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Pneumatici fuori uso: un accordo per l’ambiente

I principali operatori del settore della gestione dei pneumatici fuori uso (Pfu) hanno firmato un protocollo di intesa intitolato "La gestione dei pneumatici fuori uso: tutelare l’ambiente e dare valore ad una risorsa preziosa". Il documento è stato sottoscritto in vista dell’approvazione finale del decreto del ministero dell’Ambiente che darà vita a un sistema di raccolta e recupero del 100% dei pneumatici fuori uso generati ogni anno in Italia.

Hanno sottoscritto l'accordo Unire, ASSODEM, Federpneus, Ecopneus e Assorigom che hanno così scelto di condividere importanti principi per tutelare l’ambiente e hanno gettato le basi per la creazione di una filiera impostata all’efficienza, all’ottimizzazione dei processi e alla valorizzazione delle migliori aziende del settore.

Obiettivi del protocollo sono in particolare la lotta all'illegalità, che verrà perseguita attraverso la creazione di un livello elevato di protezione dell'ambiente e della salute umana, e la garanzia di una totale tracciabilità dei flussi che avverrà attraverso un maggior controllo della movimentazione dei prodotti. Verranno inoltre attuati gli indirizzi comunitari in materia in modo da creare una "società europea del riciclaggio" e un’economia basata su un uso efficiente delle risorse naturali. Via libera anche allo sviluppo di un’industria nazionale del riciclo e del recupero di alta qualità attraverso l’adozione dei migliori standard affermati in ambito internazionale. Si cercherà dunque di arrivare alla massimizzazione del beneficio ambientale ed economico attraverso l’obiettivo di raccolta e recupero del 100% del quantitativo immesso nel mercato.

La sottoscrizione dell’accordo da parte dei maggiori operatori del settore costituisce il primo passo verso la creazione di un nuovo approccio che porti alla visione del pneumatico fuori uso non più come un rifiuto ma come un’importante risorsa da valorizzare. Il passo successivo sarà l’applicazione delle norme contenute nel decreto che riordinerà una volta per tutte il settore creando un sistema produttivo che allinei il nostro Paese alla media europea.

Alleghiamo di seguito il testo pubblicato su alcuni quotidiani nazionali.

» 26.04.2010

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