Nell'ambito dei Circular Talks ASSOAMBIENTE, si terrà il 25 marzo ore 14.00 il webinar dal titolo “VERSO IL DIWASS: COSA DEVONO ASPETTARSI GLI OPERATORI DAL 21 MAGGIO 2026”. Il webinar è organizzato in collaborazione con INNOVANDO.
Tema del webinar
L’art. 27 del nuovo Regolamento (UE) 1157/2024, in vigore dal 2006ha introdotto modalità innovative per lo scambio dei documenti e delle informazioni relative alle spedizioni di rifiuti: dal 21 maggio 2026 si passerà ad un sistema digitale centralizzato per lo scambio di informazioni: il DIWASS – Digital Waste Shipment System. Entro il 3 febbraio 2026, le Autorità competenti degli Stati membri sono tenute a comunicare alla Commissione le modalità con cui intendono accedere al sistema centrale e consentirne l’utilizzo agli operatori economici. A livello nazionale le Autorità competenti sono individuate nelle Regioni o nelle Province e, allo stato attuale, non esiste un sistema digitale unico a livello nazionale per la trasmissione dei documenti e delle informazioni relative alle procedure di notifica. È quindi verosimile che l’accesso al sistema centrale europeo avvenga secondo modalità differenti tra operatori che operano in Regioni o Province anche geograficamente contigue. Al fine di favorire una transizione efficace, nonché un confronto strutturato tra imprese e autorità competenti in vista della prossima scadenza del 21 maggio 2026, Assoambiente e Innovando hanno organizzato il presente TALK affinché queste importanti nuove procedure non determinino rallentamenti delle procedure di notifica e, più in generale, delle spedizioni di rifiuti, con potenziali ripercussioni sull’intera gestione dei rifiuti urbani e speciali.
Programma scaricabile
Come iscriversi
Per prenotare inviare una mail alla Segreteria ASSOAMBIENTE: assoambiente@assoambiente.org indicando in oggetto “Circular Talk DIWASS”.
La Segreteria avrà cura di inviare il link per la partecipazione da remoto.
E’ ripartito dal Piemonte il viaggio per la sostenibilità di ASSOAMBIENTE con l’edizione 2026 di Impianti Aperti on the road, la campagna di sensibilizzazione che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
La prima tappa si è svolta il 20 marzo all’interno del rinnovato e ampliato impianto Autodemolizione Pollini a Lombardore, in provincia di Torino, che gestisce veicoli fuori uso. L’iniziativa ha previsto la visita guidata all’impianto, la presentazione del “Progetto Pollini’s Future” e un momento di approfondimento e confronto dedicato al tema “La gestione delle batterie da trazione nei centri di raccolta dei veicoli fuori uso”, cui hanno preso parte alcuni tra i principali attori della filiera.
A introdurre i lavori, il saluto con video messaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha evidenziato come “‘Impianti Aperti’, patrocinata dal MASE, consenta a cittadini, studenti e istituzioni di toccare con mano un lavoro di grande utilità; è un'opportunità per trasmettere cultura e consapevolezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte, perché l'economia circolare si costruisce sul territorio, tra le persone e tra le imprese. Il Governo va avanti ogni giorno con grande impegno sul fronte dell'economia circolare, anche attraverso gli importanti stanziamenti del PNRR per costruire nuovi impianti di gestione del rifiuto, a difesa del modello italiano".
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QN
È stata pubblicato sul sito del MASE lo schema di decreto per l'istituzione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei prodotti plastici non da imballaggio per l’avvio della consultazione pubblica.
Il termine ultimo per inviare le osservazioni è fissato al 17 aprile 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/127/SAEC-DOP/PE del 20.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
È stata pubblicato sul sito del MASE lo schema di decreto per l'istituzione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei prodotti plastici non da imballaggio per l’avvio della consultazione pubblica.
Il provvedimento istituisce, ai sensi dell’articolo 178-bis del D.lgs. n. 152/2006, il regime di responsabilità estesa del produttore per la filiera dei prodotti in materiali plastici diversi dagli imballaggi come definiti dall’articolo 218 dello stesso decreto (anche denominati prodotti plastici non da imballaggio) elencati nell’Allegato I e ne definisce i requisiti, nell’ottica di prevenire e ridurre gli impatti ambientali derivanti dalla progettazione, dalla produzione e dalla gestione dei prodotti plastici non da imballaggio al termine del loro utilizzo, rafforzando, lungo tutta la catena del valore, la prevenzione della produzione dei rifiuti, la riparazione, la selezione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero.
La necessità di intervenire su questa categoria di prodotti risponde a tre esigenze principali:
In particolare l’Allegato I elenca le principali categorie di prodotti in polimeri plastici rientranti nel campo di applicazione del presente regolamento, mediante il richiamo dei corrispondenti codici ATECO delle attività economiche interessate e delle principali corrispondenze con la classificazione Prodcom ai sensi del Regolamento (UE) n. 2019/2152 del Parlamento europeo e del Consiglio e con la Nomenclatura Combinata (NC) ai sensi del Regolamento di esecuzione (UE) n. 2025/1926.
L’Allegato II definisce i criteri generali degli statuti dei sistemi di gestione.
L’Allegato III contiene i principi per lo statuto del centro di coordinamento.
Il termine ultimo per inviare le osservazioni è fissato al 17 aprile 2026. Nel periodo di consultazione pubblica i soggetti interessati possono trasmettere le proprie osservazioni all’indirizzo di posta elettronica certificata ECB@pec.mase.gov.it, compilando la griglia appositamente predisposta e indicando, nell’oggetto della PEC, la seguente dicitura: "Consultazione pubblica EPR prodotti plastici non da imballaggio". A riguardo chiediamo di inviare eventuali vostre segnalazioni anche al Dott. Cesaretti (email d.cesaretti@fise.org) entro il 16 aprile 2026 al fine di definire la posizione associativa in risposta alla consultazione sul tema.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla documentazione di seguito richiamata (con link):
La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sulla proposta di revisione degli atti delegati Clima (Reg. 2021/2139/UE) e Ambiente (Reg. 2023/2486/UE) della Tassonomia, al fine di rendere la disciplina più semplice, coerente e utilizzabile, riducendo gli oneri per le imprese e aumentando la trasparenza per gli investitori.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/126/SAEC-EUR/FA del 20.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di revisione degli atti delegati Clima (Reg. 2021/2139/UE) e Ambiente (Reg. 2023/2486/UE) della Tassonomia, al fine di rendere la disciplina più semplice, coerente e utilizzabile, riducendo gli oneri per le imprese e aumentando la trasparenza per gli investitori.
Si ricorda che la normativa sulla tassonomia si riferisce alla classificazione delle attività economiche in base al loro impatto ambientale e, l’iniziativa di revisionarla, rientra nelle recenti priorità politiche più generali della Commissione presentate con la pubblicazione del Pacchetto Omnibus (v. circolare Assoambiente n. 458 dell’11.12.2025).
In particolare la proposta di atto delegato che modifica il Regolamento (UE) 2021/2139, relativa ai criteri della mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico della tassonomia, mira a semplificare i criteri tecnici climatici presenti, aggiornare le definizioni, eliminare duplicazioni e requisiti ridondanti e infine a rendere meglio applicabili i criteri del DNSH (non arrecare danno significativo) collegati al clima.
Invece, la proposta di atto delegato che modifica il Regolamento (UE) 2023/2486, relativa ai criteri sugli altri quattro obiettivi ambientali (uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso l’economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi), interviene sul semplificare i criteri tecnici troppo complessi o non allineati alla normativa UE più recente, sui criteri DNSH generici e su settori come energia, trasporti, manifattura, edilizia, silvicoltura e tutela ambientale.
Per quanto di interesse si segnala che le modifiche sono rilevanti per il settore dei rifiuti in quanto intervengono sui criteri tecnici di rendicontazione applicabili agli operatori che effettuano raccolta, trattamento, recupero e riciclo, alla luce delle evoluzioni normative e tecnologiche.
L’obiettivo della Commissione è quello di promuovere l’adozione della tassonomia rendendone più agevole l’utilizzo, migliorare l’accesso alla finanza verde nell’UE e aumentare la trasparenza del mercato attraverso informazioni più chiare.
Le consultazioni sulle due proposte, disponibili qui e qui, si chiuderanno il prossimo 14 aprile 2026. Invitiamo quanti interessati a condividere i propri contributi con la D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org), entro il 10 aprile 2026, al fine di poter definire anche un feedback associativo da inviare alla Commissione.
Roma, 20 marzo 2026 – E’ ripartito dal Piemonte il viaggio per la sostenibilità di ASSOAMBIENTE (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare, smaltimento rifiuti e bonifiche), con l’edizione 2026 di Impianti Aperti on the road, la campagna di sensibilizzazione che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
La prima tappa si è svolta oggi all’interno del rinnovato e ampliato impianto Autodemolizione Pollini a Lombardore, in provincia di Torino, che gestisce veicoli fuori uso. L’iniziativa ha previsto la visita guidata all’impianto, la presentazione del “Progetto Pollini’s Future” e un momento di approfondimento e confronto dedicato al tema “La gestione delle batterie da trazione nei centri di raccolta dei veicoli fuori uso”, cui hanno preso parte alcuni tra i principali attori della filiera.
A introdurre i lavori, il video intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha evidenziato come “‘Impianti Aperti’, patrocinata dal MASE, consenta a cittadini, studenti e istituzioni di toccare con mano un lavoro di grande utilità; è un'opportunità per trasmettere cultura e consapevolezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte, perché l'economia circolare si costruisce sul territorio, tra le persone e tra le imprese. Il Governo va avanti ogni giorno con grande impegno sul fronte dell'economia circolare, anche attraverso gli importanti stanziamenti del PNRR per costruire nuovi impianti di gestione del rifiuto, a difesa del modello italiano".
“Con questa visita”, ha aggiunto il Ministro Pichetto, "si può capire meglio la gestione articolata dei rifiuti in un settore complesso come quello dei veicoli fuori uso, con la richiesta di performance sempre più avanzate anche a fronte dell'evoluzione del mercato e del bisogno di sostituire i veicoli più vecchi e inquinanti con altri nuovi e più sostenibili”.
L’incontro è stato anche l’occasione per analizzare le novità introdotte dal decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo scorso, che aggiorna la normativa nazionale sulla gestione delle batterie e dei relativi rifiuti, adeguando l’ordinamento italiano al nuovo regolamento europeo. Il provvedimento ridisegna l’intera filiera degli accumulatori – dalla produzione al riciclo – con un’attenzione particolare all’intercettazione e al recupero delle materie prime critiche e strategiche.
ASSOAMBIENTE sulla nuova normativa
“Il decreto legislativo – ha spiegato nel corso dell’incontro il Direttore di ASSOAMBIENTE Elisabetta Perrotta – coordina la normativa italiana con il regolamento europeo introducendo nuove disposizioni sull’organizzazione dei sistemi di responsabilità estesa del produttore, sulla vigilanza del mercato, sui controlli e sul regime sanzionatorio. Si tratta di un intervento che allinea la normativa di settore all’attuale contesto di mercato”.
“Un elemento centrale – ha proseguito Perrotta – è il rafforzamento dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), che dovranno garantire la copertura integrale dei costi di gestione dei rifiuti di batterie su tutto il territorio nazionale: dalla raccolta al trattamento e al riciclo, tenendo conto anche del valore delle materie prime recuperate”.
“Nella gestione di questi rifiuti – ha aggiunto Perrotta – che dal 9 dicembre prossimo saranno classificati come pericolosi, con procedure molto più stringenti per le spedizioni, i produttori dovranno considerare anche le elevate potenzialità legate al recupero dei critical raw materials contenuti nelle batterie. Un ulteriore tema da approfondire riguarderà il necessario utilizzo di materie prime seconde nella produzione di nuove batterie, elemento fondamentale per garantire un adeguato sbocco industriale alla filiera del riciclo”.
Nonostante la crescente attenzione del settore, il livello di raccolta delle batterie resta oggi fermo attorno al 30%, ben lontano dagli obiettivi europei: 63% entro il 31 dicembre 2027 e 73% entro il 31 dicembre 2030. Un divario che potrà essere colmato solo rafforzando i sistemi di raccolta, coinvolgendo maggiormente distribuzione e cittadini e sviluppando una filiera industriale integrata, con un forte coordinamento tra sistemi EPR, operatori logistici e impianti di trattamento.
