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Assoambiente: rinnovato il contratto collettivo nazionale dell’igiene ambientale

“Nonostante lo scenario economico estremamente critico, i cronici ritardi dei pagamenti dei Comuni, la mancata revisione dei prezzi degli appalti pur a fronte di sensibili e generalizzati aumenti dei costi sopportati dalle aziende, con condiviso senso di responsabilità abbiamo voluto raggiungere l’intesa per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, al termine di una trattativa complessa e articolata, non priva di tensioni, proprio nella consapevolezza della delicata situazione vissuta dalle imprese”.

E’ questo il commento del Presidente di ASSOAMBIENTE, Monica Cerroni, alla conclusione delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle imprese private che gestiscono servizi ambientali, scaduto da 15 mesi, che ha permesso di sottoscrivere l’Accordo 21 marzo 2012 tra l’Associazione datoriale aderente a FISE-CONFINDUSTRIA e le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, FIT CISL, FIADEL.

L’accordo, che riguarda i circa 20mila dipendenti delle aziende private che effettuano la raccolta, il trasporto, lo smaltimento e tutte le altre attività inerenti il ciclo integrale dei rifiuti, prevede a regime aumenti medi in busta paga pari a 115 euro, in linea con le previsioni degli Accordi interconfederali,  l’attivazione dell’assistenza sanitaria integrativa  e un’ulteriore integrazione contributiva a favore della previdenza complementare di settore, per i lavoratori iscritti a Previambiente.

In coerenza con quanto previsto dagli Accordi interconfederali 28 giugno e 21 settembre 2011, l’intesa presenta elementi innovativi per quanto concerne la valorizzazione della contrattazione aziendale, l’efficientamento dell’organizzazione del lavoro, la tutela della salute e della sicurezza del lavoro.

Assoambiente e le Organizzazioni sindacali proseguono intanto i lavori ai Tavoli istituiti recentemente dall’ ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, per l’analisi e il possibile superamento delle più urgenti criticità del settore (ritardo dei pagamenti, revisione costi, certezza delle regole di concorrenza), che hanno reso particolarmente difficile il rinnovo del CCNL.

» 21.03.2012

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