AssoAmbiente

News

Studio EEA sulle fibre tessili sintetiche

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato un briefing intitolato "Plastic in textiles: towards a circular economy for synthetic textiles in Europe" (scaricabile qui). Il briefing, che si basa sulla relazione ETC/WMGE (scaricabile qui), fornisce una panoramica sulla produzione di tessile sintetico in Europa, analizza gli impatti ambientali e indica alcuni ambiti su cui puntare maggiormente per trasformare il settore, rendendolo più sostenibile e circolare. Infatti, come viene evidenziato, la crisi dovuta al COVID-19 ha portato a un improvviso calo della domanda di prodotti tessili da parte dei consumatori, con conseguenti problemi di liquidità e disoccupazione nel settore, creando in questo comparto un vero e proprio shock. Questa però potrebbe essere l’occasione, dopo un'analisi dei comparti produttivi, degli elementi di criticità e della loro capacità di trasformazione, per perseguire un cambiamento radicale del comparto tessile rendendolo maggiormente circolare, con risultati economici e ambientali positivi.

Il briefing evidenzia come il consumo globale di fibre sintetiche è passato da poche migliaia di tonnellate nel 1940 a più di 60 Mt nel 2018 (la maggior parte costituita da poliestere e in misura minore da nylon), e continua ad aumentare. Dalla fine degli anni '90, il poliestere ha superato il cotone come fibra più comunemente usata nel tessile. La maggior parte delle fibre tessili sintetiche sono prodotte in Asia mentre l'Europa è il più grande importatore mondiale, pur essendo anche produttrice ed esportatrice. Secondo le stime sono state prodotte, nel 2018 in Europa, 2,24 Mt di fibre sintetiche, 1,78 Mt sono state importate, 0,36 Mt esportate e 3,66 Mt consumate. Oltre il 70% delle fibre tessili sintetiche viene trasformato in abbigliamento e tessili per la casa, mentre il resto viene utilizzato per tessuti tecnici e usi industriali.

La produzione di fibre sintetiche richiede grandi quantità di energia e contribuisce in modo significativo al cambiamento climatico e all'esaurimento delle risorse di combustibili fossili. A differenza del cotone però la produzione di fibre sintetiche non richiede l'uso di pesticidi o fertilizzanti tossici. Gli impatti ambientali e climatici specifici delle fibre sintetiche più comuni possono essere confrontati con il cotone, per chilogrammo di tessuto tinto. Il nylon ha il più alto impatto, per chilogrammo, sul cambiamento climatico e l'uso di combustibili fossili, mentre per quanto riguarda l'uso della terra, dell'acqua, l'eutrofizzazione e la scarsità di risorse minerali, è il cotone ad avere il più alto impatto per chilogrammo. Facendo un confronto tra poliestere e cotone, si stima che l'intero ciclo di vita di 1 kg di tessuto in poliestere sia responsabile del rilascio di più di 30 kg di anidride carbonica equivalente, mentre il cotone ne rilascia circa 20 kg.

Il briefing, ai problemi sopra menzionati, aggiunge quello delle microplastiche, criticità ambientale abbastanza recente ed in genere non valutata nella tipica analisi del ciclo di vita di un tessuto. Le microplastiche vengono rilasciate dai tessuti sintetici durante tutto il loro ciclo di vita e si stima che ogni anno entrino nell'ambiente marino tra le 200 000 e le 500 000 t di microplastiche provenienti dai tessuti.

In linea con il piano d'azione per l'economia circolare del 2020 (che ha definito il settore tessile come prioritario inserendolo al quarto posto per pressione sull’uso di materie prime e acqua e al quinto per emissioni di gas serra), il briefing EEA e il relativo studio evidenziano alcuni ambiti su cui lavorare per rendere la produzione e il consumo di tessuti sintetici più circolare e sostenibile:

  • scelta di fibre sostenibili;
  • controllo del rilascio di microplastiche;
  • miglioramento della raccolta differenziata, riutilizzo e riciclaggio.

Il principio guida, secondo l'EEA, è che la scelta della fibra, da effettuare in fase di progettazione, dovrebbe corrispondere all'applicazione del prodotto tessile, alle proprietà richieste, alla durata prevista e ai processi di fine vita, senza preclusioni su particolari tipologie.

Per quanto attiene il controllo del rilascio di microplastiche, al momento, sono stati avviati diversi studi per indagare i fattori che influenzano il rilascio di microplastiche e i loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente. Inoltre si stanno studiando diverse soluzioni per ridurre la perdita di microplastiche nell'acqua o nell’aria durante il ciclo di vita del tessuto.

Infine, il miglioramento della raccolta differenziata, del riutilizzo e del riciclo è fondamentale per ridurre la domanda di fibre vergini, raggiungere un'economia circolare e limitare gli impatti ambientali. Il briefing evidenzia infine come il riciclo delle fibre è particolarmente impegnativo nel caso dei tessili sintetici, sia per ragioni tecniche che economiche. Pertanto molte sfide tecniche, economiche e sociali dovranno essere superate per facilitare e incoraggiare il riutilizzo e rendere il riciclo delle fibre tecnicamente ed economicamente fattibile.

» 10.02.2021

Recenti

02 Agosto 2023
Articolo 40 “Decreto Lavoro” – Misure fiscali per il welfare aziendale e circolare Agenzia Entrate 1° agosto 2023
L’articolo 40 del decreto-legge n. 48/2023 "Decreto Lavoro", convertito in Legge n. 85/2023, ha confermato per il 2023 la possibilità di esenzione fino a 3.000 euro delle misure di welfare, ivi compresi i rimborsi di spese per bollette energetiche.
Leggi di +
02 Agosto 2023
ALBO GESTORI – Circolare n. 2/2023 su chiarimenti sulle modalità di gestione della tratta stradale nel trasporto intermodale rifiuti
Con la Circolare n. 2 del 1 agosto 2023 l’Albo Gestori ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di gestione della tratta stradale nell’ambito del trasporto intermodale di rifiuti.
Leggi di +
02 Agosto 2023
Investimenti sostenibili 4.0: pubblicato il DM del MIMIT
È stato pubblicato sul sito del MIMIT il DM 15 maggio 2023 – Investimenti sostenibili 4.0, recante modalità e condizioni per la concessione e l’erogazione di agevolazioni a programmi di investimento proposti da piccole e medie imprese localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate, rispettosi dei principi e della disciplina in materia di tutela dell’ambiente e coerenti con il piano Transizione 4.0.
Leggi di +
02 Agosto 2023
Integrazioni alla disciplina della dispensa dalle verifiche RT
L’Albo Nazionale Gestori Ambientali con la Deliberazione n. 4 del 26 luglio 2023, in vigore dal 5 settembre p.v., ha apportato integrazioni alla disciplina della dispensa dalle verifiche d’idoneità del legale rappresentante ......
Leggi di +
02 Agosto 2023
Deliberazione n. 3/26 su sessioni straordinarie verifica RT
L’Albo Gestori Ambientali con la Deliberazione n. 3 del 26 luglio 2023 ha introdotto la possibilità per le Sezioni regionali e provinciali dell’Albo nazionale gestori ambientali di svolgere sessioni straordinarie di verifica per responsabili tecnici ....
Leggi di +
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Inserisci la tua email
Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere gli aggiornamenti su AssoAmbiente
e altre utili informazioni
INSERISCI LA TUA EMAIL