La nuova edizione della campagna
L’edizione 2026 di “Impianti Aperti on the Road” rafforzerà ulteriormente il ruolo dell’Associazione nell’organizzazione di visite negli impianti industriali, offrendo alle strutture aderenti l’opportunità di aprire le proprie porte a enti locali, comitati territoriali, scuole e cittadini, per favorire una maggiore conoscenza delle infrastrutture dell’economia circolare.
Grazie al suo impegno nella diffusione di informazioni e buone pratiche nel campo del waste management, ASSOAMBIENTE ha ottenuto per la campagna “Impianti Aperti on The Road” anche il patrocinio di ISPRA SNPA, oltre a quello del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Per la tappa piemontese l’iniziativa ha, inoltre, ricevuto il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
Pubblicato sul sito ISPRA-SNPA l’informativa sulla modalità di presentazione delle dichiarazioni PRTR 2026 (dati 2025) per gli stabilimenti italiani soggetti all'obbligo di trasmettere le informazioni ai sensi dell'art. 4 DPR 157/2011 (di attuazione per il Regolamento CE 166/2006).
La comunicazione dei dati riferiti all’anno 2025 avverrà mediante il nuovo applicativo PRTR online. Scadenza per l’invio dei dati è il 30 aprile 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/125/SAEC-NOT/PE del 19.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato sul sito ISPRA-SNPA l’informativa sulla modalità di presentazione delle dichiarazioni PRTR 2026 (dati 2025) per gli stabilimenti italiani soggetti all'obbligo di trasmettere le informazioni ai sensi dell'art. 4 DPR 157/2011 (di attuazione per il Regolamento CE 166/2006).
La comunicazione dei dati riferiti all’anno 2025 avverrà mediante il nuovo applicativo PRTR online raggiungibile al seguente link: https://www.dichiarazioneprtr.isprambiente.it (l’ultima versione del manuale utente dichiarante è disponibile qui).
Come da indicazioni sul sito ISPRA:
Chi ha già ottenuto l’accredito come utente dell’applicativo PRTR può accedere già alla sezione per l’inserimento dei dati della dichiarazione PRTR2026.
La “trasmissione” della dichiarazione PRTR tramite l’applicativo PRTR rende disponibile la stessa dichiarazione PRTR all’ISPRA e ai referenti presso le Autorità competenti per la valutazione della dichiarazione, accreditati sull’applicativo PRTR. Rispetto alla compilazione della scheda relativa alle attività PRTR, in continuità con il passato esercizio della dichiarazione, i volumi di produzione dovranno essere riportati secondo le metriche e le unità di misura disponibili per la selezione e dettagliate nel manuale dell’utente, che si raccomanda di consultare a tale fine (anche per individuare i valori dei fattori di conversione per esprimere, ove necessario, in TEP il contenuto energetico dei prodotti energetici e per la conversione in UBA dei capi allevati).
Restano invariati rispetto agli anni passati il resto dei contenuti (parametri e sostanze da comunicare) e i criteri di compilazione della dichiarazione PRTR (valori soglia invariati).
Scadenza per l’invio dei dati è il 30 aprile 2026.
Per memoria, si riporta, in allegato, l’elenco dei gestori ricadenti nell’obbligo di dichiarazioni annuale, ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (CE) n. 166/2006: in particolare al punto 5 “gestione rifiuti e acque reflue”.
L’omessa comunicazione dei dati, così come l’eventuale mancata rettifica di eventuali inesattezze della comunicazione, è punita con sanzioni amministrative (art. 30 del D.lgs. n. 46/2014).
Per ulteriori informazioni:
Per chiarimenti ed informazioni rivolgersi a ISPRA: Andrea Gagna (andrea.gagna@isprambiente.it).
Dal 28 al 30 aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming la terza edizione della Spring School su “Testo unico ambientale 20 anni dopo.
Facciamo il punto su autorizzazioni, Scarichi, Rifiuti, Emissioni, Bonifiche, Criticità”. Obiettivo della Spring School “Testo Unico Ambientale” è quello di fornire sia una formazione ed un aggiornamento professionale di alto profilo, sia la possibilità di avvicinarsi alla materia in modo autorevole e pratico.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/124/SAEC-COM/PE del 19.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 28 al 30 aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming la terza edizione della Spring School su “Testo unico ambientale 20 anni dopo. Facciamo il punto su autorizzazioni, Scarichi, Rifiuti, Emissioni, Bonifiche, Criticità”.
A distanza di 20 anni, questa edizione della Spring School mira a fare il punto, anche da un punto di vista operativo, di questa disciplina, ricordando che il settore ambientale è anche uno di quelli che offre maggiori opportunità di crescita e sviluppo dal punto di vista professionale ed aziendale. Conoscere approfonditamente questa disciplina è però importantissimo anche per evitare rischi, sanzioni e spese derivanti da una non corretta applicazione di norme talmente complesse che spesso è “indispensabile affidarsi ad esperti “ (Cass. 20126/2004) per poterle interpretare correttamente. A questo proposito, principale obiettivo della Spring School “Testo Unico Ambientale” è quello di fornire sia una formazione ed un aggiornamento professionale di alto profilo, sia la possibilità di avvicinarsi alla materia in modo autorevole e pratico.
I moduli formativi non si limiteranno a semplici lezioni in diretta streaming, ma daranno anche ampio spazio a question time, esercitazioni ed alla discussione di casi, in un’ottica partecipativa.
Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.
Per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.
Per eventuali ulteriori informazioni: Martina Bonvini – Alice Bergami;
Mail: formazione@tuttoambiente.it;
Telefono: +39 0523.315305.
Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il DPCM 11 febbraio 2026 recante l’introduzione di nuove soglie quantitative concernenti l'esportazione dei rottami metallici (soglie minime).
Il decreto stabilisce che le operazioni di esportazione dei rottami metallici, compresi nei codici 7404 (rottami di rame), 7602 (rottami di alluminio) e 7902 (rottami di zinco) della nomenclatura combinata di cui al Regolamento CEE 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, sono soggette all'obbligo di notifica, di cui all’articolo 30, comma 2 del DL 21/2022, ai Ministeri competenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/123/SAEC-NOT/CS del 19.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il DPCM 11 febbraio 2026 recante l’introduzione di nuove soglie quantitative concernenti l'esportazione dei rottami metallici (soglie minime), pubblicato su GU n. 64 del 18.3.2026, stabilisce che le operazioni di esportazione dei rottami metallici, compresi nei codici 7404 (rottami di rame), 7602 (rottami di alluminio) e 7902 (rottami di zinco) della nomenclatura combinata di cui al Regolamento CEE 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, sono soggette all'obbligo di notifica (art. 30, comma 2 del DL 21/2022) ai Ministeri competenti.
In particolare la notifica dovrà essere effettuata per le spedizioni dirette fuori dal territorio dell’Unione europea che superano i seguenti quantitativi:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato.
E’ stata pubblicata sul sito del MASE la Circolare del 10 marzo 2026 volta a fornire chiarimenti operativi e interpretativi per l’applicazione uniforme del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 197, relativo agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi. Il D.lgs. n. 197/2021 recante il recepimento della Direttiva (UE) 2019/883, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che modifica la Direttiva 2010/65/UE e abroga la Direttiva 2000/59/CE, individua un complesso di obblighi, procedure e responsabilità nella gestione dei rifiuti delle navi che richiedono un approccio coordinato da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Nel mese di febbraio 2025 l’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) ha condotto un audit finalizzato a valutare l’adeguatezza e l’efficacia delle attività realizzate ai fini dell’attuazione della Direttiva (UE) 2019/883, recepita nell’ordinamento nazionale con il decreto. Dalle risultanze dell’audit è emerso che non sempre risulta garantita un’interpretazione uniforme delle disposizioni della citata normativa.
Pertanto, anche alla luce delle attività di monitoraggio svolte dal Reparto ambientale marino e dalla DG economia circolare e bonifiche, nonché delle recenti interlocuzioni con i competenti uffici della DG mobilità e trasporti della Commissione europea, si ritiene opportuno fornire talune precisazioni interpretative, per assicurare un’applicazione omogenea e univoca della normativa.
La Circolare fornisce chiarimenti su:
Per ulteriori informazioni si rimanda ai seguenti documenti:
CONAI, in occasione della giornata mondiale del riciclo, ha pubblicato le stime di riciclo dei rifiuti di imballaggio per l’anno in corso che dovrebbe attestarsi attorno al 75%, pari a quasi 11 milioni di tonnellate.
Il dato mostra una lieve flessione rispetto all’ultimo dato consolidato pari al 76,7% (2024). Questo, secondo CONAI, è dovuto principalmente alle difficoltà che sta attraversando il settore del riciclo nazionale in alcune filiere, nonostante un aumento costante dei volumi delle raccolte differenziate superiore a quello dell’immesso al consumo di imballaggi, che si stima supererà abbondantemente i 14 milioni di tonnellate nel 2026.
Tali stime vanno calate nella situazione attuale che fa registrare dinamiche di mercato particolari per alcune delle filiere degli imballaggi. Ad esempio per la carta, infatti, incide la diminuzione della domanda interna accompagnata da una crescita dell’export. L’aumento delle impurità nei flussi di raccolta è un altro aspetto da tenere maggiormente sotto controllo per garantire flussi sufficientemente adatti al riciclo.
Particolare attenzione va poi riservata all’andamento del riciclo delle plastiche tradizionali. Il rallentamento degli ultimi mesi, legato anche ai crescenti quantitativi di rifiuti di imballaggio selezionati ma non ritirati dal mercato, rischia di incidere sulla contabilizzazione dei flussi di riciclo effettivo.
In questo contesto di incertezza, CONAI ha stimato che per il 2026 sempre più imballaggi a fine vita saranno affidati dai Comuni al sistema consortile, con più di 5 milioni e mezzodi tonnellate, in crescita rispetto ai 4 milioni e 740.000 del 2024.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito del CONAI.
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QDS
Si rinnova per il 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità”, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
L'edizione 2026 di "Impianti Aperti on the road" prevede un ruolo sempre più attivo dell'Associazione per le visite programmate negli impianti industriali. Vogliamo dare l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati.
Per partecipare è indispensabile registrarsi | clicca qui.
ASSOAMBIENTE, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha ottenuto per la Campagna “Impianti Aperti on The Road” il patrocinio del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare). ASSOAMBIENTE inoltre aderisce al protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile e per questa tappa ha ottenuto anche il Patrocinio Citta Metropolitana di Torino.
Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) ha avviato una consultazione pubblica, aperta a tutti i soggetti interessati, su una bozza di "Linee guida per la redazione del progetto di monitoraggio ambientale delle opere soggette a valutazione d'impatto ambientale (VIA)".
La bozza definisce i criteri e i contenuti tecnici per la redazione del Progetto di monitoraggio ambientale (PMA) delle opere assoggettate a procedura di VIA. La finalità delle linee guida è di fornire al Proponente di un’opera indicazioni univoche per la predisposizione del PMA, favorendo l’omogeneizzazione tecnica su tutto il territorio nazionale e il confronto ed il riutilizzo dei dati di monitoraggio. Le linee guida hanno carattere generale e sono valide per tutte le tipologie di opera elencate negli allegati alla parte II del D.lgs. n. 152/2006.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/122/SAEC-DOP/CS del 18.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) ha avviato una consultazione pubblica, aperta a tutti i soggetti interessati, sulla bozza di "Linee guida per la redazione del progetto di monitoraggio ambientale delle opere soggette a valutazione d'impatto ambientale (VIA)". Tale bozza definisce i criteri e i contenuti tecnici per la redazione del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) delle opere assoggettate a procedura di VIA.
Obiettivo di queste delle linee guida è quello di fornire al proponente di un’opera indicazioni univoche per la predisposizione del PMA, favorendo l’omogeneizzazione tecnica su tutto il territorio nazionale e il confronto ed il riutilizzo dei dati di monitoraggio. Le linee guida hanno carattere generale e sono valide per tutte le tipologie di opera elencate negli allegati alla parte II del D.lgs. n. 152/2006. Il PMA deve infatti essere presentato nell'ambito della valutazione d'impatto ambientale dei progetti ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 e serve a valutare i potenziali impatti ambientali significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall'esercizio degli stessi, in quanto fornisce la reale misura dell'evoluzione dello stato dell'ambiente nelle diverse fasi di attuazione dell'opera. Il PMA, inoltre, rientra tra gli elaborati previsti dal “Codice degli appalti” (D.lgs. n. 36/2023) e quindi può costituire una delle voci a base di gara per le società che devono realizzare i lavori.
