AssoAmbiente

Circolari

155/2019/MI

A seguito di segnalazione di un’azienda associata, operante nel settore impianti – riciclo (esercizio di impianti diversi da RSU) che ha registrato un incremento di circa il 50% dell’aliquota INAIL a seguito della razionalizzazione e riorganizzazione delle tariffe attuata con il Decreto Ministeriale in oggetto, come Associazione di categoria abbiamo ottenuto un incontro in sede INAIL, presso la Direzione Centrale Rapporti Assicurativi.

L'Inail ha evidenziato come tale riclassificazione nasca dall'esigenza di attualizzare il Decreto Ministeriale n. 38/2000, dopo diversi tentativi non riusciti negli ultimi anni per le resistenze dei diversi Governi, principalmente per esigenze di tenuta del bilancio statale.

Come certamente già noto alle aziende, si evidenzia che, con il nuovo tariffario, le imprese del settore inquadrate nel terziario sono passate da un premio INAIL del 63%° al 38%°, mentre quelle inquadrate industria dal 42%° al 68,76%°.

Ad esempio, infatti, l’azienda che ci ha segnalato l’incremento tariffario ha corrisposto, nel 2018, un tasso del 33%° (da classificazione 0421 partiva dal 42%° poi diminuito negli anni per l’andamento virtuoso) ed ora, con decorrenza 1.1.2019, in base alla nuova voce 0423 della classificazione, è passata al 68,76%° con applicazione del 65,32%° (oscillazione iniziale del 5%, a parità di attività, che consistono nel caso di specie in quanto enucleato nella classificazione 0423 - cfr. allegato estratto del Decreto Ministeriale 27.2.2019).

Secondo l’INAIL, quindi, la nuova classificazione 0423 avrebbe dovuto già da tempo essere applicata alle aziende svolgenti le attività indicate, e la mancata attuazione di ciò si è tradotta in un beneficio per le stesse.

Nell’intento di contribuire e nei limiti del possibile governare gli orientamenti dell'INAIL sul settore, come Assoambiente abbiamo chiesto un tavolo permanente di confronto; l’Istituto si è dichiarato disponibile a verificare e monitorare la base di riferimento, nell’obiettivo di valutare possibili diminuzioni di tariffe attraverso accorpamenti per attività omogenee e conseguente allargamento delle platee, cosa che, come noto, determina una spalmatura di rischi e costi.

L’apertura di questo canale istituzionale ci consente di proporre la soluzione di problematiche anche generali, verificando eventuali inquadramenti non corretti, accorpamenti nell’obiettivo sopra richiamato, eccetera.

Infine, un tema più volte richiamato dall’Istituto è quello della prevenzione, attraverso le varie certificazioni in materia di organizzazione del lavoro e sicurezza (indicazioni disponibili anche sul loro sito istituzionale), che consentono come noto interventi sui premi.

Si invitano tutte le imprese associate a segnalare criticità, situazioni non ritenute congrue, spunti di riflessione in ordine a quanto sopra detto, all’indirizzo di posta elettronica d.silvi@fise.org.

» 11.06.2019
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