiti di intervento ambientale coprono circa l’80% del valore aggiunto delle ecoindustrie, con il 60% generato da prodotti finalizzati alla gestione delle risorse energetiche e il 19,7% da quelli destinati alla gestione dei rifiuti.

Nel settore acqua e rifiuti la maggiore quota di produzione “ambientale”

I dati per attività economica evidenziano che per alcuni settori la produzione di beni e servizi ambientali rappresenta l’attività principale (cioè l’attività che costituisce la maggior parte del valore aggiunto prodotto, ma non necessariamente esclusiva). Per la maggior parte dei settori, tuttavia, solo una quota secondaria del valore complessivo dei beni e servizi prodotti rientra nel campo di osservazione delle ecoindustrie. Il settore che presenta la quota più alta di valore aggiunto costituito da beni e servizi ambientali è quello della fornitura di acqua, delle reti fognarie, della gestione rifiuti e delle attività di risanamento (corrispondente alla sezione E della classificazione Nace Rev.2). Nel 2017 rientra nel conto dei beni e servizi ambientali oltre il 70% del valore aggiunto generato dall’attività di tale comparto.

Nel rimandare al documento ISTAT, in allegato alla presente, per ulteriori approfondimenti, rimaniamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

» 28.02.2019
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