Le istruzioni fornite da SNPA con la bozza di linee guida sono articolate in una parte generale, che illustra finalità e contenuti del progetto, e una parte di indirizzi specifici per singola tematica ambientale (biodiversità, patrimonio agroalimentare, suolo, sedimenti, geologica, acque, atmosfera, sistema paesaggistico, agenti fisici, cambiamenti climatici).
Alla pagina internet del sito SNPA dedica all’iniziativa, disponibile qui, è possibile consultare il documento posto in consultazione e fornire il proprio contributo, attraverso commenti e proposte di modifica, entro il prossimo 13 aprile 2026. A riguardo chiediamo a quanti interessati a partecipare di inviare entro il 12 aprile 2026 il contributo trasmesso anche al Dott. Cesaretti (email d.cesaretti@fise.org) al fine di definire una posizione associativa in materia.
La Commissione Europea ha pubblicato il Pacchetto Infrazioni di marzo 2026 in cui è presente un parere motivato per l’Italia (INFR (2024)2053) per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso.
Si ricorda che a maggio 2024 l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia tramite una lettera di costituzione in mora sul tema e, nel parere dello scorso marzo 2026, l’UE ritiene che l’Italia non ha modificato la normativa nazionale sulla plastica monouso e non ha fornito adeguate spiegazioni sul mancato corretto recepimento della stessa.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/121/SAEC-EUR/FA del 17.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato il Pacchetto Infrazioni di marzo 2026 in cui è presente un parere motivato per l’Italia (INFR (2024)2053) per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso.
Si ricorda che a maggio 2024 l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia tramite una lettera di costituzione in mora in quanto il nostro Paese aveva recepito in maniera incompleta la direttiva sulla plastica monouso (direttiva 2019/904/UE) nella disciplina interna, in particolare riguardo "l'introduzione di una soglia minima relativa alla definizione di "plastica", l'esenzione dei prodotti in plastica biodegradabile da alcune disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti."
A tal proposito, nel parere dello scorso marzo 2026, l’UE ritiene che l’Italia non ha modificato la normativa nazionale sulla plastica monouso e non ha fornito adeguate spiegazioni sul mancato corretto recepimento di cui sopra; inoltre segnala che il Paese non ha rispettato i tempi, pubblicando il Dlgs 196/2021 in Gazzetta ufficiale mentre il dialogo con le Istituzioni Ue era ancora in corso.
Si ricorda infatti che l'Italia aveva inviato la bozza di decreto legislativo alla Commissione UE nel settembre 2021 con il periodo per la valutazione del documento che si sarebbe chiuso il 23 dicembre 2021, mentre il D.lgs. n. 196/2021 è stato invece pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 novembre 2021, dunque prima.
Ora le Autorità nazionali hanno due mesi di tempo per fornire chiarimenti validi sul tema, altrimenti la Commissione potrebbe deferire la questione alla Corte di Giustizia europea.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda al Pacchetto Infrazioni di marzo 2026 in allegato alla presente.
La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica relativa all’iniziativa legislativa Omnibus sulla tassazione, prevista dal Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e attualmente in fase di valutazione d’impatto, che si chiuderà il prossimo 30 marzo 2026.
L’iniziativa ha la finalità politica di semplificare e modernizzare il quadro dell’imposizione diretta nell’Unione europea, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese — in particolare le PMI — e migliorando la competitività del mercato interno, senza pregiudicare gli obiettivi fondamentali delle direttive vigenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/120/SAEC-EUR/FA del 17.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica relativa all’iniziativa legislativa Omnibus sulla tassazione, prevista dal Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e attualmente in fase di valutazione d’impatto, che si chiuderà il prossimo 30 marzo 2026.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di semplificare e modernizzare il quadro dell’imposizione diretta nell’Unione europea, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese — in particolare le PMI — e migliorando la competitività del mercato interno, senza pregiudicare gli obiettivi fondamentali delle direttive vigenti.
La consultazione ha l’obiettivo di raccogliere contributi, evidenze e osservazioni da parte di tutti gli stakeholder interessati (amministrazioni nazionali, imprese, associazioni di categoria, organizzazioni della società civile e mondo accademico) in merito a:
I contributi raccolti saranno utilizzati per orientare la valutazione d’impatto e la definizione delle opzioni politiche che confluiranno nella proposta legislativa, prevista per il secondo trimestre del 2026.
A tal proposito si segnala che FEAD ha predisposto una bozza di contributo (v. allegato in word) con le seguenti proposte:
Invitiamo quanti interessati ad inviare un proprio commento sul documento proposto da FEAD alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 23 marzo 2026, al fine di contribuire alla posizione da inviare alla Commissione.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla consultazione disponibile qui.
A seguito del webinar organizzato da Assoambiente ed Utilitalia lo scorso 9 febbraio 2026 dedicato al Formulario di Identificazione dei Rifiuti digitale (xFIR), le due Associazioni hanno raccolto ed elaborato i quesiti raccolti.
Ad esito di tale attività sono stati predisposti due documenti: un documento recante quesiti le cui risposte trovano riscontro nelle FAQ ufficiali e nei decreti direttoriali del MASE e una nota trasmessa al MASE in vista di un auspicato riscontro.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/119/SAEC-REN/LE del 17.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In occasione del webinar organizzato da Assoambiente ed Utilitalia lo scorso 9 febbraio 2026 dedicato al Formulario di Identificazione dei Rifiuti digitale (xFIR), sono stati raccolti complessivamente circa 120 quesiti da parte delle imprese e degli enti partecipanti.
Durante il webinar i relatori hanno potuto fornire riscontro solo a una parte limitata delle domande pervenute, i restanti sono stati esaminati dalle due Associazioni e organizzati nei due seguenti raggruppamenti:
Sinteticamente evidenziamo che le richieste di riscontro trasmesse al Ministero riguardano alcune criticità applicative emerse nella prima fase di operatività del sistema RENTRI e del FIR digitale, che stanno determinando in diversi casi applicazioni non uniformi sul territorio nazionale e incertezze operative per gli operatori della filiera dei rifiuti. Più in dettaglio segnaliamo che le macroaree in cui sono stati raggruppati i quesiti raccolti riguardano:
Si tratta di aspetti che non mettono in discussione l’impianto generale della riforma, ma che evidenziano alcune criticità di coordinamento tra disciplina normativa, indicazioni operative disponibili e configurazione funzionale del sistema informatico.
Alla luce di tali elementi, nella nota è stato richiesto al Ministero di valutare chiarimenti interpretativi ufficiali e possibili adeguamenti delle istruzioni operative e delle funzionalità del sistema, anche nell’ambito dell’aggiornamento delle istruzioni di compilazione dei registri e dei formulari contenute nel Decreto Direttoriale n. 251/2023 di cui siamo ancora in attesa.
Nella stessa comunicazione è stata inoltre avanzata la richiesta di attivare un tavolo stabile di confronto con la Direzione competente del MASE, al fine di accompagnare le aziende associate nella fase di consolidamento del nuovo sistema di tracciabilità e prevenire ulteriori criticità applicative anche in vista dell’obbligo di utilizzo del FIR digitale fissato dalla Legge n. 26/2026 “Proroga Termini”, al 15 settembre p.v..
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, rimandiamo a successive comunicazioni per quanto riguarda gli aggiornamenti sugli sviluppi e sugli eventuali riscontri che perverranno dal Ministero.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 2577 del 16 marzo 2026.
Buona lettura.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario in videoconferenza su "Gli appalti di (avvio a) smaltimento/recupero dei rifiuti: tra concorrenza e regolazione” che si terrà il prossimo 10 aprile 2026 dalle 9.30 alle 13.30.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/118/SAEC-COM/PE del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario in videoconferenza su "Gli appalti di (avvio a) smaltimento/recupero dei rifiuti: tra concorrenza e regolazione” che si terrà il prossimo 10 aprile 2026 dalle 9.30 alle 13.30.
Tra i temi che verranno approfonditi nell’ambito del seminario, come da programma allegato:
Il seminario è rivolto a Direttori generali e/o Amministratori Delegati; Direttori tecnici e amministrativi; Responsabili e Funzionari tecnici, uffici legale, affari societari, gare e contratti.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione. Le istruzioni operative dettagliate saranno fornite ai partecipanti qualche giorno prima dello svolgimento del seminario.
Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) "Sviluppare il potenziale dei materiali permanenti nell'economia circolare dell'Ue", per promuovere l'utilizzo dei materiali con capacità di mantenere le loro proprietà intrinseche nonostante molteplici cicli di riciclo
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/117/SAEC-EUR/FA del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea è stato pubblicato il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) "Sviluppare il potenziale dei materiali permanenti nell'economia circolare dell'UE" (C/2026/869), per promuovere l'utilizzo dei materiali con capacità di mantenere le loro proprietà intrinseche nonostante molteplici cicli di riciclo.
Nel contesto normativo attuale, con i lavori in corso per il Circular Economy Act, il parere sottolinea come materiali come vetro, alluminio e acciaio rappresentino un pilastro strategico per la transizione verso un modello produttivo più sostenibile. A tal proposito il documento elenca delle raccomandazioni relative all'utilizzo dei materiali permanenti per il loro ruolo positivo nell'economia circolare dell'UE.
Nel parere si sottolinea che la Direttiva quadro sui rifiuti (WFD - direttiva 2008/98/UE) parla di riciclo in modo generale, come applicabile indistintamente a tutti i materiali, ed anche in ambito di gerarchia dei rifiuti (articolo 4), non distingue tra i materiali permanenti e quelli che invece si degradano a ogni ciclo fino a diventare inutilizzabili. Il CESE chiede quindi che la nozione di “materiale permanente” sia integrata nel quadro legislativo dell’Unione europea, valorizzandone il contributo unico alla circolarità, specificandone le caratteristiche intrinseche e riconoscendone i vantaggi, così da distinguerlo dagli altri materiali che si degradano facilmente.
Per quanto di interesse, nel testo, tra le altre cose, viene:
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al parere allegato alla presente.
La Commissione europea sta portando avanti una proposta legislativa che interviene sul Regolamento europeo 2024/1252/UE (CRM Act).
Il provvedimento proposto dalla Commissione è stato votato dal Consiglio dell'Unione europea il 10 marzo 2026 ed ora si attende il parere del Parlamento per poi dare inizio alla fase di trilogo e confronto che dovrà portare all’approvazione del testo definitivo.
La proposta di basa sul piano d'azione RESourceEU, adottato dalla Commissione europea il 3 dicembre 2025, finalizzato ad accelerare la realizzazione del regolamento sulle materie prime critiche e sulla comunicazione sul rafforzamento della sicurezza economica dell'Europa. Il provvedimento approvato dal Consiglio UE conferma che sarà la Commissione europea e non i singoli Stati membri – come attualmente previsto — a identificare le grandi imprese obbligate a preparare un'analisi del rischio.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/116/SAEC-EUR/CS del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione europea sta portando avanti una proposta legislativa che interviene sul Regolamento europeo 2024/1252/UE (CRM Act) che mira a garantire un approvvigionamento sicuro, diversificato e sostenibile di materie prime critiche. Il provvedimento proposto dalla Commissione è stato votato dal Consiglio dell'Unione europea il 10 marzo 2026 ed ora si attende il parere del Parlamento per poi dare inizio alla fase di Trilogo e confronto che dovrà portare all’approvazione del testo definitivo.
La proposta di basa sul piano d'azione RESourceEU, adottato dalla Commissione europea il 3 dicembre 2025, finalizzato ad accelerare la realizzazione del regolamento sulle materie prime critiche e sulla comunicazione sul rafforzamento della sicurezza economica dell'Europa. Il piano d'azione contiene misure sulla riduzione dei rischi finanziari e sul sostegno normativo per i progetti relativi alle materie prime critiche con un potenziale di diversificazione immediato, come pure misure volte a rendere operativi i suoi partenariati con paesi terzi, proteggere il mercato unico e creare un mercato duraturo per l'approvvigionamento diversificato di materie prime critiche. Tra le misure atte a conseguire tali obiettivi, la Commissione propone modifiche mirate del CRM Act al fine di razionalizzare, chiarire e semplificare alcune delle norme per migliorare la circolarità, aumentare la capacità di riciclaggio e rafforzare il mercato secondario delle materie prime critiche.
