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143/2021/PE

Come già noto FISE Assoambiente ha avviato nel 2016 una nuova strategia comunicativa via social network su due macro target: B2B (con condivisione contenuti informativi via social network) e B2C (con condivisione contenuti educativi, informativi e di intrattenimento). Dopo Facebook, Twitter e Linkedin, nel 2021, è stato aggiunto anche il canale Telegram dedicato unicamente alla comunicazione istituzionale con gli highlights sulle principali notizie (nel weekend i link rimandano alla newsletter associativa).

La comunicazione di FISE Assoambiente ha sempre avuto al centro del proprio piano editoriale l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini in tema di una corretta gestione dei propri rifiuti e con la volontà di creare i presupposti per un dialogo più proficuo tra aziende del comparto e territorio, scardinando i pregiudizi e le fake news che spesso, nell’immaginario collettivo, ottengono il risultato di associare una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti realizzata in infrastrutture industriali sottoposte a controlli e monitoraggi estremamente stringenti, garantendo al contempo occupazione e tutela dell’ambiente, con gli smaltimenti abusivi.

Per fare questo, un esempio di comunicazione è l'evento nazionale promosso da FISE Assoambiente “IMPIANTI APERTI”, che giunge quest’anno alla sua terza edizione, realizzato in concomitanza della Giornata mondiale dell’Ambiente che cade ogni anno il 5 giugno proprio per sottolineare che una gestione corretta e sostenibile dei rifiuti è sicuramente un passo importante nel percorso di maggior tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’iniziativa mira a promuovere la diffusione di una cultura in tema di economia circolare, e vuole rappresentare un’opportunità di presentazione e approfondimento sulle modalità di gestione e funzionamento degli impianti di riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti.

Per ulteriori informazioni (anche per l’eventuale partecipazione) sono disponibili qui.

Fare economia circolare significa disporre, senza contrapposizioni ideologiche, degli impianti di gestione dei rifiuti con capacità e dimensioni adeguate alla domanda. In Italia servono impianti di recupero (di materia e di energia) capaci non solo di sostenere il flusso crescente in particolare delle raccolte differenziate di rifiuti, ma anche di sopportare fasi di crisi dei mercati esteri; servono anche impianti di smaltimento finale (discariche), capaci di gestire i rifiuti residuali quali gli scarti generati dal processo di riciclo e quelli che non possono essere avviati a recupero o a trattamenti. Tutte le tipologie impiantistiche rappresentano una parte fondamentale di un ingranaggio generale che porta al funzionamento del meccanismo di chiusura del ciclo di gestione. A riguardo si rimanda al video associativo disponibile qui.

Per quanto riguarda il tema discariche, su cui di recente l’Associazione ha diffuso il vademecum in relazione alle modifiche apportate al D.Lgs 36/2003 dal D.Lgs 121/2020 (v. circolare associativa n. 111 del 12 aprile 2021), sono stati diffusi diversi report a livello nazionale ed europeo che evidenziano l’impatto negativo di tali impianti. A riguardo però è stato evidenziato dall’Associazione che tali situazioni si riferiscono a discariche illegali o ad ogni modo a soluzioni tecnologiche superate e non più proponibili. La stessa situazione d’impatto negativo si potrebbe sostenere se (erroneamente) si utilizzassero i dati di emissione degli inceneritori di vecchia generazione anziché quelli dei termovalorizzatori moderni.

Invitandovi a condividere i canali social Assoambiente qualora vi siano notizie di vostro interesse, rimaniamo a disposizione per informazioni ed aggiornamenti.

» 17.05.2021

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