AssoAmbiente

News

Boom delle radiazioni per esportazione di automobili

È boom di radiazioni per esportazione di automobili. Solo lo scorso anno oltre 700 mila veicoli hanno varcato il confine. Almeno sulla carta. Dietro alla crescita del fenomeno si celano infatti vari profili di illegalità, dal punto di vista fiscale, di responsabilità civile e ambientale.

Un caso è quello della reimmatricolazione con targa estera: molte auto di lusso continuano di fatto a circolare sul territorio nazionale, evitando però il pagamento del superbollo, ostacolando la notifica delle multe e nascondendosi anche dagli occhi del redditometro. Non è tutto. Delle auto radiate per esportazione in alcuni casi si perde qualsiasi controllo: spesso queste non vengono più immatricolate nel paese estero, alimentando mercati illeciti di ricambi e approvvigionando centri di raccolta non autorizzati. Il grido di allarme arriva da ASSODEM, l’associazione di categoria degli autodemolitori che opera all’interno di FISE Unire/Confindustria.

Radiazione dei veicoli secondo le principali cause

 

2009

2010

2011

2012

Demolizione

1.750.149

1.349.212

1.029.592

978.948

Esportazione

493.547

559.640

623.843

733.132

Altre cause

20.503

35.504

42.591

42.053

Totale

2.264.199

1.944.356

1.696.026

1.754.133

Tutto passa dall’applicazione dell’articolo 103 del nuovo codice della strada. La richiesta di esportazione definitiva del veicolo all’estero può essere presentata prima che il veicolo sia trasferito e immatricolato all’estero o in un momento successivo, quando cioè il veicolo è già stato trasferito e immatricolato (con nuove targhe straniere) nel paese straniero. A inoltrare l’istanza può essere anche un soggetto proprietario ma non intestatario del veicolo. “Il fatto che venga consentito di radiare prima di esportare dà luogo però a numerose ricadute negative”, spiega a Anselmo Calò, Presidente ASSODEM, “la cancellazione dell’auto dal registro, senza la contestuale iscrizione in un Pra estero, fa entrare il veicolo in una sorta di limbo. Da quel momento si interrompe l'obbligo del pagamento della tassa automobilistica. Così come viene meno la tutela di eventuali terzi danneggiati dalla circolazione del mezzo, che non ha più un intestatario”.

Un’altra delle criticità segnalate da ASSODEM riguarda l’illecito smaltimento dei cosiddetti “end life vehicle”. “Secondo le nostre stime circa il 30-40% dei veicoli radiati per esportazioni non rientrano nella mobilità del paese di destinazione, ma finiscono per essere demoliti all’estero”, prosegue Calò, “questo avviene soprattutto nel Nord Africa e nell’Est europeo. È facile comprendere che in questo modo la normativa ambientale risulta completamente disattesa. Inoltre vengono mortificati, sia moralmente sia economicamente, tutti i centri di demolizione professionali italiani che hanno investito per essere in regola e per rispettare la salvaguardia ambientale. Ci troviamo davanti a un fenomeno di concorrenza sleale, ma le istituzioni fingono di non vedere un’evidenza che coinvolge tutti, in termine di sicurezza, di gettito erariale e di mercato”.

Un’ulteriore pratica riscontrata negli ultimi mesi dall’associazione vede invece effettuato il "saccheggio" dei pezzi dai veicoli radiati per esportazione direttamente in Italia. “Le auto vengono smontate in centri incontrollati da personale straniero”, commenta il presidente, “e i ricambi riutilizzabili sono successivamente esportati con fatturazioni di comodo, mentre le carcasse finiscono abbandonate o cedute in maniera poco trasparente a terzi”.

Ciò che sorprende è l’inerzia delle Istituzioni in vario modo interessate cui l’Associazione ha più e più volte lanciato un grido d’allarme. FISE Unire ha infatti in più occasioni denunciato la problematica: dal Ministero dell’Economia all’Interno, passando per l’Aci e il dicastero dei Trasporti. “Non servono stravolgimenti o interventi normativi”, conclude Calò, “le soluzioni sono semplici. La domanda di radiazione per esportazione va consentita esclusivamente all’ultimo proprietario intestatario del veicolo, come già avviene in caso di radiazione per demolizione”. Per tracciare le transazioni economiche “la radiazione per esportazione e la cessione del veicolo dovrebbero essere supportate da copia della fattura emessa secondo la disciplina Iva che regola l’esportazione (art. 8 e/o 41 del dpr n. 633/1972, ndr), qualora il cedente sia un soggetto passivo Iva, oppure da titolo equipollente nel caso di transazione fra privati”.

Infine, ASSODEM chiede l’introduzione dell’obbligo di far pervenire al Pra italiano le informazioni di avvenuta reimmatricolazione del veicolo nel paese di destinazione. Anche per evitare un ultimo effetto paradossale e antieconomico, che sa quasi di una beffa: l’Italia è strutturalmente in deficit di rottami ferrosi. Per soddisfare il proprio fabbisogno, deve ricomprarseli dall’estero.

» 12.06.2014

Recenti

15 Gennaio 2024
Rifiuti urbani - illegittimo il bando unico che consente il riaffidamento del servizio a terzi
Il Tar Lombardia nella sentenza 2 gennaio 2024, n. 9 ha chiarito che è illegittimo il bando per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti in unico lotto laddove si lasci all’aggiudicatario la possibilità di fare accordi privati con soggetti terzi per affidargli parti del servizio.
Leggi di +
15 Gennaio 2024
FEAD NEWSLETTER N° 154 - 15 JANUARY 2024
Newsletter FEAD gennaio 2024
Leggi di +
15 Gennaio 2024
Seminario Assoambiente sul nuovo regolamento europeo sulla spedizione dei rifiuti (WSR) – Roma, 23 gennaio 2023
Assoambiente ha organizzato per il prossimo 23 gennaio il seminario dal titolo “Il Regolamento europeo sulla movimentazione transfrontaliera dei rifiuti: la revisione e le nuove modifiche operative” per approfondire il tema della nuova normativa sulla spedizione dei rifiuti ....
Leggi di +
12 Gennaio 2024
Sentenza Consiglio di Stato su modifica impianti in AIA
Il Consiglio di Stato ha stabilito che la sola variazione del modo in cui un impianto di gestione rifiuti opera non può essere definita "modifica", per cui le prescrizioni relative al flusso massimo di rifiuti trattabili non possono essere superate solamente con la richiesta di una nuova autorizzazione.
Leggi di +
10 Gennaio 2024
Regolamento ecodesign prodotti sostenibili – raggiunto accordo Istituzioni europee
Le Istituzioni europee hanno raggiunto un accordo sul possibile testo del Regolamento sull'ecodesign per i prodotti sostenibili (ESPR). Tale testo dovrà poi essere approvato in via definitiva e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Leggi di +
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Inserisci la tua email
Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere gli aggiornamenti su AssoAmbiente
e altre utili informazioni
INSERISCI LA TUA EMAIL