Il provvedimento approvato dal Consiglio UE, sulla scia di quello della Commissione, conferma che sarà la Commissione europea e non i singoli Stati membri – come attualmente previsto — a identificare le grandi imprese obbligate a preparare un'analisi del rischio. L'impresa interessata dovrà "mappare" la propria catena di approvvigionamento (tutti i fornitori fino alla miniera di estrazione) individuando i rischi di fornitura e le possibili interruzioni, in modo da garantire il costante flusso di materiali. I soggetti tenuti all'adempimento sono le grosse organizzazioni dei seguenti settori: batterie, idrogeno, energie rinnovabili, aerospazio, motori elettrici e trazione, elettronica di consumo, robotica, satelliti, semiconduttori avanzati.
Rispetto a quanto proposto dalla Commissione, il Consiglio europeo ha allineato la metodologia per calcolare la presenza di contenuto riciclato nei prodotti industriali al regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile.
Per maggiori informazioni si rimanda ai testi del provvedimento presentato dalla Commissione europea (in inglese) e del Piano d’azione RESourceEU (COM(2025)945final, in italiano) in allegato.
Il MASE ha risposto ad un interpello avanzato dal Comune di Qualiano che chiedeva chiarimenti rispetto ad una precedente risposta del MASE (interpello del 14.04.2025 in riscontro all’istanza di interpello formulata dalla Provincia di Potenza, protocollo n. 0071143), su criteri di applicazione delle colonne A e B della Tabella 1, Allegato 5, Parte IV del D.lgs. n. 152/2006.
Rispetto al caso specifico di un insediamento produttivo che solo marginalmente includa anche spazi a verde avente destinazione ornamentale (come siepi ed aiuole, giardini), Il Ministero chiarisce che si ritengono applicabili i limiti della colonna B di cui alla Tabella 1 dell’allegato 5, Titolo V, Parte Quarta, del D.lgs. n. 152/2006.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/115/SAEC-NOT/PE del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il MASE ha risposto ad un interpello avanzato dal Comune di Qualiano che chiedeva chiarimenti rispetto ad una precedente risposta del MASE (interpello del 14.04.2025 in riscontro all’istanza di interpello formulata dalla Provincia di Potenza, protocollo n. 0071143), nella parte in cui, ai fini della determinazione dei valori di attenzione e, quindi, della individuazione della colonna di cui alla Tabella 1, dell’Allegato V, Titolo V della Parte Quarta del D.lgs. n. 152/2006 cui fare riferimento, richiama “l'effettivo uso dell'area attribuendo valore decisivo ad elementi sostanziali della fattispecie concreta, quali le attività effettivamente svolte nel sito, o anche la funzione potenziale dell'area o la destinazione d'uso in ragione del contesto in cui lo stesso si inserisce”.
In riferimento al caso specifico richiamato dal Comune di Qualiano di un insediamento produttivo che solo marginalmente includa anche spazi a verde avente destinazione ornamentale (come siepi ed aiuole, giardini), Il Ministero – richiamando quanto già evidenziato nella precedente risposta – chiarisce che si ritengono applicabili i limiti della colonna B di cui alla Tabella 1 dell’allegato 5, Titolo V, Parte Quarta, del D.lgs. n. 152/2006: “è evidente” – secondo il MASE – “che la natura ornamentale del verde non possa determinare una autonoma ed effettiva destinazione d’uso nell’ambito di un complesso produttivo. Diverso è il caso di “concomitanza di diverse attività all’interno di un medesimo sito”; si pensi ad un esercizio commerciale (per esempio, una lavanderia) ubicato in un complesso residenziale. In tali casi, stante i diversi limiti previsti dalle destinazioni d’uso di cui alle colonne A (Siti ad uso Verde pubblico, privato e residenziale) e B (Siti ad uso Commerciale e Industriale) correlati ai bersagli e alla durata dell’esposizione ai contaminanti, si ritiene prevalente la destinazione residenziale che comporta, in concreto, l’applicazione della colonna A”.
Il MASE sottolinea che tale lettura risulta peraltro quella più conforme all’orientamento giurisprudenziale assestatosi nel tempo che valorizza la sostanzialità del contesto in cui il sito si inserisce.
Per maggiori approfondimenti si rinvia alla domanda di interpello e alla risposta del MASE.
Il MASE ha risposto ad un interpello avanzato dal Comune di Civitanova Marche con cui venivano chiesti chiarimenti in ordine al rispetto – nel caso di approvazione di un progetto di MISP che preveda il mantenimento in situ dei rifiuti - delle condizioni previste dal D.lgs. n. 36/2003 e l’acquisizione, nell’ambito della Conferenza dei servizi, dell’autorizzazione prevista dall’art. 8 del D.lgs. n. 36/2003.
Inoltre, in caso positivo, se l’applicazione del D.lgs. n. 36/2003 possa essere limitata alle sole disposizioni relative alla chiusura e alla gestione post-operativa delle discariche. Il Ministero ha sottolineato nella sua risposta che si applica solo la disciplina delle bonifiche nel caso in cui i rifiuti interrati restano dove stanno, non vengono rimossi e movimentati e sono adottate misure atte a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/114/SAEC-NOT/PE del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il MASE ha risposto (prot. 53741 dell’11 marzo 2026) ad un interpello avanzato dal Comune di Civitanova Marche (prot. n. 233624 del 10 dicembre 2025) con cui venivano chiesti chiarimenti in ordine al rispetto – nel caso di approvazione di un progetto di MISP che preveda il mantenimento in situ dei rifiuti - delle condizioni previste dal D.lgs. n. 36/2003 e l’acquisizione, nell’ambito della Conferenza dei servizi (art. 242 del D.lgs. n. 152/2006), dell’autorizzazione prevista dall’art. 8 del D.lgs. n. 36/2003. Inoltre, in caso positivo, se l’applicazione del D.lgs. n. 36/2003 possa essere limitata alle sole disposizioni relative alla chiusura e alla gestione post-operativa delle discariche.
Il caso evidenziato dal Comune riguardava un sito contaminato nel quale erano interrati rifiuti non pericolosi. Il progetto di bonifica prevedeva il mantenimento in situ dei rifiuti perché non era sostenibile economicamente un intervento di rimozione. E quindi veniva proposta una operazione di "messa in sicurezza permanente" (MISP) degli scarti presenti nel posto.
Il Ministero ha sottolineato nella sua risposta che si applica solo la disciplina delle bonifiche nel caso in cui i rifiuti interrati restano dove stanno, non vengono rimossi e movimentati e sono adottate misure atte a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti: “l’approvazione di un progetto di MISP che preveda il mantenimento in situ dei rifiuti, senza rimozione e movimentazione dei medesimi secondo le modalità previste dall’Allegato 3 al Titolo V della Parte IV del D.lgs. n. 152/2006 va autorizzato dall’Autorità competente ai sensi dell’art. 242, comma 7, D.lgs. n. 152/2006 e, per i SIN, ai sensi dell’art. 252, comma 4, del medesimo decreto legislativo. Per tale tipologia di intervento non è richiesto il rispetto delle condizioni previste dal D.lgs. n. 36/2003 e l’acquisizione, nell’ambito della Conferenza dei servizi di cui all’art. 242 del D.lgs. n. 152/2006, dell’autorizzazione prevista dall’art. 8 del D.lgs. n. 36/2003”.
Nel caso invece in cui la messa in sicurezza dei rifiuti avviene con spostamento in altra area del sito inquinato, o si proceda a conferire anche altri rifiuti presenti nello stesso sito, si applica la normativa sulle discariche (D.lgs. n. 36/2006). Infine il Ministero precisa che, in tal caso, poiché la "discarica" è funzionale alla bonifica dell'area, il procedimento autorizzatorio è quello di bonifica normato dal D.lgs. n. 152/2006.
Per maggiori approfondimenti si rinvia alla domanda di interpello e alla risposta del MASE.
Avvenire
Ricicla News
Il Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE) ha pubblicato il Bando RAEE 2026 per l’assegnazione di risorse economiche destinate al potenziamento e allo sviluppo del sistema di raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Le risorse, messe a disposizione dai produttori di AEE tramite i Sistemi Collettivi, sono destinate ai Comuni e alle società che effettuano la raccolta dei rifiuti elettronici per loro conto, con l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture e migliorare i servizi di raccolta sul territorio.
Il Bando (aperto sino al 1 maggio 2026) si articola in tre Misure di finanziamento:
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/113/SAEC-FIN/PE del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE) ha pubblicato il Bando RAEE 2026 per l’assegnazione di risorse economiche destinate al potenziamento e allo sviluppo del sistema di raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Le risorse, messe a disposizione dai produttori di AEE tramite i Sistemi Collettivi, sono destinate ai Comuni e alle società che effettuano la raccolta dei rifiuti elettronici per loro conto, con l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture e migliorare i servizi di raccolta sul territorio.
Il Bando si articola in tre Misure di finanziamento:
Ogni potenziale candidato potrà presentare una sola domanda di ammissione al contributo e per una sola Misura.
La partecipazione al Bando è prevista nella sola modalità online, la domanda deve essere predisposta mediante l’apposita funzionalità disponibile nell’area riservata del portale del CdC RAEE www.cdcraee.it, a cui si accede con le credenziali fornite dallo stesso CdC RAEE. Il Modello di domanda e tutta la documentazione obbligatoria dovranno essere compilati e trasmessi a partire da oggi e entro le ore 17.00 del 13 maggio 2026.
Trascorso tale termine, le funzionalità per la compilazione e l’invio delle domande saranno disattivate e i contenuti precedentemente inseriti saranno accessibili al proponente in sola modalità di lettura e non modificabili. Le domande in corso di compilazione, ovvero incomplete e non trasmesse, e le domande inviate oltre il termine ultimo indicato saranno considerate come non pervenute e pertanto escluse dalla valutazione.
Per favorire la partecipazione di tutti i Comuni e delle aziende della raccolta interessati, il CdC RAEE promuove un webinar dedicato, che si terrà il prossimo 19 marzo alle ore 11.00, durante il quale verranno approfonditi i contenuti del Bando e le modalità di presentazione della domanda di ammissione e verranno illustrate le risorse economiche disponibili per le diverse Misure. Per accedere al webinar sarà sufficiente collegarsi a questo link https://bit.ly/webinar_bandoRAEE_2026, qualche minuto prima dell’inizio. La registrazione del webinar sarà resa disponibile sul sito del CdC RAEE.
Tutte le informazioni utili, il testo ufficiale del Bando, le FAQ e tutta la documentazione sono disponibili di seguito.
La Segreteria tecnica del Bando fornisce supporto agli iscritti nella fase di predisposizione della documentazione richiesta ai seguenti contatti: tel.: 334.7063353 – 02.87244912 - mail: bando@cdcraee.it attivi dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00.
Il Secolo XIX
Recycling Europe, attraverso la sua sezione MTR alla quale UNIRIGOM è associata, ha fatto sapere che il prossimo incontro del team incaricato dalla Commissione europea di elaborare lo studio preparatorio per l'ecodesign degli pneumatici è stato rinviato all'8 giugno 2026.
Tale studio rappresenterà la base tecnica sulla quale la Commissione europea dovrà definire l’atto delegato, previsto dal Regolamento sulla progettazione ecocompatibile (Regolamento UE 2024/1781), che avrà il compito di fornire indicazioni sulla produzione degli pneumatici con logiche di sostenibilità.
