Un importo - prosegue il presidente Piccola Industria - stimato in 3,7 miliardi di euro: è impensabile che tale aumento possa gravare principalmente sulle pmi che già pagano l'energia elettrica circa il 37% in più dei principali competitor europei. Se vogliamo dare un futuro al nostro manifatturiero vanno trovate soluzioni rapide per evitare un peggioramento insostenibile delle condizioni di mercato delle pmi. L'obiettivo - conclude Boccia - è arrivare a parametri di sostegno analoghi a quelli di Germania e Francia, tenendo conto che con 9 anni di anticipo abbiamo già raggiunto per il fotovoltaico gli 8 GW previsti per il 2020. Comprendiamo le reazioni di malcontento da parte degli operatori del settore e siamo consapevoli che cambiare le regole in corso d'opera non facilita la programmazione degli investimenti. Allo stesso tempo, però, giudichiamo opportuno un intervento per riequilibrare un sistema di incentivi che per la sua eccessiva generosità ha prodotto anche numerosi episodi di speculazione?".
Fonte: Confindustria