AssoAmbiente

News

Manovra economica: a rischio “le rinnovabili”

L’Italia rischia un blocco dello sviluppo delle fonti rinnovabili, oggi già ampiamente sotto la media europea e sempre più lontane dall’obiettivo "17% di energia prodotta" previsto per il 2020.

È questa la conseguenza - denunciano Federambiente e Assoambiente, le Associazioni che rappresentano le imprese pubbliche e private di gestione rifiuti - di quanto previsto all’articolo 45 della manovra finanziaria (DL 78/2010 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) che stabilisce come il Gestore dei servizi energetici (GSE) non sarà più obbligato a riacquistare i certificati verdi in eccesso rispetto agli obblighi dei produttori.

Sino a oggi il GSE era tenuto a ritirare ogni anno i certificati verdi invenduti che eccedevano gli obblighi d'acquisto in capo alle imprese interessate dell'anno precedente a un prezzo certo. Questa misura aveva l’obiettivo di mantenere l'equilibrio nel mercato dei certificati verdi in caso d'eccesso d'offerta, come ora.

Il nuovo provvedimento varato, con il venir meno della certezza d'un importo comunque legato al valore storico di mercato, aggrava ulteriormente l’esposizione finanziaria delle imprese che gestiscono impianti di recupero energetico dei rifiuti. Tra gli effetti negativi previsti, oltre a quelli già presenti e connessi ai ritardati pagamenti, è facile immaginare la conseguente richiesta dei gestori d'innalzare con effetto retroattivo le tariffe di smaltimento e non ultimo il ritiro delle banche da ogni impegno attuale e futuro sulle iniziative interessate dal provvedimento che solitamente richiedono consistenti impegni finanziari. Tutto ciò produrrà ulteriori pesanti e negative ricadute su un comparto con diffuse crisi latenti d'emergenza rifiuti proprio per la carenza d'impianti di trattamento finale. Al riguardo va ricordato che la capacità di recupero energetico dai rifiuti nel nostro Paese è pari a meno della metà della media riscontrata in ambito europeo (oltre il 20%).

Una volta assicurate la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali, la termovalorizzazione risulta necessaria anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale, in quanto consente di recuperare il potenziale energetico dei rifiuti non riciclabili, contribuendo (grazie alla frazione biodegradabile degli stessi) al raggiungimento degli obiettivi d'energia da fonti rinnovabili e di riduzione dei gas climalteranti assunti dal nostro Paese.

Con il raggiungimento dei livelli di recupero europei si potrebbe produrre 3.000 GWh di energia elettrica, risparmiando conseguentemente l'uso di oltre 600.000 tonnellate di petrolio/anno, con conseguente vantaggio ambientale ed economico

Contrariamente a quanto previsto nella manovra Finanziaria, Federambiente e FISE Assoambiente ritengono che oggi sia necessario dare maggiore stabilità e certezza agli incentivi per il recupero energetico dei rifiuti, soprattutto per i nuovi impianti di termovalorizzazione e per il revamping di quelli esistenti, che consentirebbero d'ottenere notevoli vantaggi sul fronte ambientale, quali:

• la costituzione delle premesse per la risoluzione, nelle varie aree del Paese, della latente diffusione emergenziale sullo smaltimento dei rifiuti urbani (RU);
• la possibilità di definire condizioni tariffarie per il trattamento e smaltimento dei RU, praticabili e con minor fluttuazione nel tempo;
• maggiori garanzie economiche alla finanziabilità delle iniziative industriali, anche in project financing, di realizzazione di sistemi integrati di recupero energetico dai rifiuti;
• un forte contributo al contenimento delle emissioni di gas serra (minor impatto di discarica e risparmio di combustibile fossile in quanto la generazione elettrica da RU evita o riduce in pari proporzione la generazione termoelettrica basata su combustibili tradizionali).

In tale contesto le Associazioni delle imprese di gestione dei rifiuti hanno sollecitato l’attenzione e la condivisione delle istituzioni locali e nazionali interessate sull'ineludibile necessità di abrogare l’articolo 45 della manovra finanziaria, che non impatta peraltro sul bilancio dello Stato e che rappresenta unicamente la componente A3 della tariffa elettrica diretta a supportare attività, come quella della gestione dei rifiuti a forte valenza sociale.

    » 03.06.2010

    Recenti

    04 Giugno 2025
    RENTRi: manutenzione sito 9 giugno 2025 ore 18.00-20.30
    Il giorno 9 giugno 2025 tra le 18.00 e le 20.30 è pianificata una Manutenzione del sito RENTRi durante la quale non saranno garantite la disponibilità e il corretto funzionamento dei servizi API e web.
    Leggi di +
    03 Giugno 2025
    Valutazione Commissione UE sui PNIEC nazionali
    Il 28 maggio la Commissione europea ha reso nota la propria valutazione in merito ai Piani nazionali integrati energia e clima (PNIEC) approvati dai vari Stati membri evidenziando la fattibilità degli obiettivi di decarbonizzazione UE al 2030.
    Leggi di +
    03 Giugno 2025
    Confermata presenza di Assoambiente nel Comitato Nazionale Albo Gestori Ambientali
    Il MASE con il Decreto n. 100 del 14 aprile 2025, ha disposto l'integrazione del Comitato nazionale dell'Albo nazionale gestori ambientali anche di Assoambiente.
    Leggi di +
    03 Giugno 2025
    Rischi catastrofali – pubblicata legge di conversione DL 39/2025
    Pubblicata la legge 78/2025 di conversione, con modificazioni, del DL 39/2025, recante misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali che, tra gli altri temi, differisce il termine iniziale di efficacia dell'obbligo assicurativo per le imprese di medie ...
    Leggi di +
    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
    Inserisci la tua email
    Iscriviti alla nostra newsletter
    per ricevere gli aggiornamenti su AssoAmbiente
    e altre utili informazioni
    INSERISCI LA TUA EMAIL