Tra queste ad esempio contenuto di materiale riciclato, semplificazioni nelle procedure di trattamento del fine vita, allungamento ciclo di vita, presenza di sostanze pericolose ecc. In considerazione dei possibili impatti sul settore rappresentato Recycling Europe ha predisposto una bozza di position paper sul tema dove viene illustrato il punto di vista delle imprese del trattamento dei PFU.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/112/SAEC-EUR/CS del 13.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Recycling Europe, attraverso la sua sezione MTR alla quale UNIRIGOM è associata, ha fatto sapere che il prossimo incontro del team incaricato dalla Commissione europea di elaborare lo studio preparatorio per l'ecodesign degli pneumatici è stato rinviato all'8 giugno 2026. Tale studio rappresenterà la base tecnica sulla quale la Commissione europea dovrà definire l’atto delegato, previsto dal Regolamento sulla progettazione ecocompatibile (Regolamento UE 2024/1781), che avrà il compito di fornire indicazioni sulla produzione degli pneumatici con logiche di sostenibilità. Tra queste ad esempio contenuto di materiale riciclato, semplificazioni nelle procedure di trattamento del fine vita, allungamento ciclo di vita, presenza di sostanze pericolose.
In considerazione dei possibili impatti sul settore rappresentato Recycling Europe ha predisposto una bozza di position paper sul tema, costruito con il contributo dei suoi associati, dove viene illustrato il punto di vista delle imprese del trattamento dei PFU. Tale documento verrà utilizzato quindi nel confronto con i soggetti che dovranno lavorare alla costruzione dello studio preparatorio sull'ecodesign degli pneumatici.
Nello schema vengono proposte tre misure chiave per aumentare la circolarità nella catena del valore degli pneumatici e sostenere gli operatori che gestiscono i PFU:
Per maggiori informazioni si rimanda allo schema di position paper allegato chiedendo a quanti interessati di fornire, entro il prossimo 20 marzo 2026, eventuali commenti e osservazioni, inviandoli a d.cesaretti@fise.org. Sarà poi cura della struttura trasmetterli a Recycling Europe affinché possano essere presi in considerazione.
L’Italia è chiamata a misurarsi con sfide strutturali che incidono sulla competitività del sistema produttivo e sulla qualità della vita dei territori: decarbonizzazione, sicurezza energetica, gestione sostenibile delle risorse, modernizzazione infrastrutturale. In questo contesto, la realizzazione di opere di pubblica utilità rappresenta una leva strategica per coniugare tutela ambientale, sviluppo industriale e coesione sociale.
Con la settima edizione del Premio PIMBY GREEN, Assoambiente rinnova il proprio impegno a favore di una cultura del “fare” fondata su responsabilità, innovazione e partecipazione. L’obiettivo è promuovere il superamento dell’approccio “NIMBY” (Not In My BackYard), che ostacola la realizzazione di infrastrutture necessarie, e valorizzare una visione “PIMBY” (Please In My BackYard), orientata alla consapevolezza dei benefici ambientali, economici e occupazionali che le opere di qualità possono generare nei territori.
Il Premio intende riconoscere amministrazioni pubbliche, imprese e professionisti dell’informazione che si sono distinti nei settori dell’energia, della gestione dei rifiuti e delle trasformazioni del territorio, contribuendo a rafforzare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Categorie
1. Realizzazione di Infrastrutture Tecnologicamente Avanzate
Premia i progetti che hanno favorito l’innovazione e il progresso tecnologico nel territorio, migliorando l’efficienza, la sostenibilità ambientale e la resilienza delle infrastrutture.
2. Coinvolgimento Positivo e Responsabile dei Cittadini
Riconosce l’impegno di enti locali e pubbliche amministrazioni che hanno promosso percorsi strutturati di dialogo e partecipazione, favorendo una relazione trasparente con le comunità interessate dalle opere.
3. Informazione Trasparente e Scientifica
Valorizza giornalisti e autori che hanno contribuito a diffondere un’informazione rigorosa, basata su dati verificabili e conoscenze tecnico-scientifiche, contrastando narrazioni distorsive e opposizioni aprioristiche.
Candidature
Il termine per l’invio delle candidature per il Premio PIMBY Green 2026 è fissato per il 29 maggio 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite email alla segreteria dell'Associazione: assoambiente@assoambiente.org esplicitando in oggetto “Candidatura Premio Pimby Green 2026”.
La candidatura deve essere presentata esclusivamente via email, compilando il Modulo di presentazione candidatura fornito dall'Associazione (allegato).
Premiazione
La cerimonia di premiazione del Premio PIMBY GREEN 2026 si terrà a Milano il 9 luglio 2026, presso la prestigiosa Villa Necchi Campiglio - Bene FAI, nell’ambito di una serata di Gala organizzata dall’Associazione.
Un appuntamento che rappresenta non solo un momento celebrativo, ma un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder sulla necessità di rafforzare una cultura industriale e ambientale capace di trasformare le infrastrutture in opportunità di sviluppo per le comunità.
ASSOAMBIENTE continua con i Circular Talks, una serie di incontri pensati per approfondire best practice e tematiche strategiche nel settore del waste management e dell’economia circolare. Un’opportunità di confronto con esperti del settore su sfide attuali e scenari futuri.
A riguardo segnaliamo che il prossimo 25 marzo 2026 (ore 14.00-17.00) Assoambiente, in collaborazione con Innovando, ha organizzato un nuovo Circular talk su “Verso il DIWASS: cosa devono aspettarsi gli operatori dal 21 maggio 2026” che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle Regioni e di FEAD per un confronto in merito alla prossima entrata in vigore del DIWASS (Digital Waste Shipment System).
Ricordiamo che l’art. 27 del nuovo Regolamento (UE) 1157/2024, in vigore dal 2006 ha introdotto, tra l’altro, modalità innovative per lo scambio dei documenti e delle informazioni relative alle spedizioni di rifiuti: dal 21 maggio 2026 si passerà ad un sistema digitale centralizzato per lo scambio di informazioni: il DIWASS. Entro il 3 febbraio 2026, le Autorità competenti degli Stati membri sono tenute a comunicare alla Commissione le modalità con cui intendono accedere al sistema centrale e consentirne l’utilizzo agli operatori economici.
A livello nazionale le Autorità competenti sono individuate nelle Regioni o nelle Province e, allo stato attuale, non esiste un sistema digitale unico a livello nazionale per la trasmissione dei documenti edelle informazioni relative alle procedure di notifica. È quindi verosimile che l’accesso al sistema centrale europeo avvenga secondo modalità differenti tra operatori che operano in Regioni o Province anche geograficamente contigue.
Al fine di favorire una transizione efficace, il confronto nell’ambito del Talk mira a portare in evidenza criticità e potenzialità di tale nuovo sistema con testimonianze a livello nazionale ed europeo nel comune obiettivo di evitare che tali nuove procedure non determinino rallentamenti delle procedure di notifica e, più in generale, delle spedizioni di rifiuti, con potenziali ripercussioni sull’intera gestione dei rifiuti urbani e speciali.
Il programma è disponibile al seguente link: Programma Circular Talk.
Per ricevere il link per la partecipazione da remoto è necessario iscriversi a mandando email a assoambiente@assoambiente.org (oggetto “Circular Talk DIWASS”).
Con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, vengono introdotte nuove regole per rafforzare il ruolo dei consumatori nella transizione ecologica, garantendo informazioni più chiare e affidabili sulle caratteristiche ambientali dei prodotti. Il provvedimento entra in vigore il 24 marzo 2026 anche se le disposizioni introdotte dalla direttiva europea diventeranno pienamente applicabili dal 27 settembre 2026 (data entro cui gli Stati UE devono rendere operative le nuove regole contro il greenwashing).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/110/SAEC-NOT/PE del 11.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde (G.U. del 9 marzo 2026 n. 56/2026), vengono introdotte nuove regole per rafforzare il ruolo dei consumatori nella transizione ecologica, garantendo informazioni più chiare e affidabili sulle caratteristiche ambientali dei prodotti.
Il provvedimento entra in vigore il 24 marzo 2026 anche se le disposizioni introdotte dalla direttiva europea diventeranno pienamente applicabili dal 27 settembre 2026 (data entro cui gli Stati UE devono rendere operative le nuove regole contro il greenwashing).
Il provvedimento introduce nuove regole per contrastare il greenwashing, rafforzare la tutela dei consumatori e migliorare la trasparenza delle informazioni ambientali utilizzate dalle imprese nella promozione di prodotti e servizi.
In particolare, la norma interviene su:
Per ulteriori dettagli si rimanda al decreto in allegato.
ASSOAMBIENTE continua con i Circular Talks, una serie di incontri pensati per approfondire best practice e tematiche strategiche nel settore del waste management e dell’economia circolare.
Un’opportunità di confronto con esperti del settore su sfide attuali e scenari futuri.
A riguardo segnaliamo che il prossimo 25 marzo 2026 (ore 14.00-17.00) Assoambiente, in collaborazione con Innovando, ha organizzato un nuovo Circular talk su “Verso il DIWASS: cosa devono aspettarsi gli operatori dal 21 maggio 2026” che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle Regioni e di FEAD per un confronto in merito alla prossima entrata in vigore del DIWASS (Digital Waste Shipment System) - il sistema digitale centralizzato per lo scambio di informazioni relativo ai movimenti transfrontalieri dei rifiuti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/111/SAEC-COM/PE del 12.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In tema di antinfortunistica segnaliamo che ad inizio marzo INAIL ha dato notizia in merito alla pubblicazione del calendario con le scadenze del nuovo avviso pubblico, in attuazione del Dlgs 81/2008, con cui mette a disposizione 600 milioni di euro per sostenere la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Inoltre in relazione alle novità introdotte dal D.L. 159/2025 (“Decreto Sicurezza 2025”), convertito dalla Legge 198/2025, l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) ha fornito alcuni chiarimenti con Circolare 23 febbraio 2026, n. 1.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/109/SAEC-LAV/PE del 10.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Di seguito alcuni aggiornamenti in materia di antinfortunistica e DPI:
Ad inizio marzo INAIL ha dato notizia in merito alla pubblicazione del calendario con le scadenze del nuovo avviso pubblico, in attuazione del Dlgs 81/2008, con cui mette a disposizione 600 milioni di euro per sostenere la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le imprese, anche individuali, possono partecipare al "Bando ISI 2025" per ottenere fino a 130mila euro a progetto: gli interventi possono interessare il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, la riduzione dei rischi infortunistici in azienda, interventi di bonifica da materiali contenenti amianto e l'adozione di modelli organizzativi (come il sistema di gestione della salute e sicurezza certificato Uni En Iso 45001).
Le domande potranno essere presentate in via telematica attraverso la sezione "Servizi on-line" dell'Inail. La procedura per la compilazione delle istanze si chiuderà alle ore 18 del 28 maggio 2026.
Per maggiori informazioni: qui
In relazione alle novità introdotte dal D.L. 159/2025 (“Decreto Sicurezza 2025”), convertito dalla Legge 198/2025, l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) ha fornito alcuni chiarimenti con Circolare 23 febbraio 2026, n. 1.
In particolare INL ha sottolineato l’obbligo per il datore di lavoro di includere nell'attività di valutazione dei rischi l'identificazione degli indumenti che sono destinati a proteggere la sicurezza dei lavoratori (DPI) al fine di mantenerli in efficienza e di assicurarne le condizioni d'igiene (articolo 77, D.lgs. n. 81/2008), precisando che "durante gli accertamenti ispettivi, si provvederà a verificare che il datore di lavoro, nell'ambito del Dvr (documento di valutazione dei rischi), abbia identificato quali siano gli indumenti di lavoro che assumono la caratteristica di Dpi".
Tra gli altri temi richiamati nella circolare: badge digitale e patente a punti per i cantieri edili, lavori in quota, formazione e sorveglianza sanitaria.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Circolare INL in allegato
Il 4° Convegno Nazionale su Impresa e Ambiente, organizzato da TuttoAmbiente in collaborazione con Ekofuture, Confindustria Piacenza e Assiea, si terrà il 10 aprile 2026 presso la Volta del Vescovo a Piacenza.
L’evento sarà incentrato sul ruolo della governance ambientale aziendale come leva strategica per accompagnare le imprese nella transizione sostenibile senza perdere competitività.
Clicca qui per scaricare il Programma
Il Direttore ASSOAMBIENTE, Elisabetta Perrotta prenderà parte all'evento.
Il Riformista
Facendo seguito alla circolare n. 72/2026 del 13 febbraio u.s. si invitano le aziende che non abbiano già provveduto a compilare il modulo allegato, da restituire agli indirizzi di posta elettronica d.miccoli@fise.org e a.carpi@fise.org, cortesemente
entro il 20 marzo 2026
Come noto, le informazioni si rendono necessarie ai fini della ripartizione tra le Organizzazioni Sindacali stipulanti delle aspettative sindacali retribuite per l'anno 2026, a termini dell'art. 57 del CCNL 18 maggio 2022 (ex articolo 60 CCNL 6 dicembre 2016); si ricorda che i dati relativi alla rappresentatività delle OO.SS. presenti nel comparto si riferiscono alla data del 1° novembre 2025.
