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Rapporto gestione RAEE 2021: crescono i quantitativi avviati a recupero

Il Centro di Coordinamento RAEE ha presentato il Rapporto Gestione RAEE 2021 dove sono riassunti i risultati delle dichiarazioni annuali sui volumi di RAEE gestiti, che gli impianti iscritti all’elenco obbligatorio gestito dal CdC RAEE sono tenuti a comunicare entro il 30 aprile di ogni anno.

Dal Rapporto, disponibile qui, emerge che nel 2021 gli impianti hanno avviato a recupero 510.367 t di RAEE, il6,6% in più rispetto ai quantitativi dichiarati nel 2020. Quasi il 77% dei volumi trattati, corrispondente a 392.347 t, proviene da nuclei domestici, con un incremento della raccolta del 6,2% rispetto al 2020. Il restante 23,1%, pari a 118.020 t, è riconducibile a RAEE professionali. Anche in questo caso il totale raccolto fa segnare un incremento dell’8% rispetto al 2020.

Dei RAEE domestici gestiti nel 2021 solo una quantità minima, poco meno del 3%, proviene da canali di raccolta diversi da quelli presenti nell’ambito del sistema coordinato dal CdC RAEE.

I maggiori quantitativi di RAEE riguardano i grandi bianchi (R2) e freddo e clima (R1), mentre l’incremento maggiore (+23,8%) lo registrano TV e apparecchi con schermi (R3), determinato dall’importante incremento della raccolta che ha caratterizzato l’ultimo quadrimestre dell’anno a seguito dell’erogazione del Bonus TV. In crescita anche i volumi delle sorgenti luminose (R5) che registrano un incremento dell’8,1% rispetto al 2020, mentre piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4) segnano una battuta d’arresto (-5,4%), come confermato anche da quanto emerge dai dati di raccolta pubblicati dal CdC RAEE nel Rapporto annuale 2021 (vd. circolare associativa n° 096/2022/CS).

Gli impianti di trattamento RAEE che hanno dichiarato i volumi di rifiuti elettronici gestiti nel 2021 sono 1.058, in lieve crescita rispetto al 2020. Il numero comprende sia gli impianti che si occupano del trattamento per il recupero delle materie prime sia quelli che svolgono semplice attività di stoccaggio dei rifiuti in attesa dell’invio a un impianto di trattamento. A livello di distribuzione geografica, le strutture sono presenti in tutta Italia seppure con una concentrazione variabile a seconda delle macroaree: 739 si trovano al Nord, 144 al Centro, 175 al Sud.

Di tutti gli impianti che effettuano il trattamento, solo 43 risultano accreditati presso il Centro di Coordinamento RAEE, secondo quanto previsto dall’Accordo sul trattamento adeguato dei RAEE, sottoscritto dal Centro di coordinamento con le Associazioni dei recuperatori, tra cui ASSORAEE. 

L’accreditamento consente di ricevere e trattare i rifiuti elettronici domestici gestiti dai Sistemi Collettivi e, a partire dal 2018, l’Accordo ha reso più stringenti i requisiti da rispettare per ottenere la certificazione; di conseguenza negli anni il numero degli impianti accreditati per almeno un raggruppamento ha subìto un calo significativo. La riduzione del numero di impianti accreditati, secondo quanto registrato dal CdC, è andata però di pari passo con gli ammodernamenti e gli investimenti in sviluppo tecnologico fatti da molte di queste aziende per aumentare la capacità di trattamento complessiva accreditata: come risultato, lo scorso anno le aziende accreditate hanno trattato il 97% dei RAEE domestici oggetto delle dichiarazioni e pertanto solamente poco più di 10.000 t di RAEE provenienti dai nuclei domestici sono state avviate a trattamento da soggetti diversi da quelli che operano per conto dei Sistemi collettivi.

Rispetto ai target di raccolta fissati dall’Unione Europea (65% inteso come rapporto tra i RAEE raccolti nell’anno di riferimento e la media delle AEE immesse sul mercato nel triennio precedente), in Italia il tasso di raccolta si attesta al 34,56%, in linea con il trend di decrescita registrato dal 2019 e distante ancora oltre 30 punti percentuali dal target europeo. Uno dei fattori a cui si deve ricondurre questo ritardo è la forte crescita dell’immesso di AEE nel triennio 2018-2020 (la cui media si attesta a 1.476.955 t, in aumento del 13,5% rispetto al triennio precedente). 

All’aumento dei dati d’immesso degli ultimi anni hanno contribuito il c.d. “Open Scope” (campo di applicazione aperto), entrato in vigore nell’agosto 2018, che ha esteso gli obblighi dei produttori a tutte le AEE eccetto quelle esplicitamente escluse dalla Direttiva europea, e l’aumento delle vendite di apparecchiature domestiche avvenuto nei recenti mesi di pandemia. Ad esempio, nel solo 2018 le dichiarazioni hanno registrato un +44% dei volumi immessi rispetto all’anno precedente, pari a circa 450.000 t di AEE.

Il Rapporto sottolinea che a fronte di una crescita così repentina della curva dell’immesso, quella registrata dai flussi dei RAEE intercettati è molto più contenuta. Negli ultimi anni la raccolta di rifiuti tecnologici proveniente dai nuclei domestici è cresciuta in modo costante, con un incremento del 10% dal 2019 al 2021, che si è tradotto in quasi 400.000 t di RAEE avviati a corretta gestione lo scorso anno. Nonostante ciò il ritardo nella raccolta è cronico e sconta una dispersione al di fuori dei canali ufficiali con l’indubbio vantaggio offerto a chi opera in tali contesti. Questo vale soprattutto per alcune tipologie di rifiuti ed in certe aree del Paese. Ad esempio la raccolta di R2, che è il raggruppamento che rappresenta le maggiori quantità in peso e che costituisce il 33% della raccolta a livello nazionale, in alcune province non raggiunge nemmeno il 10%. 

» 20.07.2022

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