Si fa seguito alla circolare n. 17/2026 dello scorso 14 gennaio ed alla successiva n. 29 del 21 gennaio.
Come noto (cfr. ulteriore circolare n. 71/2026 del 12 febbraio scorso), lo scorso 3 febbraio, anche ad esito di approfondite valutazioni tecnico-giuridiche e politiche, il Consiglio Direttivo Rifiuti Urbani Assoambiente ha deliberato l’applicazione dell’Accordo di rinnovo 9 dicembre 2025, posizione formalizzata poi in una lettera inviata il 12 febbraio a tutte le Parti stipulanti il CCNL di categoria.
In relazione all’apertura di un tavolo di confronto con le Associazioni Datoriali sul tema, che si terrà nei prossimi giorni, si è quindi ritenuto di ripristinare con efficacia immediata il riconoscimento dei permessi sindacali nazionali di cui all’articolo 57, lettera “E” del CCNL di categoria.
Come di consueto le aziende interessate riceveranno specifica e dettagliata comunicazione relativa a ciascuna richiesta di permesso.
Con riserva di aggiornamenti sugli sviluppi della situazione.
In data 10 febbraio 2026 ARERA ha comunicato che è aperta la raccolta dati in materia di qualità contrattuale e tecnica del servizio di gestione dei rifiuti urbani relativa all’anno 2025, che consente ai soggetti interessati di adempiere agli obblighi di comunicazione all’Autorità, previsti dall’articolo 58 del Testo unico per la regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF).
Sono tenuti alla compilazione tramite piattaforma online entro il 31 marzo 2026 gli ETC e i Gestori che al 31 dicembre 2025 svolgevano almeno una tra le attività di raccolta, trasporto spazzamento, lavaggio strade, gestione tariffe e rapporto con gli utenti, ivi inclusi i Comuni che le gestiscono in autonomia.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/106/SAEC-ARE/CC del 10.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In data 10 febbraio 2026 ARERA ha comunicato che è aperta la raccolta dati in materia di qualità contrattuale e tecnica del servizio di gestione dei rifiuti urbani relativa all’anno 2025, che consente ai soggetti interessati di adempiere agli obblighi di comunicazione all’Autorità, previsti dall’articolo 58 del Testo unico per la regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF).
Sono tenuti alla compilazione, tramite piattaforma online, entro il 31 marzo 2026:
Sono previste 3 raccolte dati distinte articolate in relazione allo schema regolatorio di riferimento:
Per ciascuna raccolta, ARERA ha reso disponibili specifiche istruzioni di compilazione.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Comunicato consultabile qui.
XFIR a un mese dall’entrata in vigore. Stato dell’arte, aggiornamenti normativi e soluzioni operative
18 marzo | 16:30 – 18:00 | Omniwebinar
A un mese dall’entrata in vigore dell’XFIR, le ultime settimane hanno messo alla prova l’operatività di imprese, trasportatori, intermediari e impianti: avvisi di indisponibilità dei servizi RENTRI, gestione delle procedure emergenziali e, in parallelo, gli interventi normativi confluiti nella Legge di conversione del Milleproroghe, che consentono l’utilizzo del FIR cartaceo fino al 15 settembre 2026 e rinviano alla stessa data l’applicazione di specifiche sanzioni legate alla trasmissione dei dati.
In questo Omniwebinar organizzato da Omnisyst in collaborazione con Assoambiente, faremo il punto sugli aggiornamenti normativi e operativi, su cosa comportano concretamente lungo la filiera e sulle difficoltà emerse in questa fase di avvio. A partire dall’inquadramento di scenario e degli obblighi, entreremo nel merito delle azioni pratiche per gestire la transizione senza blocchi.
Interverranno:
Il webinar si concluderà con uno spazio dedicato al Q&A, per rispondere ai quesiti dei partecipanti e approfondire casi concreti emersi in queste settimane.
Clicca qui per la registrazione.
Il D.lgs. n. 29/2026 recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie (G.U. n. 54 del 6 marzo 2026) chiarisce il campo di applicazione del provvedimento limitato alle batterie che rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento (UE) 2023/1542 e istituisce un Tavolo nazionale batterie, con funzioni consultive, composto da rappresentanti del MASE, del MIMIT, del Ministero della salute, del Ministero dell’Interno e del Ministero delle infrastrutture oltre che di altri Enti e associazioni nazionali.
Il provvedimento è in vigore dal 7 marzo 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/105/SAEC-NOT/CS del 09.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato il D.lgs. n. 29/2026 recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie (G.U. n. 54 del 6 marzo 2026), in vigore già dal 7 marzo 2026.
Tra gli elementi chiave del provvedimento segnaliamo in particolare:
Per ulteriori dettagli si rimanda al testo del decreto allegato.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 256 del 9 marzo 2026.
Buona lettura.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su "Il Testo integrato corrispettivi servizio gestione rifiuti (TICSER): nuovi criteri di articolazione tariffaria agli utenti e impatti per la gestione dei servizi di igiene urbana” che si terrà nella giornata del 25 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00.
A partire dal 2026 infatti Gestori e Enti locali dovranno procedere nell’adeguamento dei sistemi di determinazione delle tariffe agli utenti, nonché nell’elaborazioni di simulazioni tariffarie al fine di identificare gli impatti del nuovo metodo di calcolo. Inoltre potranno valutare l’implementazione di sistemi di misurazione dei rifiuti conferiti che potranno essere impiegati per la determinazione dei nuovi driver di ripartizione della tariffa.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/104/SAEC-COM/PE del 09.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su "Il Testo integrato corrispettivi servizio gestione rifiuti (TICSER): nuovi criteri di articolazione tariffaria agli utenti e impatti per la gestione dei servizi di igiene urbana” che si terrà nella giornata del 25 marzo 2026 dalle 10.00 alle 13.00.
Con la Delibera 396/2025 ARERA ha approvato il “Testo integrato corrispettivi servizio gestione rifiuti (TICSER), recante i criteri di articolazione tariffaria agli utenti” (v. circolare Assoambiente n. 309/2025), prevedendo modifiche sostanziali per la definizione delle tariffe applicate agli utenti, finora definite ai sensi del DPR 158/1999. I nuovi criteri, che dovranno essere applicati a partire dall’anno 2028, prevedono:
A partire dal 2026 Gestori e Enti locali dovranno procedere nell’adeguamento dei sistemi di determinazione delle tariffe agli utenti, nonché nell’elaborazioni di simulazioni tariffarie al fine di identificare gli impatti del nuovo metodo di calcolo. Inoltre potranno valutare l’implementazione di sistemi di misurazione dei rifiuti conferiti che potranno essere impiegati per la determinazione dei nuovi driver di ripartizione della tariffa.
Il seminario è rivolto a Gestori dei Servizi, Gestori Integrati, Enti d’Ambito del settore rifiuti, ed in particolare a Direttori, Responsabili e Funzionari Tecnici, Amministrativi e Commerciali.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.
Dal 5 marzo al 4 maggio è aperta la consultazione pubblica su UNI1614037 - Metodo di prova per la determinazione della qualità del rifiuto organico da recuperare attraverso i processi di digestione anaerobica e compostaggio.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/103/SAEC-NOT/PE del 09.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 5 marzo al 4 maggio è aperta la consultazione pubblica su UNI1614037 - Metodo di prova per la determinazione della qualità del rifiuto organico da recuperare attraverso i processi di digestione anaerobica e compostaggio.
La norma in particolare specifica i procedimenti per:
Il documento è scaricabile qui.
Pubblicato il DPCM 30 gennaio 2026 recante l’approvazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale per l’anno 2026, che sarà utilizzato per le dichiarazioni riferite all’anno 2025.
Stante le previsioni normative di cui alla Legge n. 70/1994, per quest’anno il termine per la presentazione in via telematica del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) slitta al 3 luglio p.v. Il MASE, cui è demandata la pubblicazione degli allegati al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in oggetto, ha pubblicato in data odierna la documentazione necessaria per procedere all’adempimento da parte degli operatori interessati.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/102/SAEC-NOT/LE del 06.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 2026 recante l’approvazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale per l’anno 2026 (MUD 2026), che sarà utilizzato per le dichiarazioni riferite all’anno 2025 (G.U. n. 53 del 5 marzo 2026).
Come noto, in base all'articolo 6 della Legge 25 gennaio 1994 n.70, il termine per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e, pertanto, per quest’anno slitta di conseguenza al 3 luglio p.v.
Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE), cui è demandata la pubblicazione degli allegati al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in oggetto ha pubblicato in data odierna:
In estrema sintesi le modifiche del nuovo modello di dichiarazione ambientale, apportate per consentire l’adeguamento a nuove disposizioni normative intervenute, come anche evidenziato nella sintesi riportata sul sito del MASE (come riportate al link del MASE sopra richiamato) sono piuttosto limitate; tra di esse segnaliamo:
Come anche negli anni scorsi, le dichiarazioni continueranno a essere effettuate esclusivamente in modalità digitale attraverso i portali MUD Telematico e MUD Comuni gestiti dalle Camere di Commercio e Unioncamere provvederà nei prossimi giorni a pubblicare i prodotti informatici e i portali per la compilazione e presentazione del MUD 2026.
Nel rimanere a disposizione per eventuali informazioni, si rinvia ai link di cui sopra e al DPCM in allegato per ulteriori approfondimenti.
Segnaliamo il prossimo appuntamento con FEAD per l’aggiornamento sui principali dossier in esame a livello europeo, in particolare sulla gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/101/SAEC-EUR/PE del 06.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 27 marzo 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
Di seguito il seguente link per seguire evento:
Microsoft Teams meeting
Join: https://teams.microsoft.com/meet/34951765829282?p=ebJcS4XjpiBFxMwAY5
Meeting ID: 349 517 658 292 82
Passcode: My6EA2sj
Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.
Dal 29 aprile al 10 giugno 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Master Executive Esperto ambiente e della Transizione ecologica.
Tra i temi affrontati nel Master; introduzione al diritto e alla gestione ambientale; riqualificazione, riparazione e ripristino ambientale; le Autorizzazioni (AIA, AUA, VIA); gestione dei rifiuti; emissioni in atmosfera; scarichi idrici; bonifiche di siti contaminati; ESG & Sostenibilità ambientale; Energy management; sistemi di gestione ambientale e LCA; Responsabilità e sanzioni.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/100/SAEC-COM/PE del 06.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 29 aprile al 10 giugno 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming il Master Executive Esperto ambiente e della Transizione ecologica.
Il corso è rivolto principalmente, a Produttori e gestori di rifiuti; Waste manager; Responsabili ambientali di aziende private e pubbliche; Consulenti, tecnici e liberi professionisti del settore ambientale; Operatori nel settore ambientale; Laureati e laureandi; Diplomati che vogliono acquisire conoscenze e professionalità nel settore della gestione rifiuti.
Il Master, che tratterà tutte le principali discipline in cui si articola la gestione ambientale, mira alla formazione di un professionista dell’ambiente competente sia dal punto di vista tecnico che giuridico, sotto la guida di esperti ambientali italiani. Preparazione idonea ad assicurare una corretta e operativa gestione delle problematiche ambientali ed evitare rischi e costi derivanti da eventuali sanzioni.
Verranno discusse anche le difficoltà pratiche che si incontrano nell’attività quotidiana insieme ad un network di professionisti con i quali confrontarsi per le questioni più complesse.
Previsti crediti per Ingegneri e RSPP/ASPP.
Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.
Per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.
Per eventuali ulteriori informazioni: Martina Bonvini – Alice Bergami;
Mail: formazione@tuttoambiente.it;
Telefono: +39 0523.315305.
Pubblicata sul portale RENTRi, area supporto, la FAQ recante la scheda “Sintesi delle disposizioni operative in caso di indisponibilità dei servizi RENTRI”, che riassume in una pagina-guida i principali contenuti già contenuti nelle modalità riportate nel DD n. 319/2025 e nel DD n. 25/2026 che gli operatori devono seguire in caso di indisponibilità dei servizi RENTRi.
Pubblicato altresì un tutorial che descrive le modalità operative che produttore, trasportatore e destinatario possono seguire per la gestione del FIR digitale in caso di indisponibilità dei servizi RENTRi o in caso di indisponibilità temporanea della connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale utilizzati dall’operatore.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/099/SAEC-REN/LE del 05.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicata sul portale RENTRI, area supporto, la FAQ recante la scheda “Sintesi delle disposizioni operative in caso di indisponibilità dei servizi RENTRI”, sostanzialmente creata per:
Cogliamo l’occasione per segnalare la pubblicazione di un tutorial che descrive le modalità operative (riportate negli Allegati 1 e 2 del DD. n. 25/2026) che produttore, trasportatore e destinatario possono seguire per la gestione del FIR digitale in caso di indisponibilità dei servizi RENTRi o in caso di indisponibilità temporanea della connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale utilizzati dall’operatore.
Per ogni approfondimento rimandiamo alla scheda di sintesi al presente link.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
ATIA-ISWA Italia insieme all’Università di Tor Vergata e Roma Technopole hanno organizzato un Seminario Tecnico Scientifico su “VALORIZZAZIONE DI RESIDUI INDUSTRIALI CON EVENTUALE UTILIZZO DI CO2 DA FONTI EMISSIVE”. L’evento si terrà il 10 marzo 2026 (ore 14.00-18.00) a Roma (Sala Convegni - Università degli studi di Roma Tor Vergata via del Politecnico 1).
Il Seminario affronterà il tema delle strategie di valorizzazione di residui industriali come scorie di acciaieria, residui da termovalorizzazione di rifiuti, ceneri dalla combustione di biomasse e rifiuti di costruzione e demolizione, al fine di ottenere aggregati riciclati o artificiali e altre tipologie di materiali da costruzione. Verrà discussa non solo la compatibilità tecnica dei prodotti, ma anche come valutare la compatibilità ambientale del loro utilizzo e quindi definire criteri End of Waste specifici. Particolare attenzione verrà attribuita ai processi di trattamento che possono consentire non solo di ottenere prodotti valorizzabili ma anche di stoccare in forma solida e permanente le emissioni di CO2provenienti da fonti puntuali, come nel progetto di ricerca portato avanti nell'ambito del progetto Rome Technopole dall'unità di Tor Vergata. Verranno fornite le esperienze delle aziende che generano o trattano i residui.
Il seminario è gratuito e aperto a tutti.
Per partecipare in presenza all’evento è necessario prenotarsi, inviando una mail al seguente indirizzo: costa@ing.uniroma2.it indicando nell’oggetto “partecipazione in presenza all’evento "VALORIZZAZIONE DI RESIDUI INDUSTRIALI CON EVENTUALE UTILIZZO DI CO2 DA FONTI EMISSIVE” e nel testo della mail cognome, nome, recapito telefonico ed indirizzo mail.
I posti a disposizione sono limitati, pertanto farà fede l’ordine di prenotazione.
Per coloro che non intendono richiedere il riconoscimento dei CFP e vogliono seguire l’evento in modalità telematica è necessario prenotarsi, inviando una mail al seguente indirizzo: costa@ing.uniroma2.it indicando nell’oggetto “partecipazione telematica all’evento "VALORIZZAZIONE DI RESIDUI INDUSTRIALI CON EVENTUALE UTILIZZO DI CO2 DA FONTI EMISSIVE” e nel testo della mail cognome, nome, recapito telefonico ed indirizzo mail. Qualche giorno prima dell’evento vi saranno inviate le indicazioni e le credenziali per il collegamento telematico.
In allegato programma.
la Repubblica.it
GreenReport
Regione Lombardia ha approvato l’Avviso pubblico per l’assegnazione di voucher aziendali a catalogo per interventi di Formazione aggiuntiva in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Il valore del voucher copre il 100% del costo della formazione e si differenzia in funzione del percorso formativo scelto e della durata (da 2 a 4 ore), come specificato nell’Allegato A.8 dell’Avviso. Le domande di voucher devono essere presentate tramite il sistema informativo Bandi e Servizi di Regione Lombardia entro le ore 17:00 del 31 ottobre 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/098/SAEC-FIN/PE del 03.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Con Decreto n. 19286 del 10 dicembre 2024, Regione Lombardia ha approvato l’Avviso pubblico per l’assegnazione di voucher aziendali a catalogo per interventi di Formazione aggiuntiva in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La misura si inquadra nell’ambito dell’Accordo quadro di collaborazione tra INAIL e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, firmato in data 14/07/2023, a cui ha aderito Regione Lombardia.
Alla misura possono partecipare Imprese private aventi sede legale e/o operativa in Lombardia e aventi le seguenti classificazioni ATECO, codice primario o secondario:
Il valore del voucher copre il 100% del costo della formazione e si differenzia in funzione del percorso formativo scelto e della durata (da 2 a 4 ore), come specificato nell’Allegato A.8 dell’Avviso.
I percorsi formativi vengono erogati dagli Operatori accreditati ai servizi alla formazione (sezione A o B) di Regione Lombardia. Il catalogo dei corsi e i relativi dettagli (costo rimborsabile, durata corsi, n. max lavoratori per classe) sono allegati alla presente comunicazione.
Le domande di voucher devono essere presentate tramite il sistema informativo Bandi e Servizi di Regione Lombardia entro le ore 17:00 del 31 ottobre 2026.
Tutte le informazioni relative al bando sono disponibili al link: Formazione aggiuntiva in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Per ulteriori chiarimenti ci si può rivolgere alla casella di posta: formazionecontinua@regione.lombardia.it.
Radiocor de Il Sole 24 Ore, Borsa Italiana, Think, Phase out Magazine, Italia Circolare, PressItalia.net, La Nuova del Sud, La Voce di Rovigo, Hi-Tech Ambiente
Economy, Asfei Brokers, Recover Magazine, Ambiente.news, Circular Economy Let's Talk
Pubblicata la Legge n. 26/2/2026 di conversione in legge, con modificazioni, del DL n. 200/2025 recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi (cd. decreto Milleproroghe) che dispone proroghe di particolare interesse per le imprese del settore rifiuti. Tra i temi: RENTRi, geolocalizzazione per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, attività R1 per cementifici e riutilizzo acque reflue depurate.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/097/SAEC-NOT/LE del 02.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicata la Legge n. 26 del 27 febbraio 2026 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (v. circolare Assoambiente n. 004/2026), recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi (cd. decreto Milleproroghe - GU n. 49 del 28.02.2026).
Nell’ambito dei lavori alla Camera dei Deputati per la conversione del provvedimento sono stati inseriti alcuni emendamenti di particolare interesse delle imprese associate. In particolare, rispetto a quanto riportato all’art. 13 (Proroga di termini in materie di competenza del MASE), segnaliamo:
RENTRi
ALBO GESTORI - GEOLOCALIZZAZIONE
RIUTILIZZO DELLE ACQUE REFLUE DEPURATE
R1 CEMENTIFICI
RISCALDAMENTO-RAFFRESCAMENTO
Per ulteriori dettagli si rimanda al provvedimento e alla sintesi sullo stralcio degli articoli di interesse, disponibili in allegato.
Sul sito Assoambiente è stato pubblicato il Report attività 2025 che riporta i principali risultati dell’azione associativa svolta lo scorso anno.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/096/SAEC-COM/PE del 02.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che sul sito Assoambiente è stato pubblicato il Report attività 2025 che riporta i principali risultati dell’azione associativa svolta lo scorso anno.
Nel 2025 l’Associazione ha proseguito la propria attività non solo intervenendo a livello nazionale ed europeo non solo per rendere operativamente praticabile il percorso di circolarità e garantire un contesto operativo improntato allo sviluppo della concorrenza fra operatori efficienti e competitivi ma anche per sottolineare l’esigenza di un cambio di approccio vero, basato su pragmatismo e politiche industriali, in considerazione del supporto che questo settore può fornire in termini di approvvigionamento di energia e materia anche a settori chiave della crescita economica europea, rendendola più autosufficiente e competitiva.
Per quanti interessati il Report è disponibile qui.
Pubblicata laDirettiva (UE) 2026/470, che modifica le Direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE,2022/2464/UE (CSRD) e2024/1760/UE (CSDDD) per quanto riguarda alcuni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (GUUE del 26 febbraio 2026).
Nel contesto dell’impegno preso dalla Commissione di ridurre gli oneri di rendicontazione e rafforzare la competitività dell’UE, presentati attraverso il pacchetto Omnibus I, la stessa era intervenuta modificando la normativa in vigore, tra cui la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) che impone alle aziende un rendiconto trasparente dei dati ESG (ambientali, sociali, governance) e la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) che obbliga le aziende a monitorare e prevenire impatti negativi su diritti umani e ambiente lungo tutta la catena di fornitura.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/095/SAEC-EUR/FA del 02.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicata la Direttiva (UE) 2026/470, che modifica le Direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, 2022/2464/UE (CSRD) e 2024/1760/UE (CSDDD) per quanto riguarda alcuni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (GUUE del 26 febbraio 2026).
Si ricorda che nel contesto dell’impegno preso dalla Commissione di ridurre gli oneri di rendicontazione e a rafforzare la competitività dell’UE, presentati attraverso il pacchetto Omnibus I (v. circolare Assoambiente n. 458 dell’11 dicembre 2025), si è reso necessario modificare la normativa in vigore, tra cui la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) che impone alle aziende un rendiconto trasparente dei dati ESG (ambientali, sociali, governance) e la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) che obbliga le aziende a monitorare e prevenire impatti negativi su diritti umani e ambiente lungo tutta la catena di fornitura.
La nuova Direttiva riduce quindi in modo significativo l’ambito di applicazione dell’obbligo di rendicontazione di sostenibilità previsto dalla CSRD. L’obbligo varrà solo per le grandi imprese che superano sia i 1.000 dipendenti sia i 450 milioni di euro di fatturato annuo, escludendo quindi le PMI che inizialmente sarebbero state coinvolte.
Una delle principali novità è l’introduzione delle c.d. imprese protette e del value chain cap, nel quale rientrano tutte quelle imprese che non superano la media di 1.000 dipendenti nell’anno di rendicontazione e che sono parte della catena del valore dell’impresa soggetta a rendicontazione. Queste imprese dovranno fornire molte meno informazioni rispetto a quanto previsto in origine, perché saranno soggette solo agli standard volontari che la Commissione adotterà nei prossimi mesi. Fino alla loro pubblicazione, potranno limitarsi a seguire la Raccomandazione UE 2025/1710 e gli standard già in uso (VSME di EFRAG). In pratica, un’impresa obbligata alla rendicontazione non potrà chiedere alle aziende della propria catena del valore con meno di 1.000 dipendenti informazioni aggiuntive rispetto a quelle previste da tali standard semplificati.
Per le società che avevano già iniziato a preparare la reportistica dal 2024 è prevista una fase transitoria per gli esercizi 2025 e 2026.
La nuova norma inoltre riduce drasticamente il numero di imprese soggette alla direttiva CSDDD, che impone l'adozione di "misure di diligenza" ulteriori rispetto ai già vigenti obblighi ambientali, per prevenire ed eventualmente eliminare gli impatti negativi sull'ambiente (e sui diritti umani) prodotti dalle loro attività e dalle catene del valore a cui partecipano: l’applicazione è ora limitata alle aziende con almeno 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato annuo.
La direttiva riformulata prevede che le imprese obbligate possano chiedere informazioni ai partner commerciali con meno di 5.000 dipendenti solo quando tali informazioni non siano ottenibili in altro modo. L’analisi degli impatti lungo la catena del valore deve quindi basarsi principalmente su informazioni ragionevolmente disponibili, come banche dati e strumenti di ricerca, per individuare le aree a maggior rischio di impatti negativi.
Sono inoltre abrogate due parti centrali della proposta iniziale:
Si informa che gli Stati membri, in base alla revisione normativa, avranno un anno in più per il recepimento della direttiva CSDDD (entro il 26 luglio 2028 invece che entro il 26 luglio 2027) e le imprese saranno tenute ai nuovi obblighi di due diligence dal 26 luglio 2029 (invece che dal 26 luglio 2028 come previsto, progressivamente in base alle dimensioni aziendali, dall'attuale normativa).
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla Direttiva in allegato alla presente.
Con il decreto ministeriale 19 gennaio 2026, il MASE ha elaborato ed ufficializzato le somme che devono pagare i Consorzi del riciclo dei rifiuti per il finanziamento delle funzioni di vigilanza svolte dal MASE.
Il D.Lgs. 152/2006 infatti stabilisce che il Ministero dell'Ambiente svolga controlli sulla gestione dei rifiuti e degli imballaggi, elabori l'aggiornamento periodico sulle misure per prevenire la produzione dei rifiuti ed effettui tutta una serie di attività autorizzative e di sorveglianza sui Consorzi. Con tale decreto vengono ripartiti i costi di queste attività svolte dal MASE tra i vari soggetti della filiera.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/094/SAEC-COM/CS del 02.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con il decreto ministeriale 19 gennaio 2026, ha elaborato ed ufficializzato le somme che devono pagare i Consorzi del riciclo dei rifiuti per il finanziamento delle funzioni di vigilanza svolte dal MASE.
Il D.lgs. n. 152/2006 infatti stabilisce che il Ministero svolga controlli sulla gestione dei rifiuti e degli imballaggi, elabori l'aggiornamento periodico sulle misure per prevenire la produzione dei rifiuti ed effettui tutta una serie di attività autorizzative e di sorveglianza sui Consorzi che per conto delle imprese assolvono gli obblighi della responsabilità estesa del produttore.
Con tale decreto vengono ripartiti i costi di queste attività svolte dal MASE tra i vari soggetti della filiera: sia quelli pubblici istituiti dal D.lgs. n. 152/2006 che quelli "autonomi" autorizzati nel tempo dal Ministero.
I prodotti e relativi rifiuti oggetto del decreto sono gli imballaggi, le AEE, gli pneumatici, gli oli minerali e vegetali, il polietilene e le pile e batterie. L'ammontare delle spese sostenute dal MASE relativamente al 2022 e da ripartire tra tutti i soggetti coinvolti è pari a 2.238.280 euro. La cifra che dovranno corrispondere i singoli soggetti è costituita da una parte fissa, pari allo 0,2% del contributo complessivo, e da una quota variabile commisurata al valore della produzione attestato nel bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato, dove è presente anche una tabella con i corrispettivi dovuti dai consorzi.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 255 del 2 marzo 2026.
Buona lettura.
GreenReport
Con riferimento alla precedente circolare n. 24/2026 del 19 gennaio scorso si rende noto che l’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2 in oggetto, recante chiarimenti in ordine alla portata e all’interpretazione delle norme della legge di bilancio 2026 che introducono detassazioni su alcuni elementi retributivi specifici.
In particolare, la circolare esamina la detassazione degli incrementi retributivi dei rinnovi contrattuali nazionali (paragrafo 1) e quella relativa alle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e indennità di turno (paragrafo 2).
Non è considerata nella circolare la detassazione dei premi di risultato di cui all’articolo 1, comma 9, della legge; ciò in quanto nel caso di specie le modifiche riguardano l’aliquota (che passa dal 5% all’1%) e il limite di importo (da 3mila a 5mila euro), ma non i presupposti e le condizioni che danno luogo al regime fiscale agevolato.
Tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali.
Come ormai noto, l’articolo 1, comma 7, della legge assoggetta a una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026.
La misura si applica a tali lavoratori purchè non abbiano superato nell’anno 2025 il limite di reddito di 33mila euro; per quanto riguarda il personale cui è applicato il CCNL Servizi Ambientali, la misura dovrebbe interessare in linea di massima tutti i lavoratori inquadrati fino al livello 2A (D1s nel nuovo CCNL) e buona parte di quelli inquadrati al livello 3 (C2/C2s nel nuovo CCNL), fatti salvi aspetti soggettivi come ad esempio l’anzianità o lo svolgimento di lavoro straordinario; nei livelli più alti la misura presumibilmente interesserà i lavoratori a tempo parziale e quelli assunti in corso d’anno.
Secondo la circolare dell’Agenzia (vedi pagina 5) l’agevolazione si applica “ai soli incrementi retributivi, previsti dai rinnovi contrattuali interessati, che confluiscono nella retribuzione diretta, vale a dire le dodici mensilità, la tredicesima e la quattordicesima mensilità”.
Si ritiene pertanto che gli incrementi dei minimi retributivi determinati dagli incrementi dei parametri in applicazione dell’Accordo di rinnovo del 9 dicembre 2025, siano interessati dalla fiscalità agevolata.
Pertanto gli importi agevolati sono tutti gli incrementi dei minimi decorrenti da febbraio 2026, sia a seguito della riparametrazione (per i livelli da D2 a C2 – da ex livello J a ex livello 3B), sia in applicazione dell’aumento in misura pari a 86 euro con riferimento al livello C2s (ex livello 3 A), per gli importi erogati fino al 31 dicembre 2026.
Analogamente, saranno agevolate le ulteriori incidenze sui minimi retributivi derivanti dalla retribuzione del mese di ottobre 2026, da cui decorre la seconda tranche di aumenti dei parametri (dal D2s al C2).
Ancora, sempre secondo l’Agenzia delle Entrate, sono inclusi nel regime di tassazione agevolata:
Sono invece espressamente esclusi:
L’Agenzia ricorda inoltre che i redditi assoggettati a tassazione agevolata non concorrono alla formazione del reddito complessivo, al fine di evitare penalizzazioni per il lavoratore in materia di detrazioni.
I lavoratori che nel corso del 2025 abbiano intrattenuto rapporti di lavoro con più datori dovranno fornire all’attuale le informazioni relative ai redditi percepiti attraverso la consegna delle CU o comunque tramite dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Infine, per il versamento dell’imposta sostitutiva le aziende dovranno utilizzare i codici tributo istituiti con la risoluzione dell’Agenzia stessa emanata il 29 gennaio 2026 (n. 3/E).
Tassazione di indennità e maggiorazioni retributive al 15%
Per il periodo d’imposta 2026, l’articolo 1, commi 10 e 11 della legge assoggettano ad una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti del settore privato, a titolo di:
A titolo esemplificativo, rientrano quindi nella definizione della legge le maggiorazioni di cui all’articolo 19, comma 3, lettere “b”, “c”, “d” e comma 12 ovvero le indennità di cui all’articolo 32, lettere “c” (domenicale) e “g” (turni).
In tal caso, il reddito limite per poter beneficiare dell’aliquota agevolata è pari, sempre nell’anno 2025, a 40mila euro.
Sono escluse le somme corrisposte per lavoro straordinario, a meno che non sia notturno o festivo.
In tutti i casi la norma fa riferimento ai CCNL, per cui sono escluse dall’agevolazione maggiorazioni e/o indennità previste da accordi sottoscritti in sede aziendale.
Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa del 2 marzo 2026
La Filippa entra nel Gruppo Séché Environnement
un nuovo traguardo nella gestione sostenibile dei rifiuti e dei servizi ambientali
Séché Environnement, società francese e operatore chiave nella gestione dei rifiuti e nei servizi ambientali e presente in 9 Paesi strategici tra cui l'Italia, ha finalizzato il 27 Febbraio 2026 l'acquisizione de La Filippa SpA, società italiana specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi al servizio dell’economia circolare.
Con sede a Cairo Montenotte (SV), La Filippa è attiva dai primi anni Duemila, quando i fratelli Massimo e Carlo Vaccari, imprenditori liguri di quarta generazione, decidono di diversificare la loro attività investendo nella Green Economy: oggi l’azienda è una discarica moderna, sostenibile e certificata.
«Siamo davvero molto orgogliosi di questo passaggio che vede ora La Filippa all’interno di un gruppo industriale internazionale solido, prestigioso e proiettato al futuro. Séché Environnement è una realtà con cui condividiamo valori e visione d’impresa, coerenti con i nostri principi etici volti al rispetto e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità, dei dipendenti e della comunità locale» ha dichiarato l’Amministratore Delegato, Federico Poli, che evidenzia come questo importante risultato si sia raggiunto solidalmente con tutti i soci, Antonella, Carlo e Massimo Vaccari. Questa la nota della famiglia: «In questi ultimi anni sono stati molti i gruppi e gli investitori finanziari a bussare alla nostra porta, motivo, questo, di orgoglio per aver costruito, qui a Cairo Montenotte, un modello virtuoso e fortemente riconoscibile. La decisione è giunta soltanto ora in quanto l’operazione con la famiglia Séché è fondata su motivazioni, requisiti, valori industriali e non prettamente finanziari. E così garantiamo la continuità, la tutela e la valorizzazione del modello “La Filippa”, fondato sui più autentici valori imprenditoriali con particolare riferimento alla responsabilità sociale e ambientale. Questa è l’eredità di nostro padre, Angelo, che ci ha insegnato come il vero imprenditore debba guardare oltre sé stesso e lasciare impronte positive, in modo da consentire all’impresa di continuare a generare valore condiviso».
Il Gruppo Séché è già presente nel nord Italia con la piattaforma di trattamento rifiuti Mecomer e con Furia Srl, azienda specializzata in interventi di bonifica, trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti speciali. Queste le parole di Maxime Séché, CEO del Gruppo francese;
“L'acquisizione de La Filippa segna una tappa molto importante nel nostro sviluppo europeo. In Italia, La Filippa amplierà la nostra offerta di gestione dei rifiuti e genererà sinergie tangibili all'interno del Gruppo. Questa operazione riflette chiaramente la nostra strategia di sviluppo sostenibile, rafforzando il nostro modello industriale e creando valore a lungo termine ovunque operiamo attraverso una crescita che è al tempo stesso economicamente efficiente e ambientalmente responsabile. Insieme alla famiglia Vaccari, condividiamo una convinzione: la performance economica raggiunge il suo pieno significato solo quando è sostenibilmente allineata agli interessi delle comunità locali e alla transizione ecologica”.
Séché Environnement è un attore di riferimento nella gestione dei rifiuti e nei servizi ambientali. Grazie alla sua esperienza nella creazione di circuiti di economia circolare, decarbonizzazione e controllo dei rischi, e alle tecnologie all'avanguardia sviluppate dal suo dipartimento di ricerca e sviluppo, Séché Environnement contribuisce da quasi 40 anni alla transizione ecologica delle industrie e dei territori, nonché alla tutela della qualità della vita.
Gruppo industriale familiare francese, Séché Environnement supporta i suoi clienti attraverso le sue filiali situate in nove paesi strategici e più di 120 siti in tutto il mondo, tra cui circa 50 siti industriali in Francia. Con circa 7.300 dipendenti, di cui circa 3.000 in Francia, Séché Environnement ha generato un fatturato di 1.110,5 milioni di euro nel 2024, di cui circa il 32% proveniente dalle operazioni internazionali.
Séché Environnement è quotata sull'Euronext Eurolist (compartimento B) dal 27 novembre 1997. Il titolo è incluso negli indici CAC Mid&Small e EnterNext PEA-PME 150. ISIN: FR 0000039139 – Bloomberg: SCHP.FP – Reuters: CCHE.PA.
La Filippa è una discarica di nuova generazione, sostenibile e certificata, per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi, attiva dal 2008 e sita a Cairo Montenotte, in provincia di Savona.
La società, che nel 2024 ha generato un fatturato di circa 13 milioni di euro e un EBITDA di circa 8 milioni di euro, genera ricavi sicuri grazie a una solida reputazione del marchio e a un portafoglio di clienti di lunga data che operano al servizio dell’ambiente secondo i principi dell'economia circolare, garantendo il 70% del fatturato.
La elevata redditività operativa garantisce il mantenimento di un modello virtuoso, finalizzato alla sostenibilità ambientale e all’esercizio della responsabilità sociale per generare valore condiviso.
Contatti:
Relazioni Esterne La Filippa - Sergio Vazzoler - sergio.vazzoler@amapola.it - +39 339 4473382
Si rende disponibile il bollettino mensile prodotta da EuRIC relativa al mese di febbraio 2026.
Nel bollettino sono riportate le attività e gli eventi EuRIC, nonché le tematiche sulle quali le Istituzioni europee sono maggiormente attive.
Buona lettura.
Radiocor de Il Sole 24 Ore, Borsa Italiana, Notiziario degli Autodemolitori, Intermedia Channel, TgYou24, Auto Aziendali Magazine, Inforicambi, Italia-Informa, Adriaeco, Formula Motori, Automobile Magazine
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